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Caccia in ogni luogo, in ogni periodo, a ogni costo. E questi sono i risultati.


“incidente” di caccia

Grigorev Vladislav Sergevich, quarantatreenne d’origine russa, è stato ucciso nelle campagne di Montegranaro sabato 14 marzo 2026 durante una battuta di caccia alla Volpe (Vulpes vulpes): “sarebbe andato a protestate perché i cacciatori si trovavano sul terreno dove lavorerebbe come custode degli animali di un vicino agriturismo”.

Questo accade quando, di fatto, si va a caccia in ogni luogo, in ogni periodo (questo, per esempio, è il periodo della riproduzione), a ogni costo.

Un incremento dei già troppi incidenti di caccia, dei morti e dei feriti anche umani a causa della caccia.

Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)

Isola della Cona (foce dell’Isonzo), Volpe e Nutria (foto Luca Iancer)

A.N.S.A., 14 marzo 2026

Parte un colpo di fucile durante una battuta di caccia, morto un uomo.

La vittima un 43enne di origini russe. Indagato al pm: “accidentale”.

Parte un colpo di fucile durante una battuta di caccia, il proiettile colpisce un uomo, che muore sul colpo.

La tragedia questa mattina, a Montegranaro, nel Fermano.

Volpe (Vulpes vulpes)

Erano  circa le 8 quando è partito l’allarme per un uomo colpito accidentalmente da un colpo di fucile durante una battuta di caccia alla volpe.
    Raccolto l’sos, sul posto sono arrivati a sirene spiegate i sanitari del 118, mobilitati dalla centrale operativa, e i carabinieri del Radiomobile della compagnia di Fermo. La centrale ha anche allertato l’elisoccorso, ma poco dopo la richiesta è stata annullata. Per l’uomo colpito dal proiettile, infatti, non c’è stato nulla da fare. I soccorsi non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.

L’interrogatorio

Si chiamava Grigorev Vladislav Sergevich, 43 anni, nato in Russia, l’uomo ucciso questa mattina a Montegranaro (Fermo), a causa di un colpo partito durante una battuta di caccia alla volpe. Il colpo sarebbe partito accidentalmente dal fucile di Palmiero Berdini, 82 anni, cacciatore operatore faunistico e Guardia volontaria venatoria. Indagini in corso sulla dinamica dell’incidente che ha procurato la morte dell’uomo. Secondo le prime ricostruzioni, Sergevich si sarebbe lamentato per il fastidio arrecato ai cavalli del vicino maneggio dagli spari di caccia. Avrebbe poi provato a togliere il fucile delle mani dell’uomo e da lì sarebbe partito il colpo accidentale. Berdini, indagato per l’omicidio dell’uomo, assistito dagli avvocati Andrea Andrenacci e Rossano Romagnoli, si è recato alla procura di Fermo ed è stato interrogato per due ore dalla pm Marinella Bosi. Avrebbe parlato dei particolari dell’incidente e avrebbe spiegato che si è trattato di un fatto accidentale. Sarebbe stato lui stesso a chiamare il 118 e i Vigili del fuoco.

da Leggo, 14 marzo 2026

Colpo di fucile durante la battuta di caccia centra e uccide un uomo di 40 anni, i testimoni: «Era andato a protestare».

La tragedia a Montegranaro, provincia di Fermo, nella mattina di sabato 14 marzo.

Battuta di caccia alla volpe finita in tragedia a Montegranaro, in provincia di Fermo. Intorno alle 8 del mattino di sabato 14 marzo un uomo di 40 anni è rimasto ucciso, centrato in pieno da un proiettile esploso da un fucile da caccia. Inutili i soccorsi: per la vittima non c’è stato nulla da fare.

La discussione e lo sparo fatale

Secondo una prima ricostruzione, attribuita a testimoni sul posto da La provincia di Fermo e ancora al vaglio degli inquirenti, la vittima – che lavorava come custode degli animali per un agriturismo della zona – si sarebbe avvicinata ai cacciatori per protestare. Il 40enne non voleva che la battuta di caccia si svolgesse in quel terreno specifico. Ne sarebbe nata una discussione accesa, culminata nel dramma: per cause ancora in corso di accertamento, dal fucile di uno dei cacciatori è partito il colpo mortale che ha stroncato la vita dell’uomo sul colpo.

Inutili i soccorsi

L’allarme è scattato immediatamente.

Sul posto è intervenuto il personale sanitario del 118, supportato dai Carabinieri del Radiomobile della Compagnia di Fermo. La centrale operativa aveva inizialmente mobilitato anche l’elisoccorso per un trasporto d’urgenza, ma la richiesta è stata annullata pochi minuti dopo. Quando i medici hanno raggiunto il luogo della tragedia, hanno potuto soltanto constatare il decesso del 40enne.

Le indagini

A chiamare i soccorsi sarebbe stato proprio il cacciatore che ha esploso il colpo, un uomo residente a Monte Urano. Il proprietario dell’arma è stato preso in consegna dalle autorità e sarà sentito nelle prossime ore per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto. I militari dell’Arma stanno raccogliendo le testimonianze degli altri presenti per capire se si sia trattato di una tragica fatalità, di un colpo partito accidentalmente durante il diverbio o se vi siano responsabilità più gravi. 

Volpe (Vulpes vulpes)

(foto Luca Iancer, da mailing list ambientalista, A.L.C., S.D., archivio GrIG

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