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Storia di un nido di Rondone.


Cagliari, nido di Rondone pallido (Apus apus) nel cassone della serranda

Cagliari, nido di Rondone pallido (Apus apus) nel cassone della serranda

Ogni anno arrivavano nella seconda metà di marzo e preparavano il loro nido in un cassone della serranda di un’abitazione cagliaritana.

La coppia di Rondoni pallidi (Apus pallidus) cresceva due covate ogni estate.

Ogni estate quattro-cinque piccoli rondinotti s’involavano a disegnare il cielo.

La loro coinquilina umana li proteggeva e si rallegrava per il loro volo.

Fino all’ultimo mese di luglio.

Nuovi inquilini diversamente umani hanno distrutto il nido e tutto quello che c’era dentro, per il fastidio.

Cagliari, distruzione nido di Rondone pallido (Apus pallidus) nel cassone della serranda

Cagliari, distruzione nido di Rondone pallido (Apus pallidus) nel cassone della serranda

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, Lega per l’Abolizione della Caccia e Amici della Terra hanno quindi inoltrato un esposto (31 luglio 2013) al Corpo forestale e di vigilanza ambientale e alla Polizia municipale.

Distruggere nidi e uova, anche solo disturbare la covata, è, infatti, giustamente vietato.

L’art. 5 della direttiva n. 2009/147/CE sulla tutela dell’avifauna selvatica, esecutiva in Italia con la legge n. 157/1992 e s.m.i., comporta in favore di “tutte le specie di uccelli viventi naturalmente allo stato selvatico nel territorio europeo degli Stati membri” (art. 1 della direttiva) il divieto:

a) di ucciderli o di catturarli deliberatamente con qualsiasi metodo;

b) di distruggere o di danneggiare deliberatamente i nidi e le uova e di asportare i nidi;

c) di raccogliere le uova nell’ambiente naturale e di detenerle anche vuote;

d) di disturbarli deliberatamente in particolare durante il periodo di riproduzione e di dipendenza quando ciò abbia conseguenze significative in considerazione degli obiettivi della presente direttiva;

e) di detenere le specie di cui sono vietate la caccia e la cattura”;

Inoltre, l’art. 5 comma 4 della legge regionale n. 23/1998 (Norme per la protezione della fauna selvatica e per l’esercizio della caccia in Sardegna) stabilisce che “durante il periodo di nidificazione dell’avifauna è vietata qualsiasi forma di disturbo alla medesima”.

Ricordiamolo tutti, qualsiasi eventuale intervento di pulizia o riparazione di edifici, infissi, strutture, potatura siepi e alberi, ecc. dev’essere effettuato con le cautele idonee alla salvaguardia delle specie nidificanti eventualmente presenti, in modo tale da evitare di arrecare loro disturbo nel periodo di riproduzione.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, Lega per l’Abolizione della Caccia e Amici della Terra

Cagliari, uovo di Rondone pallido (Apus pallidus) nel nido

Cagliari, uovo di Rondone pallido (Apus pallidus) nel nido

(foto per conto GrIG)

  1. Angelo_G
    agosto 5, 2013 alle 9:57 am

    La vicenda, oltre a essere un fatto illecito, denota una totale mancanza di cultura e sensibilità ambientale e oserei dire anche di “compassione”, nel senso alto del termine,verso gli altri esseri viventi.
    Questa carenza è l’impedimento più grande e radicato alla creazione di un ambiente, umano e non solo, un poco più civile e ospitale e con tutti.

  2. Shardana
    agosto 5, 2013 alle 11:15 am

    Dopo lo scritto di angelo,penso sia difficile aggiungere altro.Grazie angelo

    • elena romoli
      agosto 9, 2013 alle 4:24 PM

      concordo, basterebbe così poco..

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