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Toscana, no alla caccia nel mio terreno, ecco il modulo da compilare!


Merlo femmina (Turdus merula)

ENPA, GRIG, LAC, LAV, Lipu Birdlife Italia, LNDC Animal Protection e WWF Italia: il diritto riconosciuto dalla legge nazionale è di fatto negato alla quasi totalità dei cittadini.

La Regione non è intervenuta ed è una precisa responsabilità politica.

Le associazioni ENPA, GRIG, LAC, LAV, Lipu Birdlife Italia, LNDC Animal Protection e WWF Italia hanno inviato lo scorso 30 settembre 2026 una lettera al Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, chiedendo l’immediata modifica del regolamento regionale che limita la possibilità per proprietari e conduttori di terreni di chiedere l’esclusione dei propri fondi dalla caccia programmata, nell’ambito del piano faunistico venatorio regionale, recentemente entrato in vigore..

Cinghiali (Sus scrofa)

Al centro della richiesta vi è il requisito dei 200 ettari accorpati, che rappresenta una condizione necessaria per ottenere l’accoglimento della domanda di esclusione. Secondo le associazioni, questa previsione rende di fatto impossibile alla quasi totalità dei cittadini toscani esercitare il diritto riconosciuto dall’articolo 15, comma 3, della Legge 157/1992.

Nella lettera si evidenzia come tale disciplina appaia sempre più incompatibile con i recenti orientamenti della giurisprudenza amministrativa, che hanno chiarito come le Regioni non possano trasformare una facoltà riconosciuta dalla legge nazionale in un diritto sostanzialmente inaccessibile attraverso criteri eccessivamente restrittivi o categorie chiuse di beneficiari.

Le associazioni sottolineano inoltre che il limite dei 200 ettari non è previsto da una legge regionale, ma da un regolamento approvato con decreto del Presidente della Giunta regionale il 3 novembre 2022. Per questo motivo la sua eliminazione non richiede alcun intervento legislativo né un passaggio in Consiglio regionale, ma può essere disposta direttamente dalla Giunta attraverso una modifica regolamentare.

“Se la Regione non interverrà, sarà inevitabile concludere che il mantenimento di questa barriera non dipende da obblighi normativi o da esigenze tecniche, ma da una precisa scelta politica”, affermano le associazioni.

Capriolo (capreolus capreolus, foto di Raniero Massoli Novelli)

La presentazione delle domande potrà avvenire esclusivamente attraverso una piattaforma online predisposta dalla Regione. Se il sistema fosse configurato in modo da consentire l’accesso soltanto ai proprietari in possesso dei requisiti previsti dal regolamento, si realizzerebbe una vera e propria preclusione preventiva, impedendo ai cittadini persino di presentare la propria istanza e ottenere una valutazione da parte dell’amministrazione.

Le associazioni chiedono pertanto che sia garantita la massima accessibilità delle procedure, consentendo la presentazione delle domande anche mediante strumenti ordinari come la PEC e le altre modalità previste dalla normativa sul procedimento amministrativo.

Nella richiesta viene inoltre contestato il presupposto secondo cui soltanto fondi superiori a 200 ettari sarebbero idonei a garantire una reale tutela della fauna selvatica. A dimostrazione del carattere arbitrario di tale soglia, le associazioni ricordano che numerose riserve naturali regionali della Toscana hanno superfici notevolmente inferiori ai 200 ettari.

Toscana, oliveto

ENPA, GRIG, LAC, LAV, Lipu Birdlife Italia, LNDC Animal Protection e WWF Italia chiedono ancora al Presidente Giani di avviare con urgenza il procedimento di modifica del Regolamento n. 36R/2022, eliminando il requisito dei 200 ettari e ogni altra limitazione irragionevole all’esercizio del diritto riconosciuto dalla legge nazionale e annunciano che nelle prossime settimane informeranno i cittadini sulle modalità per presentare le domande di esclusione dei fondi dalla caccia programmata, offriranno supporto agli interessati e seguiranno attentamente l’operato dell’amministrazione regionale, valutando anche eventuali iniziative legali a tutela dei diritti riconosciuti dalla normativa nazionale.

Ora le associazioni mettono a disposizione degli interessati un modulo compilabile e utilizzabile per la richiesta di esclusione della caccia dai propri terreni.

ENPA, Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG), LAC, LAV, Lipu Birdlife Italia, LNDC Animal Protection, WWF Italia

Castell’Azzara, colline

qui il

qui la pagina ufficiale della Regione Toscana per la richiesta online: Richiesta di divieto di caccia nel proprio fondo rustico – Regione Toscana

qui la deliberazione del Consiglio regionale della Toscana del 30 luglio 2026 di approvazione definitiva del Piano faunistico venatorio regionale (PFVR), pubblicata sul B.U.R.T., parte II, n. 39 del 30 settembre 2026.

qui la petizione popolare TOSCANA: BASTA ABUSI E OSTACOLI AI DIRITTI DEI CITTADINI, No alla caccia nel mio terreno!

Fiume Elsa

(foto Raniero Massoli Novelli, E.R., D.M., S.D., archivio GrIG)

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