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Squallidi messaggi istituzionali e pessime intenzioni sul piano paesaggistico regionale.


rustico edilizio

In concomitanza con la pubblicazione sui quotidiani L’Unione Sarda e La Nuova Sardegna della seconda domanda-risposta sul piano paesaggistico regionale, la Giunta Cappellacci si appresta ad adottare le modifiche al P.P.R., probabilmente nella riunione di venerdi 23 settembre 2011.

Sulla squallida campagna pubblicitaria istituzionale confezionata con i nostri soldi da Gavino Sanna (pare per 140.000 euro) c’è poco da aggiungere rispetto a quanto già detto in occasione del primo messaggio diffamatorio ai danni del piano.   L’incapacità e l’insipienza dell’esperienza di governo regionale vengono scaricate grossolanamente sul P.P.R., sperando che i sardi si dimentichino della disastrosa nullità rappresentata dall’Amministrazione Cappellacci.

E’ piuttosto chiaro dove và a parare la virtuosa modifica del P.P.R.   Ecco solo alcune delle speculazioni immobiliari che si cerca di far resuscitare, veri e propri zombie di cemento: progetto Cala Giunco s.r.l. a Cala Giunco-Nottèri (Villasimius), progetto Malfatano s.p.a. (Lega delle Cooperative) a Piscinnì (Domus de Maria), vari progetti in zona di bonifica agraria nella piana di Castiadas, progetto Colony Capital di ristrutturazione e ampliamento complessi ricettivi Costa Smeralda (Arzachena), gran parte del progetto Nuove Iniziative Coimpresa s.r.l. (gruppo Cualbu) a Tuvixeddu-Tuvumannu (Cagliari). 

Arbus, dune di Piscinas-Scivu

E a questi andranno sommati decine di altri progetti edilizi “nuovi” e già pronti, come quello Matsa Group s.p.a. – Real Estate Serenissima s.p.a. a Piscinas, Ingurtosu, Costa Verde (Arbus) e quello Dimore Esclusive s.r.l. (sostenuta dalla Unipol Gruppo Finanziario s.p.a.) sulla costa di Nebida (Iglesias).

Riguardo le modifiche al P.P.R., alle infinite deroghe in favore delle più scandalose speculazioni immobiliari, alla strisciante cementificazione dei paesaggi agricoli, ai campi da golf alibi per cazzuole e mattoni, le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico, Amici della Terra, Lega per l’Abolizione della Caccia opporranno la più dura reazione in campo legale e con la sensibilizzazione dei cittadini.

Gruppo d’Intervento Giuridico, Amici della Terra, Lega per l’Abolizione della Caccia

Sardegna, paesaggio agrario

 

 

 

da La Nuova Sardegna on line, 21 settembre 2011

Ppr, rispuntano le deroghe: sulle coste possibili aumenti di volume. Novanta pagine condensano i 76 articoli del nuovo Piano paesaggistico regionale. L’assessore Rassu illustrerà il provvedimento nella giunta di dopodomani. Eliminate le intese ritenute discrezionali, il Ppr apre la strada alle derogheAlfredo Franchini:  http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/09/21/news/ppr-rispuntano-le-deroghe-sulle-coste-possibili-aumenti-di-volume-4994452

La “storia” dell’attacco al piano paesaggistico regionale: http://lanuovasardegna.gelocal.it/cronaca/2011/09/21/news/la-storia-sull-attacco-al-piano-paesaggistico-regionale-5000215 

Il nuovo P.P.R. (norme di attuazione) – parte 1: http://lanuovasardegna.gelocal.it/cronaca/2011/09/21/news/il-nuovo-piano-paesaggistico-regionale-parte-1-5000569

Il nuovo P.P.R. (norme di attuazione) – parte 2: http://lanuovasardegna.gelocal.it/cronaca/2011/09/21/news/il-nuovo-piano-paesaggistico-regionale-parte-2-5000570

Arzachena, Costa Smeralda, ampliamento Hotel Romazzino

 

 

 

da La Nuova Sardegna, 21 settembre 2011

COMUNI.

Nei Comuni dotati di piano urbanistico può essere concluso il procedimento di approvazione dei piani attuativi adottati prima del 5 settembre 2006 di approvazione del Ppr. Gli interventi sono realizzati dopo la verifica delle volumetrie programmate con il contesto paesaggistico. Nei Comuni non dotati di piano urbanistico nelle zone territoriali C,D,G,F, all’interno della fascia dei2.000 metridalla linea di battigia, possono essere realizzati gli interventi previsti prima della pubblicazione della delibera della Giunta del 10 agosto 2004. Ma il principio salta se le opere di urbanizzazione sono state realizzate al 60% e gli interventi edilizi per il 70.

Villasimius, Cala Giunco, vecchio cartello arruginito

AREE DI BONIFICA E MINIERE.

IL Piano stabilisce che all’interno delle aree caratterizzate da edifici e manufatti di valenza identitaria, individuate come contesti identitari, è prevista una fascia di tutela condizionata e può essere prevista una zona di tutela integrale, dove non è consentito alcun intervento di modificazione dello stato dei luoghi. Le aree caratterizzate da insediamenti storici sono sistemi individuati dal Ppr come matrici di sviluppo dei centri di antica e prima formazione. I sistemi identitari costituiscono elementi per l’insediamento produttivo di interesse storico culturale. E il Piano fa riferimento alle aree di bonifica, le saline, nonchè alle aree dell’organizzazione mineraria ricomprese nel Parco geominerario ambientale e storico. (E sulle aree del Sulcis gravano meno vincoli, tanto da aprire la strada a eventuali investimenti sulle coste). Spetterà ai Comuni – si legge nel nuovo Ppr – proporre le aree caratterizzate da insediamenti storici come beni paesaggistici.

Guspini, Montevecchio, Cantieri di Levante

TURISMO.

Largo spazio all’industria del turismo nel nuovo Ppr che prevede la possibilità di riprogettare gli insediamenti turistici anche per parti e favorisce la trasformazione delle seconde case in strutture ricettive consentendo l’incremento di cubatura sino al venticinque per cento per le necessarie integrazioni funzionali. Tale incremento è consentito in presenza di interventi di particolare qualità urbanistica e architettonica e nei casi di significativa compensazione paesaggistica o di razionalizzazione delle volumetrie disperse. Misure, infine, a favore dei campeggi con criteri legati alla compatibilità paesaggistica dei luoghi.

 

IL DIBATTITO. Pronto il piano-casa due.

CAGLIARI. Se il Ppr è sconosciuto per il Consiglio regionale, in aula sta per approdare il nuovo piano casa. L’argomento è già inserito all’ordine del giorno dei lavori di questa tornata; il piano «a sostegno dell’economia mediante il rilancio del settore edilizio» verrà discusso dopo la riduzione del numero dei consiglieri regionali, (la discussione s’è iniziata ieri). La commissione Urbanistica, presieduta da Matteo Sanna, ha modificato l’ultimo piano prorogando di un anno la possibilità di effettuare interventi nel settore edilizio. Interventi che devono essere realizzati entro un anno e mezzo dalla data della comunicazione di inizio attività. Il testo della proposta di legge è stato approvato in commissione con i soli voti della maggioranza di centrodestra, il centrosinistra si è espresso in senso contrario. «Tra gli elementi qualificanti», a giudizio di Matteo Sanna (Udc-Fli), «si fa chiarezza sull’agro dando la possibilità di realizzare immobili per residenza in un ettaro, inoltre non sarà più necessaria la verifica di coerenza in caso di lottizzazioni già avviate per il 70%». La commissione ha anche introdotto un anorma sull’utilizzo dei seminterrati, riproponendo di fatto una disposizione che era già stata inserita dalla stessa legge. Relatore di maggioranza sarà Matteo Sanna mentre per la minoranza la relazione sarà svolta da Luigi Lotto (Pd).

(immagine pubblicitaria da La Nuova Sardegna, foto S.D., archivio GrIG)

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  1. paolo
    settembre 21, 2011 alle 3:34 pm

    non si tratta di un piano paesaggistico ma di un piano di lottizzazione regionale. e’ evidente che se si permette di costruire con un ettaro non si tratta di tutela paesaggistica . sono curioso di come si comporteranno i sardisti.

  2. settembre 21, 2011 alle 9:49 pm

    A.G.I., 21 settembre 2011
    PAESAGGIO: ECOLOGISTI SARDI CONTRO RITORNO “ZOMBIE DI CEMENTO”. (http://www.agi.it/cagliari/notizie/201109211733-cro-r010566-paesaggio_ecologisti_sardi_contro_ritorno_zombie_di_cemento)

    Cagliari, 21 set. – Le associazioni ecologiste Gruppo d’intervento giuridico e Amici della terra e la Lega per l’abolizione della caccia si preparano ad opporsi alle modifiche al piano paesaggistico regionale (Ppr) della Sardegna allo studio della Giunta Cappellacci, in caso di deroghe “in favore delle piu’ scandalose speculazioni immobiliari”. Per il portavoce, Stefano Deliperi, i messaggi a pagamento della Regione sui quotidiani locali per difendere le modifiche al Ppr sono “diffamatori ai danni del piano”. “L’incapacita’ e l’insipienza dell’esperienza di governo regionale vengono scaricate grossolanamente sul Ppr sperando che i sardi si dimentichino della disastrosa nullita’ rappresentata dall’amministrazione Cappellacci”, attacca Deliperi, anticipando che le tre associazioni “opporranno la piu’ dura reazione in campo legale e con la sensibilizzazione dei cittadini.
    Deliperi paventa la resurrezione di “veri e propri zombie di cemento” ed elenca i progetti di Cala Giunco srl a Cala Giunco-Notteri (Villasimius), di Malfatano spa (Lega delle cooperative) a Piscinni (Domusdemaria), altri di bonifica agraria nella piana di Castiadas (Cagliari) e il progetto della Colony Capital di Tom Barrack per ampliare complessi ricettivi in Costa Smeralda (Arzachena). “A questi andranno sommati decine di altri progetti edilizi ‘nuovi’ e gia’ pronti”, aggiunge Deliperi, “come quello di Matsa group spa-Real Estate Serenissima spa” a Piscinas, Ingurtosu, Costa Verde (Arbus) e quello di Dimore esclusive srl (sostenuta dalla Unipol gruppo finanziario spa) sulla costa di Nebida (Iglesias).

  3. francesco
    settembre 22, 2011 alle 10:36 am

    Ma possono fare tutto questo? E’ semplicemente pazzesco! A leggere DOMANDE & RISPOSTE non ci sarebbe da stupirsi anzi…si capiscono tante cose. Il problema, mi domando, c’è qualche organismo sovraordinato che può bloccare questo scempio? Come si può permettere di buttare al cesso dieci anni di cultura giuridica in tema di pianificazione e tutela del paesaggio?

  4. settembre 22, 2011 alle 3:00 pm

    da La Nuova Sardegna, 22 settembre 2011
    Il Ppr «sfonda» nei 300 metri. Deroghe e possibilità di sviluppo edilizio vicino al mare. (Umberto Aime)

    CAGLIARI. La copertina è minimalista. C’è il logo della Regione, tanto bianco, tre parole in croce, Piano paesaggistico regionale, e un’unica striscia di colore, che sfuma dall’arancione al blu-mare. Non è bello, l’accostamento scelto, è un pugno nell’occhio: chissà se sarà il solo. Novanta sono le pagine, quattro i capitoli, settantasei gli articoli: eccola, finalmente, la bozza del nuovo «Piano», nella versione Cappellacci, presidente, e Rassu, assessore all’urbanistica. Il mistero è caduto, e guarda caso a sdoganare il carteggio è stato lo stesso governatore, qualche giorno fa, quando l’ha donato in copia ai consiglieri regionali del Pdl. Prima a loro, poi al resto del mondo, a cominciare dalla Commissione urbanistica del Consiglio, deve dare un parere obbligatorio, che forse lo riceverà oggi. Nelle stesse ore sarà spedito anche agli alleati del centrodestra, finora tenuti all’oscuro della gestazione e del parto. Nessun riguardo, neanche formale, per l’opposizione, che lo dovrà recuperare nei corridoi del Consiglio. Questo è stato il metodo Cappellacci, contestato dentro e fuori la maggioranza, ma che ormai è diventato il «rito del presidente»: fa tutto da solo, non ascolta nessuno, se non lo staff di fedelissimi e se serve l’assessore competente per materia. Ma adesso la bozza è pubblica ed è subito cominciato il fuoco incrociato, compreso quello amico.
    Semplificazione. Se questo era uno degli obbiettivi dell’accoppiata Cappellacci-Rassu, è stato centrato con una evidente sforbiciata nel numero degli articoli: erano 114, nel Piano Soru del 2006, sono scesi a 76. Anche le pagine sono meno, ma anche i vincoli, questa è l’altra faccia, sono stati ridotti all’osso. Ecco perché gli oppositori e anche qualcuno della maggioranza, sottovoce, ha commentato sarcastico: altro che semplificare, Cappellacci ha «svuotato e revisionato», il vecchio Ppr, per far cementificare. Accusa respinta dalla Giunta con la seconda puntata della criticata campagna «Domande&Risposte»: «Le nostre nuove idee difenderanno meglio la nostra terra da attacchi e speculazioni». Bisognerà vedere se sarà davvero così.
    Dalle intese alle deroghe. È questo uno degli interventi più significativi nello scheletro del Piano-bis. Le intese previste dal Ppr Soru – ha sempre sostenuto Cappellacci – sono state utilizzate in passato con troppa discrezionalità, o comunque «concesse e firmate con alcuni, ma non con tutti quelli che a suo tempo l’avevano chiesto». Dunque, la spinta oggi sembra essere quella di evitare, se ci sono stati, altri possibili figli e figliastri. Ma non è così, perché, in effetti, la versione Cappellacci-Rassu al posto delle intese prevede le deroghe. Anche nelle fasce costiere finora superprotette, entro i 300 metri dalla battigia, e protette, entro i 2000, saranno soprattutto a favore delle strutture ricettive esistenti, e di quelle future che «hanno presentato il progetto prima del 2006», nei territori dotati di Puc, o prima del 2004, in quelli che non hanno un loro piano urbanistico. Di fatto, il tutto pare come una liberatoria, col nuovo istituto delle deroghe lasciato nelle mani poco chiare di un «concerto» fra Regione e comuni. Pare insomma che saranno soprattutto gli enti locali a fare e disfare, perché dalla loro avranno anche la possibilità di ridisegnare la mappa dei beni identitari, quelli finora tutelati dal Ppr Soru. In altre parole, nel momento in cui la bozza diventerà un nuovo decreto, e questo avverrà con la pubblicazione sul Bollettino ufficiale, ogni amministrazione periferica, non più una centrale, deciderà in autonomia cosa vorrà o meno tutelare. Se l’articolo rimarrà così com’è, senza altri criteri oggettivi, è evidente il rischio della confusione più totale.
    Fascia dei 300 metri. È il primo caso di deroga e favorisce le strutture turistiche già presenti – testuale – che «potranno essere autorizzate a effettuare interventi di ristrutturazione e rinnovamento». Per la precisione, «gli eventuali incrementi di volumetria potranno essere concessi, ma non dovranno superare il 25 per cento della cubatura esistente, purché non si sviluppino verso il mare e siano destinati a migliorare la qualità paesaggistico-architettonica e l’efficienza tecnico funzionale della struttura». Il tutto è generico quanto basta, anche se subito dopo c’è scritto «gli interventi saranno realizzati previa verifica della coerenza delle volumetrie programmate (cioè richieste) con il contesto paesaggistico e ambientale di riferimento», dunque nel rispetto delle finalità dello stesso Ppr e del Puc se c’è. Questa dovrebbe essere la garanzia, perché la verifica del progetto sarà «effettuata di concerto fra l’amministrazione regionale e quella comunale, con l’eventuale intervento del ministero per i beni ambientali». Ma subito dopo c’è una postilla che recita: «Nei paesaggi costieri sarà consentita la realizzazione di interventi già programmati e finalizzati al completamento degli insediamenti esistenti, alla riqualificazione urbanistica ed edilizia di strutture per l’esercizio di attività ricettive, agricole… e saranno altresì realizzabili gli interventi di edilizia abitativa già previsti nelle aree costiere destinate allo sviluppo urbanistico». Domanda: sarà questo comma a far ripartire i progetti bloccati, è lui il grimaldello mascherato?
    Fascia dei 2000 metri. Prima di tutto qui sono ammessi, con la riduzione del 50 per cento delle volumetrie possibili, gli «edifici a uso residenziale» nei fondi agricoli purché siano finalizzati all’attività agricola». Poi, nella stessa fascia, non ci sarà bisogno di «ulteriori verifiche, se ricadono in comuni senza piano urbanistico, per quegli interventi che hanno già mutato – purtroppo – in modo irreversibile i luoghi, con opere di urbanizzazione realizzate al 60 per cento e quelle edilizie al 70». È un’altra deroga. Anzi, è un’altra liberatoria: chi ha costruito ed era stato fermato, perchè abusivo, presto potrà riprendere a impastare acqua, sabbia e cemento. Quasi dovunque.

  5. settembre 22, 2011 alle 3:05 pm

    da Sardegna 24, 22 settembre 2011
    L’iter flash del nuovo cemento. Saltati tutti i passaggi: la bozza che riscrive il Piano paesaggistico domani arriverà direttamente in giunta regionale. (Monia Melis)

    Meno articoli, ma il numero di pagine resta quasi lo stesso. Circa 80
    per il Piano paesaggistico in vigore, 90 quelle della bozza. In tutto 76 articoli al posto dei 112: quello che arriverà in giunta regionale domani, senza passare dal Consiglio, sembra proprio un nuovo piano più che una variante. Manca infatti il testo a fronte e anche per i tecnici è difficile valutare esattamente i dettagli delle modifiche. L’intento, dichiarato, è di allentare i vincoli imposti soprattutto per quanto riguarda le costruzioni nelle coste e nell’agro. Sparisce lo strumento dell’Intesa ma le deroghe al cemento passerebbero soprattutto attraverso le ristrutturazioni e il recupero.
    L’iter stravolto. Il testo, era annunciato ed elaborato da tempo, ma fino all’ultimo momento è rimasto quasi segreto, noto a pochi intimi. Tanto da saltare anche il passaggio in commissione Urbanistica per lasciare spazio invece a una procedura flash e anomala. Con il presidente della Regione che ha illustrato i punti solo ai consiglieri del suo partito pochi giorni fa. L’unica consultazione interlocutoria che c’è stata, sotto la sigla del progetto Sardegna Nuove Idee, si è conclusa all’inizio dell’estate
    dopo aver raccolto le richieste dei sindaci. Poi il silenzio, fino
    alla pubblicità istituzionale a pagamento.
    Gli articoli. Previsto l’aumento di un quarto dei metri cubi degli edifici esistenti. Secondo l’articolo 59 in seguito a interventi
    di manutenzione straordinaria e ordinaria si possono aumentare le volumetrie: “per un massimo del 25 per cento dell’esistente, strettamente necessari”. Principio che vale addirittura per le strutture ricettive che distano meno di 300 metri dalla costa. Al comma 6 si rivedono i rapporti tra comuni e Regione che, attualmente, deve approvare i Piani urbanistici comunali. Sarebbero previste altre deroghe: addirittura potrebbero ripartire i progetti previsti prima del 2004, anche nella fascia di due chilometri dal mare. Un principio non più di regia generale, che ma che assegnerebbe ai comuni competenze enormi sul territorio.
    Da stalla a resort. Altro punto cardine le costruzioni in campagna: gli stravolgimenti riguardano l’estensione dei terreni e anche il cambio di destinazione d’uso degli edifici che sono stati
    costruiti, anche nelle aree costiere.
    Le reazioni. Secondo il padre del Ppr in vigore, l’ex assessore all’Urbanistica, Gian Valerio Sanna : «I rilievi li farà direttamente il ministero, non passerà questo nuovo piano. Se hanno
    scritto quali sono le modifiche, tra cui soprattutto l’aumento delle
    volumetrie, devono anche spiegare perché. Le ragioni e i principi. Certe concessioni sembrano dei regali». L’attuale Ppr ha avuto un iter studiato e lungo più di un anno: «È stato fatto il linea con il codice Urbani e l’articolo 9 della Costituzione- sottolinea
    Maria Antonietta Mongiu, ex assessore regionale alla Cultura- il principio cardine è appunto il paesaggio». Per questo, aggiunge, è stato studiato un apposito strumento: l’Atlante di ambito di paesaggio, a disposizione degli amministratori.
    Gli ambientalisti. Le associazioni ecologiste annunciano battaglia legale contro la giunta Cappellaci e le deroghe agli “scandali immobiliari”. Il portavoce Grig Stefano Deliperi teme
    la resurezzione di “veri zombie di cemento”, come quello di Cala Giunco a Villasimius che fa capo all’immobiliarista e editore Zoncheddu. E altri progetti “vecchi e nuovi”.

  6. settembre 23, 2011 alle 2:52 pm

    da La Nuova Sardegna on line, 23 settembre 2011
    Settis: «Il nuovo piano paesaggistico devasterà la bellezza dell’isola».
    «Il nuovo Ppr apre la strada alla speculazione. Con Soru l’isola era all’avanguardia, ora sarà ultima» è il giudizio di Salvatore Settis, massimo esperto di tutela del paesaggio: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/09/23/news/settis-il-nuovo-piano-paesaggistico-devastera-la-bellezza-dell-isola-5012373

  7. settembre 23, 2011 alle 2:56 pm

    da Radio Press Facebook, 23 settembre 2011
    La Giunta Cappellacci oggi vara il nuovo Piano paesaggistico regionale, ma è già polemica tra gli schieramenti. Per il centrosinistra un regalo agli speculatori, per il centrodestra un fattore di rilancio economico. Ne parliamo con Alfredo Franchini de La Nuova Sardegna (che on line pubblica il testo del nuovo PPR), Stefano Deliperi del Grig e Mario Diana, capogruppo Pdl in Consiglio Regionale: http://it-it.facebook.com/pages/Radio-Press/38663164780

  8. Sole Minis
    settembre 23, 2011 alle 5:19 pm

    XPaolo.
    I sedicenti Sardisti si comporteranno come è loro costume. Venderanno la Sardegna agli speculatori, così come,per tranta danari, la vendettero ai Berluscones.

  9. cilios
    settembre 23, 2011 alle 7:05 pm

    Meno male che Settis C’èMeno male che Settis c’è.Meno male che Soru c’è.
    Le uniche due S perbene.

  10. settembre 24, 2011 alle 3:07 pm

    da La Nuova Sardegna on line, 24 settembre 2011
    L’Antimafia indaga sull’edilizia in Costa.
    Arzachena, dieci imprenditori e quattro consiglieri comunali sentiti dalla Dda. I verbali delle loro deposizioni sono stati consegnati, e secretati, dal pm che conduce la clamorosa indagine, avviata dopo un esposto firmato da alcuni imprenditori: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/09/24/news/l-antimafia-indaga-sull-edilizia-in-costa-5013194

    • settembre 25, 2011 alle 10:49 am

      da La Nuova Sardegna, 25 settembre 2011
      L’inchiesta sulle presunte spartizioni anomale di appalti e metri cubi. «Si deve fare chiarezza». «Comitato d’affari? Fuori i nomi». Il sindaco scrive al responsabile della Dda: qui non ci sono mafiosi.
      «Nessuno della mia maggioranza è stato interrogato». (Serena Lullia)

      ARZACHENA. L’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia sul presunto comitato d’affari che gestirebbe il mercato del mattone in città, scuote il Palazzo. Il sindaco Piero Filigheddu prova a cancellare l’immagine di una città mafiosa, in cui politici e amici imprenditori si spartirebbero volumi e appalti. In una lettera al responsabile della Dda Filigheddu chiede che venga fatta piena luce.
      L’indagine condotta da uno dei magistrati della superprocura cagliaritana nasce da un esposto. Gli imprenditori che lo hanno firmato sostengono che sul territorio smeraldo esista una spartizione anomala di appalti e metri cubi. Un intreccio malato, in cui alcune imprese verrebbero favorite grazie allo stretto legame con i politici locali. Questi non interferirebbero nel rilascio delle concessioni edilizie, avvenuto sempre in modo regolare. Ma indirizzerebbero i titolari di licenza verso una azienda amica per realizzare i lavori. «Ho mandato una lettera al responsabile del distretto Antimafia – dichiara il sindaco -. Invito i magistrati a fare piena chiarezza. Non è giusto far passare questa comunità come mafiosa. Se ci sono nomi di consiglieri e di imprenditori che si facciano. E chi ha sbagliato paghi. Apprendiamo che in questa indagine sono stati ascoltati, insieme con i loro avvocati, quattro consiglieri. Posso dire che nessuno dei membri della mia maggioranza, né il sottoscritto, siamo stati sentiti. Si parla poi di alcuni imprenditori che sarebbero stati favoriti. Si facciano i loro nomi. Non si possono gettare ombre su una intera comunità. In questo modo ci libereremo dei sospetti, delle insinuazioni, delle accuse vaghe, che possono solo fare male alla nostra comunità». Filigheddu ricorda poi come la politica non possa interferire nel rilascio delle concessioni edilizie o nell’assegnazione degli appalti. «La politica non ha nessuna competenza in materia – conclude il primo cittadino -. Gli uffici gestiscono le pratiche secondo l’iter di legge. L’amministrazione può intervenire solo in casi particolari e limitatissimi. Come per esempio nel caso dell’accordo di programma firmato con la Colony di Tom Barrack. Allora come amministrazione abbiamo chiesto a mister Barrack di tenere in considerazione le imprese locali per i lavori di ampliamento dei quattro hotel di Porto Cervo. E abbiamo ceduto all’associazione di imprenditori edili, Irca, il compito di interfacciarsi con il privato. Una procedura pulita, regolare e alla luce del sole».

  11. settembre 24, 2011 alle 3:13 pm

    da Radio Press Facebook, 24 settembre 2011
    PPR, prosegue la pubblicità della Regione sui quotidiani. Per gli ambientalisti tornerà il cemento a Cala Giunco e a Tuvixeddu: http://it-it.facebook.com/notes/radio-press/ppr-prosegue-la-pubblicit%C3%A0-della-regione-sui-quotidiani-per-gli-ambientalisti-to/10150322656188670
    .

  12. settembre 24, 2011 alle 4:58 pm

    da La Nuova Sardegna, 24 settembre 2011
    Il Piano paesaggistico e le cartografie sono stati illustrati ieri agli assessori dai funzionari della Regione. Nuovo Ppr, primo passaggio in Giunta. Cappellacci difende le scelte: «Le hanno chieste gli amministratori locali». (Alfredo Franchini)

    CAGLIARI. Il nuovo Ppr è stato illustrato ieri pomeriggio in Giunta. Era il primo impatto ufficiale e non è stato ancora approvato. Sono probabili solo alcuni piccoli ritocchi.
    Si è trattato di un primo passaggio, dopo che nei giorni scorsi il Ppr era stato illustrato dall’assessore Rassu al gruppo del Pdl. Ieri sono intervenuti alla riunione della Giunta alcuni funzionari che hanno mostrato i dettagli e le cartografie. Ufficialmente il Piano paesaggistico non era stato inserito nell’Ordine del giorno dei lavori ma il govenratore Ugo Cappellacci aveva reso noto che il tema sarebbe stato sicuramente trattato. E così è stato: la documentazione è stata illustrata dai tecnici; la Giunta ne ha preso atto ma non c’è stato alcun voto. La delibera deve essere ancora scritta e per questo occorreranno alcuni giorni. In qualche modo l’approdo in Giunta, ieri sera, ha tolto al nuovo Piano paesaggistico quell’aurea di segretezza che aveva avvolto finora il provvedimento che la Nuova ha pubblicato integralmente sul sito ma che ufficialmente resta sconosciuto dalla commissione Urbanistica del Consiglio regionale.
    Il presidente Ugo Cappellacci in Giunta ha difeso le modifiche chieste – ha precisato – dagli amministratori locali, i quali sono stati coinvolti in un processo di ascolto, chiamato «Sardegna nuove idee» e che ha portato alla definizione delle modifiche. Proprio per aiutare i semplici cittadini o i tecnici dei piccoli o grandi comuni dell’isola a farsi un quadro dettagliato su tutti gli elementi per poter effettuare gli interventi è stato anche predisposto un database che permetterà di accelerare le pratiche. Le modifiche, annunciate dalla Regione con una campagna a pagamento sui quotidiani sardi hanno suscitato la reazione del Centrosinistra e degli ambientalisti che paventano il pericolo di una cementificazione senza precedenti anche nella fascia dei trecento metri dal mare. L’elaborazione del Ppr, oltretutto, è susseguente all’approvaizone da parte del consiglio regionale della legge sul golf e precede il nuovo piano casa che sta per approdare all’assemblea di via Roma. La legge sul golf prevede deroghe al vecchio piano paesaggistico elaborato nella legislatura Soru con la realizzazione di una ventina di green a ridosso delle coste e l’aumento di cubature, tra i 3 e 3,5 milioni, per la costruzione di nuovi resort.

  13. settembre 24, 2011 alle 5:01 pm

    da Sardegna 24, 24 settembre 2011
    Il nuovo Ppr arriva in giunta: http://www.sardegna24.net/regione/il-nuovo-ppr-arriva-in-giunta-1.25330

  14. settembre 25, 2011 alle 10:21 am

    da La Nuova Sardegna, 25 settembre 2011
    «Comuni costretti a far cassa? Così si rischia». L’economista Michele Salvati parla dei pericoli di uno stravolgimento della legge salvacoste. Non amo i vincoli stupidi, ma certe norme fondamentali per l’ambiente vanno di sicuro mantenute. (Alfredo Franchini)

    PALAU. «Se si affamano i Comuni e si fanno saltare regole certe, c’è il rischio di alterare il paesaggio senza più rimedi». Per l’economista Michele Salvati i principali pericoli potrebbero arrivare «dalle pressioni per ottenere deroghe fatte dai costruttori, e non solo da loro, sugli enti locali». Deputato dell’Ulivo dal 1996 al 2001, a suo tempo tra i teorici della nascita del Pd, dopo le lauree a Pavia (in giurisprudenza) e a Cambridge (in economia), a 74 anni lo specialista è oggi professore emerito della Statale di Milano e opinionista per il «Corriere della Sera».
    In questi giorni trascorre una breve vacanza nel nordest della Sardegna («Un’isola che conosco bene, sin da quando, diversi decenni fa, d’estate frequentavo il collega Paolo Sylos Labini a Stintino»). È ospite nella residenza di Giulia Maria Mozzoni Crespi, presidente onorario del Fai, il Fondo italiano per l’ambiente. La quale segue a sua volta, «con grande preoccupazione», le proposte avanzate dal presidente della giunta Cappellacci. Perché, come sottolinea, «ho paura che i programmi di tutela voluti da Soru vengano stravolti». La visuale con cui Salvati affronta la questione è invece quella dell’economista con una forte formazione giuridica.
    – Perché non è d’accordo, professor Salvati, con l’impostazione data a questi temi dal centrodestra?
    «Prima di tutto, una premessa. In generale, di fronte a qualsiasi tentativo di pianificazione del territorio, esistono tre assi differenti da considerare. Uno attiene al livello delle decisioni: sceglie il centro o la periferia? la competenza è della Regione o dei Comuni? Il secondo riguarda gli obiettivi che ci si prefiggge di conseguire. Il terzo attiene alla tempistica degli interventi: si opera per il breve o per il medio-lungo periodo? ci si muove in una logica elettoralistica o di ampio respiro?».
    – Ed entrando nel merito della situazione sarda?
    «Le regole attualmente in vigore mi pare vadano bene. Certo, bisognerebbe poi vedere caso per caso: determinati vincoli a 2 km dalla riva possono essere pochi o troppi, dipende dal quadro di riferimento. Ma un fatto è certo: ogni volta che si consentono eccezioni, s’innesca un meccanismo discrezionale che porta a soluzioni sbagliate».
    – Per esempio?
    «Mi riallaccio a come,con la Finanziaria appena varata, il governo stia continuando a sottarre risorse agli enti locali. Ecco, riducendo i Comuni alla fame, li si espone alla minaccia che sulla salvaguardia dell’ambiente cedano a chi potrebbe permettergli di fare cassa attraverso gli oneri di fabbricazione. Si sbaglierebbe a dare poteri decisionali ad amministrazioni così pesantemente condizionabili».
    – Si riferisce anche alle possibili modifiche degli indici di costruzione nelle zone interne e alle ipotesi di revisione dei provvedimenti per la tutela dei beni culturali identitari?
    «In genere è da preferire la discrezionalità intelligente alle regole stupide. Credo però che alcuni paletti fondamentali debbano restare nelle mani della Regione. Quando ero parlamentare si discuteva spesso dei contrasti continui tra Soprintendenze e autonomie locali sul territorio: di fronte a certe rigidità, avevano ragione i sindaci o i funzionari dello Stato? Alla luce di quelle esperienze, ritengo che qualche vincolo sia superabile, ma che di sicuro non lo siano tutti».
    – A che cosa pensa circa la Sardegna?
    «A tante cose, a cominciare dalla fascia di rispetto dei 300 metri dalla battigia. In quel caso i vincoli di non edificabilità vanno mantenuti. Non siamo di fronte a una stupidità delle regole, ma a limiti elementari, basilari, per salvaguardare i litorali di questa splendida isola. Un’isola che deve avere un tipo di turismo diverso da quel che si vede in giro, assolutamente integrato con la natura e rispettoso di un paesaggio che costtuisce il suo punto di forza».
    – Però la maggioranza alla Regione, persino nei messaggi pubblicitari divulgati dalla giunta, sostiene di essere la prima a voler tutelare il territorio dell’isola.
    «Quegli avvisi stampati sui giornali mi ricordano il “Giulio Cesare” di Shakespeare e il discorso di Antonio. Cappellacci, come Bruto, è uomo d’onore: perché non dovremmo credergli? per quale ragione bisognerebbe contrastare chi vuole lo sviluppo? perché dovremmo opporci alla ripresa economica? In realtà tutto dipende dalle modalità dell’azione. E quei messaggi sono in questo senso semplicemente testi propagandistici: tentano di rispondere in anticipo a obiezioni ovvie».
    – Si parla di costruire 25 nuovi campi da golf da 18 buche e 10 nuovi porti turistici con residenze e servizi lungo i litorali dell’isola: che ne pensa?
    «Il pane dei sardi è nel futuro della continuità del turismo e di tutte le altre importantissime attività eonomiche collegate. Ma questo paradiso dev’essere contaminato il meno possibile. All’interno di progetti fatti a regola d’arte per valorizzare nautica, vela e la sola passione per il golf, ritengo sia tutto possibile. Se però si usano questi argomenti per riproporre solo colate di cemento, non sono certo d’accordo».

  15. settembre 25, 2011 alle 10:23 am

    50 mila abusi dovrebbe esser la cifra complessiva degli abusi attualmente in essere, “scremati” dai condoni edilizi vari.

    da La Nuova Sardegna, 25 settembre 2011
    Ppr, 50 mila abusi in dodici anni. Passato e presente, violazioni aumentate con i divieti. (Alfredo Franchini)

    CAGLIARI. In principio ci fu il divieto di costruire nella fascia dei 150 metri dal mare che divennero, via via, prima 300 metri e poi un chilometro. Il Piano paesaggistico, infatti, non è sempre esistito e la consapevolezza di dover salvaguardare l’ambiente è cresciuta con gli anni.
    All’inizio degli anni Ottanta fu la Giunta presieduta dal socialdemocratico Sandro Ghinami a fissare la soglia a 150 metri. Ma il problema degli abusi da allora è aumentato proporzionalmente anche mentre saliva l’asticella dei divieti e della distanza dal mare perché non basta prevedere limiti di edificabilità con norme più severe se poi le regole non vengono fatte rispettare. Negli ultimi dodici anni, in Sardegna ci sono stati cinquantamila abusi edilizi e nessuna casa è stata demolita. «Dal 1980 al 2000 le ruspe regionali demolirono 1.200 abusi edilizi compiuti sulle coste», afferma Alberto Boi che in quegli anni era a capo del servizio regionale di vilanza edilizia e oggi è consulente di enti e magistratura. «Il problema è che quel servizio non esiste più. È stato sopresso».
    Competenze. Come dire: al di là dei limiti fissati, quello che serve è la chiarezza delle norme. E da questo punto di vista, i Piani paesaggistici sono davvero complicati, a cominciare dalla loro natura perché la Regione ha competenza «primaria» sull’Urbanistica ma non sul paesaggio dove la competenza è «concorrente». Questo significa che sul piano urbanistico la Regione ha il potere di fissare dei principi cardine, ad esempio la distanza minima per costruire a partire dal mare, mentre per il resto occorre l’avallo dello Stato, (la Soprintendenza e l’ufficio del paesaggio). Un punto che i sostenitori del vecchio Ppr targato Soru sono sicuri che renderà inutilizzabile il Piano messo a punto dalla Giunta Cappellacci: «Quel Piano va a toccare leggi sovraordinate e pertanto apre la strada a un mare di ricorsi». Insomma, dietro il ballo del mattone, c’è molta confusione. Racconta Alberto Boi: «Negli anni Ottanta, pur con differenti assessori, dal democristiano Nino Carrus al comunista Luigi Cogodi, le regole erano chiare. Non c’era il Ppr ma la Regione legiferava stabilendo che, ove i Comuni non avessero attuato le ordinanze di demolizione, sarebbe stata la stessa amministrazioen regionale a intervenire in via sostitutiva per ripristinare il territorio».
    Ruspe. Questo è avvenuto in quelle aree costiere sottoposte, durante la legislatura di Renato Soru, ai vincoli del Ppr e ora oggetto di una nuova «rivoluzione» da parte dell’assessore Rassu e della Giunta Cappellacci. Le ruspe della Regione, che già da qualche anno sono arrugginite in garage, entravano in funzione di frequente: passarono sugli abusi compiuti sulle spiagge di Platamona e di Marina Piccola e sulla villa del potentissimo ministro democristiano Gava, fatta buttare giù da Cogodi.
    Confronto. Certo la differenza tra il Ppr elaborato dalla giunta Soru e quello in gestazione a Villa Devoto è grande. Nel metodo voluto dall’esecutivo Cappellacci, (sì alle deroghe, no alle intese) e nel merito: via libera alle costruzioni anche nella fascia dei trecento metri e non meno dirompente la possibilità di edificare nelle campagne col rischio di arrivare a stravolgere la destinazione d’uso. Il passepartout che la Giunta vuole adoperare per dare attuazione al Ppr è la deroga. La Regione ha deciso di fare a meno delle Intese con Province e Comuni – com’era previsto dal vecchio Ppr di Gian Valerio Sanna e Soru – perché considerate oggetto di possibili arbitri.
    Cosa fare? Il Ppr in vigore – ha sostenuto il Centrosinistra – stabilisce cosa si può fare rispettando i valori dettati dal Codice del paesaggio che discende direttamente dall’articolo 9 della Costituzione e dalla Convenzione europea del paesaggio. E la stessa opposizione ritiene che, al contrario, il piano elaborato dalla giunta Cappellacci vada a impattare con il codice Urbani e superi la possibilità della competenza regionale sul paesaggio, laddove occorre il parere della Soprintendenza.
    L’iter. Ieri il portavoce di Cappellacci, Alessandro Serra, ha precisato che la Giunta ha avviato la modifica del Ppr con un provvedimento di oltre mille pagine che sarà corredato con 700 tavole. E rispondendo al capogruppo di Sel, Luciano Uras, che aveva segnalato il pericolo di un piano varato al buio perché tenuto nascosto al Consiglio regionale, Serra ha affermato: «Non ci sono stanze poco illuminate la Giunta è un organo collegiale. La revisione non è un colpo di mano dell’esecutivo, ma un atto previsto dalla legge e dal Codice del Paesaggio. Il lavoro è frutto di un grande processo di partecipazione, che ha coinvolto gli enti locali, le associazioni e i cittadini. Insomma, è stata riaccesa la luce in quelle stanze che per troppi anni sono rimaste buie».
    Record. Secondo una ricerca del Centro regionale servizi urbanistici, intanto, la Sardegna si piazza subito dopo la Campania nella graduatoria delle Regioni più colpite dal cemento abusivo, con scempi gravissimi sulle zone oggetto del Ppr.

  16. settembre 27, 2011 alle 2:55 pm

    da Sardegna 24, 27 settembre 2011
    “Stop alla revisione del Ppr: è illegittima”: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20110927094857.pdf

    Deliperi (GRIG). Metodo. Molti dubbi, poco coinvolgimento.

    L’iter che ha portato alla bozza del nuovo Ppr stilato dalla giunta Cappellacci – oltre mille pagine, comprese 700 tavole – non è piaciuto nemmeno al Gruppo d’Intervento Giuridico. Il presidente Stefano Deliperi non ha nascosto parecchie perplesità, soprattutto in relazione al coinvolgimento delle associazioni portatrici di interessi diffusi e ai timori legati all’apertura di nuovi cantieri edilizi sulle coste dell’Isola.

  1. settembre 28, 2011 alle 5:43 pm
  2. dicembre 16, 2012 alle 10:15 am
  3. aprile 2, 2013 alle 12:53 am
  4. giugno 16, 2013 alle 2:34 pm
  5. novembre 12, 2013 alle 11:41 pm
  6. novembre 18, 2013 alle 9:26 am

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