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Ancora piani di lottizzazione approvati in base al P.U.C. di Badesi senza verifica di coerenza.


Gallura, costa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra hanno inoltrato (8 giugno 2012) un nuovo specifico atto di “osservazioni” relativamente all’adozione della deliberazione Consiglio comunale di Badesi n. 18 del 21 marzo 2012 concernente il piano di lottizzazione (soc. Sardegna Re s.r.l.) in zona espansione C 3 (003 e 004) – 1° stralcio funzionale “inserito nel vigente Piano Urbanistico Comunale”.    Come ampiamente noto, il P.U.C. di Badesi (OT) è stato promulgato senza l’avvenuto superamento positivo della procedura di valutazione di coerenza con la pianificazione paesaggistica regionale – P.P.R. (art. 31, commi 3° e 5°, della legge regionale n. 7/2002).

Caso unico in Sardegna.  Senza che la Regione autonoma della Sardegna abbia finora posto in essere alcuna iniziativa per esercitare le proprie competenze in tema di coordinamento della pianificazione urbanistico-territoriale.

In precedenza, con analogo atto di “osservazioni” (19 marzo 2012), era stato fatto constare il medesimo vizio di legittimità del P.U.C. in relazione all’avvenuta adozione della deliberazione Consiglio comunale di Badesi n. 4 del 24 gennaio 2012 concernente un piano di lottizzazione in zona artigianale D 2 (006) “inserita nel vigente Piano Urbanistico Comunale”.

Cisto (Cistus)

Per quali motivi si afferma l’illegittimità del P.U.C. di Badesi?   Ricapitoliamo.

Si ricorda che con deliberazione Consiglio comunale di Badesi n. 30 del 30 maggio 2011 ”sono stati approvati ulteriori elaborati integrativi, predisposti in recepimento di alcune prescrizioni espresse dalla R.A.S.” in merito al piano urbanistico comunale – P.U.C. in adeguamento al piano paesaggistico regionale – P.P.R. e al piano di assetto idrogeologico –  P.A.I., approvato definitivamente con deliberazione Consiglio comunale Badesi n. 1 del 18 gennaio 2011 (art. 20 della legge regionale n. 45/1989 e s.m.i.).

Sul B.U.R.A.S., parte III, n. 17 del 16 giugno 2011 è stato pubblicato il relativo avviso.

Come ampiamente noto, la Direzione regionale della Pianificazione urbanistico territoriale dell’Assessorato degli EE.LL., Finanze, Urbanistica della Regione autonoma della Sardegna, nell’ambito delle proprie competenze in tema di valutazione di coerenza con la pianificazione paesaggistica regionale – P.P.R. (art. 31, commi 3° e 5°, della legge regionale n. 7/2002), risulta aver richiesto al Comune di Badesi una serie di modifiche sostanziali al P.U.C. (determinazione n. 1635 dell’8 aprile 2011). Con successiva nota n. 42842 del 20 luglio 2011 ha reso noto che la procedura seguita dal Comune di Badesi è illegittima: “la Direzione generale della Pianificazione con nota n. 42622 del 20.07.2011 indirizzata al Comune di Badesi ha rilevato che la pubblicazione del provvedimento di approvazione definitiva del PUC sul BURAS n. 17 del 16.06.2011 è stata effettuata in mancanza del positivo esito della verifica di coerenza che costituisce presupposto necessario per procedere alla pubblicazione del piano nei termini di cui agli articoli 17 e 20 della legge regionale 22 dicembre 1989, n. 45”.

Poiana

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra hanno già fatto constare (29 giugno 2011, 5 novembre 2011) alla Regione autonoma della Sardegna e al Comune di Badesi (informandone la magistratura competente) la carenza di legittimità del fondamentale strumento urbanistico. Analogamente ha fatto l’on. Claudia Zuncheddu (Indipendentistas) con un’interrogazione consiliare.

Tuttavia non sono stati adottati ancora provvedimenti di ripristino della legalità urbanistico-territoriale.

Con l’attuale ricorso le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra hanno richiesto al Consiglio comunale di Badesi di annullare in via di autotutela (artt. 21 octies e 21 nonies della legge n. 241/1990 e s.m.i.) i provvedimenti di promulgazione del P.U.C. e al Direttore regionale della Pianificazione urbanistico territoriale dell’Assessorato degli EE.LL., Finanze, Urbanistica della Regione autonoma della Sardegna di valutare l’opportunità di provvedere (art. 39 L del D.P.R. n. 380/2001 e s.m.i.) all’annullamento degli atti in violazione delle disposizioni sulla valutazione di coerenza con la pianificazione paesaggistica regionale – P.P.R. (art. 31, commi 3° e 5°, della legge regionale n. 7/2002).

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

Badesi, avviso avvenuta adozione piano lottizzazione

(foto per conto GrIG, S.D., archivio GrIG)

  1. icittadiniprimaditutto
    giugno 12, 2012 alle 4:11 pm

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. aprile 26, 2013 alle 2:46 pm

    il Comune di Badesi fa scuola: ora anche il Comune di Ossi ha un P.U.C. illegittimo in vigore.

    da La Nuova Sardegna, 26 aprile 2013
    Ossi, Canu insiste: «Sul Puc resta il rischio di ricorsi». Nuova puntata della lunga polemica con il sindaco Lubinu «Il piano non ha l’ok della Regione e può essere impugnato». (Pietro Simula)

    OSSI. E’ una storia infinita quella del Piano Urbanistico Comunale, pubblicato sul Buras il 22 novembre scorso per decisione dell’Amministrazione comunale secondo modalità che hanno acceso una dura polemica tra l’ex assessore Nando Canu e il sindaco Pasquale Lubinu. Trattandosi di uno strumento che muove interessi economici rilevanti nel settore dell’edilizia c’è il rischio che il susseguirsi dei dubbi alle certezze sulla sua validità finiscano per alimentare un senso d’insicurezza che non incoraggia gli operatori ad investire. Per il sindaco Pasquale Lubinu nessun ricorso è stato presentato al Tar nei termini di legge e perciò stesso la validità e l’efficacia del piano deve ritenersi definitiva. E’ vero, conferma il consigliere comunale del Gruppo Autonomo Nando Canu, che il Puc a questo punto è entrato in vigore; ma vi è entrato con il «parere di non coerenza da parte della Regione». Non è poi vero che non si possa più far ricorso, in quanto «in qualsiasi momento qualsiasi cittadino può farlo su una o più pratiche edilizie in sede di inizio di costruzione per il semplice fatto che il Puc, come definito dall’Ufficio regionale, non è coerente». «In data 16 ottobre 2012 – spiega Canu a tal proposito – il Comune riceveva una lettera da parte del Direttore generale della Pianificazione urbanistica territoriale e della vigilanza edilizia regionale, la quale rilevava che la delibera 52 del 20.12.2011 con la quale il Consiglio comunale aveva adottato in via definitiva una variante al Puc non poteva avere seguito perché non aveva conseguito il parere positivo della verifica di coerenza». Dichiarava inoltre «di non capire chiaramente il motivo per cui il Consiglio comunale, con atto n.37 del 2 luglio 2012 abbia controdedotto la determinazione n.2237 del 24 maggio 2012 del D.G. con la quale era stata dichiarata la non coerenza». Lo stesso responsabile dell’Ufficio tecnico comunale, aggiunge Canu, con una lettera del 30 ottobre 2012 «aveva richiamato l’attenzione del sindaco sul contenuto della nota del Direttore Generale dell’Assessorato regionale dell’Urbanistica, ritenendo di dubbia legittimità la decisione della promulgazione del Puc e sottolineando l’inopportunità di dar corso alla pubblicazione di uno strumento pianificatorio che non aveva conseguito la prescritta coerenza da parte del Comitato territoriale regionale urbanistico». Non solo, aggiunge ancora Canu: «Sia l’assessore comunale all’Urbanistica allora in carica che il sottoscritto, in qualità di delegato all’edilizia privata, prendevamo le distanze da tale decisione motivandole per iscritto». «Non sono un tecnico né un avvocato – commenta Canu – ma ritengo che sarebbe stato opportuno soprassedere e richiedere un parere all’Avvocatura dello Stato o rivolgerci al Tar». «Il mio non è un atteggiamento polemico allo scopo di screditare l’operato del sindaco”, conclude l’ex assessore –, ma soltanto un atto dovuto a difesa degli interessi dei cittadini e dello stesso comune».

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