Home > caccia, difesa del territorio > Il Corpo forestale dello Stato verifica altane e bunker di caccia nel Vicentino.

Il Corpo forestale dello Stato verifica altane e bunker di caccia nel Vicentino.


Monte di Malo, località Cima, altana di caccia

Il Corpo forestale dello Stato ha avviato un’ampia attività di verifica della legittimità urbanistica e paesaggistica di numerose postazioni venatorie con strutture fisse (altane, capanni in muratura e legno) nel Vicentino, grazie alla campagna di accertamenti effettuata con abnegazione e coraggio dai volontari veneti del Gruppo d’Intervento Giuridico onlus in collaborazione con la Lega per l’Abolizione della Caccia.

Sono ormai un centinaio le altane di caccia e i capanni-bunker rinvenuti nei boschi e nelle campagne della Provincia di Vicenza, successivamente segnalati alle amministrazioni pubbliche e alla magistratura competenti per gli accertamenti del caso.

Il Corpo forestale dello Stato, secondo fonti giornalistiche, avrebbe già proceduto ad avviare la verifica dello status giuridico di circa 300 postazioni di caccia.

Recentemente (14 marzo 2012) il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha segnalato al Governo nazionale i profili di dubbia legittimità della legge regionale Veneto 24 febbraio 2012, n. 12 al fine di promuovere giudizio davanti alla Corte costituzionale: Infatti, secondo la legge regionale n. 12/2012 (art. 1), possono essere realizzate altane di caccia pur permanenti senza le necessarie autorizzazioni urbanistico-edilizie e (se in aree tutelate con vincoli ambientali) paesaggistiche.  Tutte previsioni in palese contrasto con le disposizioni del testo unico dell’edilizia (D.P.R. n. 380/2001 e s.m.i.) e del codice dei beni culturali e del paesaggio (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) munite di sanzioni penali, materia di esclusiva competenza statale.

Il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus esprime forte soddisfazione per l’operato del Corpo forestale dello Stato e sostiene l’operazione di verifica della legittimità di troppe postazioni ci caccia ormai divenute vere e proprie strutture fisse a carattere edilizio.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

altana di caccia nel Vicentino

 

 

 

 

 

 

da Il Giornale di Vicenza, 13 aprile 2012

Casotti di caccia abusivi, 30 denunce.

IL CASO. Contestato il rispetto delle normative edilizie e di impatto ambientale. I controlli riguarderanno 300 postazioni nella Valle dell’Agno. Giro di vite della Forestale per manufatti provvisori trasformati in strutture stabili. Proteste dei cacciatori appoggiati dai Comuni. Luigi Centomo

Allarme nel mondo venatorio. Il problema? «La “giungla” legislativa» sui casotti di caccia. Sotto accusa: capanni, torrette e altane. Le “doppiette” lamentano la «mancanza di chiarezza nella legge regionale». In definitiva, sono legittimi o si tratta di abusi edilizi? La domanda sorge spontanea di fronte a situazioni in cui, come confermato dagli ambientalisti (e anche dalle verifiche), «strutture provvisorie diventano stabili». Intanto, sono già una trentina i cacciatori dell’alta Valle dell’Agno denunciati dalla Forestale per abuso edilizio. Ma si stima che, alla fine dei controlli, il giro di vite scatterà su circa 300 titolari di queste strutture sottoposte in questi giorni ad accertamento. Adesso, a fianco dei cacciatori si schierano i Comuni. «Il problema dell’ambiguità delle strutture – spiega Pietro Fioraso, neo commissario dell’associazione ItalCaccia – è generato da un vuoto legislativo. Tutta la documentazione chiesta ai cacciatori per l’esercizio della loro attività è stato fornito alle autorità competenti. Ora però veniamo penalizzati».

Schio, Monte Magrè, altana di caccia nel bosco

I sindaci di Valdagno, Recoaro, Brogliano, Castelgomberto, Cornedo, Trissino, Malo, Montecchio, Valli del Pasubio e Crespadoro hanno scritto alla Giunta regionale, guidata dal leghista Zaia, per chiedere un intervento urgente: «L’attuale normativa non disciplina con chiarezza i criteri di regolarità di queste strutture. Si rischiano sanzioni penali, che prevedono anche l’arresto fino a due anni e l’ammenda da 10 mila a 103 mila euro». L’assessore valdagnese Michele Vencato chiede «direttive certe e tempestive per salvaguardare gli aspetti urbanistici e ambientali e non penalizzare migliaia di cittadini, soprattutto nella fascia collinare». L’europarlamentare Sergio Berlato interviene precisando: «I proprietari dei manufatti sono stati autorizzati alla costruzione in base alle normative vigenti dal 1992. Negli ultimi 20 anni sono stati effettuati controlli senza ravvisare infrazioni. Quindi se queste costruzioni sono sempre state considerate legittime e regolari da parte delle autorità competenti, devono essere considerate tali anche oggi, visto che le normative non sono variate». Per il presidente del Comprensorio alpino, Ivano Cornale, «si fanno accertamenti per verificare le conseguenze della carenza di norme con danni per i cacciatori». Tra i cacciatori “pizzicati”, c’è anche Romeo Faccio, ristoratore: «Sono amareggiato. La situazione deve trovare una soluzione rapida».

Malo, "bunker" venatorio

(foto M.Z., archivio GrIG)

Annunci
  1. icittadiniprimaditutto
    aprile 17, 2012 alle 11:07 am

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto and commented:
    Add your thoughts here… (optional)

  2. aprile 17, 2012 alle 2:49 pm

    da Vicenza Today, 17 aprile 2012
    Controlli sulle altane di caccia nel vicentino.
    Altane di caccia abusive: maxi operazione del Corpo forestale
    Il Corpo forestale dello Stato ha già proceduto a 30 denunce all’Autorità giudiziaria e controllerà lo status giuridico di circa 300 postazioni di caccia: http://www.vicenzatoday.it/cronaca/controlli-altane-caccia-vicenza.html

    da http://www.andreazanoni.it, 16 aprile 2012
    Altane da caccia abusive nel vicentino. Zanoni: “Per i cacciatori è finita l’epoca dei regali da parte della Regione Veneto”: http://www.andreazanoni.it/it/news/comunicati-stampa/altane-da-caccia-abusive-nel-vicentino-zanoni-per-i-cacciatori-e-finita-lepoca-dei-regali-da-parte-della-regione-veneto.html

    da Gea Press, 16 aprile 2012
    Veneto – il bis della legalità: appostamenti di caccia con vizio di costituzionalità ed indagine della Forestale. L’On.le Zanoni: è finita per i cacciatori l’era dei privilegi: http://www.geapress.org/caccia/veneto-il-bis-della-legalita-appostamenti-di-caccia-con-vizio-di-costituzionalita-ed-indagine-della-forestale/26452

  3. aprile 18, 2012 alle 5:23 pm

    Tutto è bene quel che finisce bene 😉

    Il Comune di Borso del Grappa (nota prot. n. 1159/1376/3147 del 12 aprile 2012) ha comunicato che – in seguito a sopralluogo (11 aprile 2012, ore 10.15) – “è emerso che le strutture oggetto di segnalazione … adibite ad ‘altane di caccia’ e ‘ capanno di caccia’ sono state rimosse a cura, molto probabilmente, dei proprietari dei terreni”.

  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: