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Sardegna, direttiva regionale sull’edificazione in zone agricole.


Carloforte, campagna in fiore

 

La Giunta regionale della Sardegna ha emanato – mediante deliberazione n. 20/29 del 15 maggio 2012 finora non disponibile sul sito istituzionale web – la direttiva contenente gli indirizzi interpretativi sull’edificazione nelle aree agricole, ai sensi dell’art. 13 bis della legge regionale n. 4/2009, come integrata dalla legge regionale n. 21/2011: la superficie minima per interventi edilizi è di un ettaro, elevabile – con deliberazione dei rispettivi Consigli comunali – a tre ettari, ma soprattutto viene ricordato che le possibilità di edificare nelle zone agricole sono subordinate all’effettiva connessione con le funzioni di conduzione agricola e zootecnica del fondo, con particolare predilezione per quegli interventi che assicurano il recupero del patrimonio edilizio esistente.

Niente edifici residenziali (ville, ecc.), niente edifici ricettivi, slegati dall’attività agricola, come recentemente ribadito anche dalla Suprema Corte di cassazione (sent. sez. III, 9 marzo 2012, n. 9369). E le strutture tecniche dei Comuni devono vigilare sui lavori avviati o realizzati in base alle autorizzazioni emanate.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

aggiornamento (21 maggio 2012):

finalmente la direttiva è disponibile, eccola:

* deliberazione Giunta regionale n. 20/29 del 15 maggio 2012

* deliberazione Giunta regionale n. 20/29 del 15 maggio 2012, allegato

Cisto (Cistus)

 

dal sito istituzionale web della Regione autonoma della Sardegna, 16 maggio 2012

Piano Casa: Giunta approva indirizzi interpretativi su zone agricole.

Il provvedimento dell’Esecutivo interviene a dare direttive univoche in materia di tutela, salvaguardia e sviluppo delle aree destinate all’agricoltura, superando le divergenti interpretazioni delle amministrazioni locali emerse anche dalle numerose richieste di chiarimenti pervenute alla Regione.

CAGLIARI, 16 MAGGIO 2012 – La Giunta regionale su proposta dell’assessore degli Enti Locali, Finanze e Urbanistica, Nicola Rassu, ha approvato il documento contenente gli indirizzi interpretativi dell’articolo 13 bis della Legge regionale 4 del 2009, come modificata dalla Legge regionale 21 del 2011.  Il provvedimento dell’Esecutivo interviene a dare direttive univoche in materia di tutela, salvaguardia e sviluppo delle aree destinate all’agricoltura, superando le divergenti interpretazioni delle amministrazioni locali emerse anche dalle numerose richieste di chiarimenti pervenute alla Regione.  “Prosegue il nostro impegno nell’offrire alle amministrazioni locali e di conseguenza ai cittadini maggiore chiarezza per l’attuazione della legge 21 e permettere a tutti di godere appieno dei suoi benefici – ha commentato l’assessore Nicola Rassu. La Giunta regionale ha dunque emanato un atto finalizzato ad agevolare gli Enti locali nell’esecuzione del disposto legislativo e, allo stesso tempo, a salvaguardare l’esigenza di una uniforme applicazione della legge su tutto il territorio regionale”. Nello specifico, il provvedimento ha chiarito che la superficie minima per gli interventi in agro sia di almeno un ettaro, incrementabile con apposita delibera dei Comuni sino a un massimo di tre ettari, fermo restando che le possibilità di edificare nelle zone agricole sono subordinate all’effettiva connessione con le funzioni di conduzione agricola e zootecnica del fondo, con particolare predilezione per quegli interventi che assicurano il recupero del patrimonio edilizio esistente. Per gli interventi inoltre l’indice massimo di edificabilità per le nuove residenze è pari a 0,03 mc/mq per il primo ettaro da ridurre del 50% per il secondo e del 75% per i successivi. Il documento affronta inoltre le varie fattispecie nelle zone agricole con particolare riferimento agli edifici per le residenze, ai fabbricati e gli impianti connessi alla conduzione agricola, zootecnica e all’itticoltura del fondo, ai fabbricati funzionali alla conduzione e gestione dei boschi e degli impianti arborei industriali, alle strutture per il recupero terapeutico dei disabili e per le strutture per agriturismo.  “L’atto di indirizzo che la Giunta Cappellacci ha assunto si pone come obiettivo quello di salvaguardare il paesaggio rurale con tutte le sue peculiarità e preservare inoltre le sue identità”, ha proseguito l’esponente della Giunta.  “Al contempo, attraverso uno sviluppo sostenibile delle attività agricole, il provvedimento mira a consentire un corretto e razionale utilizzo del territorio, da un lato, salvaguardando le peculiarità delle zone agricole dallo sfruttamento senza controllo e, dall’altro, favorendo lo sviluppo dell’esercizio delle attività connesse all’agricoltura”.

 

 

da La Nuova Sardegna, 17 maggio 2012

Piano casa, con un ettaro di terreno si può costruire.  La Regione ha approvato i nuovi indirizzi per le zone agricole. Ma i Comuni possono prevedere misure più restrittive.    Filippo Perettihttp://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2012/05/17/news/piano-casa-con-un-ettaro-di-terreno-si-puo-costruire-1.4541477

Sardegna, paesaggio agrario

(foto S.D. archivio GrIG)

  1. argiolasfabio
    maggio 17, 2012 alle 4:51 PM

    Reblogged this on Fabio Argiolas.

  2. Vic
    maggio 17, 2012 alle 7:22 PM

    Con un ettaro mi iscrivo a coltivatori dIretti pianto due melanzane e ho una villa vista mare

  3. icittadiniprimaditutto
    maggio 18, 2012 alle 6:05 PM

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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