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Cemento e palline da golf sulla costa dei Grifoni? Se lo possono scordare.


Eccoli, a distanza di dieci anni ritornano.   La solita società immobiliare, in questo caso la Condotte Immobiliare s.p.a. (Gruppo Ferfina), non contenta dell’immane budget volumetrico (circa 400 mila metri cubi) acquisito fra Bosa e il mare agli inizi del nuovo millennio con un’azione di contrasto in splendida e amara solitudine da parte delle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico e dall’on. Monica Frassoni (Verdi), ora ritorna a farsi sotto: l’obiettivo è la costa dei Grifoni, fra Bosa e Alghero.

Ecco, testuale: “Bosa Colores – BOSA (OR),

Progetto di sviluppo sulla costa nord occidentale della Sardegna, uno dei pochi tratti ancora sconosciuti al turismo di massa. In prossimità del centro storico della caratteristica cittadina di Bosa, il sito è racchiuso fra il verde della macchia mediterranea ed il blu del mare sardo. Bosa conserva intatti l’atmosfera ed i tratti tipici del passato ed affascina per la vitalità dei suoi colori, l’originalità delle architetture, la varietà delle risorse naturali e delle tradizioni popolari. Il progetto Bosa Colores, disposto su tre grandi aree dalle caratteristiche eterogenee, prevede principalmente iniziative a destinazione turistico-ricettiva di varia tipologia: hotel a 3 e 5 stelle, centri benessere e spa, infrastrutture per convegni e congressi, impianti balneari, campi da golf, strutture per escursioni, falconeria, bird-watching, tiro con l’arco, etc. In una delle aree è previsto anche lo sviluppo di un complesso residenziale nel quale saranno costruiti tre edifici con appartamenti ben rifiniti e di varie metrature. Tutte le strutture, non invasive e di alta qualità, saranno costruite con l’utilizzo delle più moderne tecniche di bio-edilizia e nel rispetto dell’ambiente circostante”.

Grifone (Gyps fulvus)

Poi, ancora più in dettaglio.

Nei 247 ettari di Tentizzos, sull’incontaminata costa fra Bosa e Alghero, regno dei Grifoni (Gyps fulvus) e di altri rapaci, in uno straordinario contesto ecologico, tutelato con vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) e sito di importanza comunitaria (direttiva n. 92/43/CEE) questo sciagurato progetto speculativo vorrebbe colare 75 mila metri cubi di volumetrie per hotel, residence, ville, servizi, l’immancabile campo da golf da 18 buche (in una costa alta e rocciosa…) con club house.

Il progetto sarebbe legato a quella legge regionale n. 19/2011 di sostegno al golf finita davanti alla Corte costituzionale su ricorso del Governo e segnalazione proprio delle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico.

Stiano sereni e si mettano l’anima in pace speculatori e supporters d’ogni ordine e grado: le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico (con la speranza di non esser soli) si opporranno in tutte le sedi e con tutti i mezzi a disposizione per contrastare un vero e proprio scempio annunciato.

Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico

 

 

da La Nuova Sardegna, 17 settembre 2012

BOSA. AMBIENTE E TURISMO.   Sulla costa dei grifoni 100mila metri cubi.  Il progetto residenziale alberghiero (con golf su 100 ettari) di Condotte Immobiliare in un’area incontaminata.   Giampaolo Meloni
BOSA. Centomila metri cubi in arrivo a ridosso del Temo. Compreso, come d’obbligo di questi tempi, un campo da golf da primato europeo. Il progetto della Condotte Immobiliare prende forma dopo laboriose evoluzioni di un piano d’insediamenti residenziali e turistici nato quindici anni fa. Quella soluzione non conobbe grandi successi e ha partorito dopo oltre dieci anni solo il primo (e forse ultimo) di quattro giganteschi scatoloni (60 appartamenti super rifiniti per ciascuno) sui quali impatta la vista dei visitatori in arrivo dal versante oristanese appena s’affacciano sullo spettacolare panorama di Bosa Marina. Quelli che in una riduzione satirico architettonica adottata dai meno appassionati sembrano giganteschi topi senza capo né coda, non dovrebbero nascere più. Il sindaco Pier Franco Casula e la sua amministrazione hanno chiesto una revisione del progetto. I trentamila metri cubi che avrebbero soffocato Bosa Marina nell’area sul prolungamento di via Napoli, dovranno essere “delocalizzati”, vale a dire realizzati da un’altra parte. L’operazione è stata messa a punto dalla Condotte Immobiliare, imparentata con Impregilo attraverso un complesso innesto di quote proprietarie. Condotte fa capo (ne controlla il 99,6 per cento) del Gruppo Ferfina, ed è il terzo gruppo italiano di costruzioni nel settore real estate. Tentizzos. Condotte immobiliare, che controlla la Bosa Sviluppo, società madre del progetto originario animata da un gruppo locale di professionisti, è proprietaria di tre aree: la prima di 16 ettari e mezzo a Campu ‘e Mari, la seconda di 73 ettari a Sa Sea e la terza di 247 ettari a Tentizzos, circa dieci chilometri oltre Bosa, sulla strada per Alghero, di fronte alla Torre Argentina, all’altezza della Casa del vento. In questa fascia costiera a valle della strada che regala un panorama straordinario, incontaminato, delineato su un disegno naturale di rocce levigate dal mare e insenature da brivido, dovrebbe sorgere (su cento ettari) il golf da 18 buche con club house. Sulla collina alle spalle dell’asfalto, luogo unico nel quale nidificano e vivono indisturbati i grifoni (unica colonia autoctona italiana), tra domus de janas e vecchie strutture minerarie dovrebbero prendere forma 75mila metri cubi (40 per cento alberghiero, il resto in villette e borghi) incastonati tra la vegetazione. I trentamila metri cubi previsti a Campu ‘e Mare verrebbero trasferiti a Sa Sea, nell’area di una vecchia cava sul fronte della foce del fiume. «La nostra amministrazione vuole puntare più sulla qualità che sulla quantità», ha osservato il sindaco Pier Franco Casula per marcare il passaggio tra la prima lottizzazione approvata nel 2004 (dalla quale è nato lo scatolone) e il progetto presentato l’altro ieri sera in un’assemblea popolare e sulla quale, oltre la valutazione possibilista ma anche cauta del sindaco, matura una sventagliata di perplessità. I dubbi. La prima delle incertezze riguarda le regole: i 30mila metri cubi si possono realizzare solo se c’è un altro intervento con campo da golf incastonato (ed ecco messo su carta l’insediamento adiacente dei 75mila metri cubi). Ma questi tasselli del progetto potranno andare avanti solo se sarà approvata (al momento giace sulle braci dello scontro politico) la legge regionale sul golf e questo insediamento sarà compatibile. Ma se anche tutto andasse a questo modo, quei centomila metri cubi sulla costa potranno essere la scelta migliore? Il primo a non esserne convinto è l’assessore dell’Urbanistica Sergio Rosa: «Prima si dovrà pensare all’insediamento residenziale a Campu ‘e Mare, rivedere la tipologia residenziale e poi si vedrà il resto con l’alberghiero e gli altri insediamenti». Una questione di tempi, ma non solo, è quella che suggerisce il capogruppo del Pd nel consiglio comunale (opposizione) Luigi Mastino: «Intanto c’è una legislazione non definita. Inoltre, se questo è il miglioramento del vecchio progetto che nei fatti ha dato risultati non buoni, e dobbiamo prefigurare, almeno in ipotesi, una riduzione della costa e della sua fruibilità, beh! sarebbe preoccupante. Comunque mi lascia perplesso la tempistica degli interventi: perché vorrebbero puntare prima sull’alberghiero sul fronte mare anzichè sul residenziale?». Il marketing. A spiegare la versione aggiornata dell’investimento è l’amministratore delegato di Condotte, Giuseppe Vadalà: «Un’indagine attraverso grandi catene turistiche internazionali riscontra entusiasmo su Bosa, ma occorre lavorare molto sul marketing e il contesto locale non è pronto per grandi investimenti». A spiegare la necessità di mettere metri cubi d’architettura turistica accanto alle domus de janas sarebbe, sempre secondo le indagini riscontrate da Vadalà, l’appetibilità di Sa Sea (i 30mila metri) solo se vi fosse l’immediata disponibilità di strutture turistiche, prima fra tutte il golf, un gigantesco green destinato a seppellire l’andamento collinare della costa e la macchia mediterranea. Sono in ballo investimenti per oltre 170 milioni in 15 anni. E in tempi di crisi, ragiona qualcuno, il cuore direbbe no ma la pancia suggerisce altro. C’è chi però trova i timori condivisibili. Tra questi c’è Salvatore Pusceddu, gruppo Udc nel consiglio comunale (opposizione): «Salta agli occhi che le scelte fatte nel Piano urbanistico nel 1998 sono condizionate dal Piano paesaggistico regionale: si fecero scelte che erano controcorrente, puntavano sulla valorizzazione della città anche per poter usufruire delle coste con interesse turistico ma senza devastarle. Era la strategia vincente. Dobbiamo dare risposte al cittadino, alle esigenze abitative e non ci possiamo imbarcare in un piano che a dir poco è un sogno». Puc stravolto. Altrettanto netto Silvano Cadoni, già sindaco di Bosa fino al 2001, ora capogruppo del Psd’Az nell’assemblea civica: «E’ un preliminare senza certezze di legge e finanziarie. Stravolge le proporzioni tra residenziale e alberghiero e si vuole entrare con un grimaldello procedurale per realizzare 75mila metri cubi». Cadoni ricorda che il Puc di Bosa prevedeva il recupero delle vecchie strutture minerarie, non certo una valanga di seconde case. Seppure si delineasse una prospettiva di crescita, l’idea lascerebbe sul campo una città ansimante: 400 appartamenti invenduti nel cuore di Bosa, 800mila metri cubi di urbanistica del centro storico, a Sa Costa, che potrebbero dare vita a un sistema di albergo diffuso. L’altra faccia della prospettiva è lo scatolone costruito a Campu’e Mare, con appartamenti da 40 a 90 metri quadrati messi in vendita due anni fa a 2450 euro per metro quadro, oggi calati a 1700. In questa situazione sarà problematico sperare per il Comune nell’incasso di un milione e mezzo di euro all’anno di Imu dai nuovi insediamenti.

Sardegna, macchia mediterranea sul mare

LE CIFRE. 

150: Costo in milioni dell’investimento; 10: Costo in milioni del campo da golf 18 buche; 2024: Anno di conclusione dei lavori; 1800: Occupati nei dieci anni di lavori. A regime sono previsti 500 dipendenti.

 

In un’assemblea popolare i dubbi della città. L’investimento presentato nell’aula consiliare. Il sindaco: decideremo coinvolgendo tuttiAlessandro Farina

BOSA. A tratti il dibattito sulla bozza progettuale elaborata da Condotte sui possibili insediamenti turistici a Sa Sea, Tentizzos-Sa Miniera e Campu ’e Mare, presentata nella riunione di mercoledì sera nell’aula consiliare di piazza Carmine, è stato duro e teso. Ma nel complesso, tutto compreso (precedenti storici inclusi, in tema di sviluppo sulla costa), le varie posizioni si sono confrontate in una pacata discussione. Anche perché siamo ancora agli inizi del percorso progettuale, che deve fare i conti anche con i vincoli già esistenti nell’incontaminato tratto di costa che ricade nell’area Sic (sito di intresse comunitario) del Marrargiu. Un primo incontro quindi, che fa chiarezza sulle scelte che Condotte Immobiliare propone alla città del Temo. Percorso che il grande gruppo imprenditoriale vorrebbe intraprendere per rendere “appetibile” Bosa ai grandi del mercato internazionale delle vacanze: questo l’obiettivo del cambio di rotta rispetto al precedente costituito dal complesso di Campu ’e Mare, i trecentoventi ettari che si sommano nell’area urbana e lungo la costa. Considerato quindi che da queste parti il pilastro dell’artigianato, edilizia in primo luogo, si è schiantato sul terreno della crisi generale, con agricoltura e pesca che da tempo hanno alzato bandiera bianca, in molti sono convinti che lo sviluppo della città del Temo passi inesorabilmente attraverso la evolutiva cruna dell’ago di servizi e strutture turistiche di qualità. Ma se l’obiettivo è probabilmente comune, le ricette, questa l’impressione (in particolare per il ruolo che dovrebbe giocare la costa del Grifone) appaiono quantomeno distanti. La bozza progettuale insomma, forse già alla luce di quanto emerso, potrebbe presto arricchirsi di notevoli variabili, che rispondano ai dubbi e alle segnalazioni affiorate dagli ambienti politici come dal pubblico presente in sala già mercoledì sera, necessarie per contemperare esigenze di tutela ambientale e indiscutibili pretese di mercato, ossia i due piatti della bilancia da equilibrare. In un percorso, ha comunque precisato il sindaco Pierfranco Casula, che oltre che con Condotte «andrà affrontato con il coinvolgimento delle forze politiche, della parti sociali e dei cittadini».

(foto S.D., archivio GrIG)

  1. icittadiniprimaditutto
    settembre 17, 2012 alle 3:58 pm

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. Mara
    settembre 17, 2012 alle 3:58 pm

    Ho guardato il rendering del progetto. “Nel rispetto dell’ambiente circostante” è una bella frase priva di significato: ma avete visto QUANTO sono brutte le ville? Non c’entrano nulla con l’ambiente circostante che se ne infischia di sicuro di essere “rispettato” se nel contempo lo violenti.
    Opposizione in tutte le sedi e con tutti i mezzi. Sono con voi.

  3. Juri
    settembre 17, 2012 alle 4:28 pm

    Il bello è che loro stessi esaltano esattamente ciò che poi annunciano di voler distruggere

  4. Giovanni
    settembre 17, 2012 alle 4:38 pm

    maledetti, non passerete.

  5. capitonegatto
    settembre 17, 2012 alle 6:03 pm

    E’ probabile che qualcuno si s..cappell..era’ davanti ai cementieri di turno.
    Ma il governo non e’ in procinto di fare una legge che blocchi la cementificazione ?

  6. settembre 17, 2012 alle 6:18 pm

    Cari amici del grig e amici della terra non siete soli, i media anche da voi citati riportano quello che pare loro; riportano i pareri dell’opposizione in Comune ( PD e PSDAZ). Erano presenti alla riunione ma non hanno parlato, poi magicamente il loro parere appare sull’articolo della Nuova Sardegna. Prima hanno visto l’aria che tira poi fuori da possibile contradditorio si dicono perplessi.
    Durante la riunione invece molte sono state le opinioni decisamente contrarie, tra le quali anche noi del Comitato Acqua Bene Comune di Planargia e Montiferro.
    Noi con voi e tutti quelli che saranno d’accordo faremo in modo che questa scelleratezza non avvenga.

    Riccardo Chiozzi, del Comitato Acqua Bene Comune di Planargia e Montiferro

  7. Angelo Pisanu
    settembre 17, 2012 alle 7:07 pm

    Riccardo, bisogna dire, a onor del vero, che almeno il PD con L. Mastino aveva già espresso qualche perplessità sulla stampa in precedenza, anche se avremmo auspicato un netto rifiuto, una maggiore consapevolezza della fregatura che sta dietro il progetto. Al contrario il Psd’az con S. Cadoni è intervenuto durante l’assemblea, ma per quisquiglie sul metodo e tempi di spostamento delle volumetrie, mentre mi pare che non abbia niente da dire ‘sul progetto’ in sé stesso.

    è tutto videoregistrato, siamo in attesa di capire, visto che l’ing. Vadalà ha chiesto esplicitamente di non farlo, se possiamo legalmente mettere tutto su youtube, presentazione e discussione. FORSE QUALCUNO CI PUò ILLUMINARE SU QUESTO?

    tutto ciò non stupisce. stupisce magari la posizione di SEL (dove E sta per Ecologia) di Bosa sulla stampa, posizione più che possibilista

    conforta invece il fatto che non siano stati solo i ‘soliti noti’ a scagliarsi contro, ma tante persone ‘normali’.

    SALUTO CON FAVORE L’IMMEDIATA REAZIONE DEL GRIG

    RICORDO ANCHE CHE molti di quei buchi nelle rocce che si incontrano nelLA ZONA DEL GOLF Sono evdentemente DOMUS DE JANAS, mentre la parte destinata al RESIDENZIALE COMPRENDE LE VECCHIE CASE DEI MINATORI, ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE

    un consiglio per il Consiglio, e per la Giunta: lavorate su cose fattibili se davvero tenete ai disoccupati di Bosa, non su chimere, altrimenti significa che dei disoccupati di Bosa niente vi importa.
    un messaggio particolare al Sindaco: è passato sott’ordine il tuo fugace accenno agli handicappati che dovrebbero poter andare a Cumpoltitu. Si tratta di una strumentalizzazione, evidentemente, se vuoi ne parliamo. A presto!

    Angelo Pisanu

  8. settembre 17, 2012 alle 9:44 pm

    Spesso gli amministratori locali, pur di fare cassa, oltre alle “mance” o tangenti sottobanco, sono pronti a qualsiasi delitto ambientale persino in Alto Adige dove sino ad oggi l’ambiente veniva conservato e garantito dalla presenza dei contadini e degli allevatori. Poi a violentare l’ambiente ci hanno pensato i sindaci con l’avallo del presidente della provincia aitonoma di Bolzano che è in carica credo da almeno 25 anni!

  9. settembre 18, 2012 alle 3:05 pm

    da La Nuova Sardegna, 18 settembre 2012
    Gli ambientalisti: scordatevi il golf sulla costa dei grifoni.
    Bosa, il Gruppo di intervento giuridico parte all’attacco del progetto da 100mila metri cubi di Condotte. (Alessandro Farina)

    BOSA. «Cemento e palline da golf sulla costa dei grifoni? Se lo possono scordare». Il Gruppo di intervento giuridico e gli Amici della Terra tracciano pesanti righe rosse e blu sulla bozza di progetto presentata nei giorni scorsi da Condotte Spa, che nella costa a nord di Bosa ipotizza, in un più ampio piano che prevede alcune strutture turistiche e ricettive, anche la realizzazione del green a diciotto buche a Tentizzos e di un insediamento nella vicina zona di Sa Miniera. Idea che le associazioni ambientaliste definiscono senza mezzi termini «uno scempio», annunciando l’immediata ferma opposizione a tutti i livelli. Secondo Amici della Terra e Gruppo di intervento giuridico, Condotte Spa, «non contenta dell’immane budget volumetrico (circa 400mila metri cubi) acquisito fra Bosa e il mare agli inizi del nuovo millennio, con la sola azione di contrasto, in splendida e amara solitudine da parte delle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’intervento giuridico, ora ritorna a farsi sotto: l’obiettivo è la costa dei grifoni, fra Bosa e Alghero». Così si legge nella premessa che contesta il progetto presentato anche in una affollata assemblea popolare tenutasi a Bosa nei giorni scorsi, e del quale ora si discute animatamente, sul fronte politico come su quello civile in città. Progetto che, dopo la richiesta dell’amministrazione civica di rimodulazione della tipologia edilizia e delle volumetrie alla periferia di Bosa Marina, prevede secondo Condotte la realizzazione di strutture turistiche a cinque stelle a Sa Sea, dove verrebbero spostati 35mila metri cubi inclusi oggi nell’area di Campu ’e Mare. Alla delocalizzazione però – queste le condizioni che secondo il colosso delle costruzioni impone il mercato – sarebbe legata la necessità di realizzare, obiettivo la destagionalizzazione turistica, un campo da golf più club house a Tentizzos, sulla costa a nord, e volumetrie per strutture turistiche e residenziali nella zona di Sa Miniera, a monte della strada per Alghero ed a mille metri dal litorale. Soluzione quest’ultima che viene ora pesantemente criticata dagli ambientalisti. Dopo aver richiamato la presentazione di “Bosa Colores” – che traccia le linee guida del progetto di Condotte – secondo Amici della Terra e Gruppo di intervento giuridico «nei 247 ettari di Tentizzos, sull’incontaminata costa fra Bosa e Alghero, regno dei grifoni(Gyps fulvus ) e di altri rapaci, in uno straordinario contesto ecologico, tutelato con vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) e sito di importanza comunitaria (Sic) (direttiva n. 92/43/CEE) questo sciagurato progetto speculativo vorrebbe colare 75mila metri cubi di volumetrie per hotel, residence, ville, servizi, l’immancabile campo da golf da 18 buche (in una costa alta e rocciosa…) con club house». Questa la cartolina dipinta dal portavoce delle due associazioni ambientaliste Stefano Deliperi, che sottolinea: «Il progetto sarebbe legato a quella legge regionale n. 19/2011 di sostegno al golf finita davanti alla Corte costituzionale su ricorso del governo e dopo una segnalazione proprio delle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’intervento giuridico». Da qui la ferma decisione di opporsi «in tutte le sedi e con tutti i mezzi a disposizione».

  10. Chiara Monti
    settembre 21, 2012 alle 7:06 pm

    Solito copione: il GOLF come cavallo di troia per giustificare il cemento selvaggio. Golf senza acqua ,naturalmente. Circa la magnificenza dell’intervento potremmo equipararlo al cemento di Malfatano-Tuerredda e alla sua orrenda architettura “ministeriale ” . Il comportamento dei così detti politici non deve più stupire nessuno. Occupano i Comuni solo nella speranza di una licenza edilizia (leggittima o illegittima) o di una variante al piano che renda edificabili i terreni di famiglia. I così detti Sardisti brillano su tutti per la disponibilità alla svendita della loro terra.

  11. Psd'Az Sezione Bosa
    settembre 25, 2012 alle 10:51 am

    Giusto per fare un po di chiarezza e trasparenza su commenti di cui sopra che non riportano informazioni veritiere riportiamo un articolo dell’unione sarda del 20 agosto…. molto prima che tanti altri si svegliassero…. ma forse qualcuno era al mare in quel periodo Confermiamo che a oggi questa è la posizione ufficiale della sezione e niente è cambiato in merito
    BOSA. Giunta a rischio
    Altolà sardista alle modifiche del Master plan
    Il dibattito sul riordino del Master Plan bosano, con l’ipotesi di uno spostamento delle volumetrie previste da Campu ‘e Mare al crinale di Sa Sea o addirittura nell’area costiera di Tentizzos e dell’antico villaggio minerario, fa già discutere. Arriva immediato l’altolà sardista: «Assistiamo ad un’inaccettabile modifica che contrasta con le scelte urbanistiche e con l’impegno di preservare il territorio costiero dall’assalto del cemento – commenta Silvano Cadoni, capogruppo del Psd’Az in Consiglio comunale a Bosa – Non capisco per quale motivo l’impresa Condotte, che aveva pianificato interventi rivelatisi fallimentari a Campu ‘e Mare, chieda ulteriore credibilità per una modifica sostanziale del progetto iniziale, quando non ha ancora rispettato né le previsioni iniziali di costruire alberghi a Campu ‘e Mare né la tempistica». Per il capogruppo sardista è in atto un tentativo
    non chiaro di assalto al territorio costiero, sul quale è necessario vigilare: «Fisseremo una riunione al piu presto per discutere del problema ed un incontro per spiegare alla gente cosa accade». Il Psd’Az ha due assessori nella giunta guidata dal sindaco Piero Casula. Il primo cittadino si è detto possibilista, anche se con alcune condizioni preliminari: fra tutte, quella del massimo coinvolgimento possibile delle forze politiche e della popolazione. Tutto insomma è alle prime battute. Se ne è parlato solo in un incontro fra i tecnici di Condotte, l’amministrazione Casula ed i capigruppo consiliari, alla presenza di qualche tecnico locale. Una riunione che, nelle intenzioni, sarebbe dovuta rimanere riservata ma della quale sono trapelati i contenuti. La giunta Casula ritiene necessario rivedere il piano di interventi a Campu ‘e Mare, considerando eccessive le volumetrie previste. Condotte chiede di spostarne una parte nelle aree edificabili residenziali di Sa Sea, all’interno di un discorso che prevede anche un campo da golf sulla costa che, se realizzato, di fatto chiuderebbe l’accesso al litorale nell’area di Tentizzos. «È il momento di fermarsi a valutare con attenzione le ragioni reali di questo intervento – sostiene Cadoni – Che non ci convincono affatto». Unione Sarda ( a. n. )

  12. settembre 27, 2012 alle 3:11 pm

    da La Nuova Sardegna, 27 settembre 2012
    I cittadini si uniscono contro il campo da golf. Bosa, nasce un comitato che va ad affiancare le associazioni ambientaliste che si oppongono al progetto della Condotte immobiliare a Tentizzos. (Alessandro Farina)

    BOSA. No al green, sì al rafforzamento delle attività turistiche e alle proposte imprenditoriali che puntano al rispetto dell’ambiente. Questi i primi decisi vagiti del costituendo Comitato No Golf in riva al Temo. Dopo la forte presa di posizione nei giorni scorsi degli ambientalisti di Amici della Terra e Gruppo di intervento giuridico, anche da queste parti c’è chi si organizza. Preparandosi a contrastare la bozza di progetto presentata da Condotte Immobiliari lungo la costa del Grifone. E suggerisce diverse linee d’azione sul fronte del possibile futuro sviluppo turistico. «A seguito della presentazione, nel corso di un’assemblea pubblica, della proposta della Condotte Spa, si è riunito un gruppo di cittadini, che hanno espresso forte preoccupazione sul progetto relativo alla realizzazione di un complesso golfistico-residenziale-alberghiero a Tentizzos, sulla costa Bosa-Alghero», la premessa. Il progetto, questa la tesi del gruppo «È in forte contrasto con le linee naturali di sviluppo che caratterizzano e contraddistinguono il territorio». Da qui l’idea di organizzare «Una decisa opposizione, attraverso la costituzione di un Comitato che approfondisca i numerosi limiti del progetto». Che al no deciso sul green ipotizzato a Tentizzos, attraverso un gruppo di studio e lavoro, vuole però contrapporre una propositiva e diversa idea di sviluppo: «Indicando come le alternative risiedano nel recupero ed utilizzo razionale delle strutture immobiliari già presenti, nel rafforzamento delle attività turistiche esistenti e nella proposta di nuove iniziative imprenditoriali nel rispetto delle risorse ambientali». Il tutto avvalendosi della collaborazione di tecnici ed esperti e con l’obiettivo dichiarato di evitare che la proposta, definita «Estranea alla vocazione del territorio, possa passare sulla testa della popolazione, facendo esclusivamente leva su una generica ipotesi di occupazione in un momento di forte crisi. L’ unica certezza sarebbe il forte profitto per la società proponente e la irrimediabile compromissione del territorio di riferimento». Insomma in città si discute, attraverso un dibattito animato da inevitabili posizioni contrapposte rispetto al possibile utilizzo della incontaminata fascia costiera e dell’area urbana. Che passa anche nelle peculiari sarcastiche interpretazioni degli eventi: «Subito l’erbetta, tanto le buche qui non mancano», è ad esempio una delle popolari battute circolate nei giorni scorsi. Segno che sull’argomento il motore dell’attenzione, non solo fra gli addetti ai lavori, resta acceso.

    Il personaggio. Antonio Ledda torna sulla scena.

    Dopo i guai con la precedente operazione finanziaria legata al progetto Bosa Sviluppo, ecco che ricompare sulla scena. Antonio Ledda, l’ex sindaco di San Vero Milis, è nuovamente attore protagonista di un’altra vicenda immobiliare legata al turismo bosano. Qualche anno fa, dopo aver svolto funzioni di intermediario tra i proprietari dei terreni interessati all’investimento immobiliare e la società acquirente, il suo nome balzò agli onori delle cronache dopo un’operazione della Guardia di finanza che smascherò movimenti finanziari illeciti che portarono all’accertamento di un’evasione fiscale di 8 milioni di euro. Dopo essersi battuto a lungo, Antonio Ledda scelse la via del patteggiamento a nove mesi e, tra multe e denari restituiti alle casse dell’erario, si ritrovò a pagare oltre tre milioni di euro. Dopo un periodo di silenzio, il suo nome è di nuovo al centro di questa nuova operazione immobiliare. La sua società sarebbe infatti il tramite tra la città del Temo e la Condotte Spa. (red.or.)

  13. settembre 28, 2012 alle 3:03 pm

    da La Nuova Sardegna, 28 settembre 2012
    Golf a Tentizzos, A Manca si schiera contro. Bosa, anche gli indipendentisti si uniscono al gruppo degli oppositori al progetto di Condotte Spa. (Alessandro Farina)

    BOSA. I forti dubbi avanzati da diverse forze politiche, la decisa presa di posizione delle associazioni ambientaliste Amici della Terra e Gruppo di intervento giuridico e, nei giorni scorsi, di un costituendo comitato locale si arricchiscono di una nuova componente. A Manca Pro s’Indipendentzia va infatti a rafforzare le fila di chi si oppone (o si appresta a farlo) all’ipotesi di Condotte Spa. Che prevede, a sostegno di strutture ricettive a cinque stelle a Sa Sea e per destagionalizzare l’offerta turistica, la possibile realizzazione di un campo da golf a diciotto buche a Tentizzos e di alberghi e un piccolo borgo residenziale a Sa Miniera. Possibilità che A Manca Pro s’Indipendentzia, in un documento, definisce “Il solito sviluppo coloniale, che andrà a rubare ai Sardi l’ennesimo bene paesaggistico, ricco di risorse naturali. In nome del mattone e del cemento – di questo è convinto il partito indipendentista – si andranno a costruire hotel a 3 e 5 stelle, centri benessere e spa, infrastrutture per convegni e congressi, impianti balneari, campi da golf, strutture per escursioni e falconeria, strutture per bird-watching e tiro con l’arco”. Opere, si legge ancora, ritenute “Inutili, che oltre ai danni evidenti al paesaggio, impoveriranno ancora una volta il popolo sardo ingrossando le tasche delle solite lobby, tanto amate dagli amici dell’autonomismo”, è la convinzione. “Siamo davanti alla solita marmellata amara spalmata sul pane della Sardigna, uno scempio speculativo di 247 ettari dovrebbe sorgere grazie alla sciagurata legge regionale n. 19/2011 di sostegno al golf, contestata più volte dalla sinistra indipendentista” sottolinea ancora la nota. Premessa – dopo i richiami alle peculiarità naturalistiche della vasta zona a nord di Bosa – all’annuncio di una ferma opposizione all’eventuale progetto su tutti i fronti.

  14. Angelo Pisanu
    settembre 29, 2012 alle 7:43 am

    l’intervento del gruppo sardista riportato nell’Unione Sarda del 20 agosto c.a., che giustamente viene rivendicato sopra, era in effetti passato inosservato. E la posizione espressa è piuttosto chiara. Bisogna prenderne atto e salutarla con grande favore.
    Angelo Pisanu

  15. Angelo Pisanu
    settembre 30, 2012 alle 11:42 am
  16. Angelo Pisanu
    settembre 30, 2012 alle 11:44 am
  17. ottobre 1, 2012 alle 3:05 pm

    da Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori, 25 settembre 2012
    Sardegna: la costa dei grifoni minacciata da un’assurda legge regionale: http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2012/09/sardegna-la-costa-dei-grifoni-minacciata-da-unassurda-legge-regionale/

  18. ottobre 18, 2012 alle 3:00 pm

    e salutiamo con grande piacere la nascita di un gruppo locale con un blog per la salvaguardia della costa bosana 😛
    Eccolo: http://salviamotentizzosperbosa.blogspot.it/

    da La Nuova Sardegna, 18 ottobre 2012
    Tentizzos, la protesta va sul web. A Bosa il Comitato che si oppone al progetto immobiliare ha aperto un blog. (Alessandro Farina)

    BOSA. Non chiamateli “No Golf.” Perché il comitato che intende difendere la fascia di costa a nord del centro abitato dall’eventuale invasione di mazze e palline da golf ha un nome propositivo: “Salviamo Tentizzos-Per Bosa.” Messo nero su bianco nella piazza virtuale di internet attraverso un elaborato blog, che risponde all’indirizzo http://salviamotentizzosperbosa.blogspot.it. «A seguito della presentazione, nel corso di un’assemblea pubblica a Bosa, della proposta della Condotte SpA, si è riunito un gruppo di cittadini che ha espresso una forte preoccupazione sul progetto relativo alla realizzazione di un complesso golfistico-residenziale-alberghiero a Tentizzos, sulla costa Bosa-Alghero» questo è il prologo al link dedicato al “Chi siamo.” Dubbi motivati dalla considerazione che «Il gruppo sostiene che il progetto sia in forte contrasto con le linee naturali di sviluppo che caratterizzano e contraddistinguono il territorio di Bosa». Da qui l’idea, già annunciata qualche settimana fa e ora concretizzata, di «Organizzare una decisa opposizione, attraverso la costituzione di un Comitato che approfondisca i numerosi limiti del progetto, indicando come le alternative risiedano nel recupero ed utilizzo razionale delle strutture immobiliari, già presenti in città, nel rafforzamento delle attività turistiche esistenti e nella proposta di nuove iniziative imprenditoriali nel rispetto delle risorse ambientali presenti nel territorio». Questa l’alternativa proposta ai bosani, evidentemente con l’obiettivo di riuscire a costruire una valida soluzione turistica facendo leva sulle forze e le potenzialità a disposizione. Non ultima quella legata ad un territorio ancora integro dal punto di vista ambientale. «Il Comitato conta sulla adesione di tutta quella ampia fascia di popolazione che è nettamente contraria alla realizzazione del progetto e si avvarrà della collaborazione di tecnici ed esperti per fornire una controinformazione puntuale e corretta sulle linee di intervento indicate», l’ulteriore precisazione. Il Comitato “Salviamo Tentizzos-Pro Bosa,” nel pieno della battaglia per la difesa dell’ospedale Mastinu, squarcia quindi il (probabilmente solo momentaneo) velo di silenzio calato sulla bozza di progetto turistico per il tratto di litorale sormontato da Torre Argentina e la zona di Sa Miniera. E lo fa coinvolgendo la popolazione.

  19. ledda Michele Antonio
    ottobre 20, 2012 alle 4:29 pm

    Non avete riportato la mia replica all’articolo da voi citato pubblicato dalla Nuova Sardegna il 29/09/2012 dal titolo ” Nessun legame coi nuovi progetti” dove affermo testualmente “Cosi’ Antonio ledda smentisce qualsiasi suo coinvolgimento nel nuovo affare turistico.Purtroppo-spiega-non c’e’ un mio ritorno sulla scena come attore protagonista..L’attore protagonista e’ Condotte immobiliare.Non ho ricevuto alcun incarico professionale su tale iniziativa ne’ a titolo personale ne’ come gruppo Bosa Sviluppo. Non e’ vero che società da me rappresentate siano il tramite tra la città del Temo e la Condotte. Le mie perduranti gravi condizioni di salute,peraltro, non mi consentono di accettare incarichi di cosi’ rilevante impegno e duraturi nel tempo. La conclusione,ormai datata, della questione fiscale e’ stata di alto profilo come possono attestare i protagonisti della vicenda.Aggiungo soltanto che se tutti i contribuenti onorassero gli impegni fiscali come ha fatto il sottoscritto lo Stato italiano sarebbe in ben altre condizioni”.Sin qui l’articolo.Nella replica inviata alla stampa(vedi anche articolo dell’Unione Sarda sempre del 29/09/2012) affermavo anche” Mi onoro dell’amicizia dell’Amministratore Delegato della Condotte Immobiliare al quale,se richiesto,non mancherò di fornire il mio parere come ho fatto in altre occasioni,ultimo in ordine temporale nell’assemblea da Voi citata”.Alla prossima assemblea,se mi sarà consentito, non mancherò di dare il mio contributo, da cittadino bosano, alla discussione in corso.Saluti. AntonioMLedda

    • ottobre 20, 2012 alle 5:06 pm

      semplicemente non ne eravamo a conoscenza.
      Grazie, è un elemento in più.

      • gennaio 22, 2013 alle 2:55 pm

        da La Nuova Sardegna, 22 gennaio 2013
        Case ed evasione fiscale, chiesta una condanna. Bosa Sviluppo, il pubblico ministero ha sollecitato un anno per il commercialista che avrebbe ideato l’operazione finanziaria. (Enrico Carta)

        BOSA. Bosa Sviluppo non fu solo una questione di investimenti turistici. Il filone giudiziario occupò per mesi le cronache e ora riprende fiato, dopo che ieri mattina, il pubblico ministero Andrea Padalino Morichini ha chiesto la condanna a un anno per Salvatore Poddi, il commercialista di Cabras, che prestò le sue consulenze all’intermediario Antonio Ledda. Quest’ultimo, ex sindaco di San Vero Milis, patteggiò la pena dopo che su di lui erano piovute pesanti accuse per un’evasione fiscale milionaria. Ad Antonio Ledda la procura contestò il fatto di aver aggirato il fisco non dichiarando quanto ricavato proprio per la sua funzione di intermediario tra i proprietari dei terreni e chi poi avrebbe dovuto edificare. Sempre secondo la procura, quell’operazione finanziaria illecita non fu ideata dal solo Antonio Ledda. Dietro ci sarebbe stata la longa manus di un esperto e l’identikit è proprio quello di Salvatore Poddi. Nella requisitoria di fronte al giudice monocratico, Anna Rita Murgia, il procuratore ha ribadito come sarebbe avvenuto il tentativo poi scoperto di evadere il fisco. A Salvatore Poddi viene quindi contestato il concorso in evasione fiscale e poi il fatto di aver ideato quella perizia sui terreni che alla procura non è mai andata giù. È da questa infatti che venne fuori la famosa plusvalenza che poi non sarebbe stata dichiarata al fisco. I terreni infatti avevano di per sé un valore irrisorio, ma diventando oggetto di un investimento immobiliare ne acquisirono parecchio e da lì venne fuori il gruzzolo milionario al centro dell’inchiesta e del processo in corso. Conclusa la requisitoria, Salvatore Poddi, attraverso il suo avvocato difensore, Pier Luigi Concas, ha provato a smontare l’intero castello accusatorio, partendo proprio dalla perizia contestata dall’accusa. Il valore dei terreni sarebbe stato realmente irrisorio e la procura, nel valutare la questione, sarebbe caduta in un banale errore perché avrebbe considerato valida una precedente normativa invece della nuova. Ad ogni modo resta il fatto, indiscutibile per il pubblico ministero, che i terreni furono venduti per parecchi milioni di euro e che quei soldi, se non dopo che furono scattati gli avvisi di garanzia e i sequestri di numerosi beni e di conti correnti, non finirono nelle casse dell’erario. Il processo, alquanto animato, dopo l’udienza di ieri è ormai in dirittura d’arrivo. Il giudice ha infatti rinviato tutto all’udienza del 4 febbraio quando accusa e difesa avranno spazio per repliche e controrepliche. Ci saranno poi la camera di consiglio e la successiva sentenza a chiudere, almeno in primo grado, il caso giudiziario sulla controversa vicenda della Bosa Sviluppo.

  20. ottobre 23, 2012 alle 2:59 pm

    da La Nuova Sardegna, 23 ottobre 2012
    LA CURIOSITÀ. I grifoni in volo a Monte Furru.

    BOSA. Forse sono stati attirati dall’odore di qualche carcassa sul terreno i tre esemplari di Grifone che per circa un’ora hanno volteggiato sul lato est di Monte Furru. I grandi volatili, che solitamente prediligono le zone più impervie e solitarie del Marrargiu e dell’entroterra, e raramente si avvicinano alla città, hanno dato spettacolo con l’eleganza del loro volo sabato mattina, intorno alle nove. A girare in tondo in prossimità di una delle creste di Monte Furru, sulla parte rivolta a levante, prima due esemplari, a cui poi si è aggiunto un terzo. Gli animali però non hanno toccato terra, proseguendo poi il loro volo lontano dalla città del Temo. Uno spettacolo raro e suggestivo per gli amanti della natura e un messaggio chiaro per chi ritiene possibile investire anche nel turismo naturalistico, con un territorio che in questo senso ha una fortissima vocazione.

  21. novembre 20, 2012 alle 2:59 pm

    falce e cemento, è questa la “sinistra ecologica”?

    da La Nuova Sardegna, 20 novembre 2012
    Golf a Tentizzos, nasce un comitato a favore del progetto. Bosa, il circolo di Sinistra ecologia e libertà promotore della battaglia che sostiene l’investimento immobiliare.
    L’altra voce. «Quella proposta è tutta da rivedere». (Alessandro Farina)

    Bosa. «Condotte riveda e migliori il progetto già approvato a Campu ‘e Mare». Questo in sintesi il pensiero del comitato “Salviamo Tentizzos per Bosa” espresso in un documento pubblicato sul blog internet di riferimento. Il comitato, in una sorta di pubblico appello, si rivolge direttamente al colosso delle costruzioni arrivato da qualche anno a Bosa, chiedendo esplicitamente di rivedere, correggere e portare a compimento quanto già avviato nella piana alla periferia della frazione balneare. Mentre all’amministrazione comunale la petizione è per «non sostenere un cambio di progetto che sarebbe devastante per il territorio, ma al contrario di approfittare di questa occasione per un serio progetto di riqualificazione dell’intera Bosa Marina». Con l’invito «agli abitanti di Bosa ed a chi ha a cuore questa terra, di partecipare alle azioni che saranno realizzate contro il nuovo progetto di Condotte ed alle assemblee che si terranno a questo scopo». Secondo il comitato infatti le idee ipotizzate per Tentizzos e Sa Miniera, si configurerebbero come «una vera Bosa 2, per un totale di 75mila metri cubi di cemento (che possono arrivare a 97.500)». Per giunta in «concorrenza con servizi già presenti in città e gestiti da bosani». Mentre il progetto “Bosa Colores” sarebbe in contrasto «con le linee naturali di sviluppo che caratterizzano e contraddistinguono il territorio, che dovrebbero essere coerentemente seguite e consolidate».

    BOSA. Progetti di Condotte sulla costa a nord di Bosa? «Discutiamone, senza pregiudizi o fazioni, ma con reale spirito costruttivo». L’eco della riunione di qualche mese fa nell’aula consiliare, dov’è stata presentata dal colosso italiano delle costruzioni la bozza di uno strumento che prevede la nascita di un campo da golf con un insediamento turistico ricettivo sulla costa a nord del centro abitato, rimbomba ancora nella valle del Temo. Dove però, alle voci critiche, sembrano ora contrapporsi ulteriori pensieri, questa volta apertamente in favore del green e delle buche. La riunione fondativa di quello che si appresta a diventare un reale comitato in favore del golf si è svolta nei giorni scorsi, nei locali della storica società operaia di Mutuo soccorso. Alla presenza, raccontano gli organizzatori, di numerosi operai della città del Temo, soprattutto del settore edile che a quanto pare guardano con occhio benevolo alla presenza in città della società Condotte e ai suoi possibili investimenti in campo turistico. «La bozza di progetto su Tentizzos e Sa Miniera, presentata qualche settimana fa da Condotte, sarà probabilmente rivista e migliorata, anche alla luce delle considerazioni emerse. Ma la città non può dire pregiudizialmente no a progetti che costituiscono probabilmente l’ultimo treno per agganciarsi a un reale sviluppo turistico. Con quello che ne consegue di positivo anche per il comparto dell’artigianato, in particolare per il settore dell’edilizia che oggi annaspa nella disoccupazione». A parlare è Angelo Sardu, responsabile del locale circolo di Sinistra ecologia e libertà, ma che questa volta si presenta come promotore e tra i fondatori del nascituro comitato. «Contiamo già sull’apporto di oltre duecento tra operai e cittadini – la sottolineatura sul fronte numerico –. Innanzi tutto sgombriamo il campo da qualsiasi equivoco: l’ambiente viene prima di tutto. Ma considerarlo un totem è sbagliato. Credo invece sia possibile, e come me tanti altri, dare vita a progetti che possono integrare il rispetto per natura, storia e paesaggio con opere che servano a valorizzarli al meglio, aprendo anche all’apporto degli operatori locali», dice Angelo Sardu. Insomma, una sorta di terza via rispetto a un tema da anni fortemente dibattuto, spesso da contrapposte barricate. «I tempi sono cambiati, non ci possiamo permettere di perdere anche questa opportunità – afferma ancora Angelo Sardu –. Certo, c’è da discutere, approfondire e valutare attentamente, sforzandosi però di dare vita a un percorso di dialogo il più possibile aperto fra società civile, istituzioni e imprenditori teso a costruire finalmente qualcosa». Non non solo dal punto di vista ideale. «Stando ai dati in mio possesso, su 8.100 abitanti il tasso di disoccupazione a Bosa supera il trenta per cento e mentre all’inizio del 2012 le buste paga nel settore dell’edilizia erano 175 oggi sono ridotte ad appena cinque. Credo che questa sia già una risposta».

  22. aprile 24, 2013 alle 7:21 pm

    come abbiamo detto, cemento e palline da golf sulla costa dei Grifoni se le possono proprio scordare.

    da La Nuova Sardegna, 24 aprile 2013
    BOSA. I progetti di Condotte, nuova strategia di dialogo.

    BOSA. Nuova tipologia abitativa nella zona di Campu ‘e Mare, rivisitazione del progetto a Sa Sea ma perno centrale la realizzazione del campo da Golf a Tentizzos e delle strutture residenziali e turistiche a Sa Miniera. Dopo la carta dell’assemblea pubblica del 2012, Condotte rivede il progetto di sviluppo ipotizzato per la costa del Grifone. Aprendo ora al dialogo con tecnici, imprenditori e forze politiche locali, con l’intento evidentemente di riallacciare i nodi di una più pacata riflessione che arrivi ad una benevola sintesi. Così in varie riunioni il colosso delle costruzioni inaugura la nuova strategia del confronto. Che restituisce consenso sul metodo, nessuna chiusura a priori, ma lascia sul tappeto più di una perplessità tra varie forze politiche. «Le riunioni sono passaggi estremamente importanti e positivi. Perché Condotte rappresenta, in un periodo di forte malessere, certamente un’opportunità per Bosa, con cui bisogna fare i conti», è la convinzione dell’ingegner Augusto Brigas, già sindaco della città del Temo e che ha partecipato a vari incontri. Dove si registrano «Momenti di confronto sui drammatici passaggi economici di questi mesi di crisi» nell’edilizia in particolare. Ma dove, sul piano dei progetti, la realizzazione del campo da Golf e annesse strutture a Tentizzos e Sa Miniera, pur tenendo conto del dibattito ancora aperto a livello regionale «Resta il vero polo di attrazione su cui ruota l’intera bozza del progetto». Che andrà probabilmente affrontato in tempi non eccessivamente dilatati, perchè «Sta iniziando la concorrenza di altri centri dell’isola» afferma ancora Augusto Brigas. Pacate e improntate al realismo le reazioni politiche: «Dobbiamo ancora discutere e presenteremo a Condotte un documento con le riflessioni emerse dopo la riunione» afferma il segretario del Psd’Az Carlo Deidda. Qualche puntino sulle classiche “i” i sardisti certamente lo metteranno, alla luce della filosofia che ha animato il Puc (che prevedeva di utilizzare aree urbane non ancora edificate, oggi bloccate dai rigidi vincoli di Pai e Piano stralcio). «Noi siamo per lo sviluppo del territorio, che non sacrificheremo però a meno di garanzie importanti, alla luce di quanto emerso a Campu ‘e Mare» ribadisce più volte Deidda. Per il responsabile del circolo Pd Luigi Gelsomino, premesso l’apprezzamento sul metodo, «Ci sembra però ancora di discutere del sesso degli angeli. Rispetto ad un progetto che riteniamo ancora non fattibile per i vincoli esistenti». Per il Pd «Manca ancora oggi una visione di lungo respiro in cui poter inquadrare il progetto di Condotte, rispetto all’utilità o meno per la città e l’intero territorio» conclude Gelsomino. (al.fa.)

  23. maggio 7, 2013 alle 8:28 pm

    da La Nuova Sardegna, 7 maggio 2013
    No al golf, ma sviluppo a Sa Sea. Bosa, il Comitato Salviamo Tentizzos ribadisce l’opposizione al progetto turistico del gruppo Condotte. (Alessandro Farina)

    BOSA. Rinnovato no al Golf sulla costa del Grifone. Sì invece a un progetto di riqualificazione turistica a Bosa Marina e a nuovi investimenti a Sa Sea. Questo in sintesi il pensiero-proposta messo in campo dal Comitato “Salviamo Tentizzos – Per Bosa”, dopo gli incontri interlocutori organizzati in città (con rappresentanti di varie forze politiche e sindacali) dalla società Condotte. Il gruppo imprenditorialeprospetta la realizzazione del green a Tentizzos e nella vicina e prospicente località Sa Miniera un insediamento turistico residenziale, motore, si prefigura, per successivi appetibili investimenti a Bosa Marina e Sa Sea. Il confronto non sembra avere aperto nuovi orizzonti. «Per la verità, chi ha assistito a queste riunioni non ha visto tanti margini di dialogo – premette però Salviamo Tentizzos –, bensì un tentativo di convincere più persone possibile con una tattica di carota e bastone a seconda degli interlocutori presenti». Secondo il Comitato non è stato fornito alcun documento tecnico di ulteriore chiarimento. Mentre, in riferimento all’incontro tenutosi nei locali della Società Operaia qualche giorno fa, il progetto immobiliare «si basa irrimediabilmente sulla realizzazione del campo da golf a Tentizzos, delle sue strutture e del villaggio annesso, definiti vero polo di attrazione per gli investitori. Sulle costruzioni nella zona di Sa Sea, dove dovrebbero essere spostate molte delle cubature di tipo residenziale già approvate a Campu ‘e Mare, da terminare per ultimo (secondo l’unico documento finora pubblicamente mostrato, ciò è previsto per il 2022) con strutture pensate per la terza età». I dati non superano le perplessità. «Promesse di 1500 posti di lavoro per i 10 anni di costruzione, di 500 posti di lavoro a regime sulle strutture turistiche, accesso alla balneazione per tutti, realizzazione del “più bel campo da golf del Mediterraneo” senza nessun intervento invasivo su flora e fauna presenti e con l’utilizzo dell’acqua di mare per irrigare i prati…». Programma che non convince il Comitato Salviamo Tentizzos, che invita i tecnici «a collaborare con il Comune per un progetto di riqualificazione totale di Bosa Marina, che parta dall’arenile per finire con il progetto di Campu ‘e Mare debitamente modificato per renderlo finalmente appetibile, a realizzare la struttura alberghiera a Sa Sea e a recuperare le strutture presenti a Tentizzos per usi turistici in sintonia col Piano urbanistico comunale». Infine gli appelli alla massima attenzione e specifiche domande rivolte a politici, costruttori locali e popolazione. Con il conclusivo quesito «se qualche decina di ipotetici posti di lavoro nel settore edile valgano il baratto con quel tratto di costa che tutti ammirano e ci invidiano, da noi utilizzato in tutti i periodi dell’anno come un posto dove poter dimenticare i problemi, anche solo per un giorno», rivolto all’intera cittadinanza. Nodo, speculare all’obiettivo di Condotte a Tentizzos, ormai probabilmente non solo filosofico rispetto alle possibili strategiche concrete scelte di sviluppo turistico nella città del Temo.

  24. maggio 13, 2013 alle 3:00 pm

    non c’è nulla da fare: nella testa degli amministratori locali sardi troppo spesso il “turismo” è sinonimo di “mattone” e di “cemento”.
    “Mattone” e “cemento” sulla costa dei Grifoni se li possono scordare.

    da La Nuova Sardegna, 13 maggio 2013
    BOSA E IL GOLF A TENTIZZOS. Casula apre a Condotte: sui volumi si può discutere. (Alessandro Farina)

    BOSA. Protocollo di intenti, rinuncia a eventuali cubature aggiuntive (dalla legge sul golf) con volumi da destinare all’area urbana e infine condivisione di un preciso cronoprogramma che privilegi l’edilizia turistica a quella residenziale. Questi gli assi che il sindaco Pierfranco Casula, nero su bianco in un post pubblicato sulla sua pagina Facebook dal tema “A proposito dei campi da golf”, cala apertamente sul tavolo del confronto con Condotte Immobiliari. «Venerdì scorso si è svolta la riunione dell’assemblea dell’Unione dei Comuni, convocata dal presidente Cherchi per discutere questioni attinenti le funzioni associate», ricorda Casula. Appuntamento dove si è discusso della proposta di Condotte al Comune, per l’intervento sulle tre aree di loro proprietà: Campu ‘e mare, Sa Sea e Tentizzos-Sa miniera. Progetto che il sindaco vorrebbe discutere anche su base territoriale: «Partendo dalla proposta del Comune di Bosa per mettere a punto un Piano strategico comunale, anche gli altri sindaci, oltre a manifestare interesse sull’intera operazione, hanno condiviso la necessità di dotare l’Unione di un Piano Strategico Territoriale”», rivela Pierfranco Casula. Che definisce poi «interessante il confronto con i responsabili di Condotte, ai quali è stata ribadita la necessità di rivedere il progetto nel suo complesso». L’amministrazione locale, spiega Casula, vuole partire da un «Protocollo d’intesa che il Comune di Bosa andrà a sottoscrivere (con Condotte, ndc), non appena saranno chiariti alcuni aspetti tecnici». Elementi utili per approfondire i temi « di natura ambientale relativi alla proposta di campo da golf a Tentizzos, gli eventuali volumi aggiuntivi che il golf si porta in dote, etc». Insomma, apertura sul green a Tentizzos. Ancora: «Il Comune chiederà alla Società di destinare questi volumi aggiuntivi alla città e all’adeguamento del Puc». Per i tre interventi quindi «si chiederà di ripartire le volumetrie a disposizione, senza aggiungerne altre». Spalmando quelle previste a Campu ‘e Mare, ritenute eccessive in parte a sa Sea, in parte a sa Miniera, in particolare destinando a quest’ultima la volumetria alberghiera». Altra condizione ritenuta «imprescindibile», è la condivisione di un cronoprogramma nella realizzazione degli interventi, su cui la parte alberghiera deve precedere quella residenziale.

  25. giugno 22, 2013 alle 6:15 pm

    da L’Unione Sarda, 22 giugno 2013
    L’ultimatum di Condotte. «DUBBI CHIARITI, IL COMUNE DECIDA IN TEMPI BREVI». Il manager Giuseppe Vadalà ha presentato un protocollo d’intesa che sarà vagliato dalla giunta e dovrebbe passare in Consiglio «entro due settimane». La città è spaccata.

    Campo da golf a Tentizzos, alberghi e villette a Campu ‘e Mare e Sa Sea: il Piano Condotte viene discusso in Comune. Martedì sera l’amministratore delegato della società immobiliare romana, Giuseppe Vadalà, ha incontrato il sindaco Piero Casula e i suoi assessori. Illustrando il protocollo d’intenti della sua azienda. «Abbiamo risposto a tutti i dubbi e le perplessità», sostiene. «Gli approfondimenti degli specialisti che stanno coadiuvando il progetto sono stati giudicati soddisfacenti».
    INTESA DI MASSIMA. In pratica, sarebbe stata raggiunta un’intesa di massima. Il progetto riguarda circa 240 mila metri cubi per un valore di 170 milioni di euro. I sardisti della sezione locale si sono espressi in maniera critica, gli ambientalisti pure: I bosani contrari allestiscono pagine Internet (salviamotentizzosperbosa.blogspot.it); gli imprenditori sono interessati. Il Comune tratta.
    CEMENTO SOSTENIBILE. Spiega Vadalà: «Il campo da golf rispetterà i protocolli ambientali sottoscritti nel febbraio 2012 tra la Federazione italiana golf e le maggiori associazioni di categoria degli ambientalisti, la piena fruibilità delle zone di balneazione a bosani e forestieri non giocatori di golf, la presenza di acqua in quantità notevolmente superiore alle esigenze del golf». L’amministratore di Condotte sottolinea «la piena sostenibilità» di alberghi e ville e il loro pieno inserimento nell’ambiente. E soprattutto l’impiego, per quanto possibile, di manodopera locale.
    LE VARIANTI. Le linee guida dettate dal Protocollo d’intenti riguardano tutte e tre le aree di proprietà di Condotte: Campu ‘e Mare, Sa Sea e Tentizzos – Sa Miniera. Una parte degli interventi programmati necessita di una variante urbanistica. La società immobiliare avrebbe la possibilità di costruire parecchi metri cubi già convenzionati a Campu ‘e mare, dove ha edificato solo uno dei 17 immobili previsti (il progetto, in stile condominio urbano, non ha incontrato il favore del mercato); l’amministratore delegato assicura che in ogni caso la cifra complessiva non subirà aumenti, «semmai riduzioni, anche importanti, a seguito della traslazione di volumetrie da una zona all’altra».
    GARANZIE. Dopo l’incontro con la Giunta, Giuseppe Vadalà ritiene che Condotte abbia fatto la sua parte: «A questo punto il pallino passa all’amministrazione comunale, della Giunta prima e poi del Consiglio». La società immobiliare chiede garanzie e si riserva di non accettare eventuali modifiche «qualora ci sia il concreto rischio di snaturare l’intervento sia dal punto di vista realizzativo/gestionale, sia da quello più prettamente riguardante la sostenibilità economica dello stesso». Il sindaco avrebbe promesso tempi brevi: «Una settimana per la definizione in Giunta ed al massimo due per il passaggio in Consiglio». Condotte ha fretta: la discussione è cominciata nel febbraio 2012».

  26. luglio 2, 2013 alle 6:16 pm

    un altro scempio dei “nostri” amministratori. Per quello che posso fare sono con voi e scriverò un paio di articoli contro l’imbecillità dei politici e il disprezzo dei soliti faccendieri. Un’unica buca da golf inghiottirà Bosa che già ansima in cerca disperata di un turismo poco intelligente e si disinteressa di aiutare con sentieri e segnaletica chi la natura la vuole amare con le gambe e il cervello. L’iglesiente con Masua e Bugerru insegnano: il sentiero che si snoda per venti e più chilometri è affollato di “veri” turisti e non dei soliti ombrellone, pinne e occhiali che potrebbero stare benissimo in qualsiasi spiaggia dell’adriatico.
    Forza! Basta alle speculazioni e alle truffe dei soliti mangia-mangia…

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