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Un Cervo sardo salvato dalle trappole dei bracconieri.


Cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus)

Un esemplare di Cervo sardo ha riacquistato la libertà grazie a un’importante operazione del Corpo forestale e di vigilanza ambientale nei boschi di Sa Spindula – Monte Arcosu (Uta), nel Cagliaritano, durante la quale sono stati neutralizzati anche 75 micidiali cavi d’acciaio.  Altri due bracconieri sono stati individuati e denunciati per episodi di bracconaggio ai danni di Cervi sardi e Cinghiali a Monti Mannu (Villacidro).        Altri due bracconieri (O.P. e N.A., entrambi titolari di licenza di porto di fucile per uso di caccia, soci e guardie dell’autogestita dell’Isola di Sant’Antioco) sono stati colti in flagranza di reato nelle campagne di Sant’Antioco durante la caccia al Cinghiale, anche con trappole, e sono stati denunciati all’Autorità giudiziaria.

Il nostro sostegno và al Corpo forestale e di vigilanza ambientale, ai Carabinieri, impegnati quotidianamente insieme alle altre Forze dell’ordine nel contrasto al bracconaggio, attività che cerchiamo di sostenere concretamente con specifiche campagne anti-bracconaggio.  

Sarebbe il caso – una volta tanto – che anche le associazioni venatorie , sempre pronte a versare fiumi di parole per pretendere stagioni di caccia tanto più lunghe quanto illegittime, ne dicessero pubblicamente almeno una su questi loro colleghi che praticano la caccia illecita.   Se non altro per marcare una netta distanza da questi “compagni che sbagliano”.    In casi come questo il silenzio sa troppo di tolleranza o, peggio, di tacita approvazione.

Amici della TerraLega per l’Abolizione della CacciaGruppo d’Intervento Giuridico

 

 

Cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus)

da La Nuova Sardegna, 31 agosto 2012

FORESTALE IN AZIONE. Cervo liberato da una trappola d’acciaio dei bracconieri 

CAGLIARI. Un esemplare di cervo sardo ha riacquistato nei giorni scorsi la libertà grazie agli uomini del Corpo Forestale della Regione. Il personale del Comando Stazione di Capoterra lo avevano trovato stretto nella morsa di un cavo d’acciaio, piazzato dai bracconieri in località Sa Spindula, alle pendici del Monte Arcosu. solo per un caso fortunato il cervo non aveva ancora subìto gli effetti devastanti del cappio, il quale in alcuni casi può provocare l’amputazione della zampa dell’animale. Rotta la trappola metallica, l’animale ha riconquistato la sua libertà nei boschi. Ma, come confermato dal rapporto inviato alla magistratura, i bracconieri sono sempre più scatenati nel territorio, con particolare riferimento alla zona di Monte Arsocu, dove non passa giorno che non vengano trovate micidiali trappole. Nella stessa area, nel corso dell’intervento di bonifica, la Forestale ha trovato altri 75 cappi metallici. Erano tutti posizionati per catturare ungulati che, in questo periodo di siccità, si avvicinano alle sorgenti d’acqua per abbeverarsi. È stato trasmesso un dettagliato rapporto alla Procura della Repubblica di Cagliari. Sono stati inoltre identificati gli autori di un altro episodio di bracconaggio, avvenuto nei pressi dell’oasi di protezione faunistica di Monti Mannu, una località nei pressi di Villacidro. Due persone, padre e figlio, entrambe residenti a Villacidro, sono state sorprese ad appostarsi in prossimità di una pastura alimentata con mandorle. Il luogo era stato così predisposto per attirare cervi e cinghiali che popolano la zona. Entrambi con fucili da caccia regolarmente detenuti, sono stati denunciati per esercizio di caccia in tempo non consentito.

 

 

(foto J.I., S.D., archivio GrIG)

  1. Andrea
    settembre 2, 2012 alle 9:00 am

    Spero che questi bastardi bipedi non arrivino a mangiare il panettone!

  2. icittadiniprimaditutto
    settembre 2, 2012 alle 11:29 am

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  3. sindi
    settembre 2, 2012 alle 1:47 pm

    Via il fucile per sempre a questi qui!

  4. settembre 2, 2012 alle 4:03 pm

    Reblogged this on barbatustirolese.

  5. settembre 2, 2012 alle 7:46 pm

    In una società civile la caccia non dovrenne esistere!

  6. myu
    settembre 4, 2012 alle 7:44 pm

    I bracconieri sono una vera piaga, cacciano di tutto e poi rivendono a colleghi di lavoro, amici macellai e a chi non ha scrupoli.Senza considerare che con le loro trappole possono anche provocare la morte di persone innocenti ( oltre dei poveri animali innocenti).

  7. riccardo chiozzi
    settembre 9, 2012 alle 11:06 am

    ricevo molto volentieri le notizie che inviate ma per me ( ho un connessione web “digital divide” da 640 kb complessivi) è difficile e complicato ricevere immagini come questa qui sotto ( “pesa” da sola oltre 4 Mb); ci vogliono più di 2 minuti per scarcarla quando va bene. Sullo schermo del computer la stessa immagine ridotta a ca 300 kb, delle stesse dimensioni in cm, è percepita dal nostro occhio come identica e scaricata in 6 second. Ci guadagna l’ambiente, la rete che viaggia meno intasata, le nostre tasche perchè si consuma meno energia elettrica ( Google con tutti i suoi server è il 7° consumatore di energia elettrica negli USA). Per favore girate questa mia la vostro Web designer. Grazie

    riccardo chiozzi loc.Sorighes s.n. 08010 Magomadas OR tel.0785-35357 FAX 02-700433132 p.329-6081380 skype: casa uras

  8. settembre 22, 2012 alle 8:30 pm

    A,N.S.A., 22 settembre 2012
    Caccia: uccidono cinghiale, denunciati 2 bracconieri a Nuoro.
    Fermati da agenti del Corpo forestale nelle campagne capoluogo: http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/sardegna/2012/09/22/Caccia-uccidono-cinghiale-denunciati-2-bracconieri-Nuoro_7516334.html

    da L’Unione Sarda on line, 22 settembre 2012
    Caccia abusiva, abbattuto un cinghiale. Denunciati due bracconieri di Nuoro: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/288804

  9. ottobre 22, 2012 alle 2:53 pm

    veramente allucinante, delinquenti.

    da La Nuova Sardegna, 22 ottobre 2012
    Cabras, nella laguna strage di fenicotteri: uccisi 4 esemplari.
    Altri uccelli rosa dello stagno di Mistras feriti a colpi di pallini. La Forestale sulle tracce di un suv: «Forse cacciatori delusi». (Claudio Zoccheddu): http://lanuovasardegna.gelocal.it/oristano/cronaca/2012/10/22/news/cabras-nella-laguna-strage-di-fenicotteri-uccisi-4-esemplari-1.5903815

    da L’Unione Sarda, 22 ottobre 2012
    Cabras. Indagini del Corpo forestale: è caccia a un fuoristrada. Strage di fenicotteri all’alba:
    tre uccisi a fucilate, uno ferito. (Valeria Pinna): http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_146_20121022082630.pdf

    da Sardinia Post, 22 ottobre 2012
    STRAGE DI FENICOTTERI ROSA A CABRAS. TRE ANIMALI UCCISI, UNO FERITO: http://www.sardiniapost.it/cronaca/999-strage-di-fenicotteri-rosa-a-cabras-tre-animali-uccisi-uno-ferito

    da CagliariPad, 22 ottobre 2012
    Strage di fenicotteri a Cabras, è caccia ad un fuoristrada scuro: http://www.cagliaripad.it/it/news/ottobre/22/fenicotteri/

  10. gennaio 16, 2013 alle 2:51 pm

    una buona notizia per il Cervo sardo 🙂

    da La Nuova Sardegna, 16 gennaio 2013
    Villanova Strisaili. Programma Life dell’Europa per riportare il cervo sardo. (Lamberto Cugudda)

    VILLANOVA STRISAILI. Il cervo sardo ritorna nel Gennargentu. Ad annunciarlo è l’assessore provinciale all’Ambiente, Roberto Cabiddu (Idv). «La nostra Provincia – afferma l’assessore – insieme a quella del Medio Campidano, all’Ente foreste, all’Isprae e al Parco naturale della Corsica, è risultata beneficiaria di un progetto Life, denominato “Conservation of red deer Cervus elaphus corsicanus in Sardinia and Corse”. L’intero progetto ha un budget di oltre 2 milioni, di cui il 74,5 per cento ( (circa 1,5 milioni) cofinanziato dalla Ue. Il programma Life (2007-2013) è lo strumento finanziario con il quale l’Unione europea promuove e programma interventi per l’ambiente». Il progetto è suddiviso in diverse azioni per una durata totale di 66 mesi. Le azioni potranno essere svolte sino a tutto il 2017. «Gli obiettivi – prosegue Roberto Cabiddu – vanno dalla valorizzazione degli habitat prediletti da questa specie alla creazione di prati pascolo, corridoi ecologici, recinzioni. Per agevolare la diversificazione del patrimonio genetico saranno scambiati degli esemplari tra Sardegna e Corsica. Tutte queste azioni saranno accompagnate da un piano di comunicazione e pubblicizzazione del progetto». Il Cervus elaphus corsicanus era presente sino alla metà del XIX secolo in tutte le aree boschive della Sardegna. Ma in seguito a disboscamenti, incendi boschivi, eccessiva pressione venatoria e bracconaggio, ebbe una drastica diminuzione delle popolazioni, con la scomparsa, negli anni Quaranta, del cervo in Ogliastra. E la sola presenza, negli anni Settanta, di 200-300 esemplari in tre areali distinti e isolati nel meridione della Sardegna.

  11. gennaio 23, 2013 alle 2:54 pm

    e quattro rapaci sono tornati a volare liberi 😛

    da La Nuova Sardegna, 23 gennaio 2013
    DOPO LE CURE. Un falco e tre poiane liberati alle porte di Olbia. Quattro rapaci feriti ritornano
    a volare nel parco di Padrongianus. (Alessandro Pirina): http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20130123084031.pdf

  12. agosto 30, 2013 alle 11:32 pm

    buone notizie per il Cervo sardo 😛

    da L’Unione Sarda, 30 agosto 2013
    SEUI. Nel 2008 erano solo 30: «Un successo possibile grazie ai cacciatori». I cervi conquistano i TacchiIl progetto di ripopolamento: censiti 140 esemplari Nelle campagne tra Seui e Ussassai alcuni proprietari hanno dovuto alzare di qualche metro i reticolati a protezione dei terreni, misura utile ad evitare i banchetti notturni. (Simone Loi)

    SEUI. Nel 2008 erano trenta, tutti parenti stretti. Un manipolo di cervi destinati a ripopolare i Tacchi, le montagne tra Seui, Ussassai, Ulassai e Osini per il primo progetto in Sardegna di reintroduzione in spazi aperti. Per decenni erano stati cacciati, ora venivano accolti e protetti dalle stesse doppiette. Cinque anni dopo la colonia di cervi conta un numero di esemplari compreso tra 130 e 140 animali. Per quaranta di loro si sono aperti i cancelli dei recinti di Montarbu e Girilai , a Ulassai. Liberi in libertà vigilata da radiocollari gps e dall’occhio attento degli uomini dell’Ente foreste.
    CERVI FELICI. La human dimension , l’aspetto del progetto che cura l’impatto degli animali sull’area in cui vivono, può vantare risultati positivi: i pochi i casi (scoperti) di animali abbattuti dai bracconieri certifica l’affinità elettiva con un territorio ad alta densità venatoria. Protetti da cacciatori e ambientalisti i cervi riprendono possesso delle terre da cui erano stati scacciati a fucilate. A Ulassai, dove erano arrivati da Montarbu, si sono riprodotti già nel primo anno del progetto. «Solo l’attiva collaborazione della popolazione – spiega Luciano Mandas, veterinario che si occupa del progetto per l’Ente foreste – ha reso possibile il successo di questo progetto. La buona notizia è che gli animali tendono a rimanere nella zona intorno alle aree protette. Si sentono davvero a casa».Talmente a casa da non disdegnare rapide escursioni nei frutteti. Nelle campagne tra Seui e Ussassai alcuni proprietari hanno dovuto alzare di qualche metro i reticolati a protezione dei terreni, misura utile ad evitare i banchetti notturni. Quelle che un tempo erano apparizioni, oggi sono parte del paesaggio di un territorio dove la fauna selvatica cresce in proporzione all’abbandono della campagne. Senza alcun apparente bisogno di un parco rimasto sulla carta.
    QUESTIONE DI GENI. Quanto potrà lievitare la colonia dei cervi sui Tacchi lo dirà la salute degli animali. «Qualora fossero troppi aumenterebbero le malattie, il segnale che bisogna intervenire per regolare la popolazione». Il progetto ideato dall’Isprea prevede, nella sua seconda fase, l’integrazione della popolazione popolazione locale con bestie provenienti dall’areale di Montevecchio, vicino ad Arbus. Una questione genetica mischiare geni diversi rende gli animali più forti, come nel caso degli esseri umani. La colonia di Arbus conta 1800 esemplari, alcuni dei quali hanno già le valigie pronte. Destinazione Corsica. «È il passo successivo del progetto. Gli animali, narcotizzati e chiusi nelle casse varcheranno le Bocche di Bonifacio per prendere possesso delle nuove terre», conclude Mandas.
    IL PROGETTO. Il progetto per la reintroduzione era stato ideato dall’Ente foreste, con l’allora presidente Carlo Murgia, e condiviso dalla Provincia. Il referente scientifico è Francesco Riga, dell’istituto nazionale per la fauna di Bologna. Preziosa la collaborazione di un équipe di biologi e veterinari insieme ai tecnici dell’istituto zooprofilattico di Tortolì e dell’Università di Sassari. È stato inoltre indispensabile l’apporto delle squadre di operai del cantiere Ente foreste di Seui Montarbu (dove i primi undici esemplari erano arrivati nel 1991) e Ulassai, quelli che quotidianamente seguono sul terreno le tracce degli animali, le sentinelle dello stato di salute della colonia. E i costi? Un milione e mezzo di euro per cinque anni.

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