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C’è del marcio in Danimarca.


In Italia siamo abituati a pensare che negli altri Paesi europei considerati civili il rapporto con gli altri animali – e il rispetto – sia sempre migliore di quanto sappiamo fare noi.

Le cose non stanno proprio così.

In Svezia e in Francia ogni tanto bandiscono illegittimamente una caccia ai pochi Lupi che lì vivono, in Svizzera vogliono sparare agli Orsi che osassero attraversare il confine, in Germania l’han già fatto.

Le scuse sono sempre piuttosto risibili, dal pericolo per l’uomo al pericolo per le galline, al pericolo di danni psicologici nell’incontrare un Orso che va per i fatti suoi.            Roba da analisi psicanalitica.

Ma quanto accaduto recentemente in Danimarca, allo zoo di Copenaghen, supera ogni fantasia: un giovane esemplare di Giraffa è stato abbattuto a pistolettate per evitare che si riproducesse e perché sottraeva spazio vitale alle altre Giraffe, rifiutando ogni offerta di sistemazione presso altri zoo disponibili.

Non contenti, l’han fatto a pezzi davanti a bambini e TV e dato in pasto ai Leoni.

C’è proprio del marcio in Danimarca, sicuramente nelle scatole craniche dei dirigenti dello zoo di Copenaghen.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Giraffe (Giraffa camelopardalis).   Anche lei sta meglio nella savana piuttosto che negli zoo

Giraffe (Giraffa camelopardalis). Anche lei sta meglio nella savana piuttosto che negli zoo

 

 

da Il Corriere della Sera, 9 febbraio 2014

DANIMARCA. Le proteste non salvano Marius. Lo zoo di Copenaghen uccide il piccolo di giraffa. Il cucciolo tagliato a pezzi e dato in pasta ai leoni davanti ai visitatori.

Marius è stata giustiziata. Uccisa perchè considerata «di troppo». Le proteste e le petizioni su Internet non sono bastate a salvarle la vita e Marius, un cucciolo maschio di giraffa nato nello zoo di Copenaghen un anno e mezzo fa, è stato ucciso domenica con un colpo alla testa. Ma non solo. Dopo essere stato giustiziato, il suo corpo è stato sottoposto ad una autopsia è stato smembrato davanti alle telecamere dei media danesi e infine dato in pasto a leoni e altri carnivori «ospiti» della medesima struttura. Il tutto davanti a una folla di visitatori, tra cui molti bambini, che scattavano foto. D’altra parte, aveva commentato Bengt Holst, direttore scientifico dello zoo di Copenaghen, «sarebbe assolutamente sciocco buttare via qualche centinaio di chili di carne».

PROTESTE – Non appena si era diffusa la notizia (rilanciata anche dalla Bbc) che Marius sarebbe stata uccisa, era scattata la mobilitazione non solo degli attivisti per i diritti animali ma anche quella di migliaia e migliaia di persone indignate per decisione presa dai responsabili della struttura di Copenaghen. Nell’estremo tentativo di impedire l’uccisione di Marius, più di 5200 persone si erano iscritte a un gruppo Facebook intitolato «Salvate Marius». Altre migliaia di persone avevano sottoscritto una petizione in danese ed altre 24mila una in inglese.

QUESTIONE DI GENI – Marius era in perfetta salute e la sua uccisione non è stata presa per motivi «sanitari». La scelta è stata fatta invece in applicazione – hanno spiegato dallo zoo – – di norme adottate «per prevenire la consanguineità». Il direttore dello zoo Holst aveva spiegato che i geni di Marius erano già ben rappresentati tra le giraffe dello zoo. «Eliminarlo è necessario – aveva detto – per evitare la consanguineità nel gruppo e mantenere bene la popolazione delle giraffe. Se tutte le specie si riproducono bene, poi si deve accettare che ci sia un surplus di animali che non possono essere inclusi nella catena genetica senza causare problemi di consanguineità». Quindi Marius è stata uccisa, invece di essere ad esempio sterilizzata. per la «necessità di impedire al giovane esemplare di giraffa di raggiungere l’età adulta».

«BARBARIE INAUDITA» – «L’uccisione deliberata, per altro con un metodo efferato e inaccettabile della giraffa Marius nello zoo di Copenaghen, perché considerata in sovrannumero ed eliminata in ragione di una logica prettamente economica, rimette evidentemente in discussione, ancora una volta, il ruolo degli zoo», ha commentato dell’Enpa (Ente protezione animali). «È un evento di una barbarie inaudita di cui tutti devono venire a conoscenza – dice il direttore scientifico dell’Enpa, Ilaria Ferri -. Invito le persone a non visitare zoo e altre strutture di cattività perché in tal modo si rendono correi e corresponsabili di un sistema coercitivo e di violenza, che priva gli animali della loro libertà e che spesso ne causa la morte, come accaduto alla povera giraffa». «In Italia in ragione delle norme previste dal codice penale tutto ciò non sarebbe potuto accadere – conclude Ferri – ma ben sappiamo che purtroppo nelle strutture italiane molte morti di animali sono state a dir poco sospette. Su questo, l’Enpa sta indagando a veri livelli e numerose strutture, per non aver rispettato la normativa vigente sono oggetto di denunce e controlli. Ci auguriamo che la morte di Marius, tanto violenta quanto incivile, possa servire a convincere tutte le persone che ancora credono nel ruolo degli zoo: ecco la realtà degli zoo che dobbiamo fermare e far chiudere tutti, fino all’ultimo».

(foto P.F., archivio GrIG)

  1. Paola ceccatelli
    febbraio 10, 2014 alle 5:58 PM

    L’ uomo aggiunge distruzione a distruzione in maniera esponenziale e folle.

  2. Occhio nudo
    febbraio 10, 2014 alle 6:16 PM

    secondo me, quell’uomo ha problemi mentali. E non è la persona più adatta a gestire un bio parco, starebbe meglio a gestire un lager ma siccome, fortunatamente, non ce ne sono più, farebbero meglio a spedirlo a casa.

  3. Mara
    febbraio 10, 2014 alle 6:27 PM

    Avevo firmato anche io l’appello su un sito inglese. Più che la morte della povera Marius mi colpisce la stupidità e l’arroganza di chi ha voluto a tutti i costi ammazzarla. Presenti TV e soprattutto bambini, che certo non scorderanno la terribile scena. Mi auguro che il direttore scientifico Bengt Holst non abbia figli, in modo che i SUOI geni non vengano perpetuati.

  4. M.A.
    febbraio 10, 2014 alle 6:30 PM

    io sono contro gli zoo! Sono strutture pubbliche-private create per lucrare e per dilettare la popolazione. Li giudico alla stregua dei circhi. Non c’è niente di naturale nel far vivere una giraffa in un recinto in Danimarca. Fatto sta che però non trovo il peccato morale nell’aver fatto mangiare una giraffa, che non poteva più stare li per regioni di spazio, a dei Leoni! Almeno i bambini capiscono come funziona la natura..l’unica nota di positivo!
    Sarebbe ora di mettere in un cassetto molte delle stupidaggini Disneyane divulgate negli ultimi 20 anni che, umanizzando la natura, hanno rovinato un’intera generazione.

  5. febbraio 10, 2014 alle 6:36 PM

    Ho messo il “mi piace”, perché… mi piace che denunciate queste nefandezze. Ovviamente.

    Ciao, GrIG!

  6. capitonegatto
    febbraio 10, 2014 alle 6:59 PM

    Tra le tante oscenita’ umane verso gli animali, aggiungerei che ancora mille elefanti all’anno vengono uccisi per le zanne d’avorio , che alimentano un mercato essenzialmente cinese, e che solo per questo anche parecchie decine di guardie forestali muoiono sempre in un anno.

    • febbraio 10, 2014 alle 9:37 PM

      A capitonegatto: e gli orsi della luna… E i rinoceronti… E… Oh, dio! Quanta tristezza!

  7. Shardana
    febbraio 10, 2014 alle 7:41 PM

    Gli zoo sono lager e chi li frequenta li sostiene.

  8. febbraio 10, 2014 alle 8:19 PM

    E’ stata una cosa vergognosa, un’insensato gesto di crudeltà in presenza dei visitatori. Gli zoo dovrebbero essere chiusi per l’assoluta inciviltà con la quale sono accuditi e tenuti gli animali in cattività con intento affaristico.
    Per non parlare della caccia grossa e dei bracconieri. Tutti affratellati dall’ingordigia e dalla crudeltà gratuita verso altri esseri viventi-.

    • febbraio 10, 2014 alle 9:13 PM

      E noi saremo tutti affratellati nel combattere l’assurdo.
      Ciao, Aldo.
      Eli

      • febbraio 12, 2014 alle 4:21 PM

        Caro M.A.,

        vedrò di risponderti con più calma. Oggi è un’altra giornata “troppo di corsa & altro”.
        Non farò comunque come fanno certi individui che immeritatamente MI feriscono, ignorando persino un saluto e “dicono” di stare dalla parte della non violenza…
        E’ talmente FACILE ferire una donna, M.A. (NON è riferito a te!).
        Mah…

  9. Shardana
    febbraio 10, 2014 alle 8:40 PM

    Mi chiedo tra l’altro come abbiano potuto i visitatori,bambini compresi assistere allo squartamento dell’animale.Ci meravigliamo poi quando imbracciano un fucile e compiono dei massacri.

  10. M.A.
    febbraio 10, 2014 alle 8:43 PM

    Io capisco quando si condanna dap punto di vista naturale, perché quando le azioni umane vanno contro natura, non c’è nessuna giustificazione. Sul web ci sono valanghe di commenti su questo. Fosse ciò che ha causato più scalpore è che la giraffa fosse stata uccisa e macellata davanti alle tv e spettatori (tra i quali bambini). Se invece di essere uccisa a colpi di pistola da un addetto, ma fosse stata uccisa dentro la gabbia direttamente dai leoni cosa sarebbe cambiato? Magari quei bambini avrebbero vissuto in prima persona la morte a fini alimentari, avrebbero visto animali che mangiano altri animali tra zanne, sangue, lamenti e agonia, chissà forse e dico forse sarebbe stato anche costruttivo. In molti documentari certe cose vengono censurate.

  11. febbraio 10, 2014 alle 8:54 PM

    Contraria da sempre agli zoo e ai circhi che impiegano gli animali, avevo firmato la petizione pro Marius anch’io. Ieri, al mio rientro, sono rimasta disgustata, nauseata, arrabbiata.
    Ho scritto la mia mail di protesta allo zoo danese, ho firmato un’ altra petizione che condanna fortemente l’assassinio (perchè di questo si tratta), del piccolo Marius. Ho aderito a qualunque raccolta firme, condannando fortemente questo spreco di vita. Ho pubblicato su fb la notizia, commentato il mio sdegno io ogni profilo che aveva condiviso questa atrocità. Dopo una notte quasi insonne, dove i miei istinti omicidi avrebbero volentieri preso il sopravvento, stamane, a scuola, ho parlato ai miei alunni spiegando loro cosa era successo. Ciò che ho letto nei loro occhi era molto simile a quello che c’è anche ora nei miei. “Perchè? Perchè prof?” Io, ad oggi, il perchè non l’ho ancora capito e non sono certo le spiegazioni di quelle merde che mi fanno mettere l’anima in pace.
    Ora, a distanza di 24 ore, ancora non mi capacito di quanto è successo. Ancora oggi non capisco perchè questo imbecille (e chi per lui), ha rifiutato l’offerta di ospitare Marius in un altro parco; mi chiedo come sia possibile, non solo uccidere davanti a una folla composta di anche di bambini, ma macellare un povero e dolcissimo animale e darlo in pasto ai leoni. Cosa avranno imparato ieri quei bimbi? Che chi è di troppo deve essere macellato? Che l’uomo può, a discapito di come la pensano gli altri, arrogarsi diritti che non ha, dimenticando di essere un usufruttuario del pianeta e non il proprietario? Cosa avranno imparato ieri quei bimbi in merito al rispetto della biodiversità? Ce con un colpo di pistola il problema si risolve? Ho scritto talmente tanto che non ho più parole. Sono disgustata, amareggiata, arrabbiata, incazzata e mi chiedo quando, se in questa vita o in un’altra, l’uomo imparerà una vera lezione di vita.
    Allego la mail dello zoo a cui ho scritto il mio sdegno per questa atrocità. Non servirà a riportare Marius in vita, ma almeno la casella di posta spero gli si intasi. zoo@zoo.dk
    Il resto di ciò che penso, credo verrebbe censurato dal buon GrIG, ma credetemi, sempre più spesso, mi vergogno di appartenere alla razza umana.

  12. febbraio 10, 2014 alle 9:11 PM

    OT (ma non troppo…):
    VI PREGO, FIRMATE QUESTA PETIZIONE CONTRO IL MASSACRO DEI CANI E DEI GATTI A SOCHI!

    http://firmiamo.it/no-al-massacro-di-cani-di-sochi

    Ce ne sono a iosa, di petizioni da sottoscrivere e di email da inviare!
    Vi prego, amici, firmiamole tutte, inviamo ogni email possibile!
    Quel che sta avvenendo a Sochi, sotto gli occhi di tutti, atleti inclusi, è un abominio che ha le stesse modalità di Euro 2012, Ucraina! In Ucraina continuano a bruciare, sparare, avvelenare i cani e i gatti randagi (inclusi i cani e i gatti padronali)!
    Andrea Cisternino sta rischiando la sua stessa vita!
    Lo Sport è gioia ed è rispetto ed è espressione di vita. Cosa c’è di gioioso, rispettoso e vitale nello sterminio di creature innocenti, indifese, chiamate “spazzatura biologica”…? Cosa c’è di SPORTIVO nell’ammazzare cani di strada?!?
    Certi esseri “umani” sono riusciti a lordare (con il sangue) anche lo Sport! Tutto, ma proprio tutto ruota intorno ai soldi… Potrebbero costruire Rifugi, potrebbero sterilizzare, invece di scegliere la “soluzione” più veloce e vergognosa!

    Scusatemi… Grazie.
    Eli

    • febbraio 10, 2014 alle 9:23 PM

      Perdonatemi. Ancora una cosa. Offriamo un aiuto (anche piccolo), ad Andrea Cisternino, il quale sta continuando a salvare molti Randagi in Ucraina, nonostante lo abbiano minacciato addirittura di morte.

      La sua “Lettera a Cuore aperto”.

      http://m.youtube.com/watch?v=BbghMdP_Zd4#

  13. febbraio 10, 2014 alle 9:21 PM

    Terribile….chi l’avrebbe detto! Fosse accaduto in uno stato del sud a quest’ora si sarebbe scatenata la stampa mondiale…
    😦
    Questo fatto e’ di una crudeltà incredibile!

  14. M.A.
    febbraio 10, 2014 alle 9:46 PM

    Piuttosto che far vedere degli animali in uno zoo, io obbligherei alle scuole elementari o medie una bella visita al mattatoio, per far capire ai bambini-ragazzi che cosa e com’era la bistecca che ogni giorno si trovano piatto. Spesso, in molte realtà cittadine, più lontane dalle culture rurali come funziona questo processo, si scopre a 20-25 anni, se non di più. Le nuove generazioni vivono nell’ignoranza più assoluta in materia. Si cerca di evitarli il contatto con la morte in tutti modi possibili. Io ritengo che chi vede direttamente certe cose non diventa un serial killer, ma riesce a comprendere e metabolizzare e magari riesce a prendere una propria decisione etica in merito nella maniera più giusta possibile.

  15. M.A.
    febbraio 10, 2014 alle 9:57 PM

    Grig guarda questo link, qui non siamo in Danimarca, ma in Sardegna e più precisamente a Guspini. Ne hanno persino parlato a Striscia La Notizia. Il proprietario dello zoo non riesce a sfamare i suoi animali, e il sindaco ha affermato che il comune non ha fondi. Che cosa ne pensi?
    http://www.adnkronos.com/IGN/Regioni/Sardegna/Proprietario-zoo-colpito-da-crisi-Apro-gabbie-di-tigri-e-leopardi_321176397406.html

  16. febbraio 10, 2014 alle 11:45 PM

    M.A. :
    Piuttosto che far vedere degli animali in uno zoo, io obbligherei alle scuole elementari o medie una bella visita al mattatoio, per far capire ai bambini-ragazzi che cosa e com’era la bistecca che ogni giorno si trovano piatto. Spesso, in molte realtà cittadine, più lontane dalle culture rurali come funziona questo processo, si scopre a 20-25 anni, se non di più. Le nuove generazioni vivono nell’ignoranza più assoluta in materia. Si cerca di evitarli il contatto con la morte in tutti modi possibili. Io ritengo che chi vede direttamente certe cose non diventa un serial killer, ma riesce a comprendere e metabolizzare e magari riesce a prendere una propria decisione etica in merito nella maniera più giusta possibile.

    Sei sicuro che chi vede certe immagini non diventa un serial killer? Ti sei mai documentato sui meccanismi di violenza che fanno scatenare tali violenze? D’accordo con te col rendere i ragazzi consapevoli, ma non certo imponendo loro uno spettacolo scioccante quale quello che si verifica quotidianamente in ogni parte del mondo. Sono gradi di consapevolezza che vanno acquisiti e riguardano la crescita personale di ogni individuo.
    Ti consiglio, se non lo hai visto, questo tenerissimo video sulla saggezza dei bambini in merito all’argomento…

    • M.A.
      febbraio 11, 2014 alle 12:39 am

      Cara Cristina, conosco il video. Mi pare di aver capito che sei un insegnante/ educatrice, quindi in materia avrai senz’altro più competenze di me. Io faccio un analisi di ciò che è accaduto negli ultimi 20 30 anni. Questi bambini sono frutto di strumentalizzazioni mediatiche, molti cartoni animati hanno fatto un certo audience trattando temi che risvegliano il lato empatico, oltre che umanizzando la Natura si riesce ad offrire un prodotto più appetibile per quei bambini che in quegli anni si nutrono di fantasia. È logico che ad un bambino dove osserva caroni animati i cui protagonisti sono polli, polpi o conogli riuscirli a fare accettare di trovarselo nel piatto risulterà un’impresa difficile. Questi cartoni, hanno contribuito a seminare tanta ignoranza in materia, e nell’età in cui uno riesce a metabolzzare ciò che accade realmente in natura, spesso si distrugge quella natura idilliaca e sbatti il muso conmuna realtà ben diversa. Cresci conmun informazione che ti fa capire che gli animali sono umanizzati, ma quando arrivi dentro le Università ti forniscono tutto il bagaglio culturale scientifico che ti dà la certezza che l’uomo è un animale onnivoro e quindi ha il sacro santo diritto di ucvidere per nutrirsi. Tra la Sardegna e il resto d’Italia c’è sempre stato un abbisso in questa tematica, vuoi che per cultura siamo sempre stati un popolo con le nostre tradizioni agro pastorali, e quindi chi prima o chi dopo siamo entrati a contatto direttamente con la morte a fine naturale. Detto ciò, anche nelle generazioni c’è stato un notevole cambiamento. Se oggi i bambini di 6 anni sbavano in tv guardando Peppa Pig, i bambini di 6 anni degli anni 65-70 Peppa Pig ce l’avevano in cortile. E nonostante Peppa Pig fosse cresciuta e si comporta come un cagnolino, quando arrivava ad un peso ideale veniva uccisa. Inizialmente quando erano a scuola. Quando rientravano i bambini, Peppa Pig era appesa a testa in giù! Nonostante il bambino soffrisse, i genitori erano brave persone che riuscivano a far capire ai figli già a 5-6 anni, di come funziona realmente la vita. Quella generazione è stata una generazione di psicopatici, pericolosi per la società? No, anzi le nuove generazioni mostrano evidenti disturbi comportamentali, e ciò è dovuto tra le tante cose anche a questo. Riescono a capire come va la vita quando si è già adulti.

      • febbraio 11, 2014 alle 8:59 am

        Caro M.A.,

        leggo i tuoi commenti e molto spesso li trovo intelligenti e pregni di sensibilità. Allora mi chiedo come mai resti tanto arroccato a situazioni obsolete, a mentalità vecchie, a usanze tanto antiche? Il tuo commento non fa una grinza, ma perché non lo porti avanti nel tempo, verso l’oggi? Conducilo verso necessità, conoscenze, situazioni diverse. Fagli indossare un vestito nuovo… un Cuore nuovo, una consapevolezza nuova. Per favore!
        Io non intendo “insegnare il vangelo”, a te, a nessun altro. Tutti noi proveniamo da ciò che è passato. Indistintamente tutti. Ma mi pare non si possa andare avanti, restando inchiodati (fosse anche per il sacro rispetto che nutriamo verso i nostri padri, o le tradizioni), croci fatte di legno che odora di marcio, come fosse stato immerso nell’acqua per troppo tempo!
        Vorrei invitare te ed anche gli altri amici a voler leggere le riflessioni contenute nel link sotto.
        Lo ripeto, non intendo spiegare vangeli, non intendo costringere qualcuno a pensare… a vivere come penso/vivo io. Ma il dubbio è la sola cosa certa che ho per sentirmi veramente viva. E di dubbi, negli anni che la vita mi ha donato (verso il domani, non verso il passato), ne ho avuti tanti.
        Buona giornata a te. Buona giornata a tutti voi.
        Eli

  17. max
    febbraio 11, 2014 alle 7:16 am

    contesto quello che e’ successo perche’si poteva prevenire la gravidanza.
    contesto in modo esponenziale il come e’ successo.
    davanti ai bambini? senza un filtro televisivo?a cura dell’uomo e non di un altro predatore?
    speriamo che tutti i danesi non siano cosi’…

  18. M.A.
    febbraio 11, 2014 alle 11:11 am

    Elisabetta Lelli :
    Caro M.A.,
    leggo i tuoi commenti e molto spesso li trovo intelligenti e pregni di sensibilità. Allora mi chiedo come mai resti tanto arroccato a situazioni obsolete, a mentalità vecchie, a usanze tanto antiche? Il tuo commento non fa una grinza, ma perché non lo porti avanti nel tempo, verso l’oggi? Conducilo verso necessità, conoscenze, situazioni diverse. Fagli indossare un vestito nuovo… un Cuore nuovo, una consapevolezza nuova. Per favore!
    Io non intendo “insegnare il vangelo”, a te, a nessun altro. Tutti noi proveniamo da ciò che è passato. Indistintamente tutti. Ma mi pare non si possa andare avanti, restando inchiodati (fosse anche per il sacro rispetto che nutriamo verso i nostri padri, o le tradizioni), croci fatte di legno che odora di marcio, come fosse stato immerso nell’acqua per troppo tempo!
    Vorrei invitare te ed anche gli altri amici a voler leggere le riflessioni contenute nel link sotto.
    Lo ripeto, non intendo spiegare vangeli, non intendo costringere qualcuno a pensare… a vivere come penso/vivo io. Ma il dubbio è la sola cosa certa che ho per sentirmi veramente viva. E di dubbi, negli anni che la vita mi ha donato (verso il domani, non verso il passato), ne ho avuti tanti.
    Buona giornata a te. Buona giornata a tutti voi.
    Eli
    https://www.facebook.com/photo.php?fbid=729864833713800&set=a.307636049270016.78664.272208269479461&type=1

    Ciao Eli, dopo tutte queste discussioni spero che avrai capito che non sono un pericolo pubblico :p . Io ho una mia sensibilità, ho la mia empatia, ho un mio cuore e ho una vmia etica costruita su esperienze di vita vissute e basi scientifiche. La mia empatia si accende quando visito allevamenti intensivi, quando vedo queste notizie di circhi e zoo e quando vedo uno sfruttamento animale che esula dalle leggi naturali. La mia sensibilità e il mio sdegno si manifestano in tutte quelle situazioni in cui un animale è privato della propria dignità. È ciò si manifesta da domatori nei circhi fino al vegano che vuole imporre un alimentazione con crocchette vegan al proprio cane, perché altrimenti si sente complice dell’olocausto animale. Tra questi due estremi ci sono tante sfumature. Tu mi potrai dire che è uno sfruttamento animale anche il pascolo delle pecore, che sono un simbolo della sardità. È vero. Ma in Sardegna i metodi di allevamento, vedono si lo sfruttamento animale, ma una pecora mantiene ancora una dignità e una vita da pecora. Qui è libera di scorrazzare in mezzo ai campi, idem per vacche e maiali. Gli allevamenti da stalla che privano il contatto diretto tra animale e natura sono pochissimi. È condannabile tutto fuorché il diritto che un uomo ha di uccidere un animale per mangiarlo. Questo non per diffendere la caccia, ma perché quando entri, come ho scritto, nelle facoltà di Medicina, Biologia e Scienze Naturali, NON insegnano che l’UOMO è VEGANO, anzi ti forniscono le basi scientifiche che ti dimostrano il contrario. La difesa della caccia avviene dopo questo. Dal punto di vista etico, se tu dovessi chiedere a una persona: “è più giusto uccidere per mangiare un cinghiale vnato libero che ha compiuto ciò per cui la natura lo ha creato (ossia crescere, socializzare, riprodursi, vivere, conoscere, girare etc etc) oppure un maiale allevato in batteria (che non ha mai visto il sole, ha vissuto in 2 mt quadrati, violentato fisicamente con castrazioni, vaccini, farmaci colpi etc etc?” Secondo te una persona di buon senso, almeno che non sia un sadico cosa risponderebbe? Di domande del genere te ne potrei porre quante ne vuoi. Un altra cosa Eli. Io non vivo incollato o incatenato al passato. Io vivo rivolto al futuro conmi bagagli culturali acquisiti nel passato. Io penso che Noi siamo ciò che Saremo ma soprattutto ciò che Siamo Stati. Non dobbiamo perdere la nostra identità. Oggi è quello che sta accadendo. Se molti dei ragazzi conoscessero o avessero avuto la stessa adolescenza che ho avuto io, di certo ti posso dire che avrebbero conosciuto il sistema natura in cui vivono, sarebbero riusciti a trovare un identità a loro stessi invece di stare buttati in un giardino pubblico a fumarsi canne, bucarsi e bere alcool e scoprire l’essenza della vita quando ormai è troppo tardi perché in parte è stata bruciata.
    Ciao Eli.

  19. febbraio 13, 2014 alle 5:35 PM

    questi hanno melma nella scatola cranica.

    A.N.S.A., 13 febbraio 2014
    Danimarca: un’altra giraffa nel ‘braccio della morte’. Ha sette anni e dovrebbe far posto ad una femmina. (http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2014/02/13/Danimarca-altra-giraffa-braccio-morte-_10068745.html)

    In Danimarca si addensano nubi minacciose su un’altra giraffa, dopo che la scorsa settimana un piccolo di nemmeno due anni, di nome Marius, era stato abbattuto, squartato di fronte ad un pubblico di bambini e dato in pasto ai felini dello zoo di Copenaghen. Secondo la stampa locale, il giardino zoologico di Jyllands Park, nel centro del paese, si appresta infatti ad abbattere un esemplare di sette anni, anch’esso di nome Marius, perché ritenuto incompatibile con l’ingresso nello zoo di una femmina.
    Nello stesso parco oltre a Marius esiste un altro maschio e i responsabili ritengono impraticabile la convivenza tra due maschi e una femmina, pena sanguinose battaglie per conquistarne i favori. Si prevede che se il nuovo Marius dovesse essere davvero abbattuto una ondata di sdegno internazionale investirà gli zoo danesi come già accaduto nel caso della settimana scorsa.

    • febbraio 13, 2014 alle 8:56 PM

      Caro GriG,

      mi permetto di copiare/incollare, condividere con lo Staff di A4A e ovviamente citare la fonte.

      # La Danimarca (ed anche la Germania), legalizzano anche la ZOOERASTIA!
      PETIZIONE —–> http://www.thepetitionsite.com/775/188/975/stop-alla-zooerastia/

      Che tristezza infinita… Che bestialità, o umanità!

    • febbraio 15, 2014 alle 8:16 PM

      retromarcia dei cialtroni 😛

      A.N.S.A., 15 febbraio 2014
      Zoo Copenaghen concede ‘grazia’ a Marius 2. Il post su Facebook arriva dopo il tumulto internazionale. (http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2014/02/15/Catena-web-giustizia-giraffa-Marius_10079559.html)

      “Non c’è alcun piano, né c’è mai stato per spostare o sopprimere nessuna delle nostre giraffe”. Lo ha scritto sulla sua pagina Facebook la direzione del Jyllands Park, lo zoo killer che qualche giorno fa giustiziò il giraffino Marius, smentendo così la volontà di sopprimere un’altra giraffa. Il post su Facebook arriva dopo il tumulto internazionale causato una settimana fa dalla soppressione da parte dello zoo di Copenaghen della giraffa di 18 mesi Marius. Qualche giorno fa la stampa locale aveva diffuso la notizia che il giardino zoologico di Jyllands Park, nel centro del paese, si apprestava ad abbattere un esemplare di sette anni, anch’esso di nome Marius, perché ritenuto incompatibile con l’ingresso nello zoo di una femmina. Nello stesso parco infatti oltre a Marius esiste anche un altro maschio e i responsabili ritengono impraticabile la convivenza tra due maschi e una femmina, pena sanguinose battaglie per conquistarne i favori.

      L’APPELLO – ”Vi scriviamo con ancora negli occhi le immagini di Marius, morto a causa della vostra superficialità e crudeltà. A un paese civile (come voi definite il vostro) certe immagini non possono e non dovrebbero appartenere”: è questo l’inizio della mail che copiata e rinviata dal proprio indirizzo viaggia da qualche giorno verso la casella postale dello zoo di Copenaghen dove la giraffa ‘Marius’ è stata condannata all’abbattimento dai veterinari (nonostante fosse in piena salute) perchè nata dall’unione tra due esemplari troppo ‘parenti’.

      La mail, inviata per conoscenza anche alle autorità danesi ed europee, torna anche sul fatto che l’animale sia stato ucciso, squartato in diretta e la sua carne distribuita ai carnivori dello zoo: ”Diversi zoo europei vi hanno chiesto di accogliere Marius e, quindi, di salvargli la vita. Come mai non avete accettato, forse per pubblicità al vostro zoo? Per sadismo, indifferenza? Come dicevano i latini ‘mors tua vita mea’, e la morte di Marius diventa un colpo di vita per il vostro zoo (forse non avevate troppi visitatori, forse i bambini preferiscono vedere gli animali nei video su Youtube invece che vederli da voi?)”.

      E ancora: ”con questa nostra lettera chiediamo che il vostro zoo chiuda, auspicio che abbiamo per tutti i luoghi di detenzione e prigionia per animali innocenti – siano essi zoo, delfinari, circhi – e che il direttore sia rimosso dal suo incarico”. Chi partecipa alla catena sottoscrive anche l’ultimo passaggio: ”Porteremo avanti questa battaglia, perché la morte di Marius non sia stata vana, perché non ci siano più Marius, né da voi né in altri luoghi come il vostro. Si tratta di una lettera aperta, che verrà inviata per conoscenza alle istituzioni, alla stampa, e a tutte quelle persone che ancora possiedono una coscienza, e che si indignano davanti a un simile orrore”.

  20. Mara
    febbraio 15, 2014 alle 11:18 PM

    Ma noi non concediamo “la grazia” allo zoo di Copenhagen.

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