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Ricorso contro l’ignobile diga di Monte Nieddu – Is Canargius.


Sarroch-Villa S. Pietro, Monte Nieddu, il cantiere della diga

Ci sono delle opere pubbliche inutili, distruttive dell’ambiente, occasione di spreco di denaro pubblico che con ottusa testardaggine vengono perseguite contro ogni evidenza e a ogni costo, tanto pagano i cittadini e la natura.  

E’ certamente il caso della diga di Monte Nieddu – Is Canargius, nel Sulcis, già teatro negli ultimi anni di uno degli scempi ambientali e finanziari più scandalosi d’Italia, con centinaia di milioni di euro già letteralmente sprecati fra lavori non conclusi (sono stati realizzati al 19,46%), contenziosi con le imprese esecutrici (oltre 60 milioni di risarcimento danni richiesto), mancanza di reti di distribuzione.

Il Consorzio di Bonifica della Sardegna Meridionalecome avevamo preannunciato – ha bandito una nuova gara d’appalto (56,6 milioni di euro a base d’asta, bando integrale di gara d’appalto + disciplinare di gara) e le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico, Amici della Terra e Lega per l’Abolizione della Caccia hanno inoltrato (23 gennaio 2012) specifico ricorso avverso la realizzazione priva di preventivi e vincolanti procedimenti di valutazione d’impatto ambientale cumulativa con le reti di distribuzione idrica (nemmeno progettate e finanziate), di valutazione ambientale strategica, di valutazione di incidenza.    Non si è a conoscenza nemmeno dell’emanazione della prescritta autorizzazione paesaggistica (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.).

Interessati dal ricorso ecologista la Commissione europea, i Ministeri dell’ambiente e dei beni e attività culturali, la Presidenza della Regione autonoma della Sardegna, la Direzione per i beni culturali e paesaggistici per la Sardegna, la Soprintendenza per i beni ambientali di Cagliari, il Servizio regionale tutela del paesaggio di Cagliari, la Direzione regionale valutazione impatti.

corso d'acqua nel bosco

L’area interessata è tutelata con vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), destinata a parco naturale regionale “Sulcis” (legge regionale n. 31/1989 – allegato A), inclusa nel sito di importanza comunitaria (S.I.C.) “Foresta di Monte Arcosu” (codice ITB041105), ai sensi della direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali.

Nel piano paesaggistico regionale – P.P.R., esecutivo con D.P.Re. 7 settembre 2006, n. 82, l’area appare ricompresa nell’ambito di paesaggio costiero n. 2 “Nora” (art. 14 delle norme tecniche di attuazione) ed è classificata “aree naturali e semi-naturali – boschi” e “aree naturali e semi-naturali – macchia, dune, zone umide” (componenti di paesaggio con valenza ambientale), beni paesaggistici ambientali

avviso bando gara diga Monte Nieddu-Is Canargius

Ricordiamo alcuni dei numeri della scandalosa cattiva gestione dell’acqua in Sardegna.

Circa l’85% dell’acqua attualmente immessa nelle reti idriche in Sardegna va persa, come ha recentemente denunciato l’Ordine dei geologi della Sardegna, buona parte delle reti di distribuzione è in condizioni precarie, soprattutto nelle aree urbane e nella rete irrigua. Eppure dovremmo poter stare estremamente tranquilli, in teoria.

Qualche dato complessivo sulla disponibilità idrica regionale: la Sardegna possiede ben 32 invasi di grandi/medie dimensioni aventi una capacità massima attuale di 2 miliardi e 280 milioni di mc. di acqua, di cui 1 miliardo e 904 milioni di mc. con autorizzazione all’invaso (dati Registro Italiano Dighe – Ufficio periferico di Cagliari, 2011).

La Sardegna ha 1.640.000 residenti (la metà di Roma) e poco meno di un sesto della risorsa idrica “invasabile” di tutto il territorio nazionale (540 bacini medio/grandi per circa 13,35 miliardi di mc. di risorsa idrica “invasabile”, vi sono ulteriori 10 mila circa piccoli bacini con capacità inferiore a 100 mila mc., più facili da gestire – dati Ministero Infrastrutture, 2007).   A partire dal 31 dicembre 1995 è stata autorizzata una complessiva ulteriore capacità di invaso, in seguito alle previste procedure di collaudo (art. 14 regolamento dighe), di ben 328,359 milioni di mc. di acqua. La sola nuova diga sul Tirso (la 32^) potrà invasare, a collaudi ultimati, circa 800 milioni di mc. di acqua: è, quindi, agevole sostenere che, a operazioni di collaudo ultimate delle dighe già realizzate,la Sardegna potrà contare su circa 2 miliardi e 280 milioni di mc. di risorsa idrica “invasabile”.

Sarroch-Villa S. Pietro, cantiere diga Monte Nieddu, cartello "inizio lavori"

Non dobbiamo, poi, dimenticarci che attualmente si stimano in circa 350 milioni di mc. annui i reflui civili depurati scaricati direttamente in mare senza praticamente alcun riutilizzo (il solo depuratore consortile di Cagliari-Is Arenas scarica circa 60 milioni di mc. all’anno, da qualche anno portati “in risalita” nel bacino di Simbirizzi per essere destinati all’agricoltura, ma non utilizzabili a causa del mancato completamento della terza fase di depurazione, con una spesa complessiva di circa 80 miliardi di vecchie lire, senza considerare le ingenti spese di esercizio). Analogamente avviene per i depuratori industriali: non siamo in possesso di dati complessivi, ma si tratta di una realtà certo non trascurabile. Il solo depuratore CACIP produce circa 20 milioni di mc. all’anno di acqua depurata.

Eppure non si pensa al restyling delle reti di distribuzione, al risparmio idrico.  Si pensa a realizzare nuove dighe.   Gestire l’acqua in Sardegna vuol dire avere una regìa unica, collegamenti fra gli invasi, riciclaggio e riutilizzo dei reflui, risparmio idrico, sistemi a circuito chiuso e, soprattutto, basta con ulteriori dighe!

E’ necessario voltare pagina rispetto ad una politica di gestione dell’acqua fallimentare e folle.

Gruppo d’Intervento Giuridico, Amici della Terra e Lega per l’Abolizione della Caccia

 

 

ecco la prima risposta: l’autorizzazione paesaggistica rilasciata nel 2008, la determinazione n.1759 del 2008

(elaborazione immagini GrIG, foto C.B., S.D., archivio GrIG)

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  1. frnoli
    gennaio 23, 2012 alle 2:35 pm

    sono assolutamente con voi, è un’opera frutto di menti malate, soldi sprecati e danno gratuito all’ambiente.

  2. gennaio 23, 2012 alle 6:57 pm

    da Casteddu on line, 23 gennaio 2012
    Diga Monte Nieddu, ricorso ecologista alla Commissione Europea: http://www.castedduonline.it/secondo-piano/diga-monte-nieddu-ricorso-ecologista-alla-commissione-europea/4133

  3. gennaio 24, 2012 alle 3:05 pm

    da Sardegna 24, 24 gennaio 2012
    Arriva un altro ricorso contro la diga di Sarroch. (Laura Sanna)

    Sarroch. Quella diga non s’ha da fare: non hanno dubbi gli ecologisti del Gruppo di intervento giuridico, Amici della terra e Lega per l’abolizione della caccia riguardo l’invaso di Monte Nieddu-Is canargius (comuni di Villa San Pietro, Sarroch e Capoterra) e davanti alla nuova gara bandita dal consorzio di bonifica della Sardegna meridionale danno battaglia. Per fermarla hanno presentato ieri un ricorso contro il prosieguo dei lavori che sarebbero “privi di preventivi e vincolanti procedimenti di valutazione di impatto ambientale cumulativa con le reti di distribuzione idrica, di valutazione ambientale strategica e di incidenza. Non si è a conoscenza nemmeno della prescritta autorizzazione paesaggistica”. Il ricorso è stato inoltrato a diversi enti tra cui Commissione europea, Ministeri dell’ambiente e dei beni e attività culturali e già nelle scorse settimane un ricorso simile ma su un altro tema delle stesse associazioni è stato accolto favorevolmente dal Ministero dell’ambiente. L’area interessata è sottoposta a molteplici tutele e la diga avrebbe un impatto devastante, in più altri aspetti – che riguardano la gestione complessiva della risorsa idrica nell’isola – imporrebbero uno stop. La Sardegna possiede 32 bacini di medie/grandi dimensioni con capacità massima di 2 miliardi e 280 milioni di metri cubi di acqua, quasi un sesto della risorsa idrica invasabile del territorio nazionale più 350 milioni di metri cubi annui di reflui civili depurati non utilizzati: non servirebbero nuove dighe, questo il senso, ma una migliore gestione del sistema esistente.

  4. gennaio 28, 2012 alle 2:55 pm

    sul sito web del Forum italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio, 28 gennaio 2012
    Ricorso contro l’ignobile diga di Monte Nieddu–Is Canargius: http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2012/01/ricorso-contro-l%e2%80%99ignobile-diga-di-monte-nieddu%e2%80%93is-canargius/

    scheda tecnico-amministrativa (parziale): http://www.avcp.it/portal/rest/jcr/repository/collaboration/Digital%20Assets/infrastrutture/2011scheda_171.pdf

  5. gennaio 29, 2012 alle 1:53 pm

    da L’Unione Sarda, 27 gennaio 2012
    Sarroch. Ricorso. Gli ambientalisti contro la diga di Monte Nieddu. (I.S.)

    “La diga di Monte Nieddu – Is Canargius è uno degli scempi ambientali e finanziari più scandalosi d’Italia, con centinaia di milioni di euro già letteralmente sprecati fra lavori non conclusi e contenziosi con le imprese esecutrici. Anzichè costruire nuove dighe sarebbe più giusto pensare al restauro delle reti di distribuzione, al risparmio idrico”.
    Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico, gli Amici della Terra, e Lega per l’Abolizione della caccia hanno presentato un ricorso contro la realizzazione dell’invaso di Sarroch, alla Commissione europea, ai ministeri dell’Ambiente e dei Beni e attività culturali, alla Presidenza della Regione, alla Direzione per i beni culturali e paesaggistici per la Sardegna, alla Soprintendenza per i beni ambientali di cagliari, al Servizio regionale tutela del paesaggio di Cagliari e alla Direzione regionale valutazione impatti. “L’area in cui si intende realizzare l’invaso è tutelata da un vincolo paesaggistico e destinata al Parco naturale regionale del Sulcis, inoltre è inclusa in un importante zona Sic”, spiegano le associazioni ecologiste. “Il problema principale in Sardegna è la cattiva gestione idrica. Circa l’85 per cento dell’acqua attualmente immessa nelle reti in Sardegna va persa, come ha recentemente denunciato l’Ordine dei geologi della Sardegna”.

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