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Crolla il progetto turistico-edilizio nella Tenuta di Rimigliano senza la procedura di V.A.S.


Toscana, litorale

Forse è un colpo definitivo per il progetto turistico-edilizio della Tenuta di Rimigliano.

La Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Toscana – l’organo del Ministero per i beni e attività culturali che coordina gli Uffici ministeriali periferici toscani – ha nuovamente risposto ai ricorsi (11 novembre 2011, 16 gennaio 2012) dell’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus avverso la variante urbanistica che consente il progetto turistico-edilizio che interessa la storica Tenuta di Rimigliano, in un contesto ambientale-paesaggistico di rara suggestione, in Comune di San Vincenzo (LI).

La Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Toscana ha comunicato (nota prot. n. 3523 del 27 febbraio 2012) che non è mai stata correttamente avviata la relativa necessaria procedura di valutazione ambientale strategica (V.A.S.) e “che … in mancanza del corretto iter previsto dalla normativa vigente, qualunque opera va considerata illegittima.

Questi sono i risultati degli accertamenti svolti dalla Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Toscana in seguito ai ricorsi ecologisti.

In precedenza (nota prot. n. 18823 del 30 novembre 2011) la Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Toscana aveva chiesto alla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Pisa di svolgere i necessari accertamenti, anche in seguito al precedente ricorso ecologista del 27 luglio 2011, e, soprattutto, di aver fatto constatare al Comune di San Vincenzo che non risulta l’attivazione della procedura di Valutazione Ambientale Strategica necessaria per porre in essere la variante al Regolamento Urbanistico” riguardantela Tenuta di Rimigliano.

Cardellini (Carduelis carduelis)

Desta notevole stupore il mancato coinvolgimento delle strutture toscane del Ministero per i beni e attività culturali nella necessaria procedura di V.A.S. fin dai primi momenti, quali “soggetti competenti in materia ambientale”, trattandosi di un’area tutelata con il vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.).

Anche dalle “osservazioni” inoltrate (marzo 2011) dalla Regione Toscana (art. 17 della legge regionale n. 1/2005), in merito alla variante urbanistica in argomento si evince con chiarezza l’assenza di una corretta, preventiva e vincolante procedura di valutazione ambientale strategica (V.A.S.).

La V.A.S., prevista dalla direttiva n. 2001/42/CE, interessa piani e programmi aventi effetti sensibili diretti ed indiretti sull’ambiente e le varie componenti ambientali (artt. 12 e ss. del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.), mentre la Regione Toscana vi ha dato attuazione con la legge regionale n. 10/2010.          La conclusione del procedimento di V.A.S. è precedente e vincolante all’approvazione definitiva ed all’efficacia dei piani e programmi ad essa assoggettati. Fondamentale è la fase della consultazione del pubblico con le specifiche modalità previste dalla legge.  Si ricorda, inoltre, che la VAS costituisce per i piani e programmi a cui si applicano le disposizioni del presente decreto, parte integrante del procedimento di adozione ed approvazione. I provvedimenti amministrativi di approvazione adottati senza la previa valutazione ambientale strategica, ove prescritta, sono annullabili per violazione di legge (art. 11, comma 5°, del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.).

A questo punto, sarebbe più serio un provvedimento di revoca in sede di autotutela da parte del Comune di San Vincenzo della deliberazione Consiglio comunale n. 83 del 3 ottobre 2011, con cui era stata approvata definitivamente la variante al regolamento urbanistico per il sottosistema della pianura costiera – Tenuta di Rimigliano.

Ancora altri e di rilievo sono i vizi di legittimità dell’atto, a nostro parere. E sono difficilmente superabili.

Toscana, spiaggia e macchia mediterranea

La variante urbanistica del Comune di San Vincenzo appare proprio incongrua e foriera di pesanti rischi per gli importantissimi valori ambientali e storico-culturali presenti.

Enrico Rossi, Presidente della Regione Toscana, rispondendo (e-mail del 7 novembre 2011) al precedente ricorso ecologista, aveva assicurato “grande scrupolo” nell’esame della documentazione del caso che deve pervenire dal Comune e nella valutazione dell’eventuale presenza degli “estremi per adire alla conferenza paritetica interistituzionale, prevista dalla legge regionale Toscana n. 1/2005 e s.m.i. qualora vi siano contrasti fra atti di pianificazione regionali e comunali.

La Toscana ha goduto negli ultimi decenni d’una fama – meritata – di rilevanti capacità di buon governo del territorio.  Capacità frutto di pratiche e di equilibri secolari, ammirati in tutto il mondo.   Gli ultimi anni, però, han portato anche qui avidità, cemento, mattoni.  E si rischia di perdere ambienti, identità e atmosfere che attirano milioni di turisti ogni anno.  Il Governatore della Toscana sa bene – come tutti noi – che la vicenda della Tenuta di Rimigliano è proprio una specie di prova del nove per comprendere dove sta andando il buon governo del territorio toscano.

La Tenutadi Rimigliano sta bene così com’è, senza cemento.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Toscana, cavalli al pascolo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

da Il Tirreno, 29 febbraio 2012

San Vincenzo. Si riaccende la polemica su Rimigliano.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

da La Repubblica, FI, 1 marzo 2012

 

(foto E.R., S.D., archivio GrIG)

  1. febbraio 28, 2012 alle 3:07 PM

    dal Corriere Etrusco, 28 febbraio 2012
    SAN VINCENZO: SENZA “VAS” OGNI ATTO E’ ILLEGITTIMO A RIMIGLIANO: http://www.corriereetrusco.it/2012/02/28/rimigliano-senza-vas-ogni-atto-e-illegittimo-nella-tenuta/

    da Nove da Firenze, 28 febbraio 2012
    Crolla il progetto turistico-edilizio nella Tenuta di Rimigliano?: http://www.nove.firenze.it/vediarticolo.asp?id=b2.02.28.15.21

    da Stamp Toscana, 28 febbraio 2012
    Tenuta di Rimigliano, quasi scongiurato il pericolo cemento.
    Continua il braccio di ferro fra Regione Toscana e Comune di San Vincenzo dove è ubicata la storica tenuta, nella cui area di pregio potrebbe sorgere un grande insediamento turistico-recettivo. La Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Toscana: “Manca la procedura di Vas”: http://www.stamptoscana.it/articolo/ambiente/tenuta-di-rimigliano-quasi-scongiurato-il-pericolo-cemento

    dal blog del Comitato per Campiglia, 28 febbraio 2012
    Affossato il piano di Rimigliano!!! (Grig): http://www.comitatopercampiglia.it/blog/2012/02/28/affossato-il-piano-di-rimigliano-grig/

    dal blog San Vincenzo lavori in corso, 28 febbraio 2012
    De Profundis per il Piano di Rimigliano – Chi ha sbagliato?: http://san-vincenzo-livorno.blogspot.com/2012/02/de-profundis-per-il-piano-di-rimigliano.html

    da Ogni Sette, settimanale della Toscana ovest, 29 febbraio 2012
    SAN VINCENZO. Crolla il progetto turistico-edilizio nella Tenuta di Rimigliano senza la procedura di V.A.S.: http://www.ognisette.it/news/san-vincenzo.-crolla-il-progetto-turistico-edilizio-nella-tenuta-di-rimigliano-senza-la-procedura-di-v.a.s

    da ControRadio, 29 febbraio 2012
    RIMIGLIANO: DIREZIONE REGIONALE PAESAGGIO BOCCIA IL PIANO COMUNE S.VINCENZO: http://www.controradio.it/popx.php?elemento=47231

  2. elena romoli
    febbraio 29, 2012 alle 1:18 PM

    Grazie a tutti, copio sotto un articolo da La Repubblica di Firenze.

    Rimigliano un errore ferma il piano della discordia – Rimigliano, il piano delle polemiche è da rifare. Manca la Vas: da rifare il progetto di villette e albergo nella tenuta.
    Rimigliano un errore ferma il piano della discordia (http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/02/29/rimigliano-il-piano-delle-polemiche-da-rifare.html)

    di MARIO NERI
    PER come si sono svolte le procedure e per come
    sono stati formalizzati gli atti, sulla Tenuta di Rimigliano
    «qualunque opera» andrebbe «considerata illegittima». Se si
    cominciasse a costruire, ogni villetta o piscina probabilmente
    sarebbe un abuso. La variante al regolamento urbanistico approvata
    a ottobre dal consiglio comunale diSan Vincenzo per dare il
    via a una delle operazioni urbanistiche più ambiziose e più
    contestate della Toscana, quindi, è carta straccia. Tutto da rifare.

    È il senso della lettera inviata lunedì dalla direzione
    regionale per i beni culturali e paesaggistici della Toscana
    al Comune guidato dal sindaco Michele Biagi (Pd). Gli uffici
    tecnici del paese in provincia di Livorno non hanno mai mandato
    all`ente i documenti necessari per avviare la valutazione ambientale
    strategica (Vas). In sostanza, sebbene la legge lo prevedesse,
    non hanno mai chiamato ad esprimersi sul piano di risanamento
    turistico della tenuta il ministero per i Beni culturali e artistici,
    di cui la direzione regionale è emanazione diretta,
    ma hanno coinvolto solo le soprintendenze regionali.

    «Questo ufficio — recita il documento — non ha agli atti alcunacomunicazione
    inmerito» al procedimento di Vas e «in mancanza del corretto
    iter previsto dalla normativa vigente, qualunque opera va considerata
    illegittima». Soprattutto perché quella è un`area sottoposta
    a vincolo paesaggistico di Fascia costiera. Un brutto colpo
    per Maurizio Berrighi, il costruttore locale che insieme ai
    fiorentini Machi-Falk, gli Antinori e i Pecci di Prato ha acquistato
    la tenuta di Rimigliano otto anni fa ad un` asta fallimentare
    versando a Calisto Tanzi 30 milioni di euro. L`idea era quella
    di risanare i 560 ettari di pini e campi a monte della Principessa
    — la strada costiera che da Piombino conduce a Livorno — recuperando
    i vecchi casolari e trasformandoli in 120 villette e un albergo.
    Una scommessa turistica da spalmare su 19mila metri quadrati
    (13milaperle residenze, 6000 per l`hotel) con un impatto urbanistico su otto ettari.

    Su Rimigliano si attende ancora il parere della Regione alla variante
    approvata a ottobre.
    Ma adesso i progetti per la tenuta rischiano di franare sotto
    i colpi di un banale errore procedurale. La Vas, infatti, «costituisce
    per i piani e i programmi» urbanistici «parte integrante del
    procedimento di adozione ed approvazione» e «i provvedimenti
    amministrativiadottatisenzadiessasono annullabili per legge»,
    recita il decreto legislativo 152/2006.

    A evidenziare la beffa delle normative ambientali è il Grig
    (Gruppo di intervento giuridico), una onlus che da tempo segue il caso
    e che aveva chiesto chiarimenti proprio alla direzione regionale del ministero.
    In pratica, lagiunta di Biagi dovrà rifare tutto da capo.
    «Noi chiediamo al Comune di revocare la variante — dice Nicola
    Bertini, capogruppo della lista all`opposizione a San Vincenzo —
    e comunque stiamo valutando il ricorso al Tar».

  3. febbraio 29, 2012 alle 9:04 PM

    da La Nazione, 29 febbraio 2012
    LA DIREZIONE REGIONALE DEI BENI CULTURALI AVVERTE IL COMUNE, «OPERE ILLEGITTIME». Un’altra bocciatura per il piano di Rimigliano (Piero Bientinesi).

    MANCA LA VAS, cioè la Valutazione ambientale strategica per il piano di Rimigliano. La Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Toscana, ha comunicato al Comune di San Vincenzo –Settore Urbanistica – che, a seguito segnalazioni dell’Associazione Ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico e note della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, ha registrato una mancata attivazione della procedura di Vas da parte del Comune di San Vincenzo in merito alla Variante al regolamento Urbanistico – Tenuta di Rimigliano. Un altra tegola per il Comune di San Vincenzo che, proprio con questa comunicazione, vede in qualche modo crollare il progetto turistico-urbanistico relativo alla tenuta di Rimigliano in quanto, stando a quanto indicato nella lettera, è privo di una corretta procedura di V.a.s. (Valutazione Ambientale Strategica). In effetti, pare che non sia stata avviata la relativa, quanto necessaria, procedura di V.a.s. e «che in mancanza del corretto iter previsto dalla normativa vigente qualunque opera va considerata illegittima». Non è poco considerando che la Vas. prevista dalla direttiva n. 2001/42/CE, interessa piani e programmi aventi effetti sensibili diretti ed indiretti sull’ambiente e le varie componenti ambientali, mentre la regione Toscana ha dato attuazione con la legge regionale 10/2010.
    LA CONCLUSIONE del procedimento di Vas. è precedente ed è vincolante all’approvazione definitiva ed all’efficacia dei piani e programmi ad essa assoggettati.
    La Vas costituisce per i piani e programmi parte integrante del procedimento di adozione ed approvazione. I provvedimenti amministrativi di approvazione adottati senza la previa valutazione ambientale strategica, ove prescritta, sono annullabili per violazione di legge. Stando così le cose, crediamo che non sia escluso da parte del Comune di San Vincenzo, prendere i dovuti provvedimenti, se ritenuti opportuni, affinché possa dimostrare la validità e correttezza del suo iter comportamentale. Se così non fosse, sarebbe veramente difficile proseguire e quindi non rimarrebbe che adottare un provvedimento di revoca della deliberazione Consiglio Comunale n. 83 del 3 ottobre 2011 con il quale, lo ricordiamo, era stata approvata definitivamente la variante al regolamento urbanistico interessante l’area della ex Tenuta di Rimigliano. Insomma, una bella matassa da dover sciogliere.

  4. febbraio 29, 2012 alle 11:13 PM

    A.N.S.A., 29 febbraio 2012 (vds. http://www.gonews.it/articolo_124004_Scontro-Comune-beni-culturali-sulla-tenuta-Rimigliano.html)
    E’ scontro aperto sulla tenuta di Rimigliano tra il Comune di San Vincenzo (Livorno) e la direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici di Firenze.

    Da una parte l’ufficio periferico del ministero in Toscana aveva sostenuto in una nota la non corretta attivazione della procedura di valutazione ambientale strategica di una variante urbanistica, dall’altra il Comune che oggi risponde che non era tenuto a coinvolgere la direzione regionale e in una nota si riserva “eventuali azioni legali a tutela del suo operato”. Al centro della disputa la cosiddetta ‘Vas’ nell’ambito della variante urbanistica che dovrebbe dare il via alla realizzazione di un centro residenziale e turistico in un’area di poco meno di 17 ettari sulla costa degli Etruschi. La direzione regionale dei beni culturali e paesaggistici di Firenze aveva spiegato che la procedura di ‘Vas’ non era stata attivata correttamente perché secondo la legge “il direttore generale esprime il parere di competenza del ministero, anche in sede di conferenza di servizi, per gli interventi in ambito regionale, che riguardano le competenze di più soprintendenze di settore”. Una casistica, secondo l’amministrazione di San Vincenzo, che tuttavia “non è assolutamente applicabile alla procedura di Vas in oggetto in quanto sull’area in questione vige il solo vincolo paesaggistico ‘fascia costiera’ e non vi sono altri vincoli che richiedano la competenza di altre soprintendenze quali, ad esempio, quella per i beni archeologici”. Secondo il Comune si tratta di un aspetto già superato dalla soprintendenza per i beni archeologici di Firenze che ha certificato che “le aree in questione non sembrerebbero interessate da vincoli né da presenze archeologiche note”. Da qui la decisione del Comune di coinvolgere la sola soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici di Pisa che “aveva espresso parere favorevole”. Sulla vicenda di Rimigliano è acceso da tempo uno scontro tra le forze politiche locali.

  5. marzo 2, 2012 alle 3:00 PM

    da Il Tirreno, 1 marzo 2012
    “Rimigliano, il piano è corretto e non ci sono stop”. L’amministrazione comunale replica alle accuse della Direzione regionale per i beni culturali. (http://iltirreno.gelocal.it/piombino/cronaca/2012/03/01/news/rimigliano-il-piano-e-corretto-non-ci-sono-stop-1.3242351) (Paolo Federighi)

    Al contrario di quanto sostiene la Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici, l’amministrazione comunale di San Vincenzo considera corretta l’attivazione della procedura di Vas (Valutazione ambientale strategica) relativa alla variante al regolamento urbanistico per la Tenuta di Rimigliano, il cui piano è stato approvato il 3 ottobre 2011 dal consiglio comunale.
    Da una parte, la Direzione regionale sostiene di non aver ricevuto dal Comune i documenti finalizzati all’attivazione della procedura di Vas di cui si dice competente, documenti che il Comune ha inviato alla sola Soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici di Pisa e Livorno. Dall’altra parte, invece, l’amministrazione ritiene di aver operato correttamente e che la Direzione regionale e le altre Soprintendenze non avrebbero competenze sulla Vas in questione. Insomma, secondo l’amministrazione comunale sanvincenzina, la Direzione regionale dei beni culturali si sarebbe sbagliata e il procedimento per la variante urbanistica di Rimigliano sarebbe quindi perfettamente in regola.
    Per l’amministrazione comunale sanvincenzina l’articolo di legge citato dalla Direzione regionale non sarebbe applicabile a tale procedura di Vas. «La Direzione regionale – si legge in una nota diffusa ieri dall’amministrazione comunale di San Vincenzo – ritiene di essere competente ai sensi dell’articolo 17 comma 3 lettera n del Dpr 233/2007. Tale articolo recita che “il direttore generale esprime il parere di competenza del Ministero, anche in sede di conferenza di servizi, per gli interventi in ambito regionale, che riguardano le competenze di più Soprintendenze di settore”.
    Tale casistica – prosegue la nota del Comune – non è assolutamente applicabile alla procedura di Vas in oggetto, in quanto sull’area in questione vige il solo vincolo paesaggistico “fascia costiera sita nel Comune di San Vincenzo” e non vi sono altri vincoli che richiedano la competenza di altre Soprintendenze». Secondo l’amministrazione comunale, tra i soggetti competenti vi sarebbe solo la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici, e non la Soprintendenza ai beni archeologici, né la Direzione regionale. «Tale aspetto – sostiene l’amministrazione – è chiaramente rilevabile anche dalla nota del 20 dicembre 2011 della Soprintendenza per i beni archeologici di Firenze che, tra l’altro, dice che “le aree in questione non sembrerebbero interessate da vincoli né da presenze archeologiche note”.
    Pertanto – prosegue la nota – la procedura di Vas attivata dall’amministrazione ha individuato tra i soggetti competenti all’espressione dei pareri la sola Soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici competente per territorio, e cioè quella di Pisa, che tra l’altro aveva espresso in sede di procedura di Vas, relativa alla variante al piano strutturale per lo stesso ambito, parere favorevole con nota 2361 dell’1 febbraio 2008».
    Nella nota, l’amministrazione fa sapere di riservarsi «eventuali azioni legali a tutela del suo operato». Questa diatriba arriva a pochi giorni dalla decisione che la giunta regionale dovrà prendere sull’avviare o meno la Conferenza paritetica interistituzionale, tavolo tecnico-politico che avrebbe il compito di decidere eventuali migliorie al piano. L’assessore regionale Anna Marson aveva ipotizzato il ricorso alla conferenza paritetica, poi non ci sono più stati pronunciamenti uffiaciali.
    Il prossimo 11 marzo scade il termine della pubblicazione della variante approvata dal consiglio comunale sanvincenzino e l’eventuale ricorso alla conferenza paritetica andrà presentato entro quella data. Altrimenti – come spiega il sindaco Michele Biagi – il piano sarà operativo. La variante per Rimigliano prevede la costruzione di circa 120 appartamenti e un albergo di 6.000 metri quadrati nella tenuta di 560 ettari ex Della Gherardesca ed ex Parmalat, e dal 2003 di proprietà della “Poggettino srl”.

  6. marzo 2, 2012 alle 3:00 PM

    da La Nazione, 1 marzo 2012
    «Su Rimigliano siamo in regola» Il Comune minaccia azioni legali.

    L’amministrazione ritiene di essere in regola su Rimigliano e a proposito della nota della direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Toscana, con la quale si sostiene la «…non corretta attivazione della procedura di Vas da parte del Comune sulla variante al regolamento urbanistico di Rimigliano», si afferma: «La stessa Direzione nella citata nota ritiene di essere competente ai sensi dell’articolo 17 comma 3 lettera n del ppr 233/2007.
    Tale articolo testualmente recita “il direttore generale esprime il parere di competenza del Ministero, anche in sede di conferenza di servizi, per gli interventi in ambito regionale, che riguardano le competenze di più soprintendenze di settore”. Tale casistica – dice il Comune di San Vincenzo – non è assolutamente applicabile alla procedura di Vas in oggetto in quanto sull’area in questione vige il solo vincolo paesaggistico ”fascia costiera sita nel comune di San Vincenzo” e non vi sono altri vincoli che richiedano la competenza di altre Soprintendenze quali, ad esempio, quella per i beni archeologici».
    «Tale aspetto— afferma il Comune — chiaramente rilevabile anche dalla nota del 20 dicembre 2011 della Soprintendenza per i beni archeologici di Firenze che, tra l’altro, dice «.. le aree in questione non sembrerebbero interessate da vincoli né da presenze archeologiche note». Pertanto la procedura di Vas attivata dall’amministrazione comunale ha individuato tra i soggetti competenti all’espressione dei pareri la sola Soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici competente per territorio, e cioè quella di Pisa, che tra l’altro aveva espresso in sede di procedura di Vas, relativa alla variante al Piano Strutturale per lo stesso ambito, parere favorevole espresso con nota 2361 dell’1 febbraio 2008».
    Il comune continua affermando come «….è bene ricordare che anche su tale procedura di Vas non fu individuata tra i soggetti competenti la Soprintendenza ai beni archeologici di Firenze e conseguentemente la Direzione generale; di conseguenza, risultano pertanto non conformi alle citate leggi le osservazioni contenute nella nota della Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici giunte ai nostri uffici nei giorni scorsi». Il comunicato dell’amministrazione comunale chiude annunciando che «…si riserva di attivare eventuali azioni legali a tutela del suo operato».

    Magnolfi: «Stop speculazione» L’esultanza del Pdl.

    «Salutiamo con favore il pronunciamento della Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Toscana sulla Tenuta di Rimigliano che conferma la fondatezza delle nostre preoccupazioni e premia i tanti cittadini ed intellettuali che, come noi, si sono schierati contro la maxi-speculazione edilizia voluta dal PD in uno dei gioielli paesaggistico-ambientali della costa toscana».
    Questo il commento del presidente del gruppo regionale PdL Alberto Magnolfi sulla lettera inviata dal Ministero dei Beni culturali al Comune di San Vincenzo che, di fatto, blocca ogni intervento nella Tenuta di Rimigliano.
    «Come sempre la verità viene a galla. Ed i “pierino” vengono clamorosamente smascherati. Di fronte alla nostra reiterata richiesta di approfondimento in ordine all’impatto ambientale dell’intervento, ilpPresidente Rossi ha sempre tentato di minimizzare fornendo rassicurazioni sia sulla correttezza del percorso amministrativo, sia sulla completezza degli atti. Oggi, grazie a questo pronunciamento appare chiaro che le cose non stavano e non stanno come diceva Rossi e la sua maggioranza regionale. Un grave precedente che getta più di un’ombra sulla coerenza politica della prima figura istituzionale della Toscana».
    A questo punto – conclude Magnolfi – alla Giunta e alla maggioranza regionale non resta che prendere atto allineandosi al pronunciamento ministeriale ed abbandonando l’ambiguità che finora ha di fatto protetto il dissennato orientamento urbanistico di di San Vincenzo.”

  7. marzo 7, 2012 alle 7:17 PM

    nonostante le palesi carenze in tema di V.A.S., ancora la Giunta regionale della Toscana non ha deciso di richiedere la “conferenza paritetica interistituzionale” per riformare il piano illegittimo. Evidentemente gli interessi particolari – e politici – sembrerebbero premere più di ambiente e legalità.

    Adn-Kronos, 7 marzo 2012
    Firenze, 7 mar. – (Adnkronos) – ”L’11 marzo prossimo, con la pubblicazione sul Burt (la Gazzetta ufficiale della Regione Toscana), avra’ la sua piena efficacia la variante urbanistica approvata dal Comune di San Vincenzo sulla tenuta di Rimigliano che prevede la trasformazione (si scrive trasformazione, ma si legge speculazione urbanistica) dei vecchi casolari in 120 appartamenti oltre la costruzione, ex-novo, di un albergo”. Lo afferma una nota del gruppo Pdl in Regione Toscana, che riporta i commenti del capogruppo Alberto Magnolfi e dei consiglieri Andrea Agresti e Marco Taradash.
    ”Una decisione assunta senza tenere in conto delle osservazioni proposte dalla Regione e soprattutto, uno strumento privo della Vas: la valutazione ambientale strategica che, a termini di legge, spettava al Ministero dei Beni culturali attraverso la sua articolazione territoriale e non come ha unilateralmente deciso il Comune di San Vincenzo alla Sovrintendenza di Pisa”, continua la nota del Pdl.
    ”Come tutti ricordano la vicenda ha avuto un percorso, a dir poco, accidentato con continue forzature di tipo amministrativo e, soprattutto, politico. Cio’ a testimonianza dei forti interessi che ruotano attorno a questa previsione urbanistico-edilizia. Di fronte a questo scenario, il gruppo regionale Pdl – sottolinea il comunicato dei consiglieri regionali – ha invocato l’attivazione da parte della Regione della Commissione paritetica interistituzionale. Possibilita’ che l’assessore Marson avrebbe adombrato aprendo un violento fronte di scontro interno alla Giunta tale da rinunciare alla comunicazione chiesta formalmente ieri dal Consigliere regionale Pdl Marco Taradash ed accettata, in un primo momento, dall’assessore Marson”. (segue)
    .Sulla stessa linea il collega Marco Taradash, presidente della Commissione regionale Europa: ”temiamo che questa sconcertante fuga della Giunta regionale sia solo una mossa tattica per decidere di non decidere e giungere alla fatidica data dell’11 marzo mettendo col silenzio la parola fine su questa annosa questione. Se fosse cosi’ Rossi abbia il coraggio delle proprie azioni: dica che su Rimigliano ha deciso di dire SI ad una contrastatissima e sotto molti aspetti irregolare operazione edilizia”.

    A.N.S.A., 7 marzo 2012
    Sulla variante per la Tenuta di Rimigliano “temiamo che la sconcertante fuga della Giunta regionale sia solo una mossa tattica per decidere di non decidere”. Lo afferma, in una nota, il consigliere regionale del Pdl Marco Taradash dopo che oggi non è stata svolta una comunicazione dedicata alla variante del Comune di San Vincenzo (Livorno) sulla Tenuta, per impegni personali dell’assessore all’urbanistica Anna Marson.
    La comunicazione era stata richiesta ieri dal Pdl che chiede inoltre la convocazione della commissione paritetica sulla vicenda. Nella nota il Pdl ricorda che “l’11 marzo, con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale della Regione, avrà la sua piena efficacia la variante urbanistica approvata dal Comune di San Vincenzo che prevede la trasformazione dei vecchi casolari in 120 appartamenti, oltre la costruzione, ex novo, di un albergo”.
    Una decisione, si legge ancora, “assunta senza tenere in conto delle osservazioni proposte dalla Regione e soprattutto, uno strumento privo della Vas che spettava al ministero dei Beni culturali e non, come ha unilateralmente deciso il Comune di San Vincenzo, alla Sovrintendenza di Pisa”.
    Secondo Taradash, forse la Regione vuol “giungere alla fatidica data dell’11 marzo mettendo col silenzio la parola fine su questa annosa questione. Se fosse così Rossi abbia il coraggio delle proprie azioni: dica che su Rimigliano ha deciso di dire sì ad una contrastatissima e sotto molti aspetti irregolare operazione edilizia”.
    Sulla questione Rimigliano intervengono anche gli assessori provinciali di Livorno Piero Nocchi e Paolo Pacini i quali ritengono “che vi siano tutte le condizioni affinché si possa procedere con la partenza di questo investimento, che giunge al termine di una lunga e complessa gestazione, in quanto coerente con il Piano di coordinamento territoriale della Provincia di Livorno ed in linea con il Piano di indirizzo territoriale della Regione Toscana”.

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