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Vacanza a km zero: oggi vi portiamo nella incantevole Cala Domestica.


Cala domestica

Cala Domestica

Nella costa che precede l’abitato di Buggerru, oltre un promontorio sorvegliato da una bella torre sabauda, si nasconde alla vista la splendida insenatura di Cala Domestica, uno stretto bacino protetto dal vento che culmina con un’incantevole spiaggia dalla sabbia molto soffice e compatta, con basse dune dorate arricchite da piccoli cespugli verdi e qualche arbusto di macchia mediterranea. A ridosso della spiaggia si notano alcuni ruderi che testimoniano i trascorsi minerari della zona: sono le rovine dei magazzini di una vecchia miniera. Cala Domestica fu, infatti, fino al 1940 un porto di imbarco dei minerali provenienti dalla vicina miniera di Acquaresi. L’imponenza delle alte falesie calcaree ai due lati della spiaggia, rendono questo piccolo fiordo un posto incantevole e particolare. Oltretutto la spiaggia si affaccia in un mare tra i più belli della Costa Verde e di tutta la Sardegna, con acque dai colori tra il turchese e l’azzurro. Un’altra piccola baia, detta La Caletta, si apre sul versante settentrionale dell’insenatura, ed è raggiungibile attraverso una piccola galleria scavata dai minatori proprio per consentire l’accesso alla spiaggia a piccoli vagoni carichi di minerale da trasbordare sulle imbarcazioni. Cala Domestica prende il nome probabilmente dalla presenza di una fattoria medievale o “domestia”, poi eliminata per lasciar posto alle successive strutture minerarie. Sul promontorio sinistro, è presente una Torre risalente al periodo sabaudo, edificata nel 1765 ma terminata parecchi anni dopo a causa di problemi statici. Alta circa 10 metri, venne utilizzata durante la Seconda Guerra Mondiale come torre d’avvistamento.  Per raggiungerla occorre seguire il sentiero che si apre sulla destra della spiaggia. Dalla cima della falesia il panorama sulla Cala e sulla costa è assolutamente spettacolare.

 

CURIOSITA’

Pochi sanno che a Cala Domestica sono stati girati alcuni spot pubblicitari. Uno dei più famosi è quello dell’Amaro Montenegro, quello con i due archeologi che devono portare al sicuro una preziosa anfora e partono con un idrovolante proprio dalla Caletta. Qui è stato girato anche il videoclip del brano “Torno subito” di Max Pezzali. La canzone non è proprio un capolavoro, le immagini della spiaggia sono però molto belle. Ma pochissimi sanno che sempre a Cala Domestica nel 1976 è stato girato un intero film: Sebastiane, un controverso soggetto cinematografico scritto e diretto dal regista inglese Derek Jarman. Artista dichiaratamente gay, Jarman riprese una versione apocrifa (e mai confermata dalla chiesa ufficiale) della vita di San Sebastiano. Secondo questa teoria Sebastiano era un giovane soldato divenuto l’amante favorito dell’imperatore Diocleziano. Grazie a questa relazione Sebastiano fa una rapida carriera militare diventando in breve tempo un alto ufficiale dell’esercito imperiale e il comandante della prestigiosa prima legione, di stanza a Roma per la difesa dell’Imperatore. Nel 303 d.C. l’imperatore Diocleziano, autore di una tremenda persecuzione contro i cristiani, scopre che il suo amante Sebastiano si è convertito al cristianesimo. Decide di risparmiarlo dalla morte ma provvede a confinarlo in una sperduta guarnigione ai confini dell’impero. Qui Sebastiano e altri sette soldati, comandati dal centurione Severo, vivono nell’ozio più assoluto, allenandosi a combattere e intrattenendosi tra loro in rapporti omosessuali. Sebastiano rifiuta questi rapporti in nome della sua nuova religione. Per questa ragione viene legato e frustato da Severo, che lo punisce anche perché è molto attratto da lui e non ammette che gli resista. Sebastiano, a sua volta innamorato di Severo, accetta passivamente le torture subite per punirsi del suo sentimento che stride con la sua cristianità. Severo fa diverse avances sessuali a Sebastiano, ma non ottiene quanto sperato; decide così di punirlo con la morte. Sebastiano viene legato ad un palo e trafitto dalle frecce scagliate dai suoi stessi compagni.

Sebasteine - 1976

Sebasteine – 1976

Questa versione non ufficiale della vita di San Sebastiano, in circolazione dagli inizi del Novecento, ma sotterraneamente assai diffusa nei secoli precedenti soprattutto tra gli artisti, ha fatto si che i gay e le organizzazioni per i diritti omosessuali abbiano considerato S. Sebastiano come loro santo patrono e intercessore. Il fatto poi che la Chiesa Cattolica abbia rivendicato Sebastiano come santo protettore contro le epidemie (in particolare la peste), non ha fatto altro che accrescerne il culto tra i gay che ne hanno esteso l’influenza alla più grave epidemia moderna, l’AIDS.

Ciò che rende così particolare il film di Jarman, a parte il soggetto controverso e scomodo, è anzitutto il fatto che è stato girato completamente in latino e così proposto nelle sale cinematografiche. Era la prima volta in assoluto che accadeva. Per cui questo è stato l’unico film inglese ad essere stato distribuito in Gran Bretagna con sottotitoli in inglese. Il film, regista in testa, venne girato da una troupe del tutto gay, mentre il cast degli attori era composto esclusivamente da uomini che per la maggior parte del film recitarono completamente nudi. Sembra che Derek Jarman richiesto in merito a tali insistite nudità abbia risposto: “Non potevamo permetterci i costumi”. Un’altra curiosità del film è che è stato girato completamente in esterni. L’unica costruzione presente nel film è la torre di Cala Domestica, che è anche quella che fa da sfondo alle immagini del martirio di Sebastiano. Il film è ormai introvabile ma su Youtube se ne possono visionare alcuni spezzoni.

Che si creda o meno alla biografia gay del Santo, rimane il fatto che un regista inglese molto noto ha preferito la spiaggia sarda di Cala Domestica e il panorama circostante per girare il suo film. Poteva farlo in qualunque altra parte del mondo e invece ha scelto proprio queste spiagge. Che poi le immagini del suo film mostrino la nudità totale di uomini che amoreggiano (cosa all’epoca ancora rara e molto trasgressiva) in scene deliberatamente romantiche e liriche, più che i suggestivi paesaggi sabbiosi o le acque limpide della Costa Verde, poco importa. Cala Domestica è comunque entrata nella Storia del Cinema. Un motivo in più per andarla a scoprire.

 

COME ARRIVARE

Da Cagliari, si procede lungo la S.S. 130 in direzione Carbonia – Iglesias. Senza entrare ad Iglesias, proseguite a sinistra verso Gonnesa, sino a trovare sulla destra lo svincolo per Buggerru. A questo punto procedete sulla S.P. 83 in direzione Buggerru. Dopo aver superato Nebida, poco dopo il 19° km, imboccate sulla sinistra il bivio con l’indicazione di Cala Domestica che vi porterà dopo qualche chilometro all’area di sosta dietro la spiaggia.

 

SERVIZI E RACCOMANDAZIONI

Dietro la spiaggia è presente un parcheggio gratuito, un’area di sosta per i camper, un chiosco bar e un servizio di noleggio canoe e pattini. Per arrivare in spiaggia e proteggere l’ecosistema dunale il comune di Buggerru ha provveduto saggiamente a sistemare una passerella d’accesso alla spiaggia. Il fondale basso e l’assenza di onde ne fanno una spiaggia ideale anche per i bambini. Se decidete di raggiungere la spiaggia nascosta della Caletta, fate attenzione a dove mettete i piedi perché il sentiero è stato eroso dalle mareggiate e purtroppo in questo caso il Comune non ha ancora avuto la buona idea di ripristinarlo o di sistemare una passerella in legno. Per evitare problemi di equilibrio sarebbe meglio indossare delle scarpe chiuse. Se invece volete raggiungere la Torre, seguite il sentiero che si apre sulla destra della spiaggia. Dalla cima della falesia il panorama sulle due spiagge e sulla costa è assolutamente fantastico e ripaga ampiamente della fatica per arrivarci.

Per gli appassionati di trekking ed escursioni è da segnalare l’itinerario Cala Domestica – Buggerru e viceversa. Un percorso fantastico che segue la linea di costa tra il centro abitato di Buggerru e l’insenatura di Cala Domestica attraversando inconsueti ambienti naturali con rare specie botaniche, miniere e villaggi  abbandonati, una grande varietà di paesaggi con archi di roccia, guglie e alte falesie calcaree a picco sul mare. Il percorso di circa 7,5 km ha una difficoltà media e dura circa 5 ore. Chi volesse effettuarlo con una guida esperta può farsi accompagnare da colui che ha tracciato l’itinerario, Lino Cianciotto (Tel. 347.6757476), ottima guida e grande conoscitore della Costa Verde, nonché bravissimo organizzatore di servizi turistici in tutta la Sardegna.

 Bruno Caria

Amici della Terra

 

  1. mara
    agosto 20, 2014 alle 9:01 am

    Splendido luogo, che ho avuto il privilegio di frequentare quando ancora non c’era l’asfalto e le due strade minerarie d’accesso erano una vera avventura, specie quella che passa da Acquaresi. Ora la Cala è molto più “Domestica” ed ha perso molto del suo fascino selvaggio.

  2. Pietro Pirredda - Arzachena (Italia)
    agosto 20, 2014 alle 10:31 pm

    Vacanze a km zero? Da Arzachena dista 350 km….
    Comunque ci sono stato, bei posti davvero. Da preservare e mantenere quanto possibile cosi com’è oggi!

    • agosto 20, 2014 alle 10:42 pm

      per chi vive vicino è a km. zero 😉
      Le proposte nascono dal fatto che il nostro Bel Paese è ricchissimo di luoghi suggestivi, di grande valore naturalistico, paesaggistico, storico-culturale, magari poco conosciuti ma a pochi passi da dove viviamo.
      Perchè non ci mandi una “tua” vacanza a km. zero gallurese? La pubblichiamo senz’altro!

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