Home > coste > Le dune della Sardegna in vendita, a Badesi.

Le dune della Sardegna in vendita, a Badesi.


immagine pubblicitaria Italcasa Bergamo, Badesi, edificazione in ambito dunale

Le dune della Sardegna sono in vendita. A partire da 295 mila euro.   A poche decine di metri dal mare.

Sul sito internet della Società immobiliare Italcasa Bergamo (http://www.italcasabergamo.it/index.php?id_menu=94), di Alzano Lombardo (BG), è possibile reperire l’invito a manifestare interesse (“ultime prenotazioni da € 259.000”) per l’acquisto di residenze stagionali da realizzare in ambiente dunale costiero del Comune di Badesi (OT), già recente teatro di una curiosissima procedura di approvazione del piano urbanistico comunale

 Tale offerta è reclamizzata testualmente: Il Diamante delle Dune Bianche. Ville sulla spiaggia. In un angolo di paradiso, adagiate bianchissima spiaggia lambita dalle azzurre acque del mare piu’ bello d’Italia, ville uniche per regalarvi magici momenti di benessere e relax. Tutte le residenze saranno dotate di tecnologie e conforts, dall’ impianto di climatizzazione ecologica all’utilizzo della piu’ moderna domotica. Verande vivibilissime affacciate sulla spiaggia privata. Tutte con panoramicissima vista mare.” (http://www.italcasabergamo.it/index.php?id_menu=149).

immagine pubblicitaria Italcase Bergamo, Badesi, edificazione in ambito dunale

A parte l’inesistenza, nel nostro Ordinamento, di alcuna “spiaggia privata” (il che potrebbe limitarsi a esser eventualmente qualificato quale mera pubblicità ingannevole, ai sensi della direttiva 2005/29/CE e dei decreti legislativi nn. 145 e 146 del 21 settembre 2007), visto che le spiagge costituiscono parte del demanio marittimo (art. 822 e ss. cod. civ.), l’area in argomento, sul mare e ricoperta in buona parte da macchia mediterranea evoluta, è tutelata con specifico vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), mentre la fascia dei mt. 300 dalla battigia marina è tutelata con specifico vincolo di conservazione integrale (legge regionale n. 23/1993).

Forse si tratta di un vecchio piano di lottizzazione, ma ormai difficilmente è ancora vigente, vista la durata decennale (art. 28 della legge n. 1150/1942 e s.m.i.): secondo gran parte della giurisprudenza, la scadenza del termine comporta l’inedificabilità dei residui comparti e singoli lotti non realizzati.

Sardegna, coste, dune

Non si sa nemmeno se sia stata svolta la procedura di verifica preventiva (decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.), con la valutazione anche degli impatti cumulativi.

Pertanto, le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra hanno inoltrato (25 agosto 2011) una specifica richiesta di informazioni a carattere ambientale e adozione degli opportuni interventi in proposito. Interessati il Ministero per i beni e le attività culturali, l’Assessorato regionale dell’urbanistica, il Servizio regionale tutela paesaggistica, la Soprintendenza per i beni ambientali di Sassari, il Corpo forestale e di vigilanza ambientale, il Comune di Badesi. Informata, per gli aspetti di competenza, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Tempio Pausania.

Si auspica un rapido intervento delle amministrazioni pubbliche competenti per evitare che un altro pezzo di coste della Sardegna finisca nella macelleria della speculazione immobiliare.

Gheppio (Falco tinnunculus)

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

(immagini pubblicitarie da www.italcasabergamo.it, foto S.D., archivio GrIG)

  1. agosto 26, 2011 alle 2:19 pm

    da L’Unione Sarda, 26 agosto 2011
    Badesi. Vendesi ville sulle dune.

    “Le dune della Sardegna sono in vendita. A partire da 259 mila euro. A poche decine di metri dal mare di Badesi”. Lo denunciano gli ecologisti del Gruppo d’intervento giuridico e l’associazione Amici della Terra citando l’annuncio che compare sul sito internet della Società immobiliare Italcasa Bergamo, di Alzano Lombardo, sulle ultime prenotazioni per l’acquisto di residenze stagionali in Gallura. Una segnalazione è stata già trasmessa alla Procura della Repubblica di Tempio. L’offerta reclamizza “ville sulla spiaggia”, “verande vivibilissime affacciate sulla spiaggia privata. Tutte con panoramicissima vista mare”. Gli ambientalisti contestano, oltre “all’inesistenza, nel nostro ordinamento di alcuna spiaggia privata”, l’edificabilità della zona tutelata con specifico vincolo paesaggistico.

  2. agosto 26, 2011 alle 2:20 pm

    da Sardegna 24, 26 agosto 2011
    IL FATTO. Cavillucci marini: http://www.sardegna24.net/il-fatto/cavillucci-marini-1.17555

    L’editoriale. L’ultima opportunità. (Giovanni Maria Bellu)

    Si racconta che nei giorni precedenti l’entrata in vigore della legge Merlin, i bordelli in procinto di chiusura si facevano pubblicità invitando la clientela a compiere, per l’ultima volta legalmente, l’atto che di lì a poco, in quello stesso luogo, sarebbe diventato illegale. Lo stesso schema promozionale viene riproposto, nel 2011, ben 54 anni dopo, per la Sardegna. Con la differenza che “l’ultima opportunità” non riguarda un oltraggio alla pubblica morale, ma al paesaggio. Chi volesse verificare, e prendersi una solenne arrabbiatura, vada sul sito http://www.italcasabergamo.it. Tutto legittimo, sia chiaro. Perché “l’ultima opportunità” è stata spostata nel tempo e nello spazio. Così nella Sardegna della legge salva coste, una società immobiliare può annunciare pubblicamente di aver messo in vendita “case sulla spiaggia”. E, per eliminare ogni dubbio, può anche chiamare il residence “dune bianche”: le celebri dune di Badesi già, peraltro, abbondantemente livellate dalla pratica di estendere sporadici vigneti impiantati colo solo scopo di agevolare l’avanzata del cemento verso il mare. E la legge? E quei divieti che, come ieri raccontava Ornella Demuru, espongono i nostri fari costieri, per la loro posizione unica e irripetibile, alle esclusive brame dei miliardari? Esistono, naturalmente. Come esistono molti modi per aggirarli. Qual è, per esempio, la vera data di una lottizzazione? Dev’essere abbastanza remota perché, come ricorda Francesco Giorgioni, fin dal 1993 era vietata l’edificazione a trecento metri dal mare. Ma qual è il documento che attesta quella data, l’acquisizione del diritto, la possibilità di derogare alla norma? Attorno a simili interrogativi proliferano centinaia di “cavillucci marini” che non hanno la grazia degli ippocampi ma il volto di amministratori, consulenti, tecnici comunali che si sono lucrosamente insediati in questa zona grigia. Il risultato è che le coste continuano a essere cementificate e si perpetua il meccanismo dell’arricchimento, di pochi, senza sviluppo. …..

  3. agosto 26, 2011 alle 2:22 pm

    da Sardegna 24, 26 agosto 2011
    Nuove colate di cemento sulle coste. Villette a schiera sul lungomare di Badesi a trenta metri dal mare e in una zona di grande pregio ambientale. Scatta la segnalazione alla magistratura del Gruppo d’Intervento Giuridico. (Francesco Giorgioni)

    Il cemento vista mare avanza. Non bastano a fermarlo leggi salva coste e piani paesaggistici, perché il cavillo o la deroga prevalgono sempre. Così come gli intoccabili diritti acquisiti, sotto forma di concessioni riemerse dalle nebbie di un lontano passato e sopravvissute, proprio per la loro antica datazione, alle leggi approvate in tempi più recenti. Come nel caso denunciato a vari enti di salvaguardia e alla magistratura di Tempio Pausania dal presidente del Gruppo d’Intervento Giuridico Stefano Deliperi a Badesi, comune a cavallo tra le province di Olbia-Tempio nella quale è compreso) e Sassari. In questo tratto di litorale, la società bergamasca di costruzioni Italcasa sta per realizzare un complesso immobiliare composto da villette a pochi passi dalla spiaggia. Tanto che il residence si chiamerà “Diamante delle Dune bianche”, con esplicito riferimento alle ondulazioni modellate dalla sabbia marina nei millenni. Per gli ambientalisti si tratta di un caso di speculazione che non tiene conto dei divieti di edificazione nella fascia entro i trecento metri dal mare e neppure rispetta i vincoli che salvaguardano la fitta macchia mediterranea della zona, che verrebbe cancellata dall’avanzata del cemento. Oltretutto, la legge regionale 23/1993 garantisce la totale salvaguardia dei sistemi dunali che, secondo la denuncia del Gruppo d’Intervento Giuridico, verrebbero fortemente minacciati dalla costruzione delle villette. Ma il sindaco di Badesi Toni Stangoni respinge ogni accusa: su quella lottizzazione vecchia di alcuni anni sarebbe arrivato un parere positivo della Regione attraverso lo studio di disciplina, espresso peraltro dall’amministrazione di Renato Soru. Morale della favola: nonostante una legislazione che dovrebbe essere molto severa, i signori del metro cubo trovano sempre una scappatoia per concludere i loro affari. Deliperi, peraltro, si mostra scettico e annuncia battaglia: “Se le cose sono andate come dice il sindaco questa pratica ha avuto un iter davvero singolare: la legge che blinda i 300 metri dal mare è del 1993 e non fa parte del recente ordinamento urbanistico regionale. Comunque vedremo dalle carte e dai documenti che abbiamo richiesto se sia davvero tutto in regola come Stangoni sostiene”. Il duello tra Deliperi e il sindaco Stangoni, peraltro, ha fatto registrare una prima schermaglia alcuni giorni fa, quando il presidente dell’associazione ha contestato alla giunta l’adozione di un Puc cassato. Un puc nel quale figurerebbe anche un avio superficie compresa in un sito di interesse comunitario. L’annuncio sul sito internet è invitante: “In un angolo di paradiso, adagiate sulla bianchissima spiaggia lambita dalle azzurre acque del mare più bello d’Italia, ville uniche per regalarvi magici momenti di benessere e relax”. E via proseguendo, in un trionfo di superlativi: “Verande vivibilissime affacciate sulla spiaggia privata, tutte con panoramicissima vista mare”. “A parte l’inesistenza nel nostro ordinamento di alcuna ‘spiaggia privata’ – si legge nella denuncia di Deliperi – visto che le spiagge costituiscono parte del demanio marittimo, l’area in argomento, sul mare e ricoperta in buona parte di macchia mediterranea evoluta, è tutelata con specifico vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), mentre la fascia dei mt. 300 dalla battigia marina è tutelata con specifico vincolo di conservazione integrale (legge regionale n. 23/1993)”. A questo punto Deliperi apre uno spiraglio, ma introduce nuovi dubbi riguardo alla proroga delle lottizzazioni: “Forse si tratta di un vecchio piano di lottizzazione, ma ormai difficilmente è ancora vigente, vista la durata decennale, secondo gran parte della giurisprudenza, la scadenza del termine comporta l’inedificabilità dei residui comparti e singoli lotti non realizzati. Non si sa nemmeno se sia stata svolta la procedura di verifica preventiva (decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.), con la valutazione anche degli impatti cumulativi”.

  4. agosto 26, 2011 alle 2:24 pm

    da Sardegna 24, 26 agosto 2011
    La telefonata. La centralinista di Italcasa: “Il cantiere partirà a breve, le case sono già prenotate”. (Monia Melis)

    Pochi minuti al telefono bastano per avere le conferme dell’affare pubblicizzato via web. Qualche squillo e subito risponde la centralinista dall’accento bergamasco: le case proposte dall’Italcasa, di Alzano Lombardo con la dicitura “Dune bianche” si trovano a Badesi praticamente sul mare e, come indica la mappa, poco distante da un corso d’acqua e da un complesso già costruito. Ma le colline di sabbia ci sono davvero? “Sì, ci sono. Il tratto su cui su cui sorgeranno le case vacanze – dice Serena – è quasi sulla spiaggia, tra macchia mediterranea. La distanza – rassicura – è ridotta: poche decine di metri dal mare, addirittura trenta”. Ma è tutto in regola? La ragazza al telefono dice che le nuove costruzioni sono assolutamente legali, “anche perché l’autorizzazione è precedente a una legge sarda che vietava le costruzioni lungo la costa”. Si riferisce alla nota legge Salvacoste della giunta Soru, citata anche in un’altra pubblicità della stessa società immobiliare, un insediamento a Valledoria, poco distante da Badesi. I prezzi sono quelli online: 129 mila euro per un bilocale di 45 metri quadri oppure 150 mila per un trilocale da 150 metri quadri. “O ancora – specifica la telefonista – ci sono altre case pronta consegna, quelle del complesso già ultimato che è possibile già visitare”. In quel caso il prezzo scende a 99 mila euro. Ma il cantiere del nuovo lotto quando parte? “Tra pochi mesi sarà aperto – spiega Serena – e in ogni caso le case saranno terminate per la metà del 2012, in tempo per la prossima stagione. Il villaggio ha servizi autonomi, non è necessario spostarsi”. E poi aggiunge, da brava venditrice: “Ci sono già tante richieste, quando saranno finite temo non ci sarà più la possibilità di acquistare. Le consiglio di prendere un appuntamento con il nostro referente lì a Badesi. Potrà vedere l’area, nonché le case già pronte”.

    La replica del sindaco “A dare l’ok fu la Regione”. La versione di Stangoni, primo cittadino di Badesi: quella lottizzazione venne fatta salva dalla precedente giunta con i piani di disciplina, il Comune ha soltanto recepito le indicazioni.

    “Deliperi dovrebbe sapere che dalla precedente amministrazione regionale vennero varati gli studi di disciplina. In questo modo furono salvate diverse delle vecchie zone F per insediamenti turistico-ricettivi, tra le quali quella cui si riferisce l’esposto del Gruppo d’intervento giuridico”. Toni Stangoni, sindaco di Badesi e perito agrario con incarichi al Cnr in tema di tutela ambientale, non vuol proprio saperne di passare per cementificatore.
    Sindaco, come stanno le cose nella lottizzazione sulla spiaggia della Italcase.
    Esattamente come ho spiegato. La Regione ha stabilito che quell’area potesse restare edificabile e noi ne abbiamo semplicemente preso atto, modificando il piano idrogeologico e riducendo le volumetrie del cinquanta per cento sulla base delle indicazioni giunte proprio dalla Regione. Non ci siamo inventati niente.
    Significa che sta maturando oggi il cemento concesso attraverso autorizzazioni di parecchi anni fa?
    Certo. Si tenga conto del fatto che chi richiede una concessione ha diritto a tre anni di tempo per ritirarla più uno di proroga, dunque è probabile che quella pratica fosse antecedente alle nuove normative urbanistiche. Ma vorrei anche precisare che tutto quello che viene rilasciato, anche sulle coste, passa al vaglio dei più svariati enti. Cosa credete? Non siamo mica scemi da rilasciare quanto non sia permesso.
    Le contestano di usare in Puc che in realtà la Regione ha bloccato.
    In parte è vero. Ma sa perché il Puc non passa? Perché mi vorrebbero costringere ad alzare grattacieli in paese, restringendo la porzione del territorio dove si può costruire. Per fare questo piano ho partecipato a 102 riunioni dal 2008 ad oggi.
    Il Gruppo d’intervento giuridico l’attacca anche per l’aviosuperficie che, nell’ambito del Puc, dovrebbe sorgere in una zona fluviale.
    Adesso mi sono stancato di queste calunnie, pensi che ieri ero al mare per i fatti miei e sono stato subissato dalle richieste di persone che mi chiedevano notizie su questa denuncia. La verità è questa: l’aviosuperficie è stata inserita nel piano di gestione dell’area Sic con decreto dell’allora assessore regionale Morittu, dopodiché è stato chiesto di accorciare la pista perché era troppo vicina al sistema dunale di quel tratto di litorale. Cosa che il Comune ha puntualmente eseguito. Falso anche dire che l’aviosuperficie non sia compresa nel piano regionale dei trasporti, dal momento che la nostra osservazione al riguardo, in fase di conferenza di servizi, è stata accolta. Può piacere o no, ma è un investimento a totale carico dei privati e che non comporta alcuna spesa da parte di Regione e Comune.

  5. agosto 26, 2011 alle 2:27 pm

    da Sardegna 24, 26 agosto 2011
    L’ecomostro. L’incubo di Carloforte: un paesaggio sfregiato dall’albergo ex Esit. Costruito alla Caletta negli anni ’60 doveva essere demolito, invece, grazie ad alcuni cavilli e a una ristrutturazione ne verrà ampliata la volumetria del 25%. (Luca Mereu)

    Un “refuso ambientale”, un “cubo incombente sul mare”, “un pugno nello stomaco”. Queste alcune delle definizioni che residenti e turisti danno all’Hotel “Baia d’Argento” visto l’impatto visivo insostenibile che si riceve arrivando a La Caletta, una delle zone più belle di Carloforte. Negli anni ’50 e ’60 del secolo scorso l’Ente Sardo Industrie Turistiche promuove la costruzione di una serie di alberghi nelle zone costiere e interne della Sardegna con lo scopo di dare impulso all’allora nascente fenomeno turistico. Tutti gli hotel costruiti dall’Esit non ebbero molta fortuna pur godendo di scenari paesaggistici da favola. Identica sorte ebbe l’hotel “Baia d’Argento” realizzato sulla scogliera che sovrasta la spiaggia di La Caletta a Carloforte, a due passi dal mare. Chiuso da lustri, messo all’asta inutilmente, venne acquistato da una società immobiliare iglesiente, passando successivamente di mano. Seguirono lavori di demolizione poi interrotti. All’inizio del 2010 i lavori riprendono sotto la dicitura “ristrutturazione e ampliamento dell’ex Hotel Esit”: cioè si passa dai precedenti 9.853 metri cubi ai 12.170 metri cubi con un aumento delle volumetrie del 25%. A tutt’oggi il titolare è il Gruppo Delle piane di Bologna. All’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico arrivano ogni anno oltre 1.500 segnalazioni all’anno su scempi ambientali che avvengono nella nostra Isola: moltissime riguardano proprio l’hotel in divenire a La Caletta. L’Idea che a primo impatto se ne ricava è che sia un vero e proprio scempio ambientale e urbanistico, però autorizzato. Infatti gli approfondimenti tecnici effettuati dal Grig certificano come l’albergo abbia la concessione demaniale (2009) ed edilizia (2006), la valutazione di incidenza (2010), l’autorizzazione paesaggistica (2006). L’abusivismo edilizio in Sardegna infatti presenta una casistica sfaccettata: una delle più subdole e meno riconoscibili è certamente quel magma cavilloso e impenetrabile che bypassa – lecitamente – i “normali” iter legislativi. Il caso dell’albergo “Baia d’Argento” poi è emblematico in tal senso: ad esempio il 25% di volumetrie in più è stato possibile grazie all’art. 2 della legge regionale n. 23/’93 che consente ampliamenti (per gli insediamenti alberghieri esistenti) se compatibili con lo strumento urbanistico comunale. Il T.A.R. Sardegna, con sentenza del 2009, ha poi annullato il Puc di Carloforte, ma ciò non ha comportato l’automatico annullamento degli atti autorizzativi. Infatti il Piano Paesaggistico Regionale ha concesso, con una norma transitoria (l’art. 15 delle norme tecniche di attuazione) la vigenza dei Puc approvati e operativi alla data della sua entrata in vigore. Quindi l’hotel baia d’Argento grazie a questi artifizi da azzeccagarbugli è salvo: anzi “s’ha da ampliare”, nonostante le rumorose proteste di turisti e residenti amanti del buon gusto.

    I casi. (Tamara Peddis)
    Dalle miniere al villaggio: il progetto di Nebida.

    Per il momento è stata costruita solo una palazzina nel centro del paese, in zona residenziale. Ma il faraonico progetto delle Dimore Esclusive s.r.l. nel borgo minerario di nebida, sulla costa occidentale, prevede la realizzazione di 75 ville, 300 appartamenti, di cui 60 suites, oltre a centri benessere, piscine oceaniche e pure un eliporto. Il tutto dovrebbe sorgere a pochi passi dalla costa dell’Iglesiente e dietro la società ci sono i capitali della banca bolognese Unipol. Il cantiere “di riqualificazione paesaggistica” per ora resta sulla carta.

    Su Tuerredda e Malfatano il cemento della Marcegaglia.

    Un albergo di lusso, residence e 60 ville da costruire tra Capo Malfatano e Tuerredda a Teulada, tra le dune di sabbia bianchissima, macchia mediterranea e corsi d’acqua. Un grande complesso turistico della società SITAS srl, di cui fanno parte il gruppo Marcegaglia, Monte dei Paschi di Siena, Benetton. 140 mila metri cubi di cemento da costruire su 30 km. di costa. C’è unìindagine della Magistratura intervenuta alcuni mesi fa dopo gli esposti del Gruppo di intervento giuridico e varie associazioni ambientaliste. Si indaga su presunte irregolarità amministrative nel comune di Teulada, intanto è stato costruito circa il 20 per cento del progetto.

  6. agosto 26, 2011 alle 6:47 pm

    da Radio Press Facebook, 26 agosto 2011
    “A Badesi in vendita ville sulle dune e a pochi metri dal mare”: la denuncia del Gruppo di Intervento Giuridico: http://it-it.facebook.com/notes/radio-press/a-badesi-in-vendita-ville-sulle-dune-e-a-pochi-metri-dal-mare-la-denuncia-del-gr/10150289216358670

  7. agosto 26, 2011 alle 6:50 pm

    da L’Eco di Bergamo, 26 agosto 2011
    «Case sulla spiaggia in Sardegna». Immobiliare di Alzano: Tutto regolare: http://www.ecodibergamo.it/stories/Cronaca/484981/

  8. agosto 27, 2011 alle 8:44 am

    Replica al Sindaco di Badesi.

    Apprendo dalle colonne di Sardegna 24 (edizione del 27 agosto 2011) che il Sindaco di Badesi Stangoni avrebbe intenzione di querelarmi riguardo le vicende concernenti il piano urbanistico comunale di Badesi e rese note dall’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico da me rappresentata.
    Il Sindaco Stangoni dovrebbe essere molto più prudente, visto che dovrebbe conoscere quanto comunicatogli dalla Regione (Direzione generale della pianificazione urbanistica e territoriale) riguardo la pubblicazione del P.U.C. senza aver superato la prescritta e vincolante procedura di “verifica di coerenza” (art. 31 della legge regionale n. 7/2002), comunicazioni in nostro possesso e base per il relativo comunicato del 18 agosto 2011. Dovrebbe anche considerare che tale pubblicazione priva dei requisiti potrebbe costituire elemento d’interesse a fini penali ed erariali.
    Qualora prosegua nelle intenzioni annunciate, avrà l’adeguata risposta nelle sedi opportune.

    Stefano Deliperi
    presidente del Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

    da Sardegna 24, 27 agosto 2011
    Cemento nel Comune di Badesi, il sindaco querela gli ambientalisti.

    Finirà in tribunale il duello a suon di esposti tra l’associazione ambientalista Gruppo d’intervento giuridico e il sindaco di Badesi. Toni Stangoni ieri ha annunciato di avere dato mandato ai legali del Comune per procedere in via giudiziaria contro il presidente dell’associazione Stefano Deliperi, autore di diverse segnalazioni alla magistratura in merito alle procedure di approvazione del piano urbanistico comunale e, in particolare, in relazione alla costruzione di un’aviosuperficie in un’area protetta di interesse comunitario. Stangoni intende chiedere un risarcimento danni che, se gli fosse riconosciuto, sarebbe devoluto alle famiglie bisognose del paese. “Pertanto – si legge in una nota diffusa dal Sindaco Toni Stangoni – le affermazioni riportate sulla stampa, che indicherebbero il Puc di Badesi ‘bocciato’, appaiono piuttosto strane e prive di fondamento. Tengo a sottolineare che il sottoscritto e la sua Amministrazione hanno il massimo rispetto di tutte le Associazioni Ambientaliste e ciò è provato dalle innumerevoli iniziative intraprese e dai progetti avviati per la tutela e la valorizzazione del territorio comunale”. Il duello è proseguito nei giorni scorsi con la denuncia di Deliperi in riferimento alla costruzione di un residence sul litorale di Badesi, intervento immobiliare all’interno di un sistema dunale che, secondo il Gruppo d’Intervento Giuridico, andrebbe tutelato. Anche su questa pratica urbanistica l’associazione ha inviato esposti alla magistratura e ai vari enti di tutela, nonché alle pubbliche amministrazioni del territorio.

    da La Nuova Sardegna, 27 agosto 2011
    «Il Puc ha tutte le autorizzazioni». Badesi, il sindaco Toni Stangoni risponde a Grig e Amici della Terra: non è previsto un aeroporto ma un’aviosuperficie per piccoli velivoli.

    BADESI. «Le associazioni ambientaliste “Gruppo di intervento giuridico” e “Amici della Terra”, così attente nel denunciare i problemi che riguardano il territorio sardo, si sono fatte travisare da informazioni infondate, false e pretestuose»: il sindaco di Badesi Toni Stangoni replica alle affermazioni delle due organizzazioni secondo le quali il Piano urbanistico comunale del paese non avrebbe ricevuto l’okay, specie per il progetto di un aeroporto sulle foci del Coghinas. L’iter procedurale del Puc – precisa – è stato condotto secondo quanto previsto dalle normative vigenti ed è supportato da tutte le autorizzazioni della Regione, della Provincia, del Genio civile e dell’autorità di bacino idrografico. Tutte le prescrizioni dei vari enti e uffici sono state accolte dall’amministrazione, a parte osservazioni di natura ideologica e discrezionali, di competenza del consiglio o del sindaco». Per Stangoni queste informazioni «creano infondato allarmismo in una comunità che cerca di venir fuori da un periodo di forte crisi economica e che nutre delle aspettative di sviluppo legate a questa pianificazione, ma nel rispetto dell’ambiente consapevole che l’intero territorio comunale sia un patrimonio da tutelare, ma soprattutto da valorizzare, conservandone integre le caratteristiche identitarie e tutte le sue peculiarità».
    In particolare il sindaco evidenzia che l’iter procedurale seguito per l’approvazione del Puc è stato avviato già ai primi del 2008, con gli incontri di copianificazione con gli uffici regionali e il coinvolgimento della popolazione e dei soggetti competenti in materia ambientale. E precisa che nel Puc non è prevista la costruzione di un aeroporto – come definito dagli ambientalisti – ma di un’aviosuperficie per piccoli velivoli, che niente ha a che vedere con i vicini scali di Fertilia e Olbia. Gli enti preposti – dice – non hanno vietato la realizzazione dell’aviosuperficie in area Sic, ma solo la riduzione della pista e la sua traslazione a non meno di 400 metri da boschi e macchie di ginepro, prescrizioni accolte. Il sindaco si riserva di querelare le due associazioni. (a.pal.)

    da L’Unione Sarda, 27 agosto 2011
    Badesi. Parla Stangoni. Puc, il sindaco: “Ambientalisti in mala fede”. (Sebastiano Depperu)

    “Il Puc non è stato bocciato”. Sono le parole di rabbia del sindaco di Badesi, Tony Stangoni, che vuole così mettere a tacere le voci che vorrebbero il Piano urbanistico comunale respinto dalla Regione. Stangoni poi nega che si voglia costruire un aeroporto. “Si tratta piuttosto di avio superficie”.
    Duello a distanza. Dunque il sindaco di Badesi difende il lavoro della sua amministrazione e non ci sta ad essere attaccato e messo alla berlina da gruppi di ambientalisti. “Apprendo con stupore – dice il primo cittadino – che le associazioni Gruppo di Intervento Giuridico e Amici della Terra, così attente nel denunciare i problemi che riguardano il territorio sardo, si sono fatte prendere la mano da informazioni infondate, false e pretestuose”. Stangoni spiega: “Dico infondate perché l’iter procedurale del Puc è stato condotto secondo quanto previsto dalle normative vigenti; false perché tutte le prescrizioni sono state osservate e accolte dall’amministrazione; pretestuose perché creano infondato allarmismo in una comunità che, come tante altre della Sardegna, cerca di venir fuori, annaspando, da un periodo di forte crisi economica”.
    Puc regolare. Insomma, il sindaco vuole evidenziare la correttezza dell’iter seguito. Un percorso cominciato “nei primi mesi del 2008 attraverso gli incontri di copianificazione con gli uffici regionali”. Quindi “il coinvolgimento della popolazione e di esperti in materia ambientale, infine la predisposizione di studi ed elaborati previsti dalla legge”. Poi la bozza di Piano è stata approvata dal servizio Savi (assessorato regionale all’Ambiente) e dal settore Ambiente della Provincia.
    Niente aeroporto. Stangoni arriva così al cuore dell’altra polemica. “Non è prevista – dice – la costruzione di un aeroporto, così come sottolineato dagli ambientalisti. Piuttosto abbiamo previsto la realizzazione di un’aviosuperficie per velivoli di ridotte dimensioni. Tanto che nel progetto la lunghezza della pista è stata ridotta e disterà almeno 400 metri da una zona boschiva”.

  9. agosto 27, 2011 alle 9:26 pm

    da TG Com, 27 agosto 2011
    Agenzia di Bergamo vende ville al mare. In rivolta ambientalisti sardi.
    Pomo della discordia sono le residenze sulla spiaggia di Badesi: http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/sardegna/articoli/1019651/agenzia-di-bergamo-vende-ville-al-mare-in-rivolta-ambientalisti-sardi.shtml

  10. Edoardo
    agosto 28, 2011 alle 5:52 pm

    Sono un cittadino di badesi, parlo a nome mio e di altri compaesani segnalando le vendite degli appartamenti in località “baia delle mimose” venduti dalla società Italcasa di bergamo, che da anni vendono questi appartamenti *********** ecc.
    momentaneamente siamo d’accordo con il sig. Stefano Deliperi in quanto tutela questo particolare, aggiungiamo anche che il *************, parlava come fosse facile comandare nel nostro comune, Badesi, ***************** , in piu quando il comune di badesi era gestito dal commissario preffettizio ci fu un alluvione che allagò baia delle mimose e fece fare delle relazioni geologiche in cui affermava che a baia delle mimose non si poteva costruire.
    questo commento e stato lasciato come replica in base al commento sovrastante del 26 agosto 2011 tra societa e aquirenti.
    aggiungiamo anche che può essere utile al sig Deliperi 2 protocolli, fatti da me, il 13/05/2011 con 35 foto dell’alluvione, timbrati dal comune di badesi e tali sono in mio possesso. non aggiungiamo altro che è meglio, spero che il tribunale faccia il suo corso per quanto riguarda baia delle mimose. **********
    grazie e arrivederci.

  11. settembre 1, 2011 alle 2:49 pm

    su Il Manifesto Sardo, 1 settembre 2011
    Dune e bordelli a Badesi: http://www.manifestosardo.org/?p=9954

  12. fabio
    settembre 2, 2011 alle 10:50 am

    Buono ! compriamole no ???? e gestiamole … Dove non arriva lo stato iniziamo noi !!! mi metto in prima linea se appoggiate il progetto!

    Fabio

  13. fabio
    settembre 2, 2011 alle 10:54 am

    chiaramente intendo comprare le dune non le case 1!!

  14. dicembre 27, 2012 alle 9:42 am

    Reblogged this on Il blog di Fabio Argiolas.

  15. Lorenzo Naldini
    maggio 18, 2013 alle 11:59 am

    sto analizzando di comprare casa con un po di terreno sulle dune bianche, quali rischi corro?
    grazie
    Lorenzo

  1. agosto 26, 2011 alle 6:27 am
  2. maggio 11, 2013 alle 7:17 am

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: