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Come ho realizzato il “fondo chiuso” alla caccia sul mio terreno.


risalente cartello “Bandita di Caccia”

Toscana, Terra di Siena, Donatella Mercatella referente GrIG per la Toscana racconta la sua esperienza per la realizzazione di un fondo chiuso (art. 15, comma 8, della legge n. 157/1992 e s.m.i.).

Le siamo veramente grati e speriamo che sia uno stimolo e un esempio per chi potrà e vorrà seguirlo.

Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)

cartello “fondo chiuso – divieto di caccia”

I Campi  ed i Boschi sono la mia pelle, il mio corpo respira con loro, i loro sfregi  sono ferite sulla mia pelle, ci sono in confidenza e custodiscono i miei segreti, mi piacerebbe esserci sepolta quel giorno che verrà.

 Vorrei non permettere a nessuno di entrarci dentro, a nessuno dico che non ci camminasse  in silenzio rispettoso;  come mi hanno insegnato quando ero piccina , guardare in silenzio senza raccogliere né gettare niente,  quello che non fa chi li usa come una personale pattumiera e chi ci spara dentro, spaventa, ferisce e uccide i suoi legittimi abitanti.

 Per colpa dell’ignoranza e crudeltà umana è indispensabile purtroppo ricorrere a recinzioni; non  fanno parte di me quei cancelli e quelle reti che non esistevano nei campi e nei boschi una volta e pian piano sono dappertutto, proprietà privata, divieto di passaggio, paura degli altri a cui non sono stata abituata, mi hanno cresciuta al rispetto delle cose degli altri.

Si chiamava una volta la Bandita di caccia e non ci si poteva entrare col fucile. Oggi la caccia è permessa dappertutto,  forse  è sufficiente non avvicinarsi alle abitazioni.

Toscana, oliveto

Con difficoltà ho accettato di recintare quel pezzetto di terreno aperto che fu dei miei zii e che è stato poi ereditato da me e dal mio figliolo; è un campo sulle colline senesi, una volta coltivato a grano e foraggio  per le Vacche, con Ulivi, Viti ed Alberi da frutto; ora sono restati un centinaio di Olivi , poche  decine di Viti e qualche Albero da frutto; in tutto poco più di un ettaro ma c’è anche un prezioso pezzetto di bosco: Querce, Lecci, Carpini, Frassini,  Corbezzoli, Castagni, Abeti, Pini e tre rarissimi Cornioli.

Pettirosso (Erithacus rubecula)

Da un lato la proprietà confina con  i giardini di altre abitazioni e con un piccolo parco pubblico ed  abbiamo messo una rete metallica  solo nei tratti rimasti liberi  da muretti, ringhiere, siepi e reti; da un altro lato il campo  è delimitato da una siepe di rovi molto folta ed alta  più di 2 metri; questa barriera naturale vale come  una recinzione artificiale, in più ospita una miriade di uccellini, in estate i rovi fioriscono e poi si riempiono di More.

Il campo dalla parte del Bosco aveva già una rete metallica alta 1,5 metri sostenuta da pali di legno  che è stato necessario rinforzare; per non danneggiare il Bosco abbiamo deciso di lasciarlo fuori, per il momento, dal Fondo Chiuso; questa è stata la scelta più difficile ma speriamo di potere riuscire ad acquistare il pezzetto di Bosco confinante così sarebbe più facile recintare; infatti ci troveremmo due lati del Bosco su due confini naturali; uno costituito da un corso d’acqua, profondo e largo più di 1metro e mezzo, abbastanza per essere equiparato ad una recinzione artificiale; un altro lato è delimitato da un canale di scolo lungo il quale  recintare sarebbe meno invasivo per il Bosco medesimo.

L’ultimo tratto del Fondo viene a trovarsi  al di sotto e poco distante dalla strada comunale; questo è stato il lato recintato per ultimo; c’era da conficcare i grossi pali di legno in un terreno particolarmente sassoso e scosceso per cui si doveva scegliere un periodo con la terra non troppo dura, nello stesso tempo c’era bisogno di entrare dentro la  fitta vegetazione sottostrada dove nidificano  sempre tanti uccellini perciò abbiamo scelto il periodo gennaio- febbraio, terreno più morbido e assenza di uccellini migratori e di nidi. I giorni di pioggia quasi incessante non hanno aiutato ma alla fine il recinto è stato terminato; forse non è venuto un lavoro del tutto preciso, forse il risultato poteva essere esteticamente migliore e il cancello avrà bisogno di qualche ritocco.

Per recintare si sono usati pali grossi di legno e rete metallica  robusta a maglie larghe alta un metro e mezzo da terra per uniformarsi con la  porzione di rete già esistente, quindi un pochino più alta  di 1 metro e 20 che è l’altezza minima prevista per recintare un Fondo Chiuso.

Cinghiali (Sus scrofa)

Sopra la rete saltano con facilità Daini e Caprioli, da  aperture in basso possono passare tutti gli altri Animali eccetto…gli uomini.  Però, abbiamo messo tutto intorno un recinto basso di mezzo metro di altezza, fatto con pali di legno incrociati e rete metallica, a poca distanza dalle  nostre due case che stanno dentro al campo, in modo che i Cinghiali non venissero a grufolare e creare grosse buche  proprio sotto casa…

Su alcuni pali di recinzione, ben visibili, sono stati posizionati i cartelli segnaletici di  Fondo Chiuso, divieto di caccia, con l’articolo della legge, art.15, legge numero 157 del 11/02/1992.

Abbiamo infine segnalato, come proprietari, mediante posta elettronica certificata,  l’istituzione  di questo nuovo Fondo Chiuso al Comune e alla A.T.C. della zona regionale indicando le particelle catastali interessate.

Per realizzare il Fondo Chiuso  bisogna intanto avere una somma di danaro a disposizione perché non esiste nessun contributo per questo scopo, bisogna poi trovare persone capaci nell’eseguire la recinzione, avere tempo  e pazienza per seguire i lavori da vicino, tanta passione e determinazione di volere raggiungere l’obiettivo: impedire l’accesso al terreno a persone che potrebbero danneggiarlo ed in modo particolare ai cacciatori; infatti l’unico modo per  vietare secondo legge l’ingresso ai cacciatori nel proprio terreno è quello di realizzare  correttamente un Fondo Chiuso perché non basta un recinto di proprietà privata. Oggi possiamo credere che il Fondo Chiuso che abbiamo realizzato sia davvero una piccola oasi; speriamo per il futuro prossimo  di poterlo allargare includendo anche il Bosco per  terminare  questo piccolo sogno condiviso con il Gruppo di Intervento Giuridico che ci ha indicato la strada, accompagnato nel cammino e che perciò ringraziamo di cuore.

Donatella Mercatelli

Capriolo (Capreolus capreolus)

(foto M.F., E.R., S.D., archivio GrIG)

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