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Furtei, prendi l’oro e scappa.


 

5 tonnellate d’oro, 7 d’argento e 17.000 di rame portati a casa dai privati.

Centinaia di ettari di territorio devastati per sempre da 2 milioni di metri cubi di scavi e da vaste distese di fanghi ai metalli pesanti lasciati in dono alle popolazioni locali.

Quando agli inizi degli anni 90 del secolo scorso il progetto di estrazione aurifera della Sardinia Gold Mining S.p.a. fu avviato, non erano necessarie particolari doti di preveggenza per capire che sarebbe andata a finire così. Era fin troppo chiaro che si trattava di un’ennesima pedestre riproposizione del deleterio paradigma basato sulla privatizzazione dei profitti, la distruzione ambientale e la socializzazione delle perdite che in Sardegna, nei decenni precedenti, aveva già disseminato il territorio di scempi ambientali e sociali grandi e piccoli. Una lezione che avrebbe dovuto imporre perlomeno una preventiva rigorosa valutazione dell’impatto ambientale del progetto, come richiesto con insistenza, ma senza esito, dalle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra (e come imposto dalla direttiva 377/85/CEE).

Furtei, miniera dismessa, da www.tafter.it

Furtei, miniera dismessa, da http://www.tafter.it

E invece il progetto speculativo degli australiani fu travolto dal solito incontenibile entusiasmo dei politici locali, accompagnato dal campionario d’ordinanza di frasi fatte sul rilancio occupazionale, la rinascita economica del territorio, la sostenibilità ambientale del progetto e il disfattismo di chi si opponeva. Tanto che ci si “dimenticò” persino  di ottenere adeguate garanzie economiche per il ripristino ambientale post-estrazione.

Ora, per evitare che la bomba ecologica esploda, si attinge dalle casse pubbliche per decine di milioni di Euro.

Ne ha parlato ieri il TG2, con un servizio a firma di Chiara Prato.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

  1. Nicola Putzu
    agosto 8, 2014 alle 9:43 am

    E fa rabbia sapere che per un periodo è stato Presidente della società Ugo Cappellacci.

  2. giulia
    agosto 8, 2014 alle 9:49 am

    ma Cappellacci non era anche amministratore delegato della SGM ?

  3. Fabrizio De Andrè
    agosto 8, 2014 alle 11:49 am

    C’è tutta la classe politica complice del degrado ambientale sardo e promotrice di “cagate”.Non sò ma se controlliamo chi c’era nella GOLD BLA BLA,ne viene fuori anche un giro di parenti,legati con altre truffe ai danni della sardegna,la vera miniera d’oro per questi malfattori.Giulia dice si chiede se cappellacci era l’amministratore delegato,io invece mi chiedo dove erano gli altri,quando si consumava il crimine ambientale.Tutti zitti,perchè alla fine siamo tutti cappellacci,istituzioni comprese.Chiedo anche al Grig se alla mancata risposta alle vostre richieste possano seguire delle denunce per complicità,o per aver omesso la valutazione di impatto ambientale.

  4. capitonegatto
    agosto 8, 2014 alle 12:20 PM

    Qualcuno diceva : Non ce l’ho con te , MA CON CHI TI HA MANDATO. La gente dovrebbe sempre ricordare questo saggio detto. Quando molti parlamentari e uomini di potere finiscono nelle maglie della giustizia ( non importa a quale partito appartengono ), chiediamoci sempre chi li ha nominati e imposti, e penalizziamo nel voto i partiti che ne sono stati responsabili.

    • Riccardo Pusceddu
      agosto 11, 2014 alle 11:43 am

      forse questa è l’unica vera lezione che si dovrebbe trarre da questa triste vicenda (e da tante altre, da tutte le vicende infatti); la responsabilità primaria è sempre quella degli elettori o dei cittadini che non fanno niente e stanno a guardare

  5. Riccardo
    agosto 8, 2014 alle 12:26 PM

    e si, è stato entrambe le cose. e ora pagano i cittadini. e si permette pure di criticare l’altro grande statista di altro colore che farà pagare, sempre ai cittadini, più di 80 milioni di euro a Cualbu. ma perché non si fanno un partito insieme visto che agiscono allo stesso modo.?

  6. Genius Loci
    agosto 8, 2014 alle 12:42 PM

    Storie di Sardegna, ….. a pensarci mi fa star male.
    Ce la tiriamo tanto con la storia dei nuraghi, della fierezza, ecc. e dimentichiamo quanto siamo “c………..”.

  7. Francesca
    agosto 8, 2014 alle 2:01 PM

    Cosa si dovrebbe fare per obbligare i responsabili a pagare la loro parte della bonifica e del risanamento?

  8. Pietro
    agosto 8, 2014 alle 6:31 PM

    Ci vorrebbero una decina di fiordalisi………è l’unico che ha avuto il coraggio di denunciare i generali dietro la collina.

  9. Carlo Forte
    agosto 9, 2014 alle 12:33 am

    A portoscuso e dintorni invece mietono vite umane e scappano ed il sistema che li protegge è sempre lo stesso.

  10. novembre 28, 2014 alle 2:52 PM

    da La Nuova Sardegna, 28 novembre 2014
    Arriva la pioggia, l’ex miniera diventa una “bomba” ecologica.
    Allarme del sindacato: «Bacini infestati di veleni come arsenico, cianuro e cadmio: la Regione rinnovi la convenzione che garantisce la presenza dei lavoratori». (Luciano Onnis): http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2014/11/27/news/arriva-la-pioggia-l-ex-miniera-diventa-una-bomba-1.10390226

    • Nicola Putzu
      dicembre 1, 2014 alle 11:00 PM

      Ogni inizio autunno, quando si parla del problema dei pompaggi e della mancanza dei fondi per pagare chi li fà, mi sorge un dubbio: in caso di piogge straordinarie (e l’autunno scorso ci sono state) come si riesce con i pompaggi a contrastare in tempo la mancata evaporazione? I bacini a monte sono così capienti da sopportare giorni e giorni di pioggia? Perché è vero che ciò che arriva in basso può essere ripompato in alto evitando la tracimazione ma a monte ci sarà un limite massimo di riempimento.

  11. marzo 6, 2015 alle 2:57 PM

    da L’Unione Sarda, 6 marzo 2015
    Il sindaco: è ora di chiudere l’emergenza inquinamento nell’ex miniera d’oro.
    Veleni, l’ultimatum di Furtei: «Fuori l’Igea, ci pensiamo noi». (Roberto Cossu): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20150306083719.pdf

    ———————————

    L’ALLARME. Agricoltori, sindacalisti, cittadini: «Serve un’azione congiunta dei territori».
    Quando piove il cianuro lambisce i terreni coltivati. (Antonio Pintori): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20150306083802.pdf

  12. marzo 24, 2015 alle 3:05 PM

    ancora soldi pubblici per riparare i danni ambientali causati dai privati, deliberazione Giunta regionale n. 10/25 del 17 marzo 2015: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_274_20150320091023.pdf

  13. Fabrizio De Andrè
    marzo 24, 2015 alle 6:57 PM

    Se mi è permesso,i danni ambientali sono stati causati da privati apparentemente.Tutti quelli che si battono ora contro gli INQUINATORI erano i grandi politici (non solo con furtei) che con la loro complicità hanno contribuito al disastro ambientale che ora denunciano.Che classe politica vergognosa….giusto da mai a letto si mai a letto no all’EXPO.ANCHE SE ORA VI CREDETE ASSOLTI SIETE TUTTI COINVOLTI

  14. aprile 9, 2015 alle 10:31 PM

    A.N.S.A., 9 aprile 2015
    Torrente Furtei inquinato, acqua vietata.
    Ordinanza sindaco, sostanze sversate dall’ex miniera d’oro. (http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2015/04/09/torrente-furtei-inquinato-acqua-vietata_0be995d6-7a46-41f8-95b3-f4615e4cbeb0.html)

    FURTEI, 9 APR – Gli accertamenti di laboratorio fatti sulle acque del Rio de Sa Scaffa dal Comune di Furtei hanno riscontrato un inquinamento da metalli pericolosi immessi dagli sversamenti dell’ex miniera dell’oro di Santu Miali. Il sindaco Nicola Cau ha vietato l’utilizzo dell’acqua, usata quasi esclusivamente dagli agricoltori a scopi irrigui. Nell’ultima conferenza di servizi con Regione, Provincia e Arpas era stata ribadita la presenza di diversi metalli in concentrazione superiore alla norma.

    _________________________________________

    da L’Unione Sarda, 9 aprile 2015
    Furtei, torrente contaminato dai veleni. Il sindaco vieta l’utilizzo dell’acqua: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2015/04/09/furtei_torrente_contaminata_dai_veleni_il_sindaco_vieta_l_utilizz-6-414329.html

    _____________________________________________________

    da Sardinia Post, 9 aprile 2015
    Il fiume avvelenato di Furtei, arsenico e cobalto dall’ex miniera: http://www.sardiniapost.it/cronaca/il-fiume-avvelenato-di-furtei-arsenico-e-cobalto-dallex-miniera/

  15. Bio IX
    aprile 10, 2015 alle 12:42 PM

    Potrebbe sembrare un off-topic, ma calza a pennello, a proposito della stupidità umana e della follia di questo capitalismo: La distruzione degli oceani, di Paul Craig Roberts (da comedonchisciotte.org, traduttore Franco http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=14904 )

  16. aprile 10, 2015 alle 2:55 PM

    da L’Unione Sarda, 10 aprile 2014
    FURTEI . Veleni anche nel torrente dell’ex miniera d’oro, appello alla Regione: ora le bonifiche.
    Nel fondo della diga c’è il cianuro. Ordinanza del sindaco Cau: «È vietato bere e irrigare i campi» (Antonio Pintori): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_56_20150410104741.pdf

    _____________________________________

    da La Nuova Sardegna, 10 aprile 2015
    Furtei, un altro torrente avvelenato dalla miniera d’oro.
    Il sindaco Nicola Cau ha vietato l’utilizzo dell’acqua del rio de Sa Scaffa per la presenza di diversi metalli in concentrazione superiore alla norma. (Luciano Onnis): http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2015/04/10/news/furtei-un-altro-torrente-avvelenato-dalla-miniera-d-oro-1.11208262

  17. Maggio 7, 2015 alle 2:54 PM

    da L’Unione Sarda, 7 maggio 2015
    Furtei. Bonifica in miniera: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20150507093908.pdf

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