Home > coste, energia, energia eolica, fonti rinnovabili, mare, paesaggio, sostenibilità ambientale > La centrale eolica offshore davanti all’Asinara affonda in mare aperto.

La centrale eolica offshore davanti all’Asinara affonda in mare aperto.


centrale eolica off shore, Germania

Ottima notizia al termine della conferenza di servizi relativa al rilascio della concessione demaniale marittima richiesta per il progetto per la realizzazione di una centrale eolica off shore nel Golfo dell’Asinara da parte della società aostana  Seva s.r.l.: la medesima Società proponente, preso atto delle numerose opposizioni formalizzate, ha ritenuto opportuno revocare l’istanza.

Hanno, quindi, raggiunto l’obiettivo gli atti di opposizione presentati contro un progetto devastante e sostanzialmente inutile: le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico, Amici della Terra e Lega per l’Abolizione della Caccia esprimono forte soddisfazione per il risultato ottenuto.

Ricordiamo che in proposito le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico, Amici della Terra e Lega per l’Abolizione della Caccia avevano subito inoltrato (1 giugno 2012) uno specifico atto di opposizione al rilascio della concessione demaniale marittima per la realizzazione della centrale eolica off shore al Direttore del Compartimento marittimo di Porto Torres, interessando, per opportuna conoscenza, il Ministero dell’ambiente, l’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente, il Servizio regionale valutazione impatti, i Comuni di Porto Torres, Sassari e Stintino.

In seguito venivano depositati gli atti di opposizione del Comune di Porto Torres e della Regione autonoma della Sardegna.

L’on. Caterina Pes (P.D.) aveva presentato il 13 giugno 2012 un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’ambiente, della tutela del territorio e del mare e in materia, proprio con il sostegno del Gruppo d’Intervento Giuridico, aveva presentato nel marzo 2011 una proposta di legge per assegnare la competenza sui procedimenti di valutazione di impatto ambientale relativi ai progetti di centrali eoliche off shore alle Regioni interessate.    Importante proposta in un momento di clima opaco ritenuto favorevole al far west eolico.

Quest’ultimo, appena sventato, è l’ennesimo episodio di speculazione eolica in Sardegna: dalle 27 centrali eoliche attuali (453 MW di potenza), se fossero realizzate le altre 34 in attesa di autorizzazione, si giungerebbe a 61 parchi eolici con ben 1.265 MW di potenza.

Basti pensare che oggi l’Isola è del tutto autonoma rispetto alla rete nazionale. Puo contare sulla potenza installata di circa 2.200 MW, pur impiegandone ogni giorno di solito 1.730 (e la notte solo 1.300). Con il  potenziamento dei trasporti via cavo (SAPEI e SACOI) fra Sardegna e la Penisola, non ne potranno esser esportati più di 1.000 MW.    Chi ci guadagna, quindi, nel tenere immagazzinati altri 800 MW originati dall’eolico? Certo non la Collettività.

Gruppo d’Intervento Giuridico, Lega per l’Abolizione della Caccia e Amici della Terra

 

 

centrale eolica a mare

 

da L’Unione Sarda, 29 novembre 2012

Asinara. Rinuncia. Eolico in mare: la società fa dietrofrontGibi Puggioni

Nessun impianto eolico off shore deturperà il Golfo dell’Asinara. La società Seva, che aveva presentato un progetto nell’aprile scorso, ha deciso di rinunciarvi. Lo ha fatto al termine della conferenza di servizi in cui ha dovuto prendere atto delle numerose contestazioni formali presentate da diverse amministrazioni, Regione e Comune di Porto Torres su tutte.

IMPATTO DEVASTANTE. Il progetto Seva avrebbe avuto un impatto enorme sul Golfo dell’Asinara. Prevedeva l’installazione di 28 aerogeneratori, alti 90 metri, con diametro del rotore di 120 per una potenza complessiva di 100 megawatt. L’area individuata per l’installazione dell’impianto era nel Golfo dell’Asinara, di fronte a Fiume Santo, a una distanza minima dalla costa di 150 metri su un’area di tre chilometri quadrati. Un mostro che avrebbe allungato i suoi tentacoli su una zona di mare vastissima e prossima a numerose aree protette. La più vicina è quella delle Saline, dove il Comune di Stintino sta realizzando un progetto per la salvaguardia di uccelli migratori appartenenti a specie in via di estinzione e dello stagno retrostante la spiaggia. Ma la vastità dell’impianto off shore avrebbe minacciato anche l’area marina protetta del parco dell’Asinara.

SINDACO SODDISFATTO. Lo ha ricordato il sindaco di Porto Torres, Beniamino Scarpa, soddisfatto per il ritiro del progetto: «Avevamo presentato formale opposizione al progetto della Seva per il pericolo di una rapida modifica dell’ecosistema e con la volontà di tutelare il paesaggio e la biodiversità. L’impianto eolico off shore – ha continuato il sindaco – avrebbe rappresentato un freno al programma di riqualificazione dell’arenile di Fiume Santo e alla riconversione post-industriale del territorio». La richiesta di concessione demaniale per realizzare il progetto era stato presentato nell’aprile scorso al ministero delle Infrastrutture di cui la Capitaneria di Porto è il braccio operativo. Amministratore unico della società è Stefano De Benedetti, un genovese noto per essere stato uno dei pionieri dello sci estremo.

 

 

(cartografia da La Nuova Sardegna, foto da mailing list ecologista)

  1. Mara
    novembre 29, 2012 alle 3:20 PM

    Non finiremo mai di applaudirvi! Grazie G.R.I.G

  2. icittadiniprimaditutto
    novembre 29, 2012 alle 5:43 PM

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  3. riccardo
    novembre 29, 2012 alle 7:04 PM

    bravi! grazie per il vostro impegno

  4. Porico
    dicembre 3, 2012 alle 7:14 PM

    Un sentito grazie al GRIG. Biasimo per l’inerzia dell’assessorato all’ambiente .

  5. marzo 27, 2013 alle 2:52 PM

    il Comune di Stintino ha fatto benissimo.

    da L’Unione Sarda, 27 marzo 2013
    Stop al parco eolico. (http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20130327085909.pdf)

    Un’azione legale contro l’eolico nel territorio di Stintino. Lo ha deciso il consiglio comunale, lunedì sera, ribadendo la contrarietà alle centrali che stanno sorgendo e che potrebbero sorgere nella Nurra. Progetti per altre 150 pale eoliche e almeno 400 allo studio. «Opere che trasformerebbero in maniera irreversibile il nostro territorio – ha detto il sindaco Antonio Diana – tra l’altro ricco di grandi aree archeologiche come Casteddu. In passato ci siamo opposti con successo e ora stanno tornando alla carica». Per questo, il consiglio comunale ha dato mandato al sindaco di pretendere la convocazione alle conferenze di servizi e avviare azioni legali per impugnare autorizzazioni già rilasciate. «Siamo favorevoli alle energie alternative – ha aggiunto Diana – e nel puc abbiamo inserito premialità per le abitazioni a risparmio energetico, minieolico e fotovoltaico per le aziende agricole. Ma questi grandi parchi danneggiano il nostro futuro agropastorale e turistico». (a.br.)

    ________________________________________

    da La Nuova Sardegna, 27 marzo 2013
    Stintino, il Comune dichiara guerra alle pale eoliche.
    «No allo scempio del territorio, siamo pronti ad azioni legali contro la nascita di nuovi impianti anche ai nostri confini»
    E Mauro Pili lancia un appello al ministro Clini

    No allo scempio di nuove pale eoliche a Stintino, il ministro intervenga immediatamente per salvaguardare il paesaggio che coinvolge direttamente il parco nazionale dell’Asinara e la sua costa. Il deputato del Pdl Mauro Pili ha presentato un’interrogazione urgente al ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, perché valuti con attenzione «quanto sta accadendo nella costa nord ovest della Sardegna con progetti sempre più consistenti di impianti eolici a terra». «Lo scempio di nuove pale deve essere immediatamente fermato, nuovi progetti in quell’area sono una violenza al territorio e alle amministrazioni comunali come quelle di Stintino che si stanno opponendo con determainazione a questo nuovo assalto eolico. Con i progetti presentati nel Comune di Sassari Stintino e la costa saranno circondati da pale». STINTINO Il consiglio comunale ribadisce il no all’eolico sul proprio territorio e dice no a quello eretto di recente in zona Scala Erre, in territorio del Comune di Sassari, e a quelli che si vogliono costruire ai confini comunali. Inoltre darà mandato a un legale per presentare ricorso contro le autorizzazioni a costruire in aree limitrofe al territorio stintinese. Così ieri l’assemblea cittadina ha preso una posizione netta nei confronti delle centrali eoliche e fotovoltaiche che stanno sorgendo e che potrebbero sorgere a poche centinaia di metri da aree Sic e Zps nella Nurra. Il consiglio comunale ha perciò dato mandato al sindaco Antonio Diana e alla giunta di “pretendere la propria convocazione alle conferenze di servizi anche per l’approvazione di impianti da costruire nei comuni limitrofi al territorio di Stintino”. Inoltre, l’assemblea ha autorizzato il primo cittadino a nominare “un legale, per impugnare eventuali autorizzazioni già rilasciate e per portare avanti azioni di protesta che possono sensibilizzare gli enti preposti alle autorizzazioni e dal rilascio delle quali si potrebbe verificare una progressiva e irreversibile svalutazione del territorio”. «Negli anni scorsi – ha detto il primo cittadino – abbiamo avuto mandato dal Consiglio di difendere il territorio in sede regionale, durante la discussione della Vas per due progetti di parchi eolici. In quella occasione ci opponemmo con successo. Ora altre società sono tornate alla carica e a Scala Erre vediamo il risultato. Ci sono altri progetti per 150 pale eoliche e ci sarebbero istanze e sondaggi di società per montare nella Nurra altre 400 pale». Durante la seduta è stato messo in evidenza il fatto che la «costruzione di queste pale, oltre a trasformare in maniera irreversibile il territorio, vincoleranno per anni quelle aree, sulle quali non sarà possibile svolgere attività agricole». Ma per fugare dubbi sul fatto che Stintino non è certo contrario alle energie alternative, Antonio Diana ha ricordato che «nel Puc abbiamo inserito criteri di premialità per la costruzione di abitazioni a risparmio energetico, e ancora il minieolico e il fotovoltaico per le aziende agricole i cui impianti devono possedere determinate dimensioni. Ad aprile poi approveremo il Paes. Ma non possiamo dimenticare che abbiamo avviato progetti europei per la valorizzazione dell’ambiente e dell’habitat di alcune specie di volatili»che potrebbero essere danneggiate proprio dalla presenza di queste pale. «In alcune aree di Pozzo San Nicola, poi, ci sono terreni di grande valenza archeologica – ha ricordato Antonio Diana – come Casteddu che, dagli esperti, è considerata una piccola Barumini ancora tutta da scoprire”. Per l’assessore comunale al Turismo Angelo Schiaffino «Qui si parla di compromettere il futuro agropastorale della Nurra – ha detto – e i vantaggi per gli agricoltori sono momentanei o illusori, anzi questi uccidono le loro aziende. Gli incentivi sono ben altri”. Gli ha fatto eco il consigliere di minoranza Antonio Scano: “Non sono contrario alle energie rinnovabili in sé, ma sono contrario a questo uso meramente speculativo e indiscriminato. La consigliera Francesca Demontis ha fatto presente come un accordo debba essere trovato anche con il vicino comune di Sassari mentre il capogruppo di maggioranza, Gavino Scano, ha anticipato il voto favorevole all’iniziativa presentata in consiglio.

  6. luglio 17, 2013 alle 2:51 PM

    in realtà oltre alla concessione demaniale marittima (competenza del Ministero dei trasporti e delle infrastrutture e – a livello locale – della Capitaneria di Porto di Cagliari), c’è da svolgere il procedimento di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.). Il giornalista lo “dimentica”.

    da L’Unione Sarda, 17 luglio 2013
    Il ritorno dei signori del vento. (Michele Ruffi): http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/78420_Il_ritorno_dei_signori_del_vento.pdf

    ———————–

    Minaccia su trentamila ettari di mare: http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/78422_Minaccia_su_trentamila_ettari_di_mare.pdf

  7. luglio 16, 2014 alle 2:56 PM

    ci han provato (di nuovo) anche nel Golfo di Oristano.

    da Sardinia Post, 16 luglio 2014
    Oristano, 50 pale nel golfo. Eolico offshore bocciato dalla Capitaneria: http://www.sardiniapost.it/cronaca/oristano-50-pale-nel-golfo-eolico-offshore-bocciato-dalla-capitaneria/

    ____________________________________

    da La Nuova Sardegna, 16 luglio 2014
    Oristano dice no al parco eolico in mare davanti al golfo.
    La capitaneria boccia il progetto per 100 pale alte 70 metri. Ma la società Interconsult presenta un ricorso davanti al Tar. (Francesco G. Pinna): http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2014/07/16/news/oristano-dice-no-al-parco-eolico-in-mare-davanti-al-golfo-1.9606005

    _______________________________________

    da L’Unione Sarda, 16 luglio 2014
    No alle pale eoliche a Capo San Marco. “Creano rischi per la navigazione”: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2014/07/16/no_alle_pale_eoliche_a_capo_san_marco_creano_rischi_a_navigazione_e_pesca-6-377936.html

  8. luglio 29, 2014 alle 1:10 PM

    da L’Unione Sarda, 29 luglio 2014
    ORISTANO . La Interconsult voleva realizzare 42 aerogeneratori in mare. Pale eoliche: no del Tar. Nuovo stop al progetto davanti a Tharros e Pistis. (Valeria Pinna) (http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_56_20140729103921.pdf)

    Cala il vento sulle pale eoliche da realizzare nella costa oristanese. Il progetto di un impianto off shore nel mare tra Capo San Marco e Capo Frasca incassa il secondo stop. Dopo quello della Capitaneria di porto di Oristano, arriva anche la bocciatura del Tar del Lazio che ha respinto il ricorso della Interconsult. «Sono prevalenti gli interessi della sicurezza della navigazione rispetto a quelli economici legati a un tale impianto» è il verdetto dei giudici. La società di Genova, però, non si è arresa e si è già rivolta al Consiglio di Stato.
    IL PROGETTO. Nel dicembre 2013 la società aveva presentato al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti la richiesta per una concessione demaniale marittima per cinquant’anni per la realizzazione di un impianto off shore nel golfo di Oristano. Quarantadue pale eoliche, alte cento metri, da sistemare a una quindicina di chilometri da Capo San Marco e altrettanti dalla spiaggia di Pistis. Progetto importante e ambizioso che però non ha vita facile. L’iter per le autorizzazioni è molto complesso e la proposta degli imprenditori liguri inciampa subito.
    IL PARERE. Il ministero aveva incaricato la Capitaneria di porto per effettuare le prime verifiche sulla compatibilità e l’impatto sull’ambiente. Un lungo e attento esame con bocciatura finale per il progetto. «L’eolico off shore della Interconsult comporterebbe gravi rischi per la sicurezza della navigazione – aveva spiegato il comandante Rodolfo Raiteri – in particolare per quanto riguarda le manovre di entrata e uscita delle navi dal porto industriale, soprattutto durante l’inverno». Nella relazione sono state elencate anche le ripercussioni negative che potrebbero esserci per l’ambiente, la fauna e la flora oltre che per l’economia dell’Oristanese in particolare per settori come la pesca e la nautica da diporto. Infine, viene ribadito che le grosse pale in mare non sono una bella cartolina da proporre ai turisti.
    IL RICORSO. La Interconsult aveva presentato ricorso al Tribunale amministrativo regionale del Lazio sostenendo che la competenza per archiviare l’istanza non fosse della Capitaneria di porto ma del ministero. E soprattutto contestava le motivazioni della Guardia costiera relativamente alla sicurezza della navigazione e delle altre attività marittime.
    IL VERDETTO. I giudici del Tar del Lazio (presidente Giuseppe Daniele, consiglieri Maria Grazia Vivarelli e Anna Maria Verlengia) hanno respinto la richiesta della Interconsult per l’annullamento del provvedimento della Capitaneria. «Il provvedimento impugnato motiva con considerazioni puntuali le ragioni dell’incompatibilità del progetto con le caratteristiche dell’area adiacente l’impianto eolico e con la navigazione» scrivono i giudici. E ancora: «Si considerano prevalenti gli interessi della sicurezza in mare rispetto ai pur meritevoli interessi economici legati alla realizzazione di un impianto a energia rinnovabile». Da qui la sentenza che, almeno per adesso, sembra non dare molte possibilità al progetto di realizzare colossi metallici nel mare oristanese. L’ultima parola al Consiglio di Stato.

  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: