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La Maddalena: sotto sequestro preventivo le bonifiche ambientali mancate del G8.


La Maddalena, ex Arsenale, fondali

I Carabinieri del N.O.E. di Sassari, su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Tempio Pausania, hanno posto sotto sequestro prevenivo i 60 mila metri quadri di specchi acquei  e fondali prospicienti l’ex Arsenale di La Maddalena, trasformato in hotel extralusso e affidato in gestione quarantennale alla Società M.I.T.A. (gruppo Marcegaglia) con condizioni vantaggiosissime.

E’ il risultato delle indagini relative a quel sistema gelatinoso che ha portato il programma dei lavori del G8 previsto a La Maddalena (poi trasferito a L’Aquila) a esser uno dei più lucrosi e scandalosi affari ai danni dello Stato e dei contribuenti.   Indagini per ipotesi di danno erariale sono inoltre condotte dalla Procura della Corte dei conti.

Un programma farcito di illegittimità e illiceità denunciato fin da subito dalle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra, nell’assordante silenzio – quando non nel plauso – di tantissimi soggetti, comprese associazioni ambientaliste.

La gestione bertolasiana del mancato G 8 a La Maddalena nasconde un bel segreto di Pulcinella: le bonifiche ambientali costate oltre 72 milioni di euro (24,140 milioni, secondo i dati della Protezione civile) sono state fatte male, per essere buoni.

Già lo scorso 26 aprile 2010  e il 5 dicembre 2010 erano state inoltrate dalle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra alla Procura generale della Corte dei conti ed alla Procura della Corte dei conti per la Regione autonoma della Sardegna specifiche segnalazioni per eventuale danno erariale determinato dalle spese di fondi pubblici per le bonifiche ambientali incomplete a La Maddalena, connesse alla mancata riunione del G8 nel 2009.

La Maddalena, ex Arsenale, bacino (oggi porticciolo turistico)

L’azione è stata la naturale prosecuzione delle azioni precedenti che avevano portato all’apertura da parte della Commissione europea di specifica procedura di infrazione per non corretta applicazione delle normative in materia di valutazione di impatto ambientale e di informazione a carattere ambientale del programma di lavori per gli interventi connessi alla riunione G 8, poi trasferita a L’Aquila.    Infatti, la procedura di infrazione avviata dalla Commissione europea riguardo la mancata corretta applicazione delle direttive comunitarie in materia di valutazione di impatto ambientale riguardo le opere già connesse con la riunione G 8 a La Maddalena venne avviata proprio in seguito al ricorso del 21 marzo 2008 (n. 2008/4372) delle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra.   Importantissimo ruolo nella verifica di procedure ed attuazione del G 8 ha avuto l’on. Monica Frassoni, già Presidente del gruppo Verdi/A.L.E. al Parlamento europeo ed ora Presidente dei Verdi europei. Dopo la conferma, nonostante le smentite e gli slalom di parole del Commissariato governativo per il G 8, del secondo parere motivato della Commissione europea, ne venne disposta l’archiviazione grazie al trasferimento del G 8 a L’Aquila. Eppure è rimasta la disciplina derogatoria in tema di ambiente, segreto di Stato e normativa sugli appalti pubblici.

Si tratta, secondo quanto riportato da tutti i mass media in questi ultimi anni, di parte di quel sistema gelatinoso che appesta l’Italia da tempo. E i risultati si vedono.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra 

P.S.  ricordiamo che domani ne parlerà anche Report.  RAI 3, ore 21.30.

La Maddalena, lavori bonifica per mancato G8

da La Nuova Sardegna on line, 28 maggio 2011

G8 e bonifiche, sequestrati i fondali davanti all’ex arsenale.

La magistratura di Tempio ha deciso il sequestro dei 60mila metri quadrati nel mare dell’ex arsenale ancora da bonificare. Un brutto biglietto da visita per Mita Resort che pochi giorni fa aveva appena riaperto il complesso.  Pier Giorgio Pinna, Gianni Bazzoni: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/05/28/news/g8-e-bonifiche-sequestrati-i-fondali-davanti-all-ex-arsenale-4296853

da L’Espresso on line, 29 giugno 2010

La grande bugia di Bertolaso.

Ha speso 72 milioni di euro per bonificare La Maddalena. Affidandoi lavori a suo cognato. Ma ‘L’espresso’ ha scoperto che due metri sott’acqua è ancora pieno di rifiuti tossici e materiali pericolosi per la salute. Fabrizio Gatti: http://espresso.repubblica.it/dettaglio/la-grande-bugia-di-bertolaso/2129536/0

La mappa. Ecco, punto per punto, dove sono stati nascosti i veleni. 

Qui il video della mancata bonifica ambientale.

ricostruzione quadro spese effettive G8 La Maddalena

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ricostruzione quadro spese effettive G8 La Maddalena

 

 

 

(tabelle da La Nuova Sardegna; foto da L’Espresso; per conto GrIG, archivio GrIG)

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  1. maggio 29, 2011 alle 9:05 pm

    da La Nuova Sardegna on line, 29 maggio 2011
    Inchiesta sul G8, appelli dalla Maddalena: subito il rilancio.
    Sequestro dei fondali nell’arsenale, Mita non commenta prima di nuovi contatti istituzionali. Si invoca il turismo tra segnali contrastanti. In luglio convegno promosso dalla Nato: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/05/29/news/inchiesta-sul-g8-appelli-dalla-maddalena-subito-il-rilancio-4312724

  2. giugno 1, 2011 alle 6:33 pm

    da La Nuova Sardegna on line, 1 giugno 2011
    La Maddalena, dubbi sulle bonifiche: rifiuti tossici sotto il cemento?
    Dall’inchiesta sulle bonifiche della Maddalena affiora l’ipotesi che il materiale pericoloso delle demolizioni non sia finito nelle discariche autorizzate ma sia stato inglobato nel cemento delle banchine. (Giampiero Cocco): http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/06/01/news/la-maddalena-dubbi-sulle-bonifiche-rifiuti-tossici-sotto-il-cemento-4328614

  3. giugno 2, 2011 alle 4:30 pm

    da La Nuova Sardegna, 2 giugno 2011
    Caccia ai rifiuti nascosti, la Procura rispedisce i sub nel bacino dell’arsenale.
    Oggi sopralluogo del sostituto procuratore Rossi. (Giampiero Cocco)

    LA MADDALENA. Le draghe della Protezione civile dovranno pazientare. Almeno sin quando i sommozzatori del Noe e quelli della marina militare non avranno finito di filmare e fotografare lo stato attuale dei fondali marini antistanti l’ex arsenale, ricchi di detriti e rifiuti di ogni genere.
    A stoppare l’ormai tardiva quanto frettolosa volontà espressa nei giorni scorsi dal dipartimento della Protezione civile nazionale – che ora intende avviare a tamburo battente le bonifiche sulle aree già sottoposte a riqualificazione ambientale -, sono state le ordinanze di inaccessibilità all’area marina firmate dal magistrato che sta portando avanti la duplice inchiesta sulle bonifiche avviate per il mancato G8, il sostituto procuratore della Repubblica Riccardo Rossi. Il quale ha spiegato ai responabili del Dipartimento che intendono avviare le operazioni di bonifica che sarà necessario aspettare il completamento delle operazioni peritali già disposte e la verifica, allo stato attuale, dei luoghi sottoposti a indagine. Uno specchio d’acqua in cui nei prossimi giorni si immergeranno due distinte squadre di sommozzatori (dei carabinieri e della marina militare) per catalogare ed accertare quanto sia stato «nascosto» sotto il pelo dell’acqua nelle demolizioni e nella «bonifica ambientale, terrestre e marina» avviata durante i lavori del mancato G8. L’accelerazione alle operazioni peritali è stata imposta dalla recente scoperta in diversi siti (marini e terrestri) di detriti da parte degli uomini delle capitaneria di porto, che hanno portato all’avvio di una inchiesta parallela a quella già aperta, circa un anno fa, sulle bonifiche ambientali alla Maddalena. Il punto focale resta quello di stabilire la qualità e la quantità dei rifiuti speciali e pericolosi che sono stati dragati dalle acque della Maddalena e nel corso delle demolizioni delle strutture dell’ex arsenale, i luoghi in cui questi sono stati smaltiti e le reali dimensioni di questa imponente opera di bonifica che, alle risultanze attuali, sarebbe stata in parte falsata. Non c’è, infatti, un rendiconto generale che possa fornire un quadro complessivo di quanto e di cosa sia stato portato via dall’isola della Maddalena, saturata dopo un secolo e mezzo di agenti inquinanti di ogni genere, dagli idrocarburi all’amianto alle sostanze bituminose e plastiche e alla lana di vetro, tutti materiali altamente cancerogeni utilizzati nell’ex arsenale. Questo accertamento, ancora in corso da parte degli investigatori che stanno acquisendo da decine di società la documentazione sul loro impegno nei mega lavori per il mancato G8, sarà necessario per irrobustire ulteriormente i reati di truffa ai danni dello Stato e inquinamento ambientale già contestati a due funzionari della Protezione civile – il responsabile del provveditorato Opere pubbliche Luigi Minenza e il capo missione della struttura operative del G8, Riccardo Miccichè – che sono finitii sul registro degli indagati con il legale rappresentante della Pietro Cidonio Spa, l’impresa romana che si era assicurata la realizzazione del «Lotto Sette» dei lavori per il G8.
    La «Pietro Cidonio Spa», un colosso nazionale nella realizzazione di infrastrutture portuali, aveva ottenuto l’appalto dal commissario delegato della presidenza del consiglio per il «Grande Evento Presidenza Italiana del G8» per gli «interventi infrastrutturali e complementari, con adeguamento di portualità e ricettività marittime, connessi al vertice G8 nell’isola della Maddalena». Contemporaneamente la stessa impresa aveva vinto la gara (l’appalto è ancora nella fase operativa) dell’Autorità portuale di Olbia e Golfo Aranci per la realizzazione degli attracchi 1 e 2 nel pontile nord dell’Isola Bianca. Alla luce di quanto sta emergendo alla Maddalena, i lavori di dragaggio e smaltimento delle scorie e dei residui di demolizioni operate dalla Pietro Cidonio Spa a Olbia sono da giorni sotto la lente della Direzione marittima del nord Sardegna, che ha inviato nell’area di lavoro gli uomini della guardia costiera. In attesa delle nuove immersioni degli investigatori subacquei, questa mattina il magistrato che conduce l’inchiesta effettuerà un sopralluogo nelle zone sottoposte a indagini, accompagnato dal comandante della capitaneria di porto Fabio Poletto e dagli investigatori del Noe.

  4. giugno 3, 2011 alle 4:07 pm

    da La Nuova Sardegna on line, 3 giugno 2011
    Il magistrato all’arsenale, scattano le nuove ricerche di rifiuti tossici nascosti.
    La Maddalena. Sopralluogo del sostituto procuratore della Repubblica di Tempio a bordo di una motovedetta. Ora altre due settimane di immersioni. Il Noe e la Marina stanno per iniziare la mappatura completa dei fondali. (Giampiero Cocco): http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/06/03/news/il-magistrato-all-arsenale-scattano-le-nuove-ricerche-di-rifiuti-tossici-nascosti-4355146

    Bonifiche, mancano all’appello 25mila tonnellate. Sotto esame i documenti dei trasportatori e delle discariche. (Giampiero Cocco): http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/06/03/news/bonifiche-mancano-all-appello-25mila-tonnellate-4355153

  5. giugno 5, 2011 alle 11:41 am

    da La Nuova Sardegna on line, 5 giugno 2011
    Bonifiche alla Maddalena, ora il ministro fa pressing.
    Anche i vertici della Protezione civile chiedono il completamento degli interventi promessi da un anno. Ma la magistratura frena: prima bisogna completare l’analisi dei fondali. (Giampiero Cocco): http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/06/05/news/bonifiche-alla-maddalena-ora-il-ministro-fa-pressing-4373371

  6. giugno 14, 2011 alle 3:35 pm

    da La Nuova Sardegna, 14 giugno 2011
    Un sub: «C’era davvero di tutto». La Maddalena, avanti l’inchiesta sulle bonifiche. Ieri incontro a Roma. (Pier Giorgio Pinna)

    LA MADDALENA. Va avanti a tappe forzate l’inchiesta del sostituto procuratore di Tempio Riccardo Rossi sulle bonifiche nell’ex arsenale militare. Presto potrebbero esserci novità su una serie di versanti. Fronti che nell’arcipelago continuano ad alimentare contrasti e polemiche.
    La scorsa settimana a Moneta si è conclusa la prima fase delle ispezioni dei sub nel bacino davanti al Main Conference. Sono state fatte riprese filmate e foto dei materiali finiti nello specchio d’acqua, vasto 6 ettari e profondo 5-6 metri, durante le ristrutturazioni per il G8 mancato. Un quadro in parte già documentato da Ispra e Arpa: nel marzo 2010 i due enti strumentali del ministero dell’Ambiente e della Regione avevano rilevato tracce di veleni superiori a quelli accertati nella primavera di due anni prima, al momento del via al riassetto dell’ex arsenale. Le tracce di metalli pesanti, idrocarburi, arsenico, mercurio avevano spinto la stessa Protezione civile guidata da Bertolaso, dopo lo scandalo sui Grandi eventi, ad ammettere la necessità di un’integrazione delle bonifiche. Un risanamento, poi riannunciato in diverse occasioni, con tanto di date e cronoprogrammi. Ma nei fatti mai avvenuto al di là di altri carotaggi ed esplorazioni.
    Nel frattempo, adesso, gli accertamenti proseguono a cura della polizia giudiziaria, su disposizione del magistrato della Procura gallurese. «C’era davvero di tutto», si è lasciato sfuggire con i compagni uno degli uomini che partecipavano alle operazioni. Com’era già stato reso visibile da un reportage fotografico dell’«Espresso» nel giugno 2010 attraverso gli scatti fatti in quella stessa area (gestita dalla Mita Resort e di recente posta sotto sequestro), sui fondali si possono ancora oggi osservare parti di pontili fatti saltare in aria con l’esplosivo, altre strutture di cemento, coperture di amianto, tubazioni, detriti, residui, scorie, rifiuti.
    Alle missioni sotto la superficie di questo specchio d’acqua, tra Cala Camicia e il Molo Carbone, hanno partecipato una quindicina di sommozzatori della Guardia costiera, del gruppo Sdai della Marina militare e dai carabinieri del Noe. Alla fine sarà possibile ottenere una una mappa dettagliata sui risultati delle loro operazioni. In particolare, sullo stato dei luoghi e sulla quantità di sostanze e agenti inquinanti scoperti. Intanto ieri a Roma, nella sede del Ministero, c’è stata la riunione con i rappresentanti della nuova Protezione civile e della Regione. Ancora una volta, in attesa di decidere chi debba tenere i contatti con la Procura, è stato però un vertice interlocutorio. Anche la Provincia Gallura (e in particolare l’assessore Pietro Carzedda) è in attesa di notizie ufficiali più circostanziate. Notizie che potrebbero essere rese note già nelle prossime ore.

  7. giugno 16, 2011 alle 2:21 pm

    da La Nuova Sardegna, 16 giugno 2011
    Appalti & Affari sul G8, De Santis chiama in causa il suo ex capo Bertolaso.
    Allegati agli atti giudiziari un’intervista all’ex numero 1 della Unità di missione e i dati contrastanti sulle spese. (Pier Giorgio Pinna)

    LA MADDALENA. G8 e lavori milionari per il vertice mancato: le sorprese non finiscono mai. Le ultime arrivano da Perugia. Dove si assiste al primo scambio indiretto di accuse tra coimputati. L’ex numero 1 della Struttura di missione nell’arcipelago scarica infatti su Guido Bertolaso il peso di scelte e responsabilità molto precise, circostanziate. Non era mai successo.
    Meglio: dopo lo scandalo G8, non era mai capitato che se ne discutesse in pubblico.
    Emergono poi, in una girandola di cifre, calcoli diversi sulle somme preventivate, lievitate e realmente spese alla Maddalena. Fabio De Santis sostiene che nel 2008 a un certo punto venne ravvisata l’esigenza di arrivare a 594 milioni contro i 381 previsti all’inizio. Mentre gli investigatori spiegano che alla fine viene documentato un impiego di 410 milioni, «con un incremento del 44% sugli interventi affidati»: solo nell’arcipelago sardo, naturalmente, senza considerare gli altri stanziati in Abruzzo, quando il summit venne spostato all’Aquila all’indomani del terremoto.
    Nella bufera sono finiti tanto la vecchia Protezione civile guidata da Bertolaso quanto il costruttore romano Diego Anemone e l’Unità di missione della presidenza del Consiglio.
    Secondo i magistrati, la Cricca della Ferratella ha trasformato la grande occasione della Maddalena di lasciarsi alle spalle il passato di fortezza militare e di puntare sul turismo in un maxi-affare riservato esclusivamente agli attori che sguazzano in quello che la Procura ha ribattezzato il «sistema gelatinoso» degli appalti.
    Agli atti del processo di Perugia ieri mattina sono state infatti allegate nuove, interessantissime, carte giudiziarie. A cominciare dalle trascrizioni integrali di due interviste concesse domenica scorsa alla trasmissione tv «Report». Una dall’ingegner Fabio De Santis, ex capo dell’Unità di missione per la presidenza del Consiglio all’epoca delle opere di riassetto alla Maddalena, che figura tra i 19 indagati per gli appalti truccati. L’altra dall’architetto Stefano Boeri, che non ha invece alcuna imputazione a carico, ed è stato invitato a dire la sua semplicemente perché è il progettista del Main Conference, l’avveniristico complesso di vetri e metallo che s’affaccia sulla darsena interna dell’ex arsenale.
    Se dagli atti si capisce che quest’ultima è ritenuta una testimonianza utile per l’inchiesta, è soprattutto sulla prima intervista che si concentra l’attenzione degli inquirenti. Dalle dichiarazioni rese da Fabio De Santis, specie sulla crescita dei costi e sui compiti di Bertolaso, si evince come l’ingegnere chiami più volte in causa l’ex leader della Protezione civile dicendo che tutte le decisioni di rilievo passavano sull’asse tra lui e Balducci, altro alto funzionario per il quale il pm ha chiesto il rinvio a giudizio.
    Al testo integrale dell’intervista con De Santis i Ros dei carabinieri fanno seguire il dettaglio (con a fianco le spese dichiarate) di tutte le ristrutturazioni compiute nell’arcipelago. Allegano infine, mettendole a disposizione delle parti, le trascrizioni di numerose telefonate intercettate.
    Il protagonista dei colloqui in questi casi è sempre De Santis. E il suo peso nella vicenda appare da questi contatti molto diverso da quello minimale che il funzionario ha ritagliato per sé intervenendo a «Report». Chiarendo fra l’altro come le procedure utilizzare fossero note a tutti e in particolare al commissario Bertolaso: «Rispetto alla Maddalena chi decideva era un corpo unico, Balducci-Bertolaso», è la conclusione di De Santis.

    UDIENZA DAL GIP. La lista di Anemone per i regali di Natale. (Antioco Fois)

    PERUGIA. «Il filo conduttore è il denaro», ha detto Milena Gabanelli in una recente puntata di «Report» sul G8 alla Maddalena. Lo stesso filo conduttore che segue la Procura di Perugia, che ieri ha depositato nuovi documenti, nella prima seduta dell’udienza preliminare aperta per decidere se rinviare a giudizio l’ex capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, l’imprenditore Diego Anemone, l’ex presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, Angelo Balducci, i funzionari Mauro Della Giovampaola e Fabio De Santis e altri 14 imputati. Un’udienza lampo, con nessuno degli imputati presenti in aula e con immediato rinvio al 4 luglio del procedimento approdato qui dalla capitale per la presenza tra gli indagati del magistrato romano Achille Toro.
    La Procura umbra ha aggiunto alle carte dell’inchiesta l’analisi dei file estratti dal computer di Alida Lucci, una delle segretarie di Anemone. Tra i documenti anche elenchi di regali in occasione di Natale e Pasqua tra il 2004 e il 2007, che i pm perugini utilizzano per mettere in relazione l’imprenditore e alcuni degli imputati. E spunta ancora il nome di Annika Sanna, di origine sarda: la 23enne italo-finlandese, dal cognome isolano, era già comparsa assieme al fratello Cristiano nelle carte dell’inchiesta. Tra i nuovi documenti c’è poi la lista di assegni sequestrati dalla cassaforte don Evaldo Biasini, ribattezzato don Bancomat dai cronisti e sospettato di essere il cassiere di Anemone. In totale 18 cheques, per quasi 220mila euro, tutti emessi all’ordine della giovane Annika. Ad ora, in ogni modo, sia i fratelli Sanna che don Biasini non risultano indagati e per loro non è stata formulata alcuna accusa specifica. Gli avvocati dei 19 imputati a cominciare da Bertolaso hanno invece respinto gli addebiti ipotizzati nei confronti dei loro assistiti.

  8. giugno 18, 2011 alle 5:00 pm

    da La Nuova Sardegna, 18 giugno 2011
    Così sono lievitati i costi per il G8 mancato. Punto per punto i preventivi iniziali, le varianti d’aumento approvate e le spese finali. Bertolaso respinge le accuse Versioni da vagliare a fondo. (Pier Giorgio Pinna, ha collaborato Antioco Fois)

    LA MADDALENA. Ecco la lista delle spese e tutte le integrazioni che hanno fatto lievitare i costi di almeno il 44%: dalle carte processuali, a Perugia, emergono altri dettagli sui lavori per il G8 nell’arcipelago. Particolari delle maxi-opere, dalle bonifiche al ponte per Caprera, al centro della richiesta di rinvio a giudizio per i 19 presunti soci della Cricca. Ma d’ora in poi spetterà al gup Claudia Matteini (al termine delle udienze fissate il 4, 7 e 11 luglio per le questioni preliminari) decidere se accogliere o no le richieste dei pm Alessia Tavarnesi e Sergio Sottani.
    Nel frattempo restano nella bufera imprenditori, funzionari pubblici, professionisti e 11 società collegate. Tra le persone coinvolte, l’ex capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, il costruttore romano Diego Anemone, i funzionari Angelo Balducci, Mauro Della Giovampaola e Fabio De Santis. Non tutti i gruppi incaricati di risanamenti e ristrutturazioni sono poi finiti sotto accusa. Tra loro però ci sono quelli riconducibili al costruttore romano e qualche altro. Comunque, al di là delle responsabilità che il giudice per le indagini preliminari sarà chiamato a individuare, è di particolare rilievo un altro aspetto: per la prima volta appare in tutta la sua chiarezza l’entità delle spese sostenute da Stato e Regione per il G8 mancato. Si era partiti da un’ipotesi di preventivi per poco meno di 295 milioni. Si è arrivati a oltre 410, con un solo calo (per il 6º lotto). E secondo il funzionario De Santis, poi sostituito da un altro dirigente nell’Unità di missione, a un certo punto si pensò d’impiegarne addirittura 594 e se ne spesero in realtà 476. Che fine hanno fatto allora i 65 milioni che costituiscono la differenza tra dati ufficiali e ufficiosi? Per saperlo non rimane che attendere. Il processo servirà anche per mettere a nudo queste ulteriori, possibili, divergenze sulle cifre complessive. E dare una risposta definitiva a ogni cosa.
    Intanto appaiono già molto interessanti le dichiarazioni fatte da De Santis al giornalista Paolo Mondani nella trasmissione tv «Report» di domenica scorsa. Argomentazioni, non a caso, inserite nel fascicolo giudiziario, su richiesta dei pm. Nel 2020 l’ex numero 1 della Struttura di missione è stato cinque mesi in prigione con l’imputazione di aver favorito Anemone nell’acquisizione degli appalti per il G8 alla Maddalena.
    Nel dibattimento contro i protagonisti di questo «sistema gelatinoso», come l’hanno definito gli inquirenti, sarà perciò determinante accertare chi prendeva le decisioni sugli appalti: la Protezione civile di Bertolaso o l’Unità di missione della Presidenza del Consiglio guidata prima da Angelo Balducci e poi da De Santis?
    Risponde quest’ultimo nell’intervista a Report: «A suo tempo l’elenco di possibili partecipanti venne inviato alla Protezione civile, al Commissario delegato, va bene? per eventuali.. diciamo… come dire… obiezioni. Non furono fatte obiezioni e furono lanciate le gare rispettando pedissequamente la norma di almeno 5 partecipanti a gara». Ne consegue che, secondo il funzionario, al comando del’intero apparato ci fosse un unico corpo formato dall’asse Balducci-Bertolaso perché «tutti conoscevano queste procedure e le hanno condivise». Così le previsioni di spesa però quasi raddoppiano. Ma De Santis si sente in grado di chiarire: «La cifra esatta è questa: 381,610 milioni, ai quali bisognava sommare per nuove opere 213,087 milioni per un totale di quadro economico di 233,744 milioni».
    Nel complesso, quindi, 594 milioni. E tutto, aggiunge l’alto dirigente nell’intervista, in un quadro che «poteva essere unicamente interpretato dal dottor Bertolaso, che aveva la responsabilità dell’intero intervento, non certo da altri». Alla fine del 2008 a De Santis subentra Gian Michele Calvi, che avrebbe dovuto riportare i costi ai 381 milioni previsti. Ma il funzionario sostituito non sa spiegarsi la ragione del cambio di consegne. «Non certo perché ho aumentato io i costi delle opere», tiene infatti a sottolineare.
    Per aggiungere poi ancora: «Complessivamente, per il G8 mai fatto alla Maddalena, so che le uscite dalla contabilità speciale sono state pari a 476.264.715,34 euro». Dunque 65 milioni più di quanto accertato ufficialmente, anche dopo i ritocchi accordati alle imprese. Adesso bisognerà attendere se la ricostruzione fatta da De Santis reggerà alla prova delle intercettazioni ambientali a carico e degli altri riscontri compiuti dagli investigatori negli ultimi mesi.
    Dal canto suo, la difesa dell’ex sottosegretario a capo della Protezione civile «l’assoluta correttezza» dell’operato di Guido Bertolaso e l’«inesistenza degli addebiti che gli vengono mossi». Uno dei suoi legali, Giovanni Dean, parlando con i giornalisti dopo la prima udienza dei giorni scorsi a Perugia, ha infine voluto ribadire come il suo assistito viva «molto male questa situazione». Perché, ha aggiunto, «per un funzionario del suo livello sentirsi accusare di queste cose ingiustamente rappresenta una forte ferita».

  9. giugno 19, 2011 alle 11:12 am

    da La Nuova Sardegna on line, 18 giugno 2011
    Maxicosti del G8 mancato, la Cricca si è mobilitata per convincere Bertolaso.
    Dalle intercettazioni depositate al processo in corso a Perugia emerge il ruolo di De Santis, di Anemone e dei presunti complici. Le tracce contabili e i soldi della cassa di Don Bancomat. (Pier Giorgio Pinna): http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/06/19/news/maxicosti-del-g8-mancato-la-cricca-si-e-mobilitata-per-convincere-bertolaso-4466118

    LA MADDALENA. Ormai è quasi sicuro: per le bonifiche-bis rinvio a dopo l’estate.

    LA MADDALENA. Manca la presa d’atto ufficiale. Tutto però lascia pensare che l’integrazione delle bonifiche nel tratto di mare inquinato davanti al Main Conference slitterà a dopo l’estate. Con ogni probabilità la decisione sarà formalizzata nella prossima conferenza di servizi, a fine mese. Nel frattempo la nuova Protezione civile ha presentato il progetto preliminare per il risanamento-bis.
    Diversi, comunque, i fattori che inducono a considerare come probabile il rinvio. Si attende che la Procura di Tempio tiri le somme delle ispezioni subacquee. Le immersioni, nelle ultime settimane, sono state compiute per verificare i tassi di nocività dell’arsenico, degli idrocarburi, del mercurio, dei metalli pesanti, delle altre sostanze nocive rimaste sotto la superficie dopo il primo risanamento per il G8. Oltre, naturalmente, alle parti di pontili, le strutture di cemento, le scorie e i rifiuti filmati dai carabinieri e dagli uomini della guardia costiera su incarico del magistrato, il pm Riccardo Rossi.
    D’altro canto, si dovranno poi aspettare le definizioni di questioni burocratiche nell’ex arsenale affidato al Gruppo Marcegaglia. Nella riunione romana dei giorni scorsi, dopo il collaudo del depuratore, ci si è limitati alla presa d’atto della perimetrazione delle aree della bonifica-bis. Si è quindi parlato delle linee d’ormeggio, delle manutenzioni degli approdi, di opere per la messa in sicurezza dei lavori finiti. Tutto per rendere possibile la gestione da parte di Mita Resort delle zone del complesso utilizzabili senza problemi. Ma le cose da fare restano parecchie.

  10. giugno 24, 2011 alle 3:22 pm

    da La Nuova Sardegna on line, 24 giugno 2011
    Bonifiche, il Tar richiama la Protezione civile “Niente segreti sul G8”.

    Accolta la richiesta di accesso agli atti amministrativi. Il dipartimento dovrà mostrare tutte le carte entro 30 giorni. Una vittoria per Claudia Zuncheddu, che aveva fatto richiesta d’accesso agli atti. (Pier Giorgio Pinna): http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/06/24/news/bonifiche-il-tar-richiama-la-protezione-civile-niente-segreti-sul-g8-4491149

    Il ricorso presentato da Claudia Zuncheddu. «Così conosceremo le rotte dei veleni».

    CLAUDIA ZUNCHEDDU, nell’istanza presentata al Tar del Lazio, competente sugli atti dei commissari governativi, è stata assistita dagli avvocati Luigi Azzena e Renato Margelli. Oggi è soddisfatta ma avanza un timore: «Non so se ci daranno tutto ciò che chiediamo perché ho il sospetto che forse alla fine ci verranno comunque a mancare incartamenti importanti: bisogna vedere infatti se ogni passaggio condotto a termine nell’arcipelago sardo è stato davvero documentato».
    «Noi a ogni modo, entro 30 giorni al più tardi, sulla base di questa sentenza ci attendiamo parecchie risposte», prosegue con convinzione il consigliere regionale, medico, sempre attiva nella difesa del territorio dell’isola. Per poi concludere: «In questo modo riusciremo a sapere come ci si è regolati per noleggiare le navi destinate al trasporto delle scorie. Su che rotte hanno viaggiato. Quali erano le discariche e le destinazioni finali. Dovremmo poi poter conoscere gli atti per la caratterizzazione del sito d’interesse nazionale al centro delle bonifiche, a quali operatori esattamente sono stati affidati i lavori e gli allegati dei contratti d’opera».

  11. settembre 22, 2011 alle 3:00 pm

    da La Nuova Sardegna, 22 settembre 2011
    Nuovi carotaggi all’ex Arsenale. Caso bonifiche, il pm Rossi chiede analisi più precise.

    LA MADDALENA. I sommozzatori della Marina Militare e i loro colleghi dell’Arma dei carabinieri si stanno nuovamente immergendo nello specchio di mare antistante il Main Conference della Maddalena.
    A disporre un ulteriore e più approfondito carotaggio della zona marina è stato il sostituto procuratore della Repubblica di Tempio Riccardo Rossi, che coordina l’inchiesta aperta sulle bonifiche predisposte e pagate per il mancato G8 del 2009.
    Nel frattempo la Protezione civile, alla quale compete ancora il compito di completare la bonifica delle acque tra La Maddalena e Santo Stefano, ha ufficiosamente fatto sapere di poter intervenire, a tutto vantaggio della salubrità delle acque, posizionando (nelle aree marine poste sotto sequestro giudiziario) una sorta di film ipertecnologico e di nuovissima concezione che impedirebbe agli agenti inquinanti, che si sono posizionati sul basso fondale, di risalire a galla. Ma le operazioni di controllo e verifica di quanto non sarebbe stato portato via dal fondo del mare e di quanto, invece, è stato sommerso durante i febbrili e concitati giorni di turn-over lavorativo h24 da parte delle aziende incaricate di realizzare gli alberghi a cinque stelle che avrebbero dovuto ospitare i grandi della terra e rendere ipertrasparente le già più che chiare acque di quel tratto di costa dell’arcipelago maddalenino hanno ripreso fiato in questi giorni.
    Il magistrato inquirente, forte degli esiti delle prime perizie già effettuate sui fondali, vuole ora approfondire le ricerche classificando, sito per sito, le tipologie degli agente inquinanti presenti e i tempi in cui questi sono stati depositati sott’acqua.
    I carotaggi procederanno per diversi giorni e quindi i campioni, prelevati con tecniche molto particolari, saranno consegnati agli analisti che affiancano il pool di periti nominati dalla Procura gallurese.
    Nel frattempo ogni attività portuale, subacquea e di transito resta interdetta per un’area vasta all’incirca sei ettari, quanti sono quelli sottoposti al sequestro penale disposto dalla magistratura. Un danno immenso per la struttura alberghiera della Mita Spa che ha rilevato, in concessione pluridecennale, il Main Center maddalenino, destinato ad ospitare incontri internazionali e convegni istituzionali rivelatosi, invece, un fantasma di vetro e acciaio che si specchia nelle acque impraticabili dell’isola della Maddalena. Un tonfo economico e un flop turistico annunciato. (g.p.c.)

  12. ottobre 29, 2015 alle 2:59 pm

    ancora discariche abusive.

    A.N.S.A., 29 ottobre 2015
    La Maddalena,rifiuti sotto scuola Marina.
    Blitz carabinieri Noe scopre discarica su un’area di un ettaro. (http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2015/10/29/la-maddalenarifiuti-sotto-scuola-marina_6ca2e312-308c-4f8d-8431-2e81aa1a5f1b.html)

    OLBIA, 28 OTT – Una discarica di rifiuti interrati in un’area vasta almeno un ettaro è stata scoperta oggi a La Maddalena sotto la scuola sottufficiali della Marina Militare. Il blitz è scattato questa mattina quando i carabinieri del Nucleo operativo ecologico, accompagnati dai vigili del fuoco, si sono presentati nell’istituto con un un’ordinanza firmata dal sostituto procuratore di Tempio Pausania, Ginevra Grilletti. Ricoperti da uno spesso strato di terra, c’erano ancora i resti delle demolizioni ordinate dalla Protezione civile tra il 2008 e il 2009, quando l’isola divenne un gigantesco cantiere per ospitare il G8, poi trasferito a L’Aquila. A distanza di oltre sei anni si ha la conferma che l’isola-parco è stata trasformata in una grande e pericolosa discarica. Le opere costruite per il summit, costate circa 450 milioni di euro, non sono mai state utilizzate e ora cadono a pezzi. L’inchiesta del pm Grilletti, al momento senza indagati, è stata aperta negli ultimi mesi dopo la segnalazione di chi ha visto con i propri occhi quanto stava accadendo dietro le barriere dei cantieri. La fossa piena di rifiuti – principalmente laterizi e risultanze di demolizioni – era stata ricoperta da uno strato non troppo profondo di terra e così è saltata fuori la gigantesca discarica. Molti rifiuti erano già stati nascosti sott’acqua, nel tratto di mare davanti all’ex Arsenale, dove i subacquei hanno ritrovato quantità rilevanti di metalli pesanti. I pasticci della bonifica hanno finito per disperdere in mare, trascinate dalle correnti, una quantità enorme di amianto, idrocarburi e metalli pesanti. In 13, tra funzionari pubblici e imprenditori, sono finiti sotto accusa e ora a La Maddalena sarebbe necessaria una seconda bonifica, ma si devono trovare i fondi.

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    da La Nuova Sardegna, 29 ottobre 2015
    La Maddalena, veleni del G8 sepolti nella scuola sottufficiali.
    A scoprire la discarica sono stati i carabinieri del Noe su mandato della Procura di Tempio: http://lanuovasardegna.gelocal.it/olbia/cronaca/2015/10/29/news/la-maddalena-veleni-del-g8-sepolti-nella-scuola-sottufficiali-1.12350907?ref=hfnsoler-1

  1. settembre 24, 2011 alle 9:03 pm
  2. marzo 29, 2012 alle 11:09 pm
  3. ottobre 23, 2012 alle 2:39 pm

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