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Il Giorno della Memoria.


Germania, negozio di ebrei deturpato, 2007

Il 27 gennaio è il Giorno della Memoria.

Per non dimenticare mai quello che è accaduto, anche in Italia.

Proponiamo la storia difficile e tragica di una bambina, Mireille Knoll, cresciuta anzitempo fra tragedie devastanti e quell’incubo umano della shoah, un incubo che l’ha inseguita e raggiunta in età avanzata.

Perché l’antisemitismo non è morto, anzi.

Può insegnarci molto.

Che rimangano impresse queste poche parole, perché si agisca ogni giorni per non far accadere mai più questa mostruosità umana.

Non c’è bisogno di molti commenti.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

stella gialla di riconoscimento che gli ebrei dovevano obbligatoriamente portare sugli indumenti nei territori occupati dai tedeschi (1939-1945)

Mirelle, inseguita dall’odio antisemita per tutta la vita.

Mirelle Knoll era nata a Parigi nel 1932.  

Era una bambina, aveva 10 anni, quando riuscì a sfuggire al rastrellamento più feroce compiuto nella Francia occupata dai nazisti, quello del Velodrome d’Hiver a Parigi, compiuto con grande zelo dalle autorità francesi collaborazioniste.

Mirelle riuscì miracolosamente a scappare da Parigi con la madre – che aveva un passaporto brasiliano – evitando il rastrellamento che nel luglio 1942 fu l’inizio della deportazione di 13.000 ebrei verso i campi di sterminio.

Dopo la fine della guerra, si era sposata con un ebreo sopravvissuto ad Auschwitz (deceduto ai primi anni del nuovo secolo) e aveva avuto un figlio.

Viveva da sessant’anni, ormai vedova, al secondo piano di un palazzo popolare nell’XI Arrondissement.

Una vita modesta, tranquilla, stroncata nel marzo 2018.

Accoltellata, uccisa, carbonizzata nell’incendio della sua abitazione.

Due pregiudicati che la conoscevano l’avrebbero massacrata perché ebrea.   Sono stati arrestati.

Qualche mese prima, per lo stesso movente, l’assassinio di Sarah Halimi, 65 anni, ebrea ortodossa, defenestrata dal suo vicino di casa.

Mirelle Knoll

(foto A.N.S.A., P.F., archivio GrIG)

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  1. G.maiuscolo
    gennaio 27, 2019 alle 8:38 am

    Grazie di questo ricordo, gentili amici di “Gruppo d’intervento”; dimostrate una grande sensibilità. Ho visitato i campi di sterminio, ho visto…Mai potrò vivere, nella mia esistenza, il senso di dolore e di profonda pietà per le innocenti vite, che ho provato in quei luoghi.
    Per non dimenticare, occorrerebbe ricordare che l’antisemitismo…non si è mai fermato! Solo con il nostro senso di civiltà e di “reciprocità” potremo evitare che cammini indisturbato.

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