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La violenza non appartiene agli ecologisti.


San Vincenzo, dune di Rimigliano

 

In relazione ai gravissimi fatti occorsi ieri nella tenuta di Rimigliano (San Vincenzo, LI), il Comitato per Campiglia e il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus condannano qualsiasi atto di violenza che attenti alle persone e ai beni materiali.

Rivendicano che i propri metodi di opposizione e critica alle politiche delle amministrazioni locali sono sempre stati quelli dell’analisi critica dei documenti, del confronto tra idee, del pubblico dibattito e della divulgazione dei reali contenuti degli atti pubblici.

Le manifestazioni violente e criminose, di stampo intimidatorio e mafioso, non appartengono in nessun modo all’idea di quella vigile, lucida, argomentata, appassionata lotta per la difesa dei beni culturali, storici e paesaggistici che da sempre contraddistingue la nostra attività.

Comitato per CampigliaGruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

Toscana, litorale

da Il Tirreno, 14 ottobre 2011

RIMIGLIANO. Incursione notturna dei vandali alla tenuta. Indagini della Digos e dei carabinieri di S. Vincenzo.    Cecilia Cecchi

 SAN VINCENZO. Strappati dal tronco sei pini secolari, abbattuti tutti gli appostamenti di prestigio. Sembra passato un uragano dai capanni di caccia al colombaccio nella riserva al lato più estremo della tenuta di Rimigliano. Tra gli appostamenti più belli d’Italia spesso ripresi dalle telecamere per le trasmissioni in onda su Sky e Rai. Nell’assalto sono morti anche una diecina di volantini di richiamo. Danno ambientale enorme, danno economico di circa 200mila euro.  Difficile proteggere questo spicchio recintato in mezzo a560 ettaridi tenuta, comunque lontano dall’unico podere ancora abitato. «Alberi qui da secoli, immensi, fino a 20-25 metrid’altezza…» dice, costernato, Maurizio Berrighi che è appena stato informati di quanto accaduto nella notte. Berrighi cerca di far scendere dalle strutture pericolanti Ranieri Antonini, il capo caccia, impegnato a tirar giù quanti più piccioni “volantini” (che servono da richiamo per i colombi) ancora in vita sui loro appostamenti. Berrighi guida la cordata di imprenditori che, nel2004, haacquistato la tenuta (le famiglie Antinori, Pecci, Marchi – Falk): «Insieme ai pini – prosegue – sono venuti giù tanti altri alberi… querce, lecci, cerri, un disastro»  Come si può fare una cosa del genere in nome della natura, contro la natura? «Non mi rendo conto di chi possa essere stato né perché – risponde Berrighi – Purtroppo il clima è teso, la battaglia a proposito della tenuta di Rimigliano non è stata sempre civile. Continui attacchi, necrologi per il cemento nella tenuta accanto a quelli per i defunti veri. Con gli eccessi si rischia poi di arrivare a questi effetti». A fare i rilievi, di prima mattina, anchela Digos. Poi sul posto soprattutto i carabineri della stazione di San Vincenzo, che si stanno occupando delle indagini. Al momento si parla soprattutto di un atto di delinquenza comune, probabilmente maturato in ambito locale. Il perché è ancora tutto da stabilire. Resta uno spettacolo attraversare questa tenuta, dalla Pincipessa. Soprattutto natura. I fagiani, saltellanti, sopportano il passaggio della macchina sulla strada con aria di sufficienza.  «Sono entrati armati di motosega elettrica, saltando la ferrovia e tagliando la rete – aggiunge Berrighi – in tre o quattro. Sono venuti qui anche degli esperti nel taglio degli alberi perché l’hanno fatto in modo tale da direzionare la caduta per distruggere il più possibile. Potrebbero aver fatto tutto anche in un quarto d’ora». Possibile abbattere capanni – questi costruiti con tanto di ascensore tra il 2004 e il 2007 – e colombacci per dimostrare che si è contrari comunque alla caccia, (strumento tipico “dell’ambientalismo estremo”)? Oppure, forse, l’ambientalismo al contrario, che si schiera contro la progettualità, ma non sarebbe forse questa una sconfitta delle politica e di ogni cercato invano “percorso partecipativo”? «E venerdì scorso un’assurda avvisaglia – riprende Berrighi – sempre di notte è stata spaccata, con un frullino, la centralina dell’acqua lasciando a rubinetti asciutti quanti ancora vivono alla fattoria e anche tutta la tenuta». L’imprenditore non manca di ricordare quanto accaduto la notte di Natale 2009: «Quella volta, la mattina del 26, il guardiacaccia trovò una cinquantina di buchi proprio qui attorno, nella rete della riserva… quella volta scapparono una trentina di cinghiali». Stavolta se possibile è peggio. Alcuni cacciatori che fanno parte della squadra fissa nella riserva – sono 7, il resto delle presenze è su invito – presidiano l’area e sono molto preoccupati: «Gente così, pronta a tutto – commentano – Il bosco è secco da troppo tempo, a rischio incendio…». La vigilanza sarà massima, oltre a quella svolta sempre dai guardiacaccia. Da subito si provvederà all’installazione di telecamere, ovunque.

(da http://it.wikipedia.org/, E.R., archivio GrIG)

  1. ottobre 15, 2011 alle 10:50 pm

    da La Nazione, 15 ottobre 2011
    «La violenza non appartiene ai metodi di lotta dei Comitati».

    All’indomani del grave atto vandalico nella tenuta di Rimigliano intervengono il Comitato per Campiglia e il Gruppo d’intervento giuridico. La condanna è arrivata anche dalla lista civica Comune dei Cittadini. «In relazione ai gravissimi fatti occorsi nella tenuta di Rimigliano, il Comitato per Campiglia e il Grig condannano qualsiasi atto di violenza che attenti alle persone e ai beni materiali. Rivendica che i propri metodi di opposizione e critica alle politiche delle amministrazioni sono sempre stati quelli dell’analisi critica dei documenti, del confronto tra idee, del pubblico dibattito e della divulgazione dei reali contenuti degli atti pubblici. Le manifestazioni violente e criminose, di stampo intimidatorio e mafioso, non appartengono in nessun modo all’idea di quella vigile, lucida, argomentata, appassionata lotta per la difesa dei beni culturali, storici e paesaggistici che da sempre contraddistingue la nostra attività».

    «Quello di Rimigliano è un gravissimo atto vandalico da condannare senza mezzi termini, qualunque sia la sua motivazione – incalza Comune dei Cittadini che – sostiene coloro che si battono per la salvaguardia ambientale e storica della tenuta agricola e non per la sua distruzione. Una battaglia civile che va combattuta con la forza delle idee e con gli strumenti della democrazia politica. Chi ha compiuto l’atto vandalico di Rimigliano è contro questi valori».

    «Un fatto allarmante i danni a Rimigliano» Intervento di Bertini del «Forum»
    A seguito del danneggiamento verificatosi ad opera di ignoti all’interno della Tenuta di Rimigliano, sale la tensione per un atto che sgomenta tutti. Il Forum di Centrosinistra, tramite di Nicola Bertini, stigmatizza l’accaduto: «Atto allarmante. Ha ragione Berrighi, l’ultimo di una lunga serie. La perdita per la proprietà della Tenuta e per il patrimonio ambientale di tutti noi è grave. Comprendo e condivido la costernazione e lo sgomento della proprietà a cui assicuro solidarietà e vicinanza».

    La preoccupazione di Bertini sono le eventuali ripercussioni politiche: «Ovvio che, a sangue freddo, è del tutto impossibile mettere in correlazione la battaglia politica che abbiamo fatto e continueremo a fare, con un gesto di devastazione ambientale che non può essere ricondotto in nessuna maniera agli ambienti ipotizzati negli articoli oggi comparsi. Immagino che tutti possiamo ben comprendere che chi lotta per la salvaguardia del territorio non si avvicinerà mai ad un pino secolare neppure con un cucchiaio».

    Il Forum esclude categoricamente che l’atto possa essere ricondotto all’agone del dibattito politico: «Ciascuno di noi faccia le proprie considerazioni ma mi pare del tutto evidente che le motivazioni, se di motivazioni si può parlare per un gesto così barbaro non sono da ricercarsi negli atti amministrativi o nella lotta politica. Questi delitti si compiono o per una devianza personale, ma la premeditazione dell’atto pare escludere una simile ipotesi, o per interesse».

    Bertini conclude allontanando il dubbio che quanto accaduto sia effetto dell’azione politica che sta conducento da anni sulla Tenuta: «Che qualcuno del mondo dell’ambientalismo o le forze politiche e sociali che si oppongono al piano di Rimigliano, possano avere simili interessi è ipotesi un po’ troppo ardita, soprattutto visto che ce ne sono di molto più verosimili». Il grave episodio che ha devastato una parte dell’ex Tenuta Della Gherardesca sarà destinato a generare ancora polemiche, specie se lo si associa ad effetti e conseguenze di una dura campagna politica che si è svolta in questi anni senza esclusione di colpi. Nel frattempo continuano le indagini dei carabinieri per individuare i responsabili dello sconsiderato gesto.

  2. ottobre 15, 2011 alle 11:00 pm

    da Il Tirreno, 15 ottobre 2011
    Una taglia sui vandali di Rimigliano. (Paolo Federighi)

    Il giorno dopo il grave atto vandalico nella tenuta – giù alberi secolari e i capanni della riserva – l’amministratore della Rimigliano srl, Maurizio Berrighi, ribadisce il suo sconcerto per il gesto inspiegabile. Tant’è che la società ha stabilito una ricompensa di 30mila euro a chi darà indicazioni per individuare i responsabili.
    Più altri 10mila, una volta trovati i vandali, che saranno devoluti a un ente di protezione e tutela della natura.
    Molti i messaggi di solidarietà ricevuti da Berrighi. Pure da comitati e liste civiche di opposizione, che vogliono escludere la correlazione della loro battaglia per la salvaguardia della tenuta con quanto accaduto. «Atto allarmante – spiega il Forum – La perdita per la proprietà e per il patrimonio ambientale è grave. A sangue freddo è del tutto impossibile correlare la battaglia politica che abbiamo fatto e continueremo a fare, con un gesto di devastazione ambientale che non può essere ricondotto in nessuna maniera agli ambienti ipotizzati negli articoli comparsi».
    Per il Comune dei Cittadini «quello di Rimigliano è un gravissimo atto vandalico, da condannare senza mezzi termini. Sosteniamo coloro che si battono per la salvaguardia ambientale e storica della tenuta agricola e non per la sua distruzione».
    Le reazioni giungono anche da Rifondazione Val di Cornia-Elba: «Il nostro unico interesse – sostiene Rc – è quello di tutelare e preservare un territorio unico da ogni tipo di attacco che possa comprometterlo. Rimane tutta l’amarezza per un danno grave per tutti i cittadini. Barbarie inqualificabile. Nulla c’entra la politica, è evidente».
    Ad intervenire con un comunicato congiunto il comitato per Campiglia e il Gruppo d’intervento giuridico: «Condanniamo qualsiasi atto di violenza che attenti alle persone e ai beni materiali. Le manifestazioni violente e criminose non appartengono in nessun modo all’idea di quella vigile lotta per la difesa dei beni culturali, storici e paesaggistici che da sempre contraddistingue la nostra attività».

  3. elena romoli
    ottobre 19, 2011 alle 11:43 pm

    Ma che paese è mai questo? Ma sono tutti ammattiti?!

  4. duccio
    febbraio 19, 2013 alle 11:16 pm

    io spero li prendano anche se un danno di quella portata è irreparabileciao ragazzi un abbraccio dal vecchio duccio bongini

  1. ottobre 19, 2011 alle 2:38 pm

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