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Il Gruppo Saras ricerca il gas naturale ad Arborea.


Avifauna acquatica

Il Gruppo Saras s.p.a. è convinto che sotto il Campidano di Arborea (OR) vi sia un giacimento di gas naturale con riserve fra 1 e 3 miliardi di metri cubi, così da poterne estrarre ogni anno fra 20 e 170 milioni di metri cubi, con royalty (legge regionale n. 20/1959) per la Regione autonoma della Sardegna comprese fra 1,050 e 3,150 milioni di euro annui.

Ha in proposito costituito la Sargas s.p.a. e ha avviato (poi modificando in parte la tipologia progettuale) la necessaria – fra le altre – procedura di verifica preventiva finalizzata a verificare la necessità o meno di svolgere il procedimento di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.) riguardo il progetto di perforazione esplorativa (a circa 3.000 metri di profondità) concernente il permesso di ricerca mineraria “Eleonora”.

Il sito prescelto è a circa 300 metridi distanza dallo Stagno di S’Ena Arrubia, tutelato dalla Convenzione internazionale di Ramsar (2 febbraio 1971) sulle zone umide d’importanza internazionale (D.P.R. n. 448/1976), dal vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), da vincolo di conservazione integrale (legge regionale n. 23/1993), dal piano paesaggistico regionale (decreto Presidente Regione n. 82 del 7 settembre 2006), destinato a riserva naturale regionale(legge regionale n. 31/1989, allegato A), sito di importanza comunitaria e zona di protezione speciale (direttiva n. 92/43/CEE).

Ce n’è in abbondanza perché sia svolta una vera e propria procedura di V.I.A.: le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra lo chiedono con uno specifico atto di intervento nella procedura di verifica preventiva inoltrato in questi giorni al Servizio S.A.V.I. dell’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

 

Garzetta (Egretta garzetta)

da L’Unione Sarda, 8 novembre 2011

La Saras va a caccia di metano. Entro la fine dell’anno ad Arborea partiranno le trivellazioni: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_82_20111108095614.pdf

“Il progetto dovrà rispettare l’ambiente”: http://www.consregsardegna.it/rassegnastampa/pdf/44048_Il_progetto_dovra_rispettare_lambiente.pdf

Cormorano (Phalacrocorax carbo)

da La Nuova Sardegna, 8 novembre 2011

La Saras scopre le carte: sotto Arborea c’è metano “Miliardi di metri cubi”: http://www.consregsardegna.it/rassegnastampa/pdf/43997_La_Saras_scopre_le_carte_sotto_Arborea_ce_me.pdf

Il Comune dice sì ma a due condizioni: http://www.consregsardegna.it/rassegnastampa/pdf/43998_Il_Comune_dice_si_ma_a_due_condizioni.pdf

Airone cenerino (Ardea cinerea)

da Sardegna 24, 8 novembre 2011

“L’Isola ha il gas metano”: http://www.consregsardegna.it/rassegnastampa/pdf/44057_LIsola_ha_il_gas_metano.pdf

Cavalieri d'Italia (Himantopus himantopus)

da Sardegna Quotidiano, 8 novembre 2011

Le trivelle della Saras alla ricerca del gas: http://www.consregsardegna.it/rassegnastampa/pdf/44027_Le_trivelle_della_Saras_alla_ricerca_di_gas.pdf

(foto S.D., archivio GrIG)

  1. Nicola P.
    novembre 8, 2011 alle 9:21 pm

    Ottimo. Parecchi aspetti dello studio preliminare sono carenti di informazioni importanti.

  2. Mara
    novembre 9, 2011 alle 8:49 am

    L’odore dei soldi ubriaca troppa gente. Sarà interessante capire come faranno a tutelare il magnifico stagno di S’Ena Arrubia scavando a soli 300 metri di distanza…. dentro alla pineta? Oppure intendono scavare nella zona delle vigne? Qui la gente ha già rifiutato una centrale a carbone e una nucleare. Grazie a voi per la costante vigilanza.

  3. Paolo Piras
    novembre 9, 2011 alle 12:00 pm

    Scaveranno in mezzo ai campi agricoli a circa 200 metri dallo stagno, dal campeggio, dalla spiaggia e nel bel mezzo di ciò che tiene in piedi l’economia di Arborea e – permettetemi – di buona parte della Provincia e della Regione.
    Le dichiarazioni di Sindaco, Provincia e Coldiretti lasciano perlomeno basiti.

  4. novembre 9, 2011 alle 3:10 pm

    da La Nuova Sardegna, 9 novembre 2011
    Ambientalisti contro la Saras. Il Gruppo di intervento giuridico: valutazione di impatto ambientale. «La ricerca del gas va preceduta da una verifica attenta».

    ARBOREA. «Una valutazione d’impatto ambientale per il Progetto Eleonora»: era prevedibile che la decisione della Saras di illustrare i dettagli dell’operazione di ricerca gas a Arborea scatenasse delle reazioni. la prima è quella del Gruppo di intervento giuridco che, appunto, chiede, che vengano approfonditi tutti gli aspetti del progetto.
    «Il sito prescelto – ricorda Stefano Deliperi, rappresentante dell’associazione ambientalista – è a circa 300 metri di distanza dallo stagno di S’Ena Arrubia, tutelato dalla Convenzione internazionale di Ramsar sulle zone umide d’importanza internazionale, dal vincolo paesaggistico, da vincolo di conservazione integrale, dal piano paesaggistico regionale, destinato a riserva naturale regionale».
    Secondo il Gruppo di intervento giuridico «ce n’è in abbondanza perché sia svolta una vera e propria procedura di Valutazione di impatto ambientale».
    Le associazioni ecologiste Gruppo d’intervento giuridico e Amici della Terra lo hanno chiesto «con uno specifico atto di intervento nella procedura di verifica preventiva inoltrato al Servizio Savi dell’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente». Stefano Deliperi ricorda che «il Gruppo Saras è convinto che sotto il Campidano di Arborea vi sia un giacimento di gas naturale con riserve fra 1 e 3 miliardi di metri cubi, così da poterne estrarre ogni anno fra 20 e 170 milioni di metri cubi, con royalty per la Regione autonoma della Sardegna comprese fra 1,050 e 3,150 milioni di euro annui».
    la Saras ha costituito la società Sargas e ha avviato «poi modificando in parte la tipologia progettuale la necessaria procedura di verifica preventiva finalizzata a verificare la necessità o meno di svolgere il procedimento di valutazione di impatto ambientale riguardo il progetto di perforazione esplorativa (a circa 3.000 metri di profondità) concernente il permesso di ricerca mineraria Eleonora».
    Sulla vicenda del gas a Arborea ha preso posizione anche l’Assoconsum: «Se dovesse corrispondere a vero la notizia della esistenza di gas nel sottosuolo di Arborea, bisognerà tutelare la popolazione del luogo da eventuali rischi geologici, ittici, agricoli e indirizzare l’operazione alla creazione di posti di lavoro- si legge in una nota formata dal presidente regionale Orante Piccone -. Questa notizia è una boccata d’ossigeno importante visto che, dalle stime e dai sondaggi, l’area oristanese sta attraversando un periodo veramente nero con una elevata e crescente disoccupazione»
    «Il semplice fatto che in Sardegna non si abbia la possibilità di una alternativa al consumo del gas – prosegue Piccone -, rende il mercato non concorrenziale e obbliga gli utenti a consumare il gpl con un costo elevato. L’estrazione del metano metterebbe fine a questo monopolio. Ora il compito delle istituzioni è quello di definire con precisione l’accordo con la società affinché i cittadini possano usufruire di riduzioni».

    da Sardegna 24, 9 novembre 2011
    SARAS. ASSOCIAZIONI CONTRO LE TRIVELLE.

    La campagna di trivellazioni avviata da Saras per la ricerca di metano nel Comune di Arborea suscita le perplessità del Gruppo d’Intervento Giuridico e di Assoconsum. L’associazione ambientalista ha chiesto alla Regione in via formale una Valutazione d’impatto ambientale sulla campagna, mentre Assocunsum chiede massima vigilanza sui rischi geologici delle trivellazioni.

    da Radio Press Facebook, 8 novembre 2011
    Progetto Saras, gli ambientalisti vigilano: Gruppo di intervento Giuridico chiede la Valutazione di impatto ambientale: http://it-it.facebook.com/notes/radio-press/progetto-saras-gli-ambientalisti-vigilano-gruppo-di-intervento-giuridico-chiede-/10150380803438670

    No al Progetto Eleonora – Nessuna trivellazione ad Arborea: http://www.facebook.com/permalink.php?id=284592434893493&story_fbid=171615156265624

  5. novembre 10, 2011 alle 2:59 pm

    da La Nuova Sardegna, 10 novembre 2011
    Il progetto per l’estrazione del gas metano dal sottosuolo di Arborea per ora è ricco di incognite. Eleonora, più speranze che certezze.
    Non ci saranno sconti sul gas, anche se si prevede un calo del prezzo. (Roberto Petretto)

    ORISTANO. Dubbi, convinzioni, promesse. E, per ora, poche certezze. L’oasi di gas metano sotto Arborea sarà un miraggio o una realtà? Anche la Saras, che ha speso 10 milioni per le ricerche e promette di spenderne altri 10 per le trivellazioni esplorative, può solo parlare di speranze. O poco più.
    A Arborea, cittadina dove si è sempre attenti al risultato, si attende a braccia aperte l’arrivo delle trivelle che si dovrebbero installare a due passi dallo stagno di S’Ena Arrubia. Si sta diffondendo una convinzione: che l’eventuale scoperta del gas metano nel sottosuolo di Arborea possa portare automaticamente grandi benefici alle popolazioni. Convinzione alimentata dalle dichiarazioni dei vertici dell’azienda petrolifera nella conferenza stampa di presentazione del Progetto Eleonora: «Ci potrebbero essere risparmi nella spesa energetica nell’ordine del 25-35 per cento».
    Risparmi, non sconti. Le parole sono importanti, diceva Nanni Moretti. E allora è meglio chiarire che le popolazioni che vivono tutt’intorno alla zona interessata alla trivellazione non riceveranno particolari agevolazioni.
    Quando la Saras parla di risparmio si riferisce alla stima di un possibile calo nel prezzo del gas. Non a possibili sconti praticati dalla società che avrà la concessione per lo sfruttamento del giacimento. Certo, avere una sacca da almeno 70 milioni di metri cubi sotto i piedi dovrebbe portare a un calo nel prezzo della materia prima. Ma del domani non c’è certezza. C’è poi la questione delle royalty, i diritti che la Saras (anzi, la Sargas), dovrebbe pagare alla Regione. Un milione di euro nel caso la produzione dovesse attestarsi in 70 milioni di metri cubi all’anno, oltre tre milioni se invece il giacimento riuscisse ad assicurare 170 milioni di metri cubi.
    Ecco, questi soldi la Regione li dovrebbe reinvestire nelle zone in cui si svolge l’attività estrattiva. Un po’ come dire che lo Stato centrale deve restituire alla Sardegna i soldi della cosiddetta vertenza entrate.
    Insomma, se a Arborea e dintorni sperano di avere il gas a prezzi stracciati o benefici particolari in tempi brevi forse farebbero meglio ad avere un po’ di pazienza e di prudenza.
    Così come è tutta da definire la questione del trasporto del gas. Il business plan della Sargas pare preveda di agganciare l’impianto di Arborea (eventuale) alle condotte del Galsi (eventuali). A spese di chi? Se il Gasli non si dovesse fare, ci si potrebbe agganciare alle reti urbane di distribuzione già esistenti. È il caso di Oristano, ad esempio, che ha una rete di distribuzione di aria propanata (alimentata da un deposito che si trova nella zona di Fenosu) che potrebbe essere converita a metano. Chi pagherà il costo della realizzazione della condotta di collegamento? Potrebbe essere la Regione, con la prospettiva di ricevere poi le royalty sull’estrazione del gas.
    Ci potrebbe essere anche un deposito di stoccaggio, da realizzare nei pressi dell’impianto di trivellazione, dal quale rifornirsi attraverso autobotti. Ma anche questo è al momento un discorso molto ipotetico.
    E allora, le certezze quali sono? Bisognerà attendere la fine dell’anno per sapere se gli uffici regionali, come chiede la Saras, rilasceranno le autorizzazioni per il pozzo esplorativo, oppure, come chiedono gli ambientalisti del Gruppo di intervento giuridico, solleciteranno una Valutazione di impatto ambientale.
    In questo caso i tempi si allungherebbero. Di almeno sei mesi. Il quadro, quindi, manca, al momento, di troppi elementi per dare a chi lo osserva un’immagine sufficientemente definita. Non c’è che da attendere. Tenendo occhi e orecchie bene aperti.

  6. novembre 11, 2011 alle 2:49 pm

    da La Nuova Sardegna, 11 novembre 2011
    Arborea. Si accende il dibattito sul progetto della Saras per la ricerca di gas. Comitato contro le trivelle. Il gruppo su Facebook: «Vogliamo conoscere».

    ARBOREA. Ci sta delineando a Arborea anche un fronte del no, avverso al progetto della Saras per la realizzazione di un pozzo esplorativo nelle campagne del paese. Nelle scorse settimane si era costituito un gruppo facebook. Poi, con il delinerasi della strategia della società petrolifera, via via che apparivano maggiori dettagli, i promotori hanno deciso di dare corpo a qualcosa di più consistente. A un vero e proprio comitato, quindi. Al quale si chiede l’adesione dei cittadini di Arborea. Di quelli, ovviamente, che non vedono di buon occhio il Progetto Eleonora.
    Tra i promotori dell’iniziativa c’è Davide Rullo, responsabile del Partito democratico a Arborea.
    «Esiste da più di un mese un gruppo attivo su facebook, denominato No al Progetto Eleonora, che si sta occupando della questione e si sta preoccupando di fare una cosa che pare essere fuori moda: studia il problema. Perchè si tratta di una vicenda complessa».
    Secondo Rullo «ciò che è complesso non dovrebbe essere trattato con generiche dichiarazioni di intenti, e soprattutto non si dovrebbe accettare passivamente la versione “degli altri”».
    Quindi «per divulgare le ragioni di forte critica all’ipotesi di trivellazioni nel nostro paese, nasce un Comitato civico denominato “No al Progetto Eleonora”, al quale si può aderire direttamente consultando il gruppo facebook».
    Nelle pagine del gruppo si potranno trovare articoli sull’argomento. «I cittadini – spiega Davide Rullo – potranno inserire il proprio contributo o manifestare la volontà di appoggiarci. La questione è ricca di incognite, molte cose sono ancora da chiarire e da conoscere».
    Infine un invito rivolto all’amministrazione comunale, a guida centrodestra: «Ci auguriamo che la nostra amministrazione comunale riveda le proprie posizioni, assunte forse frettolosamente e rese pubbliche in questi ultimi giorni, perchè riteniamo che ci sia stata una grave sottovalutazione del problema e uno scarso approfondimento delle conseguenze che potrebbero derivare all’intero territorio».
    Il promotore del Comitato ricorda che il progetto prevede la realizzazione di una trivellazione a 3000 metri, a direzione obliqua, a pochi metri dallo stagno di S’ena arrubia, Sito di interesse comunitario, Zona a protezione speciale, e vincolato al formale riconoscimento della Convenzione di Ramsar.
    «Le implicazioni negative – conclude Rullo -, a nostro giudizio, non sono però solamente di salvaguardia della flora e fauna delle zone umide, ma riguardano ampiamente anche gli aspetti strategici: economia del territorio, impatto con il traffico, compromissione dello sviluppo turistico, mancanza di reali garanzie contro il potenziale dissesto idrogeologico, e non solo».

  7. novembre 15, 2011 alle 10:23 pm

    coraggio, Arboresi, fatevi avanti!

    da La Nuova Sardegna on line, 15 novembre 2011
    È nato un comitato contro le ricerche di gas della Saras.
    Il comitato, formato ad Arborea da lavoratori, studenti, semplici cittadini, sostiene di non poter “accettare che la questione continui a esser trattata con superficialità dall’azienda Saras e dagli amministratori, locali e regionali”: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/11/15/news/e-nato-un-comitato-contro-le-ricerche-di-gas-della-saras-5285001

  8. novembre 20, 2011 alle 3:54 pm

    da La Nuova Sardegna, 20 novembre 2011
    Gli oppositori al pozzo della Saras replicano all’assessore regionale. Comitato contro Cherchi. «Abbiamo a cuore il territorio e l’economia».

    ARBOREA. «L’unico approccio che conosciamo è quello di studiare a fondo i documenti e presentare le osservazioni, diffondendo tra i cittadini una maggiore consapevolezza». Il Comitato “No al Progetto Eleonora” replica alle dichiarazioni dell’assessore regionale all’Agricoltura, l’oristanese Oscar Cherchi, a proposito dell’ipotesi che prevede la realizzazione di un pozzo esplorativo a Arborea.
    «È questo il tipo di approccio che sta seguendo questo comitato dal momento in cui si è costituito. Altrettanto invece non si può dire per le istituzioni e gli uomini che le amministrano, da subito impegnati a difendere aprioristicamente il Progetto di trivellazione».
    In una nota il Comitato sostiene che «non ci sono questioni ideologiche o schieramenti che si danno battaglia. Esiste un gruppo di cittadini che ha a cuore la tutela del territorio e dell’economia del proprio paese. Cittadini che hanno evidenziato da subito le gravi carenze a livello di tutela ambientale, a livello di sicurezza e livello economico di questo progetto.
    La nota ricorda le parole dell’assessore: «Questioni ideologiche che mal si coniugano con le vere emergenze economiche attuali e le esigenze di tutela del territorio».
    Dichiarazioni che, secondo il Comitato, sono in aperto contrasto con la figura che ricopre l’onorevole Oscar Cherchi, quella di Assessore Regionale all’Agricoltura. A mal coniugarsi con le emergenze economiche e con la tutela del territorio è il progetto di questo pozzo».
    Un pozzo che dovrebbe sorgere «a pochi metri da una Zona di Protezione Speciale, nel bel mezzo dei terreni agricoli della bonifica. In caso si dovesse verificare qualche problema di sicurezza, la vera emergenza economica si verificherebbe in quel preciso istante, rischiando di mettere in ginocchio una delle economie più floride di tutta la Sardegna».
    L’assessore Cherchi aveva comunque invitato alla prudenza «che deve venire da entrambe le parti perché venga effettuato un attento studio del rapporto costi/benefici che tenga conto di tutte le variabili. Fermo restando che le zone umide sono da tutelare, sono un patrimonio di grande valore».

  9. novembre 25, 2011 alle 2:42 pm

    da La Nuova Sardegna, 25 novembre 2011
    Il Comitato per il no: «Serve la Valutazione di impatto ambientale». Presentata opposizione al progetto Eleonora proposto dalla Saras. (Roberto Petretto)

    ARBOREA. Ora si passa dalle parole ai fatti. E i fatti erano indispensabili per chi vuole tentare di porre un ostacolo alla realizzazione del pozzo esplorativo della Saras nelle campagne del paese. Un pozzo che andrà a caccia di gas naturali. Il Comitato per il no ha infatti presentato un’opposizione al progetto, così come previsto dalla normativa regionale.
    Il Comitato chiede che il progetta venga assoggettato a Verifica di impatto ambientale da parte della Regione».
    Secondo il Comitato la Verifica preliminare presentata dalla Sargas è da ritenersi «carente in numerosi aspetti riguardanti l’impatto ambientale del progetto di trivellazione». Carenze che devono essere chiarite «per evitare ricadute negative sull’ambiente del territorio interessato e, conseguentemente, sull’economia dello stesso».
    L’osservazione è indirizzata al settore delle valutazioni ambientali dell’assessorato regionale alla Difesa dell’ambiente, ovvero l’uffico che deve decidere in tema di valutazioni di impatto ambientale e valutazioni di incidenza. Per conoscenza il documento è stato inviato anche al sindaco di Arborea e riguarda le «osservazioni in merito allo Studio preliminare ambientale per la realizzazione del pozzo esplorativo Eleonora» il Comitato civico No al progetto Eleonora ritiene espone una serie di rilievi.
    La prima contestazione riguarda l’affermazione della Sargas (la società costituita dalla Saras per la realizzazione del progetto) secondo la quale “il sito non risulta all’interno di alcuna area di salvaguardia”.
    «L’area si trova a ridosso di un Sito di interesse comunitario (Stagno di S’Ena Arrubia e territori limitrofi) e di una Zona di protezione speciale ai sensi delle Direttive habitat e uccelli. Lo stesso Comune di Arborea nel piano di gestione del pSIC “Stagno di S’Ena Arrubia e territori limitrofi” lo indica come area sottoposta a tutela. La stessa è tutelata dalla Convenzione di Ramsar».
    Altra obiezione riguarda il passaggio in cui il progetto dice: “Considerando la tipologia di progetto e gli effetti su questa componente, gli impatti sulla salute pubblica non sono considerati significativi e quindi non sono trattati nel seguito di questa relazione”. Secondo il Comitato «non è accettabile che gli impatti sulla salute pubblica non rientrino tra le valutazioni di questo studio. All’interno dell’area vasta vivono all’incirca tremila persone e sono presenti oltre cento aziende agricole e di allevamento».
    Altro punto contestato: quello in cui la Sargas sostiene che “nell’area vasta si attribuisce alla componente paesaggistica un valore medio-basso”. Per il Comitato si tratta di «un giudizio assolutamente fuoriviante. Non è possibile attribuire un valore medio-basso ad un’area in cui rientrano due Sic, una Zps e un Iba. All’interno dell’area rientrano diverse strutture della cittadina di Arborea, riconosciuta come città di fondazione, tutelate dal Ppr».
    Altri rilievi del Comitato per il no riguardano il fatto che «non siano riportati studi riguardanti la possibilità di subsidenza (l’abbassamento del terreno per effetto dell’attività di estrazione dal sottosuolo, ndr), fenomeno irreversibile che si è già verificato in casi simili in diverse zone d’Italia, ad esempio nella costiera adriatica Emiliano-Romagnola». Quindi si richiede uno studio per verificare «se la subsidenza non possa comportare un rischio per l’equilibrio degli apporti idrici allo stagno».
    L’annuncio che invitava tutti i soggetti interessati a presentare opposizioni al progetto entro 60 giorni è stato pubblicato il 10 ottobre.
    «Chiunque intenda fornire osservazioni – precisa il Servizio attività estrattive della Regione – nonché elementi conoscitivi e valutativi concernenti i possibili effetti connessi all’intervento sottoposto alla procedura di rilascio del titolo minerario, deve comunicarlo in forma scritta».

  10. ali g
    novembre 28, 2011 alle 10:18 am

    noi cercavamo come si cerca il gas naturale… -.-

  11. ali g
    novembre 28, 2011 alle 10:47 am

    e adesso la nostra ricerca sarà incompleta.-.

  12. Nicola P.
    dicembre 9, 2011 alle 10:50 pm

    Progetu Elianora: il pozzo Sargas è dentro un’area protetta – http://progeturepublica.net/comunicati/progetu-elianora-il-pozzo-e-dentro-unarea-protetta/

  13. ele
    dicembre 10, 2011 alle 5:47 pm

    date un’occhiata ad un probabile futuro… prima che venga rimosso, magari scaricatelo visto che da youtube l’hanno già levato tramite minacce di chiusura account.

    http://exposureroom.com/members/belva64/75de065b99cc496f9ca827c9bb200697/

  14. dicembre 11, 2011 alle 1:41 pm

    da La Nuova Sardegna, 11 dicembre 2011
    Il progetto Sargas-Saras nel mirino delle associazioni ambientaliste. Wwf contro il pozzo.
    «Necessaria la valutazione di impatto ambientale».

    ARBOREA. Anche il Wwf presenta delle osservazioni alla Regione per contestare il progetto della Saras per un pozzo esplorativo a Arborea. L’associazione ambientalista manifesta «dubbi e perplessità in merito a eventuali impatti sull’ambiente». E argomenta così questi dubbi: «Il pozzo si trova a una distanza minima, meno di 200 metri dalla zona umida di S’Ena Arrubia, riconosciuta dalla convenzione di Ramsar come zona di importanza internazionale per lo svernamento e la sosta di uccelli acquatici, sito di importanza comunitaria e zona di protezione speciale, che fa parte della rete ecologica europea denominata Natura 2000».
    Secondo Nicoletta Selis, presidente dell’associazione di Oristano, in questa vicenda c’è è mancato «un più diretto confronto con la cittadinanza, come è stato dimostrato dalla costituzione ad Arborea di un comitato per il no a questo progetto e evidenziato da diverse associazioni già esistenti e da singoli cittadini».
    Il Wwf manifesta dei timori per i rischi di abbassamento del suolo: «Non è stata considerata la possibilità che, nel caso vengano reperite notevoli quantità di gas naturale, la sua estrazione possa portare a fenomeni di subsidenza come avvenuto in altre zone d’Italia».
    Ci sarebbe poi dei rischi di deterioramento del paesaggio: «L’ubicazione del pozzo in ambiente caratterizzato da un’economia basata su agricoltura e zootecnia non giova all’immagine dei prodotti provenienti da quel territorio».
    Secondo il Wwf «non è da considerare sostenibile un intervento che porta comunque al degrado anche estetico dell’ambiente della bonifica di Arborea». Ci potrebbero essere «danni economici» e la perforazione del suolo potrebbe interferire con il «regime delle falde acquifere con conseguente e insanabile danno ad un irripetibile sistema di zone umide e ad un danneggiamento definitivo dell’equilibrio dell’ambiente agricolo, unico in tutta la Sardegna».
    Il Wwf, al pari di quanto già fatto dal Gruppo di intervento giuridico, chiede alla Regione che prevede per il progetto una valutazione di impatto ambientale, «ritenendola passaggio indispensabile e ineludibile».

  15. gennaio 6, 2012 alle 11:43 am

    da La Nuova Sardegna, 6 gennaio 2012
    Il comitato spontaneo che si oppone al progetto Eleonora non si ferma: «Vogliamo più informazioni, la nostra terra non è in saldo». Gas, il ministero bacchetta Regione e Comune. Arriva la richiesta di valutazione dell’impatto ambientale per le trivellazioni esplorative. La nostra terra produce più ricchezza di quella che potrebbe produrre l’impianto di estrazione della Sargas. (Claudio Zoccheddu)

    ARBOREA. Il Ministero chiede rassicurazioni. La risposta della massima autorità di tutela ambientale al gruppo consilare “Obiettivo Comune” è chiara: Regione e Comune devono produrre la valutazione di impatto ambientale per il progetto di trivellazione esplorativa presentato dalla Sargas e localizzato a pochi metri dalla laguna di S’Ena Arrubia, paradiso ambientale di Arborea.
    La notizia è stata accolta con soddisfazione dagli attivisti del comitato civico “No Progetto Eleonora” e dal gruppo consiliare di minoranza che sin dalle prime battute ha sostenuto le azioni e le iniziative dei volontari di Arborea. «Abbiamo accolto con entusiamo la risposta del Ministero ma il nostro impegno continua», ha spiegato Paolo Piras ieri mattina, «Una volta ricevuta la comunicazione da Roma ci siamo attivati per informare gli imprenditori e la cittadinanza che, fino a ora, è rimasta all’oscuro di troppe cose». Ieri mattina Paolo non era solo, a dare man forte all’attivista ci ha pensato Angelo Ruiu, portavoce del gruppo consiliare “Obiettivo Comune”: «Noi chiediamo semplicemnte che sia fatta chiarezza sulla questione. Non siamo contro il progetto della Saras per partito preso ma è impensabile che il nostro territorio possa essere interessato da un progetto di queste dimensioni senza che la popolazione venga informata». La quasi totale assenza di nozioni specifiche è uno degli agromenti che la gente di Arborea proprio non riesce a digerire. Così come i tentativi fattio per addolcire la pillola: «Qualcuno ha parlato di sconti sulle bollette dell’energia qualora il progetto andasse avanti. Dico, ci hanno preso per idioti?», domanda Giulietta prima di ribadire il concetto che sta alla base della protesta: «Le terre di Arborea, le sue aziende agricole e i tanti allevamenti hanno un valore economico superiore a quello che potrebbe produrre un impianto di questo tipo». Senza considerare la questione ambientale, un altro argomento sensibile a cui tutti fanno riferimento. Lo stagno di S’Ena Arrubia, tutelato dalla convezione di Ramsar, è un piccolo gioiello nelle cui acque è anche impiegata una cooperativa di pescatori che, non potrebbe essere alterimenti, vedrebbe come il fumo negli occhi l’installazione di un impianto d’estrazione a pochi passi dalle sponde dello stagno. La risposta del Ministero, dunque, ha scaldato i cuori di un gruppo di persone che non ha nessuna intenzione di abbassare la guardia.

    LA REPLICA DEL SINDACO. «Inutile intervenire senza certezze».

    ARBOREA. Le cose sono due. «Non partecipo a iniziative se non sono direttamente invitato in qualità di sindaco ed è inutile esprimere un parere su una cosa sulla quale non siamo in grado di dare valutazioni scientifiche certe». È la secca replica del sindaco Pier Francesco Garau, tirato in ballo dal comitato che si oppone alle trivellazioni a S’Ena Arrubia e al successivo progetto della Saras che sogna di estrarre gas per la produzione di energia proprio dal sottosuolo di Arborea.
    Il comitato aveva lamentato l’impalpabilità del sindaco e dell’amministrazione in queste lunghe settimane di polemiche. Aveva parlato di un’assenza dalle scene dell’intera maggioranza. Il primo cittadino non gradisce: «Il comitato e i suoi componenti sono liberi di avviare qualsiasi tipo di iniziativa legittima – afferma -, ma non devono mettere in bocca ad altri cose che non sono vere. Che il metano costi il trenta per cento in meno dell’aria propanata non è una mia affermazione, è un dato di fatto». Ma non è il solo punto su cui emergono i contrasti. Pier Francesco Garau prosegue: «Sono legittimati ad essere contrari al progetto, ma non dicano che l’amministrazione è assente. All’assemblea pubblica dei giorni scorsi erano presenti il vicesindaco e quattro consiglieri della maggioranza. L’amministrazione era ampiamente rappresentata e non siamo intervenuti perché in questo momento non conosciamo ancora i dettagli dell’operazione né possiamo dire se questa andrà avanti».

  16. gennaio 7, 2012 alle 11:41 am

    da La Nuova Sardegna, 7 gennaio 2012
    Arborea. Emanuele Cera ribatte alle accuse che gli erano state rivolte dal comitato che si oppone al progetto Eleonora. L’assessore replica: fraintese le mie parole. Si accende lo scontro sulle trivellazioni per la ricerca del gas a S’Ena Arrubia. (Enrico Carta)

    ARBOREA. E alla fine volano gli stracci. Le accuse si incrociano e inizia una sorta di muro contro muro tra il comitato che si oppone alle trivellazioni per la ricerca di gas e le istituzioni pubbliche locali. Dopo il sindaco Per Francesco Garau, ora è l’assessore provinciale a replicare.
    Il comitato No Progetto Eleonora, che si oppone alle ricerche di gas per la produzione di energia nella zona di S’Ena Arrubia che la Saras deve effettuare, aveva tirato in ballo il primo cittadino, ma soprattutto aveva arricciato il naso di fronte alle dichiarazioni dell’assessore provinciale all’Ambiente, Emanuele Cera, che nel corso dell’assemblea pubblica dei giorni scorsi aveva dichiarato che la valutazione di impatto ambientale non era necessaria in questa prima fase, che era soltanto esplorativa.
    Il comitato aveva avuto una sollevazione di fronte a queste parole, affidando il proprio dissenso a un comunicato. Ora Emanuele Cera fornisce una precisazione per fraintendimenti.
    «Il primo aspetto da chiarire – spiega l’assessore provinciale all’Ambiente – è l’articolazione in due fasi del progetto: la prima, autorizzata nel dicembre 2009 dall’assessorato regionale all’Industria, consisteva in un’indagine geologica e geofisica per la ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi, non sottoposta a procedura di assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale, in quanto priva di aspetti di impatto ambientale perché non modifica lo stato dei luoghi».
    È il primo aspetto su cui si sofferma Emanuele Cera che poi prosegue: «La seconda fase, avviata a seguito dei risultati ottenuti nella fase precedente che hanno evidenziato la presenza di un potenziale accumulo di gas naturale nel sottosuolo del Comune, consiste nella realizzazione di un pozzo esplorativo di una profondità di circa tremila metri. Contrariamente alla fase preliminare, tale intervento è stato sottoposto alla procedura di valutazione di impatto ambientale. Le mie dichiarazioni sono state del tutto travisate – precisa ancora l’assessore -. Si riferivano alla fase riguardante le indagini preliminari, già avvenuta. Per quanto riguarda la seconda fase non potevo certamente esprimermi, in quanto la procedura risulta ancora in itinere».
    Infine l’ultima replica: «Non trovo corrette le allusioni, fortemente offensive ed inopportune, rilasciate al termine dell’incontro pubblico da parte del comitato. Non esiste alcun interesse da difendere se non quello dell’ambiente e del territorio, nè, tanto meno, qualcosa da nascondere. Tutta la documentazione relativa al progetto e tutti gli sviluppi sono trasparenti, pubblici e disponibili per la consultazione».
    Il comitato comunque non rinuncia ad intervenire. Poco gradita è stata la replica del sindaco al quale si ribatte che l’invito all’assemblea era stato formalmente inviato.

  17. gennaio 20, 2012 alle 11:13 pm

    da Sardegna 24, 20 gennaio 2012
    Trivelle facili al via: Eleonora è più vicina. Nella manovra Monti procedure più semplici per le estrazioni, ad Arborea progetto Saras entro l’anno. (Caterina Cossu): http://www.consregsardegna.it/rassegnastampa/pdf/48148_Trivelle_facili_al_via_Eleonora_e_piu_vicina.pdf

  18. febbraio 4, 2012 alle 3:10 pm

    da la Nuova Sardegna, 4 febbraio 2012
    La Regione ha chiesto approfondimenti sul progetto. Sargas, prorogati i termini per le trivellazioni a Arborea.

    ARBOREA. Altri 45 giorni di tempo a disposizione della Sargas per fornire gli elementi di approfondimento chiesti dalla Reione in merito al progetto Eleonora. L’ufficio dell’assessorato all’Ambiente che deve esprimere il parere sul progetto della società creata dalla Saras ha infatti sollecitato una serie di chiarimenti e la società ha chiesto e ottenuto una proroga sulla scadenza inizialmente prevista a inizio gennaio. La Saras, attraverso la Sargas, intende realizzare nelle campagne di Arborea un pozzo esplorativo alla ricerca di un possibile giacimento di gas naturale. I rilevamenti preliminari eseguiti da una società specializzata hanno indotto la Saras a andare avanti col progetto, che però sta trovando ostilità in una parte della comunità di Arborea. (r.pe.)

  19. febbraio 24, 2012 alle 2:50 pm

    da La Nuova Sardegna, 24 febbraio 2012
    Arborea. Il sindaco sulla Saras. «Né favorevoli né contrari a priori». «La Regione valuterà se il progetto possiede i requisiti necessari». (Cristina Diana)

    ARBOREA. Ancora nell’occhio del ciclone il «progetto Eleonora». Il progetto di trivellazione esplorativa per la ricerca di gas naturale da parte della Saras continua infatti ad infiammare il dibattito nella cittadina delle bonifiche e non solo. A volersi esprimere pubblicamente è stavolta proprio l’amministrazione comunale, accusata in diverse occasioni dal comitato «no al progetto Eleonora» e dal circolo locale del Pd di aver mantenuto un ambiguo riserbo sulla vicenda. Un silenzio interpretato da tanti come un «si» a priori al progetto della Saras. Ma il sindaco Pierfrancesco Garau vuole togliere ogni dubbio ed esprimere chiaramente la posizione del comune: «L’amministrazione comunale non è, aprioristicamente, né favorevole né contraria all’impresa. Il progetto Eleonora è allo studio degli organismi regionali competenti e noi ci sentiamo garantiti da questi organismi, come gli assessorati all’industria, all’ambiente e agli enti locali, e la sovrintendenza archeologica, che, ne siamo certi, non daranno alcuna autorizzazione senza aver effettuato le necessarie verifiche» scrive il sindaco, «inoltre solo nel caso che il progetto venisse approvato dalla Regione ci impegniamo a organizzare degli incontri informativi per illustrare il progetto e gli studi che hanno consentito la sua approvazione». Il Comune si dichiara quindi imparziale riguardo l’esito della vicenda e fiducioso nella tutela degli organismi regionali, e vuole rassicurare anche su eventuali sviluppi del progetto: «se anche la trivellazione desse esito positivo il pozzo verrebbe sigillato e l’iter per le autorizzazioni all’estrazione ripartirebbe da zero, inoltre non si è mai parlato e mai si parlerà di impianti di raffinazione sul nostro territorio».

  20. marzo 14, 2012 alle 5:33 pm

    da La Nuova Sardegna, 14 marzo 2012
    Arborea. Sempre più ai ferri corti il Comitato civico contrario al Progetto Eleonora per la ricerca del gas e Pierfrancesco Garau. Trivellazioni: perché il sindaco non decide?
    Gli oppositori: «Basta con gli equilibrismi politici. Deve tutelare economia e identità del paese». (Michela Cuccu)

    ARBOREA. «Arborea è diventato un paese commissariato dalla Saras e dagli uffici tecnici regionali? Forse sì, dato che l’amministrazione ha volutamente abdicato al suo ruolo decisionale e di controllo»: si accentua lo scontro fra il Comitato civico “No al progetto Eleonora”, che si oppone alle trivellazioni per la ricerca del gas, e il Comune, accusato di non avere finora assunto una posizione chiara sulla questione.
    In particolare, al Comitato non è andata giù l’ultima dichiarazione attribuita al sindaco Pierfrancesco Garau, che meno di un mese fa avrebbe detto in merito agli ipotetici rischi idrogeologici derivanti dalle trivellazioni: «Ci sono molti uffici regionali che si stanno occupando di questo progetto, perché dovrei preoccuparmi io, che sono solo un ragioniere?».
    Tanto è bastato a fare scatenare la reazione degli oppositori alle trivellazioni: «Una dichiarazione gravissima: un sindaco che non vuole decidere del futuro del suo paese non è un sindaco che svolge il suo ruolo. Non è più un sindaco», si legge in una nota «Un Sindaco è obbligato, moralmente ed eticamente, ad informarsi e a prendere posizione su un tema fondamentale per il futuro del proprio paese come quello del Progetto Eleonora. Perdipiù se ricopre anche il ruolo di assessore comunale all’Agricoltura».
    Secondo il Comitato, insomma, il capo dell’amministrazione dovrebbe invece assumere una posizione diversa.
    «Nel momento in cui verranno concesse le autorizzazioni verrà dato automaticamente il via libera alla perforazione del pozzo esplorativo. E visto il comportamento tenuto finora, sarà probabilmente lo stesso sindaco ad avvalersi di questa giustificazione per continuare a dire che non ci saranno problemi».
    A giudizio del Comitato, inoltre, anche nel caso l’estrazione del gas dovesse essere avviata, non ci sarebbe un tornacconto valido per la comunità.
    «Non ha senso dire che il metano costa il trenta per cento in meno del petrolio. Non ha senso perché non vuol dire avere automaticamente uno sconto del trenta per cento sulla bolletta del gas. E questo il sindaco lo sa bene».
    «Chiediamo una posizione chiara, decisa, che non sia il solito giochetto di equilibrismo politico. Una posizione che vada a tutelare l’economia e l’identità di Arborea» è la richiesta del Comitato, che cita anche un precedente importante: il diniego da parte di otto sindaci del Cilento alle trivellazioni nel loro territorio da parte della Shell.
    Ma il tempo stringe sostengono ancora i componenti del Comitato che si oppone alle ricerche: «Entro la fine di marzo la Regione deciderà se sottoporre o meno a valutazione di impatto ambientale il Progetto Eleonora. È plausibile che ad inizio estate possano cominciare i lavori».

  21. marzo 22, 2012 alle 2:46 pm

    da La Nuova Sardegna, 22 marzo 2012
    Trecento firme per il no alla Saras. Arborea. Raccolte in un giorno dal comitato che si oppone alle ricerche del gas.

    ARBOREA. «Un progetto folle, incompatibile con la storia, il territorio e l’identità di Arborea»: sferra un altro attacco il Comitato civico “No al Progetto Eleonora” che si oppone ai sondaggi che la Saras vorrebbe effettuare per valutare la possibilità di avviare una campagna di estrazione del gas dal sottosuolo. Il Comitato, solo nella giornata di martedì, ha raccolto più di trecento firme.
    Appena qualche giorno fa il Comitato aveva rivolto pesanti accuse al sindaco Pier Francesco Garau, sostenendo come l’amministrazione comunale non avesse ancora assunto una decisa posizione di diniego nei confronti della società petrolifera. Accuse, ovviamente, respinte dal primo cittadino, il quale ha precisato che «Arborea, o per lo meno l’amministrazione comunale, non si sente assolutamente commissariata né dalla Saras (forse il comitato conosce qualche cosa che non so?) né tantomeno dagli uffici tecnici regionali che hanno allo studio il progetto Eleonora. Come ho avuto personalmente modo di constatare, hanno al loro interno tecnici onesti, capaci, preparati professionalmente e perfettamente in grado di fornire tutte le garanzie e le risposte ai tanti dubbi e alle tante domande loro avanzate». Secondo il primo cittadino, inoltre, «per quanto riguarda l’obbligo morale ed etico, riferito o riferibile, mi auguro, al mio ufficio sindacale, mi sento di dire in tutta tranquillità che per la mia moralità parla, e a sufficienza, l’educazione che ho avuto dalla mia famiglia e che per l’etica possono parlare i molti anni da me dedicati alla politica a vari livelli». In conclusione il sindaco ricorda di avere «più volte sollecitato il Comitato a degli incontri, mai avvenuti, nella casa comunale».
    Dal canto suo il Comitato ribadisce tutte le accuse formulate qualche giorno fa, sostenendo inoltre «che alcuni membri dell’amministrazione comunale, vice sindaco in testa, si sono personalmente dichiarati contrari al Progetto Eleonora. Forse – aggiungono – la posizione del Comune non è così convinta come il sindaco tenta di dimostrare».
    Il Comitato fa anche sapere di avere rcapitato al Servizio Savi della Regione oltre centosettanta documenti di osservazioni e richieste di valutazione d’impatto ambientale. «Molti di questi documenti – scrivono – provengono da imprenditori e cittadini di Arborea e della provincia di Oristano, ma anche dalle zone di Rovigo e della Lucania, territori ormai compromessi dalle trivellazioni. Manca ancora, e lo diciamo con profondo dispiacere, una richiesta di Via da parte del Comune”.

  22. argiolasfabio
    aprile 20, 2012 alle 11:50 pm

    Reblogged this on Il Sanlurese.

  23. icittadiniprimaditutto
    aprile 22, 2012 alle 6:32 pm

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  1. aprile 1, 2013 alle 9:54 am
  2. giugno 11, 2013 alle 7:18 am

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