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Fari e torri costiere in vendita? Non scherziamo!


Cabras, Torre di S. Giovanni di Sinis e Tharros

A leggere le notizie riportate c’è da trasalire: secondo l’A.N.S.A. e L’Unione Sarda, l’Agenzia della Conservatoria delle coste della Sardegna si appresterebbe alla vendita di ben 15 fra fari, torri costiere, semafori affidati dalla Giunta regionale con la deliberazione n. 53/26 del 23 dicembre 2011, avendo addirittura aperto un blog (http://sardegnafari.wordpress.com/) per pubblicizzare meglio l’iniziativa, quasi come un piazzista.

A ben vedere, però, nel blog dedicato all’iniziativa e nel sito istituzionale web della Regione autonoma della Sardegna non si parla di vendita, ma dell’elaborazione di un programma di utilizzo che preveda vari usi compatibili (ricreativi, museali, di ricerca, residenziali, ecc.) con “anche eventuali procedimenti pubblici per l’affidamento in concessione degli immobili”. Insomma, sarebbe prevista solo l’eventualità residuale dell’affidamento in concessione attraverso procedure selettive pubbliche.  Sul blog è possibile, sito per sito, indicare quale destinazione sarebbe la più opportuna. Ed è certamente un bell’esempio di apertura verso i cittadini.

Eppure la notizia circola ampiamente, nonostante le rassicurazioni del Direttore generale dell’Agenzia Alessio Satta.   Evidentemente l’ambiguità dell’attuale Amministrazione regionale Cappellacci – denunciata ampiamente da tempo dalle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra– è più forte di tutto e di tutti.

Cagliari, S. Elia, Torre dei Segnali, radar VTS Guardia costiera

Non c’è fiducia, quel che non convince è la linea di politica ambientale perseguita in questi anni dall’Amministrazione Cappellacci (basti pensare al c.d. piano per l’edilizia, finito davanti alla Corte costituzionale, al tentativo di smantellamento del piano paesaggistico regionale, alla legge sul golf, anch’essa davanti alla Corte costituzionale).

Per non parlar poi di un altro fatto incontrovertibile. La Regione finge di non sapere che il suo lassismo ha consentito la predisposizione di un piano apparentemente unitario della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza per la realizzazione di reti integrate di radar comprendenti una quindicina di impianti.  Uno di quelli già operativi – a cui si dovrebbe aggiungere analogo impianto della Guardia di Finanza – è ubicato proprio presso il faro–stazione di Capo S. Elia.   La Giunta Cappellacci pensa forse che qualcuno voglia “fare turismo” con due bei radar subito fuori le finestre?

C’è molto da rivedere nella politica ambientale della Regione e l’intento ecologista sarà quello di prevenire ogni speculazione.  Con ogni mezzo, of course.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

 

Domus de Maria, faro di Capo Spartivento (prima della trasformazione)

 

A.N.S.A., 8 maggio 2012

Ambiente: fari Sardegna in vendita, attivato blog. 15 i siti disponibili dal nord al sud dell’Isola. (http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/sardegna/2012/05/08/Ambiente-fari-Sardegna-vendita-attivato-blog_6837968.html)

CAGLIARI, 8 MAG – La Conservatoria delle Coste ha attivato il blog SardegnaFari [http://sardegnafari.wordpress.com] per presentare i beni del patrimonio marittimo-costiero che sono stati affidati all’Agenzia per essere messi in vendita. Sono 15 i siti in cui sono presenti fari, semafori, torri costiere, immobili e infrastrutture di proprietà regionale sui quali la Conservatoria sta elaborando un programma per la loro valorizzazione e per assicurarne la gestione, curando anche eventuali procedimenti pubblici per l’affidamento in concessione degli immobili.

 

Cabras, Torre di S. Giovanni di Sinis

 

da L’Unione Sarda on line, 8 maggio 2012

In vendita 15 fari della Sardegna. In un blog sondaggio su come utilizzarli. I beni del patrimonio marittimo-costiero della Sardegna sono stati affidati all’Agenzia per essere messi in vendita. (http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/272103)

I beni del patrimonio marittimo-costiero della Sardegna sono stati affidati all’Agenzia per essere messi in vendita.

La Conservatoria delle Coste, Agenzia che fa capo all’assessorato regionale dell’Ambiente, ha attivato il blog SardegnaFari [http://sardegnafari.wordpress.com] per presentare i beni del patrimonio marittimo-costiero della Sardegna che sono stati affidati all’Agenzia per essere messi in vendita. Sono 15 i siti in cui sono presenti fari, semafori, torri costiere, immobili e infrastrutture di proprietà regionale sui quali la Conservatoria delle Coste sta elaborando un programma dettagliato per la loro valorizzazione e per assicurare la loro gestione, curando anche eventuali procedimenti pubblici per l’affidamento in concessione degli immobili. Non solo fari, ma anche stazioni semaforiche, vedette e torri costiere distribuite non uniformamente in tutto il territorio regionale: fa da padrona la Gallura, con immobili a La Maddalena, Palau, Olbia, Arzachena, Santa Teresa e Golfo Aranci, ma sono interessati anche i comuni di Cagliari, Oristano, San Vero Milis, Sant’Antioco e l’isola dell’Asinara. Il sito ha l’obiettivo di rendere trasparente il processo di messa in valore di un patrimonio che si trova oggi in una condizione di degrado e abbandono, pur mantenendo completamente integro il suo valore storico, architettonico e culturale. Il recupero e la valorizzazione di questo patrimonio a lungo sottratto ad un uso pubblico generale, rende imperativa – sottolinea la Regione – la scelta di funzioni di utilizzo che ne permettano l’accesso libero e gratuito. Per questo nel blog, insieme alle schede dei singoli beni, la Conservatoria ha lanciato un sondaggio in cui chiede agli utenti se per il riutilizzo immaginano un uso esclusivo per attività turistico e ricettive, scientifico-culturali o un uso misto e di scegliere tra le seguenti attività: polo museale, spazio espositivo, residenza artistica, studio di registrazione audio-video, centro di ricerca su ambiente marino e costiero, centro di educazione ambientale, ufficio di informazione turistica, bookshop, bar-caffetteria, ristorante, albergo di standard elevato, ostello della gioventù, appartamenti in affitto, bed & breakfast.

 

Carloforte, faro di Capo Sandalo

dal sito istituzionale web della Regione autonoma della Sardegna, 8 maggio 2012

Coste: Conservatoria attiva blog per presentare beni patrimonio marittimo della Sardegna.

Sono 15 i siti in cui sono presenti fari, semafori, torri costiere, immobili e infrastrutture di proprietà regionale sui quali la Conservatoria delle Coste sta elaborando un programma dettagliato per la loro valorizzazione e per assicurare la loro gestione curando anche eventuali procedimenti pubblici per l’affidamento in concessione degli immobili: http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?s=196131&v=2&c=149&t=1

 

(foto per conto GrIG, S.D., archivio GrIG)

  1. capitonegatto
    maggio 9, 2012 alle 5:37 PM

    Ecco perche’ nei TG regione la parola piu usata e’ ” TERRITORIO ” . I Sardi se la stanno svendendo, snaturando. Perche’ a questi amministratori ( business mans ) non gli facciamo vedere qualche STELLA ? , magari solo CINQUE.

  2. maggio 9, 2012 alle 7:43 PM

    da Go Green, 9 maggio 2012
    Fari in vendita in Sardegna: bene per l’ambiente o speculazione?: http://gogreen.virgilio.it/news/green-economy/fari-vendita-sardegna-bene-per-ambiente-o-speculazione_6466.html

  3. maggio 9, 2012 alle 10:08 PM

    l’A.N.S.A., giustamente, rettifica 😉

    A.N.S.A., 9 maggio 2012
    Sardegna 15 fari e torri in concessione. 15 i siti disponibili, gli utenti decideranno la destinazione: http://www.ansa.it/web/notizie/canali/energiaeambiente/istituzioni/2012/05/08/Sardegna-mette-vendita-fari-torri-_6837855.html

  4. icittadiniprimaditutto
    maggio 10, 2012 alle 11:13 am

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  5. agosto 22, 2012 alle 11:16 PM

    amen.

    da La Nuova Sardegna on line, 22 agosto 2012
    Crolla la torre costiera a San Vero Milis. Per salvarla era stato deciso di arretrarla di 20 metri a causa dell’erosione della falesia: ma ora il disastro: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sassari/cronaca/2012/08/22/news/crolla-la-torre-costiera-a-san-vero-milis-1.5578433

    da L’Unione Sarda on line, 22 agosto 2012
    San Vero Milis, crolla la torre Scala ‘e Sali. Campagna di recupero partita in ritardo: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/285671

    • ottobre 24, 2012 alle 2:51 PM

      ecco perchè crollano.

      da La Nuova Sardegna, 24 ottobre 2012
      Torri costiere destinate a crollare. San Vero Milis, per preservarle dall’erosione scontro fra due correnti di pensiero. (Claudio Zoccheddu): http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20121024085305.pdf

      • maggio 10, 2013 alle 2:48 PM

        da La Nuova Sardegna, 10 maggio 2013
        Sa Mora, sparito il cantiere Futuro della torre a rischio.
        Ad agosto dello scorso anno il crollo delle vedette nel litorale di San Vero Milis La Conservatoria delle coste aveva deciso un intervento poi non realizzato. (Claudio Zoccheddu)

        SAN VERO MILIS. Una ritirata silenziosa. La Conservatoria delle coste ha abbandonato senza clamore il cantiere di Capo Mannu. Da qualche giorno, infatti, il cantiere allestito attorno alla torre di Sa Mora è sparito nel nulla, come se non fosse mai esistito. Anche perché, non c’è traccia di eventuali lavori o di interventi sostanziali eseguiti nei sette mesi in cui è rimasto al fianco della torre. E dire che, alla fine dell’estate scorsa, sembrava che le intenzioni fossero le migliori. Dopo il crollo della torre di Scau ’e Sai, avvenuto lo scorso 22 agosto, la torre di Sa Mora pareva indirizzata verso la ristrutturazione. Il destino delle torri costiere di San Vero Milis sembrava dividersi da un certo punto in poi, quando la Conservatoria delle coste aveva deciso di intervenire per provare a salvare almeno una delle torri spagnole che dominano le scogliere della zona. La scelta era ricaduta su Sa Mora, quella che domina il mare di Capo Mannu e che, purtroppo, presenta segni inequivocabili di crollo e lesioni che ne hanno minato la stabilità. Attorno alla torre era stato allestito un cantiere recintato, era comparso un box per gli attrezzi, c’era il pietrame per il restauro ed era arrivato anche una sorta di ponteggio, subito accatastato lungo il perimetro del cantiere. Insomma, tutto il necessario per provare a restaurare la torre affacciata su una scogliera alta decine di metri. Invece, dopo sette mesi di presidio infruttuoso e dopo aver allargato e spianato la stradina sterrata che conduce al faro del Capo, la Conservatoria delle coste ha di punto in bianco smantellato il cantiere e ha fatto i bagagli lasciando la torre al suo destino. Una sorte che certo non sembra sorridere a Sa Mora che, infatti, sembra stare in piedi per miracolo. Ovviamente, la ritirata degli uomini della Conservatoria delle coste non poteva passare inosservata. Molti hanno notato l’assenza del cantiere e la situazione pressoché invariata di una struttura che sembrava destinata al restauro e che invece è rimasta esattamente com’era sette mesi fa. Così come molti manifestano più di un dubbio: com’è possibile che sia stato smantellato un cantiere senza che siano mai stati avviati i lavori? Chi ha pagato l’allestimento del cantiere? E soprattutto, che fine farà la torre di Sa Mora, al di là delle decisioni che riguardavano la struttura assunte dalla Conservatoria?

  6. maggio 11, 2013 alle 11:20 am

    da La Nuova Sardegna, 11 maggio 2013
    Presto al via i lavori alla torre di Sa Mora. San Vero Milis, il Conservatore delle coste precisa: entro giugno il contratto con una nuova impresa.

    SAN VERO MILIS. Sembrava un addio definitivo, invece tecnici e operai ritorneranno alla torre di Sa Mora e a quella di Capo Mannu. Dopo la ritirata dei giorni scorsi è già stato previsto un piano di rientro che prevede, qualora sia possibile, il recupero delle torri momentaneamente abbandonate. L’impegno è arrivato direttamente dalla voce del presidente della Conservatoria delle coste, Alessio Satta: «Nonostante le molteplici difficoltà e la complessità degli interventi, che richiedono ulteriori progettazioni e autorizzazioni anche durante l’esecuzione dei lavori, la Conservatoria delle coste sarà in grado di far ripartire i lavori sulle due torri di San Vero Milis entro il mese di giugno». L’appuntamento, dunque, è fissato. A fare capolino attorno alle rovine delle torri pericolanti, però, sarà un’impresa diversa da quella che ha lavorato, si fa per dire, a Sa Mora e a Capo Mannu negli ultimi sette mesi. «Le ripetute irregolarità dell’impresa esecutrice ci hanno costretti a procedere alla sostituzione con una nuova impresa che verrà contrattualizzata nei prossimi giorni», ha detto Satta prima di spiegare i motivi che hanno portato alla scomparsa silenziosa dei cantieri allestiti attorno alle torri costiere: «Questo ha comportato il necessario smantellamento del precedente cantiere a favore della preparazione del cantiere della nuova impresa esecutrice dei lavori». Insomma, le torri non saranno lasciate al loro destino ma, sin da subito, saranno al centro di un progetto di restauro che prevede la sistemazione di nove torri costiere, tra cui ovviamente quella di Sa Mora e quella di Capo Mannu. Nella lista c’è spazio anche per la torre del Poetto e per la torre del prezzemolo di Cagliari che, insieme ai ruderi della torre di Scau ’e Sai, sono le strutture che versano nelle condizioni peggiori. Dunque, la speranza che le due torri di Capo Mannu possano essere recuperate è ancora viva. Nonostante si tratti di strutture che sembrano stare in piedi per miracolo (soprattutto Sa Mora) entro giugno dovrebbe ripartire il piano di salvataggio di un patrimonio storico da sempre abbandonato in balia degli eventi e degli agenti atmosferici che, inevitabilmente, hanno provocato il crollo quasi totale della struttura di Scau ‘e Sai e hanno fiaccato la resistenza delle altre due sentinelle affacciate sul mediterraneo da centinaia d’anni.(c.z.)

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