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Il reato di lottizzazione abusiva con più soggetti è permanente, da accertare caso per caso.


Sardegna, dune e ginepri sul mare

Importante sentenza della Corte di cassazione in tema di lottizzazione abusiva e permanenza del reato.

La sentenza della Corte di cassazione, sez. III, 5 giugno 2012, n. 21714 afferma – nel caso di responsabilità plurisoggettiva – il carattere della permanenza del reato, tuttavia da accertare caso per caso. Si distingue, quindi, il ruolo del venditore lottizzante (il cui concorso nel reato sussiste fin quando dura la sua  condotta illecita e quella edificatoria degli acquirenti) e il ruolo dei singoli acquirenti, edificatori dei singoli lotti, il cui concorso nel reato perdura fin quando sussiste l’edificazione del proprio lotto e la realizzazione delle opere di urbanizzazione nel proprio comparto.

La lottizzazione abusiva, posta sotto sequestro preventivo su istanza della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lanusei (decreto G.I.P. Tribunale di Lanusei 16 luglio 2011), è quella sulla costa di Foxi Lioni, in Comune di Tortolì (OG).

La sentenza integrale è reperibile qui: http://lexambiente.it/urbanistica/160/8189-urbanistica-lottizzazione-abusiva-e-permanenza-del-reato.html.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

rustico edilizio

Cass. pen., Sez. III, n. 21714 del 5 giugno 2012 (Ud 3 mag. 2012)

Pres. Squassoni, Est. Gentile, Ric. Mascia

Urbanistica. Lottizzazione abusiva e permanenza del reato.

Nella ipotesi di carattere plurisoggettivo dei reato di lottizzazione abusiva, che implica nella quasi totalità dei casi la partecipazione di un venditore lottizzatore e di vari acquirenti, occorre applicare i principi generali vigenti in materia, per cui fa permanenza continua per ogni concorrente sino a che perdura la sua condotta volontaria e la sua possibilità di far cessare la condotta antigiuridica dei concorrenti. Ne deriva: a) che il concorso dei venditore lottizzatore permane sino a quando continua l’attività edificatoria eseguita dagli acquirenti nei singoli lotti edificatori, b) che il concorso degli acquirenti dei singoli lotti proseguirà nella sua permanenza sino a quando continuerà l’attività edificatoria nel proprio lotto e la realizzazione di opere di urbanizzazione nell’area interessata alla lottizzazione; non può invece il singolo acquirente rispondere dell’ulteriore attività edificatoria realizzata negli altri lotti.

(foto J.I., S.D., archivio GrIG)

  1. capitonegatto
    giugno 25, 2012 alle 8:54 am

    I lottizzatori ( se hanno via libera istituzionale ) fanno il loro mestiere , e gli acquirenti edificatori ( se in possesso di licenze edilizie ) fanno quello di cui hanno bisogno. Ma allora di chi e’ la responsabilita’ se le opere si fanno in spregio al paesaggio e agli interessi generali ?
    La risposta sembra banale : da chi decide nelle amministrazioni pubbliche, forse anche per mancanza di coordinamento e controllo da parte di provincia e regione.
    Tutt’altro discorso se non vi sono stracci di permessi.

  2. icittadiniprimaditutto
    giugno 25, 2012 alle 4:42 PM

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  3. luglio 28, 2012 alle 4:14 PM

    da L’Unione Sarda on line, 28 luglio 2012
    Tortolì, lottizzazione abusiva sulla costa. Il Riesame: “Via i sigilli, reato prescritto”: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/282434

    • luglio 29, 2012 alle 8:38 am

      da La Nuova Sardegna, 29 luglio 2012
      Abusi, battaglia sulla prescrizione. Tortolì, sei richieste di dissequestro delle villette di Foxi Lioni. E le indagini si spostano in Comune. (Valeria Gianoglio)

      LANUSEI. Il primo, ha vinto la sua battaglia in queste ore e potrà rientrare nella sua casa al mare perché il reato di abuso edilizio è stato dichiarato prescritto perché mancava la prova certa della data di consumazione dello stesso reato. Altri sei, invece, dovranno attendere domani per conoscere il loro destino giudiziario, e in particolare quello delle case al mare a Tortolì sulle quali incombono i sigilli della Procura di Lanusei per abusi edilizi. Ma intanto, le indagini sulla maxi lottizzazione abusiva scoperta dalla guardia di finanza nei mesi scorsi nel lido di Tortolì si spostano in Comune. Perché è lì, secondo gli investigatori che si potrebbero nascondere le tracce di una possibile responsabilità da parte di alcuni funzionari, nel sovvenzionare le opere di urbanizzazione primaria nella lottizzazione Il Golfetto. Sono decine le carte che sono state sequestrate nelle ultime settimane, da quando l’inchiesta coordinata dal procuratore Domenico Fiordalisi e dal pm Daniele Rosa, è entrata nella fase clou: quella che dalle indagini approda al vaglio del giudice. Che i 235 proprietari delle case colpite dal provvedimento di sequestro stessero affilando le armi, lo si era capito sin dall’inizio. Fin dal giorno nel quale il procuratore e la Fiamme gialle ogliastrine erano piombati nel mezzo della lottizzazione e avevano scoperto una sorta di festival dell’abuso edilizio. Declinato in mille forme, da quelle più piccole come le piscine, a quelle intermedie come un camping, a quelle più grandi come le ville costruite in barba a qualsiasi vincolo. C’erano scappate anche scene tragicomiche, nel mezzo dell’operazione Golfetto. Come quella mattina nella quale uno dei proprietari delle case abusive era stato beccato da un elicottero della Finanza mentre, seduto su una ruspa, sistemava una delle tante stradine interne che collegano le case della lottizzazione. Ma alla vista dell’elicottero, era balzato a terra ed era scappato come un topo. Gli uomini della Finanza, tuttavia, non solo lo hanno beccato ma gli hanno anche perquisito la casa e sequestrato diverse carte che sembrano provare ciò che sin dall’inizio sostiene la Procura: gli abusi edilizi che si registrano nella lottizzazione non sono prescritti perché anche in anni recenti i proprietari vi hanno realizzato altri lavori e altre opere. E in particolare non sono “prescritti” perché in quella stessa lottizzazione, si stavano costruendo opere di urbanizzazione primaria sino al momento nel quale sono intervenuti gli investigatori. Come nel caso dell’uomo beccato sulla ruspa. Insomma è su questo punto, che si giocherà la battaglia tra Procura e abusivi. La prima che sostiene: i reati non sono affatto prescritti perché si stava continuando a costruire anche in tempi recentissimi, i secondi, invece, che negano. Per il momento, la prima battaglia l’ha vinta uno dei 235 indagati. Si tratta di un’anziana di Tortolì, Natalina Mascia, che ha la casa a Foxi Lioni. Il riesame ha dichiarato che gli abusi nel suo caso, sono prescritti, perché manca la prova certa della data di consumazione del reato. La sua villetta è stata dunque dissequestrata. Ma altri sei istanze di dissequestro verranno discusse domani mattina in Procura a Lanusei. Il pm Daniele Rosa potrebbe decidere di accoglierle subito, oppure, se le dovesse rigettare, la decisione passerà nelle mani del gip. Sullo sfondo, resta un dato di fatto: la profonda amarezza da parte di chi ama la Sardegna e le sue coste, di vedere un maxi caso di abusi edilizi accertati, che rischiano di rimanere in piedi a causa della prescrizione.

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