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Carloforte, un passo avanti per il recupero della centrale eolica di Nasca.


 

Con il progetto pilota “San Pietro, Isola ecologica del Mediterraneo, il Comune di Carloforte ha programmato di raggiungere entro il 2014 un importante obiettivo: promuovere ed attuare un modello di isola ecologica fondato sulla riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra e sulla valorizzazione integrata delle risorse locali, in modo tale da creare un modello di sviluppo sostenibile e durevole e da garantire, quindi, ai cittadini una migliore qualità della vita in un ambiente salubre. Carloforte, quindi, potrebbe diventare entro il 2014, il primo Comune italiano ad emissioni zero, con un modello che potrebbe essere esportato nel resto d’Italia.

Grazie al progetto, tra le varie azioni previste, è stato possibile progettare la riattivazione (“repowering”) della centrale mista eolico-fotovoltaica di Nasca la quale, negli anni passati, ha vissuto vicende piuttosto travagliate. In primo luogo, attraverso i finanziamenti del progetto pilota, è stato possibile riattivare parzialmente la centrale di Nasca, per la parte fotovoltaica: in seguito a procedura di evidenza pubblica, con la determinazione n. 503 del 23.06.2010 la A.T.I. Calypso Engineering Spa – Leiwind Spa veniva aggiudicato l’affidamento della concessione di diritto di superficie su terreno comunale nella loc. Nasca per la realizzazione, manutenzione, e gestione della centrale eolico-fotovoltaica, e il 28.09.2010 veniva sottoscritta la relativa convenzione tra il Comune di Carloforte e la società di progetto Carloforte Energie Rinnovabili Spa, costituitasi ai sensi dell’art. 8 del bando/disciplinare. Sempre in relazione all’impianto fotovoltaico esistente, il 27 giugno 2011 è stata inoltrata al Comune di Carloforte una richiesta di P.A.S. ai sensi del d. lgs. n. 28/2011 per un intervento di modifica non sostanziale consistente nell’incremento della capacità produttiva sino a 999 kW ed il 30 agosto 2011 il Comune ha rilasciato l’autorizzazione all’esecuzione dei lavori. Attualmente, quindi, l’impianto fotovoltaico di Nasca risulta attivo con una capacità produttiva pari a 999 kW.

Per quanto concerne, invece, la parte eolica dell’impianto, essendo l’Isola di San Pietro un Sito d’Importanza Comunitaria (S.I.C.) quindi, ai sensi dell’art. 5 del D.P.R. 357/97, i soggetti che intendono proporre interventi sul territorio del S.I.C. che possono avere incidenze significative sul sito stesso, devono osservare la procedura relativa alla valutazione di incidenza, attraverso la presentazione di uno studio finalizzato a valutare gli effetti delle opere sul sito. E così, la società Carloforte energie rinnovabili presentava al “Servizio della sostenibilità ambientale, valutazione impatti e sistemi informativi ambientali” dell’Assessorato alla Difesa dell’Ambiente della Regione Autonoma della Sardegna, la documentazione relativa “Recupero e potenziamento impianto eolico fotovoltaico esistente in loc. Nasca – fase eolico”. Quindi, con la determinazione n. 20249/948 del 28.08.2012, il Direttore del Servizio ha espresso, ai sensi dell’art.5 del DPR 357/97 e s.m.i.  giudizio positivo di valutazione di incidenza alla realizzazione del progetto di “Recupero e potenziamento impianto eolico fotovoltaico esistente in loc. Nasca – fase eolico” nel Comune di Carloforte, imponendo, peraltro, l’osservanza di alcune prescrizioni, tra le quali: la riduzione degli impianti eolici a 2, anzichè a tre come previsto; la realizzazione di un impianto esclusivamente sulla area di sedime del precedente e pertanto arretrato di circa 60 metri rispetto alla posizione di progetto; per quanto riguarda il terzo generatore (ora secondo) la pista e la piazzola circostante la fondazione dovranno essere realizzate interessando la minore superficie possibile. Inoltre, tutti i lavori ricadenti nella fascia dei 700 metri dalla linea di costa dovranno essere interrotti nel periodo intercorrente fra il 30 settembre e il 15 marzo.

Si tratta, quindi, di un ulteriore passo dell’Isola di San Pietro verso l’indipendenza energetica, fondata sull’utilizzo di energie alternative.

Carloforte, Nasca, centrale mista eolico-fotovoltaica (anni ’90 del secolo scorso)

Di seguito, un breve riepilogo della storia della centrale di Nasca.

Nel 1992, la Società Ansaldo Industria S.p.A. ha realizzato nel comune di Carloforte (in località Nasca) un impianto misto eolico-fotovoltaico per complessivi 1560 kWp, di cui 960 kWp eolico e 600 kWp fotovoltaico. Soltanto nel 2003, dopo nuovi interventi di adeguamento da parte della società realizzatrice del gruppo Ansaldo, l’impianto misto è stato consegnato in perfetta efficienza al Comune di Carloforte. Per anni, la centrale risultava essere abbandonata: le pale eoliche, praticamente irrecuperabili, di vecchia generazione, turbine a due pale, e soprattutto risultavano danneggiate perché durante la rotazione, esse hanno urtato contro il palo di sostegno della navicella.
L’impianto fotovoltaico era costituito da pannelli a silicio policristallino e, a causa dello stato di abbandono, è stato oggetto di ripetute incursioni che hanno danneggiato una gran parte dei pannelli installati. Le strutture di sostegno dei pannelli erano in parte irrecuperabili poiché danneggiate dalle intemperie. L’intervento, quindi, è sempre stato considerato come il primo passo obbligatorio per rendere l’isola di Carloforte energeticamente indipendente. Perseguendo questa strada sarà possibile creare un microsistema (isola) ad “emissione zero”. La riattivazione della centrale NASCA, permette di accedere a specifici meccanismi nazionale di incentivazione dell’energia prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili. In particolare per la quota parte di energia prodotta da eolico si potrà utilizzare il meccanismo dei certificati verdi e per la quota parte relativa all’energia elettrica prodotta da fonte solare fotovoltaici, si potrà utilizzare il meccanismo del “Nuovo Conto Energia”. Per la vendita dell’energia elettrica, invece, si potrà optare per il “ritiro dedicato”.
Si ipotizza che la potenza installabile con il “repowering” della centrale di Nasca sarà di circa 3,55 MW (2,55 MW di Eolico e 1 MWp di fotovoltaico), con una producibilità totale di energia pari a circa 6.200.000 kwh/anno, che porterebbe ad evitare l’emissione di CO2 in atmosfera pari a circa 4.960.000 kgCO2/anno.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

Maggiori info:
Determinazione n. 20249/948 del 28.08.2012;
D.P.R. N. 357/97.

  1. Nicola P.
    settembre 19, 2012 alle 9:55 am

    Ma è opportuno riconfermare l’installazione di due pale eoliche in un Sito di Importanza Comunitaria e, se non erro, all’interno di una Zona di Protezione Speciale? E’ possibile avere un link alla Valutazione di Incidenza? Dovrà essere effettuato un monitoraggio molto accurato e intensivo delle fasi di cantiere ed esercizio. Rimango dell’idea che sia abbastanza scandaloso!

    • settembre 19, 2012 alle 6:25 pm

      la centrale mista di Nasca è stata realizzata in quel sito nel 1992 e finora non si è verificata alcuna interferenza con l’avifauna selvatica, forse perchè si è trattato di 3 sole “pale eoliche” con altezza (al mozzo) di 50 mt.
      Il progetto autorizzato prevede 2 soli nuovi generatori eolici nel medesimo sito, con una serie di mitigazioni ambientali e diverse condizioni imposte.
      La relazione di incidenza ambientale (e la relativa procedura) devono ovviamente tener conto della presenza di avifauna selvatica e prevedere gli opportuni monitoraggi.
      Proveremo ad acquisirla.

      • Nicola P.
        settembre 19, 2012 alle 7:00 pm

        Grazie per il tenativo di acquisizione della VINCA. Spero che l’assenza di interferenza sia stata verificata sul campo con monitoraggi ad hoc. I rischi che si corrono per l’avifauna su un’isola (S. Pietro) utilizzata dai principali flussi migratori della Sardegna occidentale mettono in allerta. Anche 2 “sole” pale possono fare parecchi danni in aree ad alta concentrazione di uccelli veleggiatori!

  2. settembre 19, 2012 alle 9:57 am

    Per quanto concerne, invece, la parte eolica dell’impianto, essendo l’Isola di San Pietro un Sito d’Importanza Comunitaria (S.I.C.) quindi, ai sensi dell’art. 5 del D.P.R. 357/97, i soggetti che intendono proporre interventi sul territorio del S.I.C. che possono avere incidenze significative sul sito stesso, devono osservare la procedura relativa alla valutazione di incidenza, attraverso la presentazione di uno studio finalizzato a valutare gli effetti delle opere sul sito. E così, la società Carloforte energie rinnovabili presentava al “Servizio della sostenibilità ambientale, valutazione impatti e sistemi informativi ambientali” dell’Assessorato alla Difesa dell’Ambiente della Regione Autonoma della Sardegna, la documentazione relativa “Recupero e potenziamento impianto eolico fotovoltaico esistente in loc. Nasca – fase eolico”. Quindi, con la determinazione n. 20249/948 del 28.08.2012, il Direttore del Servizio ha espresso, ai sensi dell’art.5 del DPR 357/97 e s.m.i. giudizio positivo di valutazione di incidenza alla realizzazione del progetto di “Recupero e potenziamento impianto eolico fotovoltaico esistente in loc. Nasca – fase eolico” nel Comune di Carloforte, imponendo, peraltro, l’osservanza di alcune prescrizioni, tra le quali: la riduzione degli impianti eolici a 2, anzichè a tre come previsto; la realizzazione di un impianto esclusivamente sulla area di sedime del precedente e pertanto arretrato di circa 60 metri rispetto alla posizione di progetto; per quanto riguarda il terzo generatore (ora secondo) la pista e la piazzola circostante la fondazione dovranno essere realizzate interessando la minore superficie possibile. Inoltre, tutti i lavori ricadenti nella fascia dei 700 metri dalla linea di costa dovranno essere interrotti nel periodo intercorrente fra il 30 settembre e il 15 marzo.

  3. icittadiniprimaditutto
    settembre 19, 2012 alle 10:10 am

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  4. Francesco
    settembre 20, 2012 alle 2:17 pm

    questa frase non corrisponde al vero…
    “Soltanto nel 2003, dopo nuovi interventi di adeguamento da parte della società realizzatrice del gruppo Ansaldo, l’impianto misto è stato consegnato in perfetta efficienza al Comune di Carloforte”

    • settembre 20, 2012 alle 3:52 pm

      buonasera Francesco, ha elementi per dimostrare quanto afferma? Può inviarceli all’indirizzo di posta elettronica grigsardegna5@gmail.com?
      A noi risulta così, per cui, se fosse in possesso di elementi a sostegno di quanto afferma, saremmo molto felici se potesse fornirceli. Grazie!

  5. Francesco
    settembre 20, 2012 alle 9:59 pm

    è molto semplice basta chiedere ai 4 ex dipendenti S.E.A.
    Credo che il passaggio sia avvenuto prima di quella data.
    Due licenziati in quel periodo se non prima e due assorbiti in Municipalizzata S.r.l./S.p.A (Fallita, Cappellacci docet) dall’attuale sindaco.
    Vi ricordo se non lo sapete che della S.E.A. faceva parte anche il fratello dell’attuale sindaco.

    • settembre 20, 2012 alle 10:03 pm

      non pare una “prova” molto decisiva, Francesco. Tantomeno l’organigramma della Soc. Municipalizzata di Carloforte.

  6. Nora Gugume
    settembre 21, 2012 alle 6:45 pm

    Resta il fatto che è un tentativo intelligente per sfranchirsi dai combustibili fossili.
    L’impianto sembra insignificante, o comunque tollerabile, dal punto di vista ambientale.
    La finalità è indiscutibilmente valida.

  7. dicembre 13, 2012 alle 2:52 pm

    da La Nuova Sardegna, 13 dicembre 2012
    CARLOFORTE. Nasca, i conti della centrale verde. Ma la parte eolica per ritardi burocratici non è ancora operativa.

    CARLOFORTE. Prima anno di produzione energetica per il nuovo impianto fotovoltaico di Nasca, entrato in funzione nell’ottobre del 2011, grazie ai fondi del protocollo “Isola Ecologica”. Con la contestuale vendita di corrente al gestore della rete pubblica, i cui proventi andranno ripartiti tra la società concessionaria ed il Comune. In base alla convenzione sottoscritta in fase di realizzazione del parco solare da 1 megawatt, il Comune deve trasferire alla Carloforte Energie Rinnovabili spa (gestore dell’impianto per 25 anni), i ricavi della vendita energetica, ricevendo dalla società, a sua volta, una quota fissa ed una variabile sulla produzione. Dalla prima mezza dozzina di fatture del 2012, emergono ricavi per circa 140 mila euro, con un ritorno, nelle casse comunali, di 50 mila euro di quota fissa e 0,044 euro per ogni chilowattora generato. Secondo quanto deciso dalla giunta Stefanelli, le risorse sono destinate a finanziarie la nuova condotta idrica in località Banchi, portando l’acqua corrente alle molte utenze della zona. Ma l’impianto di Nasca, nato sulle ceneri della vecchia centrale, risulta ancora carente della parte eolica, che dovrebbe fornire il maggior flusso energetico.

    • marzo 6, 2013 alle 2:48 pm

      da La Nuova Sardegna, 28 febbraio 2013
      CARLOFORTE: A Nasca 470 mila euro di incentivi verdi. (Simone Repetto)

      E’ di circa 470 mila euro la prima quota annuale di incentivi “verdi” statali generati dalla nuova centrale fotovoltaica di Nasca, entrata in funzione nell’ottobre 2011. Una parte degli introiti incassati dal gestore andrà trasferita nelle casse comunali.

  8. novembre 2, 2013 alle 1:43 pm

    da La Nuova Sardegna, 2 novembre 2013
    CARLOFORTE. Energia dal vento, numeri positivi. Ma resta in sospeso la sostituzione delle tre pale eoliche a Nasca. (Simone Repetto

    CARLOFORTE. Sta per concludersi il secondo anno di produzione energetica per il nuovo impianto fotovoltaico di Nasca, con ricavi da produzione energetica per 178 mila euro nei primi cinque mesi del 2013. Ma non ci sono novità per l’attesa sostituzione delle tre pale eoliche, che potrebbero – grazie all’energia prodotta dal vento – incassi molto più rilevanti rispetto agli attuali, dovuti alla vendita di corrente al gestore della rete pubblica, con i proventi ripartiti tra la società concessionaria e il Comune. In base alla convenzione sottoscritta con la realizzazione del parco solare da un megawatt, il Comune deve trasferire alla Carloforte Energie Rinnovabili spa (gestore dell’impianto per 25 anni), i ricavi della vendita energetica, ricevendo dalla società, a sua volta, una quota fissa ed una variabile sulla produzione. Ma il cambio dei tre aero-generatori attuali, per quasi 1 megawatt ciascuno, è sempre fermo tra le pastoie burocratiche. La Regione, anche a causa della diversa proprietà dei terreni dell’area, aveva auspicato la costruzione di sole due pale eoliche, riducendo così la capacità produttiva iniziale. Ad oggi tutto è ancora fermo, mentre l’isola sta perdendo preziose risorse finanziarie esterne.

    —————-

    Rischia di crollare il “fungo” di pietra.

    Dopo le colonne, un altro simbolo naturalistico carolino sta crollando: il fungo. La scultura naturale che si trova in località Pulpito ha perso metà del suo “cappello” e rischia il crollo totale, se non verranno compiuti dei restauri. Come nel caso delle colonne (una delle quali ha perso metà della sua forma storica), il dibattito tra favorevoli e contrari all’intervento umano è sempre presente.

    • Carlo Forte
      gennaio 10, 2017 alle 4:20 pm

      Rischia di crollare il fungo?Ma di cazzate stiamo parlando?Perchè non parlate un po di tutti gli accessi al mare che stanno chiudendo questi 4 prepotenti che con 4 soldi si comprano tutto e tutti….

  9. gennaio 10, 2017 alle 2:48 pm

    da La Nuova Sardegna, 9 gennaio 2017
    Carloforte, pale eoliche pericolanti: interdetta la zona di Nasca.
    Finisce nel degrado il progetto sperimentale nazionale in cui era coinvolta anche l’Ansaldo. (Simone Repetto): http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2017/01/09/news/carloforte-pale-eoliche-pericolanti-interdetta-la-zona-di-nasca-1.14686873?ref=hfnscaer-3&refresh_ce

  10. Carlo Forte
    gennaio 10, 2017 alle 4:15 pm

    Il progetto Nasca era già una speculazione sul nascere……e lo stato di degrado non è certo un fatto da attribuire all’attuale amministrazione.Vogliamo parlare anche del progetto nasca 2000?

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