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Lasciate in pace il Monte Santa Croce (La Spezia) e i suoi geotritoni!


Geotritoni (Speleomantes ambrosii)

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato (15 settembre 2011) una specifica richiesta di informazioni a carattere ambientale e adozione degli opportuni provvedimenti per scongiurare la riapertura della cava in ambito carsico del Monte Santa Croce, in Comune di La Spezia.   Sono stati interessati il Ministero per i beni e le attività culturali, la Regione Liguria (Dipartimento pianificazione territoriale, urbanistica; Settore valutazione impatto ambientale; Settore parchi, aree protette, biodiversità), la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per la Liguria, il Comune di La Spezia, il Corpo forestale dello Stato ed è stata opportunamente informata in via preventiva la Commissione europea.

Il Comune di la Spezia, con l’approvazione del bilancio preventivo da parte del Consiglio comunale nel febbraio 2011, avrebbe mostrato infatti disponibilità alla concessione in favore di Soggetti Privati da individuare con procedure selettive a evidenza pubblica alla riapertura della cava Portoro(di proprietà comunale) – inattiva dagli anni ’30 del secolo scorso contigua ad altra attività estrattiva in corso da parte della Vetusta Marmo Portoro s.r.l. in precedenza autorizzata in seguito a procedura di valutazione di impatto ambientale (deliberazione Giunta regionale n. 1062 del 31 luglio 2009).

La Spezia, Monte Santa Croce, panorama

L’area interessata, di natura carsica e con accesso esclusivamente pedonale (c’è una suggestiva rete sentieristica e varie testimonianze delle installazioni militari a protezione dell’Arsenale e del porto di la Spezia), ricoperta in buona parte da macchia mediterranea evoluta, appare tutelata con specifico vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) e con vincolo idrogeologico (regio decreto n. 3267/1923 e s.m.i.).  Rientra, inoltre, nel sito di importanza comunitaria “Portovenere – Riomaggiore – San Benedetto” (codice IT1345005) ai sensi della direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali, la fauna, la flora.

In particolare gli ambienti ipogei sono ricchi di rara fauna particolarmente protetta (geotritoni Speleomantes ambrosii, Chirotteridi varie specie, ecc.) ai sensi delle normative comunitarie, nazionali e regionali in materia.

La Spezia, Monte Santa Croce, macchia

Paradossalmente la zona è oggetto di interessanti interventi di educazione ambientale (Scuole elementari di Fabiano) sotto l’egida proprio del Comune di la Spezia: sarebbero ottimi motivi ulteriori per evitare il degrado ambientale difficilmente mitigabile, nonostante i migliori accorgimenti, che deriverebbe dalla riapertura dell’attività di cava.  Il progetto estrattivo, infine, dovrebbe esser sottoposto al preventivo e vincolante procedimento di valutazione di impatto ambientale, con adeguata considerazione degli impatti cumulativi determinati da vicina attività di cava.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

il Secolo XIX, 19 settembre 2011

 

(foto da www.funghiitaliani.it, per conto GrIG)

  1. Luca
    settembre 16, 2011 alle 11:52 am

    Mi meraviglia che cose tali possano ancora avvenire in una zona che oltretutto e’ vicinissima al parco naturale. Se vi fate un giro al Muzzerone noterete lo scempio che stanno ancora facendo scavando nell’interno del monte ridotto ormai a un colabrodo. Il tutto per arricchire qualche “industrialotto” locale che poi va in Cina a far vedere le “meraviglie” del Golfo dei Poeti (che ormai di poeti non ne vede piu’ da molto tempo). Le nostre meraviglie magari sarebbe il caso di tenersele strette invece che toglierle a beneficio delle tasche di questi signori!

  2. settembre 16, 2011 alle 3:54 PM

    da La Spezia – Cronaca 4, 16 settembre 2011
    Deliperi: “Bisogna scongiurare la riapertura della cava del Monte Santa Croce”: http://www.cronaca4.it/cronaca/deliperi_bisogna_scongiurare_la_riapertura_della_cava_del_monte_santa_croce.htm

    da Città di La Spezia, 16 settembre 2011
    “Lasciate in pace il Monte Santa Croce”: http://www.cittadellaspezia.it/include/print_preview.aspx?id_articolo=93291&iframe=true&width=800&height=600

    • Luca
      novembre 18, 2011 alle 12:31 PM

      Ci sono novita’ a riguardo ? Non vorrei che a causa di questi signori tra qualche anno ci si trovasse la citta’ alluvionata! visto quello che e’ successo a Genova e in val di Vara non mi stupirei piu’ di tanto….

  3. leo
    dicembre 6, 2012 alle 11:45 PM

    Scusate l’intromissione ma penso sia inammissibile che della gente nel 2012 sia più preoccupata dai Geotritoni e dalle gite escursionistiche per bambini piuttosto che avere un bilancio sicuramente meno passivo da parte del comune (che gioverebbe della riapertura) e dei nuovi dipendenti. Il nostro debito e i nostri stipendi saranno forse pagati da questi Geotritoni o dalla privatizzazione di questi sentieri? La parola d’ordine è guadagno, chi non si adatta è fuori! Parlando invece delle alluvioni mi sembra sia palese la tua disinformazione Luca, non si può paragonare quello che è successo in val di vara e a Genova a un potenziale allagamento di La Spezia a causa della riapertura di una cava, specialmente dopo il nulla osta da parte della provincia.

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