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Potere alle formiche.


formicheUn po’ di tempo fa, a casa mia, si è guastato il cancello elettrico. Nessun elettricista riusciva a capire cosa fosse successo: l’impianto elettrico funzionava, il cancello non presentava problemi. Mistero. Fino a quando, un giovane tecnico non ebbe l’idea di “frugare” meglio nell’impianto e svelò il mistero: la centralina ospitava un nido di formiche, milioni di formiche. Le piccole amiche avevano mandato in tilt il sistema. Esseri minuscoli, disarmati, indifesi, erano riusciti, con un lavoro quotidiano, alacre, tenace, a far saltare il risultato di anni di ricerca tecnologica.

Ecco, durante l’incontro Noi ce la beviamo, che si è tenuto a Sardara sabato 5 ottobre, mi sono tornate in mente le formiche del mio cancello e ho ringraziato chi ci ha mandato questa epocale, mostruosa, crisi “di sistema” (come la chiamano i sapienti) o “di cialtronaggine”, come la chiama chi pensa che gli errori di grossi speculatori e di incapaci governanti siano stati fatti ricadere sulle teste dei cittadini incolpevoli, ossia delle formiche. Ho ringraziato per la crisi che, come ha ricordato papa Francesco, tenta di rubarci la dignità, perché, in realtà, ci permette di tirare fuori, oltre all’istinto di sopravvivenza, tutta la dignità nascosta sotto il tappeto, la solidarietà, la capacità di unirci per rivendicare il diritto di scegliere come gestire le nostre risorse e di mettere le basi per il futuro che vogliamo, e non subire più le decisioni o le “strategie” di una classe dirigente inetta o in mala fede. Insomma, ha tirato fuori l’orgoglio e l’ingegno delle formiche.

E in occasione dell’incontro Noi ce la beviamo, formiche se ne sono viste tante: dal Comune di Sardara a quello di Villa Verde, dall’associazione dei Comuni virtuosi al Gruppo d’Intervento Giuridico e a Domenico Finiguerra. Ognuna di quelle realtà non rappresenta sé stessa, rappresenta i milioni di piccole formiche che, se si uniscono, possono far saltare un sistema economico, sociale, culturale ormai non più funzionante e, in ogni caso, non più adatto alle loro esigenze di formiche consapevoli.

Il comune di Sardara, per esempio, grazie ai finanziamenti del POR-FESR 2007-2013, ha avviato un progetto che unisce tutela dell’ambiente e promozione turistica del territorio, che parte innanzitutto dalla valorizzazione dell’acqua di rete e passa per l’educazione alimentare, l’informazione, l’educazione dei più piccoli. Soprattutto, parte dall’idea che ognuno, nel proprio piccolo, può e deve fare qualcosa per migliorare la vita su questo pianeta, a partire dal proprio territorio. Così come il piccolo comune di Villa Verde, e tutti i comuni italiani che lavorano per migliorare le condizioni di vita dei cittadini.

Di certo, non sarà un piccolo comune di questa sgangherata Italia a cambiare le sorti del mondo, così come una sola formica non potrà mai danneggiare un impianto elettrico, ma il singolo comune, insieme ad altri comuni, ad altre associazioni, a comitati, a singoli cittadini, possono fare il primo passo.

D’altra parte, “un viaggio di mille miglia inizia con un solo passo”.

 

Claudia Basciu

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

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  1. elena romoli
    ottobre 6, 2013 alle 1:16 pm

    Viva le formiche consapevoli! Grazie GrIG per l’impegno costante, e grazie a Claudia che ci offre uno spunto di riflessione con un bell’esempio di forza e di speranza! 🙂

    • Claudia
      ottobre 6, 2013 alle 5:38 pm

      Cara Elena, tu sei una formichina sempre in prima linea 😀 !! Speriamo di diventare ancora più numerose!

  2. Shardana
    ottobre 6, 2013 alle 7:34 pm

    Il cambiamento di un piccolo comune può servire a risvegliare la consapevolezza assopita del popolo SARDO.Ne abbiamo bisogno,grazie

  3. ponjo
    ottobre 9, 2013 alle 9:27 pm

    beh, il mio cancello aveva lo stesso problema. L’elettricista ha beccato immediatamente il colpevole: Era una lumachina. Lei c’era riuscita in solitario. A volte basta anche soltanto partire per arrivare ad un risultato …

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