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“Bombe d’acqua” in Liguria e Sicilia, “bomba dell’acqua” in Umbria.


Umbria, Monte Cucco

“Bombe d’acqua” è il termine che abbiamo sentito ripetere spesso per descrivere i fenomeni meteorologici accaduti nei giorni passati in Liguria, Toscana e Sicilia.

Ingenti quantitativi di acqua che si sono rovesciati in un tempo relativamente breve provocando frane, smottamenti, alluvioni, distruzione  e purtroppo anche il decesso di alcune persone.

Questi eventi estremi si sono accentuati negli ultimi anni a causa delle mutate condizioni climatiche, sulla cui certezza oramai sono solamente pochi irriducibili a porre dubbi.

Le cause dei mutamenti ovviamente sono di difficile accertamento: chi accusa l’uomo ed i suoi comportamenti, chi invece lo interpreta come un fenomeno ciclico della natura.

Per evitare  il solito scontro fra ambientalisti e i cosiddetti “sviluppisti”, prendiamo per buona l’opinione di questi ultimi  accettando  la ciclicità storica dei fenomeni e poniamoci comunque la domanda su cosa può succedere alla nostra vita quotidiana di fronte all’estremizzarsi del clima.

Degli eventi avvenuti pochi giorni fa, abbiamo tutti ben impresso le immagini passate nei vari mezzi di comunicazione, ma della “bomba dell’acqua” che potrebbe scoppiare in Italia Centrale ed in Umbria ad oggi molto poco si è parlato, anche se qualcuno sta incominciando ad accorgersene.

Marche, Monte Vettore, il Lago Pilato in secca

Infatti, coloro che hanno avuto in questi ultimi mesi l’opportunità di osservare i fiumi e torrenti che ci circondano, o le varie sorgenti d’acqua, avranno certamente notato la loro ridotta portata, non minimamente aumentata dalle scarsissime precipitazioni autunnali.

A conferma delle osservazioni visive, ci sono poi i dati sulle portate delle più importanti sorgenti regionali che si posso reperire dal sito dell’Arpa dell’Umbria.

Ed ecco le amare sorprese: la sorgente “Scirca” del Monte Cucco che lo scorso anno a Dicembre aveva una portata media di 350 litri al secondo, questo anno ne ha 50 circa, la sorgente “Boschetto” da 300 litri circa è passata a 50, la sorgente “Vaccara” da 200 litri circa è arrivata a 35.

Potremmo continuare ad analizzarle tutte ma il risultato è sempre lo stesso; una forte diminuzione della loro portata, nonostante siamo quasi alla fine dell’autunno, una delle stagioni più piovose dell’anno per il centro Italia

A queste c’è da sommare lo scarso livello degli invasi regionali che, dopo la stagione di prelievi estiva e lo scarso apporto da parte dei fiumi si trovano ben al di sotto dei  livelli minimi storici.

Ovviamente abbiamo davanti a noi tutto l’inverno durante il quale, visto appunto l’estremizzarsi dei fenomeni, potrebbe nevicare come non ha mai fatto negli ultimi 100 anni, oppure potremmo ricordare la prossima primavera come una delle più piovose.

Marche, Monte Catria innevato

Comunque anche un osservatore poco attento avrà notato che anno dopo anno il fenomeno della siccità in Umbria è andato costantemente aumentando e con esso  i problemi legati alla carenza di questa risorsa primaria per l’uomo.

Chissà se i nostri politici avranno avuto tempo di osservare questi fenomeni e di riflettere sulle risposte da dare ad una eventuale crisi idrica, o  soluzioni per prevenirla.

La speranza è che questi non facciano come per il debito pubblico, dove tutti quanti, nonostante i segnali che giungevano da lungo tempo da ogni direzione, anche da un comico genovese, non si sono accorti, o hanno fatto finta di non accorgersene, del problema per lasciarlo  affrontare poi ad una squadra di “Tecnici”.

Se daremo in mano ai “Tecnici”  anche la gestione di questo nuovo grattacapo, il rischio potrebbe essere che  la soluzione di questi luminari  sia geniale come quelle adottate in questi giorni: mandare i contribuenti al supermercato a comprare acqua in bottiglia, o meglio Coca Cola, aumentando così il pil e gli utili delle multinazionali che nel frattempo si sono comprate (e prosciugato) le nostre numerosi sorgenti svendute per ripianare il debito.

Stefano Luchetti, Gruppo d’Intervento Giuridico – Umbria

Cardellino (Carduelis carduelis)

(foto A.C., S.L., S.D., archivio GrIG)

  1. dicembre 10, 2011 alle 8:43 pm

    La lungimiranza non è la forza dei ns. politici, ma son questi che la gente sceglie, benvenute bombe d’acqua, almeno lavano un po’ d’indecenza.

  2. stefano
    dicembre 11, 2011 alle 10:54 am

    Dovrebbe tornare il diluvio universale per lavare l’indecenza e l’immoralità che attanaglia il nostro paese.
    Da considerare che in Umbria siamo in piena siccità, quindi…..

  3. dicembre 21, 2011 alle 4:23 am

    E’ un luogo grande e interessante il fatto che ogni persona che visita il nostro Paese dovrebbe conoscere.

  4. marzo 29, 2012 alle 9:30 pm

    A.N.S.A., 29 marzo 2012
    Italia a secco, rischio acqua razionata in estate. Allarme siccità, mai un marzo così caldo da 15 anni: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2012/03/29/visualizza_new.html_158748948.html

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