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Costa Smeralda e Malfatano, periferia di Doha?


Teulada, Tuerredda, cantiere edilizio S.I.T.A.S. visto dal mare

Come reso noto nei giorni scorsi, la famiglia reale (Al Thani) del Qatar ha comprato la Costa Smeralda (4 alberghi extra-lusso, porto turistico, centri commerciali, servizi, 2.300 ettari di terreni sul mare) dal fondo Colony Capital di Tom Barrack per 600 milioni di euro (secondo Il Sole 24 Ore ne varrebbe però 700).  Sembrano cambiati gli intenti immobiliari: meno edificazione nei complessi ricettivi sul mare, più attenzione alle ville esclusive.  Ma è presto per dirlo. Arzachena può aspettare.

Si parla insistentemente anche di un interesse verso la costa di Teulada. Precisamente sui litorali di Malfatano e Tuerredda, interessati dalla speculazione immobiliare della S.I.T.A.S. s.p.a. e oggetto di un’intricatissima vicenda sulla titolarità dei diritti di proprietà.    Ben 600 milioni di euro metterebbero a tacere contenziosi, litigi e coscienze, secondo quanto riferito da fonte generalmente molto bene informata.

Pronubo il Presidente della Regione autonoma della Sardegna Ugo Cappellacci, autore insieme all’allora Ministro degli esteri Franco Frattini, di diversi viaggi in Qatar.

In pochi si domandano che cosa stia accadendo e fra questi i sempre attenti Francesco Giorgioni e Vito Biolchini sul suo blog. Per il resto si registrano le solite reazioni entusiastiche di chi è seduto su un forziere d’oro ed è felice d’un tozzo di pane.   Figuriamoci quando arriveranno in massa da fuori Sardegna anche i lavoratori stagionali. Ma quest’ultima è un’altra storia e ne parleremo a breve.

Gruppo d’Intervento Giuridico

Arzachena, Costa Smeralda, lavori suites Hotel Romazzino

(foto per conto GrIG)

  1. capitonegatto
    aprile 9, 2012 alle 9:18 am

    Qualcuno dovrebbe chiedere a chi ha fatto i viaggi in Katar , a quale titolo e a spese di chi.
    La lega e’ solo la punta dell’iceberg. Ma quante punte ci sono in questo paese di mal’affare ?

  2. icittadiniprimaditutto
    aprile 9, 2012 alle 4:45 PM

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  3. pa
    aprile 9, 2012 alle 9:25 PM

    anche Soru non fu da meno con il memorabile giro in elicottero insieme a qualche speculatore…..

  4. frnoli
    aprile 10, 2012 alle 2:12 PM

    se lo sapevano prima lo compravano i leghisti e il Trota diventava sindaco di Teulada

  5. aprile 16, 2012 alle 5:40 PM

    magari gli và un mattone farcito di traverso 😉

    A.N.S.A., 16 aprile 2012
    Turismo: investimenti del Qatar per rilancio dell’isola. Cappellacci stasera incontra Emiro durante cena con Napolitano: http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/sardegna/2012/04/16/visualizza_new.html_185532139.html

    da L’Unione Sarda on line, 16 aprile 2012
    Cappellacci incontra l’emiro Al Thani a tavola col presidente Napolitano: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/267389

  6. aprile 18, 2012 alle 2:52 PM

    da La Nuova Sardegna, 18 aprile 2012
    l Qatar punta sull’Argentiera e Masua. Gli uomini dell’emiro Al Thani interessati a investire nelle aree delle due ex miniere e sugli aeroporti di Alghero e Cagliari. (Guido Piga)

    PORTO CERVO. Nella mani dei dirigenti del fondo del Qatar (e dell’emiro) ci sono due dossier. Uno è sull’Argentiera, e sull’aeroporto di Alghero; l’altro su Buggerru e Masua, e sullo scalo di Cagliari. Gli Al Thani avevano chiesto a una società sarda (Consorzio 131, metà sassarese, metà cagliaritana, già attiva a Doha) di fare uno screening delle opportunità economiche in Sardegna. E sul tavolo di uno dei rami della famiglia era finito il possibile business con le aree ex minerarie e i rispettivi aeroporti vicini. Quell’indagine partita tre anni fa è rimasta lì, senza sbocchi. Fino a quando l’affare più importante, quello per la Costa Smeralda, non è andato in porto. Ora la partita si riapre. Il Qatar ha in mano la mappa dei possibili investimenti. Ma, prima ancora di fare un passo in più, il fondo dell’emirato ha posto le sue condizioni: per investire in Italia (e dunque in Sardegna) è necessario che il Bel Paese cancelli la corruzione e le lungaggini burocratiche. Un compito che avant’ieri si è portato a casa il premier Monti, dopo l’incontro a Roma con Al Thani. E che, da buon scolaro, dovrà fare anche Cappellacci. «Il Qatar non chiede contributi, chiede di poter realizzare le proprie iniziative organicamente e con la certezza del diritto» spiega una fonte che ha seguito i dossier sardi. Tradotto: Doha vuole tutto in blocco (come per la Costa Smeralda), oppure preferisce non fare niente. Il caso Ramco. La società del Qatar aveva raggiunto un accordo con l’Eni per l’acquisto della Vinyls, poi tornò indietro. Perché? Perché l’Eni si rifiutò di cedere tutto il pacchetto per la produzione del cloro-soda. Quello sembra essere un caso da manuale per capire come potranno essere i rapporti tra l’emirato e l’Italia. I vertici di Cappellacci. Il governatore ha parlato con l’emiro nella cena al Quirinale dell’altra sera. I colloqui sono stati incentrati sul turismo. Adesso la discussione entrerà nella fase cruciale. Sono in programma due vertici: uno in Qatar, l’altro in Sardegna. Dai piani alti della Regione non arrivano altre notizie. Ma è possibile che Cappellacci ponga all’attenzione del fondo di Doha (Qatar holding, 65 miliardi di dollari di dotazione) le opportunità di investimento nell’Isola, con la sola esclusione del gas (quella partita è in mano a Galsi e all’Algeria, un Paese diretto concorrente del Qatar). Le miniere. I due fascicoli su Buggerru e l’Argentiera potrebbero essere rispolverati. Quelli del Qatar li avevano solo visti, senza mai dare il via a una vera e propria trattativa. I dirigenti del Consorzio 131 li avevano preparati e avevano ottenuto un sì di massima di proprietari e amministrazioni pubbliche. «Potenzialmente, il fondo di Doha potrebbe creare due nuove Costa Smeralda – dice una fonte – ma è chiaro che pretende di avere certezze: se deve investire, non può aspettare anni per avere un’autorizzazione». Il piano ipotizzato prevede la riconversione delle vecchie miniere, per esempio quelle di Masua e Buggerru per il cui sviluppo, anni fa, naufragò un bando internazionale della Regione. Sono cambiate (o possono cambiare) le condizioni politiche e normative? I vertici Qatar-Sardegna serviranno a chiarire quest’aspetto fondamentale. Aeroporti e aerei. Oltre ai possibili investimenti turistici, il fondo del Qatar – nell’ottica di uno sviluppo integrato, parola cara all’Aga Khan – potrebbe avere anche un ruolo nella gestione degli aeroporti. L’argomento è stato affrontato nel 2010, durante il primo incontro tra Cappellacci e Al Thani, patrocinato dall’allora ministro Frattini. In attesa di sviluppi, il Qatar si è preso la Costa Smeralda. Il prossimo passo potrebbe essere quello di puntare a Meridiana e al controllo dell’aeroporto di Olbia. Una partita più facile, tra privati e senza lungaggini burocratiche di mezzo.

  7. aprile 18, 2012 alle 8:58 PM

    da L’Unione Sarda on line, 18 aprile 2012
    La Costa Smeralda passa al Qatar. L’emiro ha firmato l’accordo definitivo: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/267747

  8. aprile 19, 2012 alle 2:43 PM

    da La Nuova Sardegna on line, 19 aprile 2012
    Turismo, Argentiera e Buggerru pronti a trattare con l’emiro. L’arrivo dell’emiro del Qatar potrebbe dare una svolta all’asfittica economia delle due zone. Il sindaco di Sassari e gli amministatori del Sulcis sono pronti a incontrare i qatarini ma con una premessa fondamentale: rispetto dei vincoli ambientali. (Pier Luigi Piredda): http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2012/04/19/news/turismo-argentiera-e-buggerru-pronti-a-trattare-con-l-emiro-1.4388770

  9. aprile 21, 2012 alle 4:58 PM

    mitico.

    da La Nuova Sardegna, 21 aprile 2012
    «Emiro, venga anche ad Arbus».
    Piras ( Pdl) chiede al governatore Cappellacci di promuovere una visita da parte del sovrano del Qatar. (Luciano Onnis)

    ARBUS. L’emiro venuto dal Qatar non si fermi alla Costa Smeralda, a Teulada e a Masua, venga a fare shopping anche sulla costa di Arbus, che non è da meno dei paradisi fronte mare sui cui ha già messo occhi e portafoglio. L’invito, che ai più è apparsa come una boutade propagandistica, viene dal consigliere regionale Sisinnio Piras, del Pdl, che sentendosi un po’ profeta in patria tira acqua al mulino del territorio a cui deve la sua elezione nel parlamentino sardo. Non si sa mai che il signor Hamad bin Kalifa al-Thani, detto anche Emiro del Qatar, perda l’occasione della vita: un paradiso terrestre a prezzi di saldo. Cosa ha fatto il consigliere Piras? Ha colto la palla al balzo della discesa in Sardegna del magnate arabo per farlo arrivare , seguendo la via istituzionale, in Costa Verde, a Ingurtosu e Piscinas. Altri avrebbero detto “venghino, signori, venghino”, Sisinnio Piras segue invece la forma che gli compete: «Mostriamo all’Emiro le bellezze della provincia del Medio Campidano, come la costa di Arbus. Lo sviluppo di questi territori può avvenire con investimenti di compagnie capaci e leader mondiali nel turismo, come appunto la Qatar Holding che fa capo all’Emiro». E allora, che fare? “Chiederò al presidente della Regione – annuncia Piras – che si faccia portavoce delle istanze del territorio, proponendo una visita o quantomeno una illustrazione delle potenzialità della costa arburese all’Emiro». Apprezzabile iniziativa, ma qualche domanda bisogna porla: perché finora nella paradisiaca costa di Arbus il turismo ricco non è mai attecchito? Risposte facili facili: perché non c’e’ (e non ci potrà mai essere data la conformazione della costa) un attracco per yacht, panfili e vele d’altura, perché non ci sono strade, perché non c’è acqua abbastanza, perché (fortunatamente) a Piscinas e a Scivu c’è la totale salvaguardia paesaggistica. Se qualcunoprovvederà, sarà sempre possibile trovare un emiro spendaccione.

    • aprile 22, 2012 alle 10:52 am

      ancor più mitico.

      da La Nuova Sardegna, 22 aprile 2012
      LO SVILUPPO. LOTTA ALLA BUROCRAZIA. Ultimo treno del turismo per il Golfo del Leone.
      Per amministratori e imprenditori la speranza si chiama emiro del Qatar, ma la Regione deve intervenire prima possibile per bonifiche e infrastrutture. (Erminio Ariu)

      IGLESIAS. Non solo Masua, tutto il Golfo del Leone aspetta l’emiro del Qatar per agganciare lo sviluppo economico legato al turismo e realizzare un sogno ultradecennale. Da Buggerru a Portoscuso c’è una costa con centinaia di calette e spiagge mozzafiato, tra ex insediamenti minerari e costruzioni sul mare che aspettano solo di essere recuperate per il turismo.Da alcune settimane la costa è sorvolata dagli elicotteri che registrano su telecamere digitali i luoghi più suggestivi dove potrebbero essere realizzati i residence per il turismo targato Qatar. Le aspettative sono tante, anche se a dover convincere l’emiro del Qatar Hamad Bin Khalid Al Thaini più che le bellezze naturali della zona e i sentieri minerari dovrebbe essere la disponibilità della Regione a rimuovere i lacci e i lacciuoli che hanno impedito, agli imprenditori locali di investire nelle vicinanze della costa. Da Buggerru fino a Capo Altano non c’è una struttura ricettiva che si affacci sul mare. «Quello che occorre _ ha detto il sindaco di Iglesias, Luigi Perseu _ è valorizzare i volumi attuali dei cantieri minerari di Buggerru, Masua, Nebida e di Portopaglia. Per il momento basterebbe utilizzare le strutture esistenti e sarebbe un passo importante per catturare flussi turistici». Gli amministratori di Buggerru, Iglesias e Gonnesa marcheranno stretto il Governatore Cappellacci perché si vada oltre le promesse e si parta con le bonifiche. In questo caso non ci sono speculazione e politica del mattone. Le proprietà, tranne qualche ettaro di terreno, sono della Regione e gli eventuali vantaggi economici sarebbero esclusivamente dell’ente pubblico. Per risollevare il tenore di vita della provincia più povera d’Italia si dovrebbe sacrificare poco in termini di ambiente. Il passepartout per convincere l’emiro a trasformare i ruderi di Planu sartu, i capannoni minerari di Masua e di Nebida, la miniera Seruci in hotel da favola è nella realizzazione di infrastrutture. La costa spesso non dispone di un parcheggio per la sosta dei mezzi, altro che servizi pubblici. Non esiste una rete fognaria e l’acqua potabile è fornita da Igea. Fontanamare e Portopaglia soffrono di burocrazia e di scelte sbagliate ma ci sono anche attese per lo sblocco dei piani urbanisitici un grado di attirare investimenti. Da anni si attende e l’ultimo treno per il turismo rischia di passare.

  10. maggio 20, 2012 alle 9:04 am

    e Stintino periferia di Mumbay?

    da La Nuova Sardegna, 20 maggio 2012
    Fanno gola a un indiano Stintino e i villaggi Valtur. È Pramod Agarwal, magnate del ferro, il sesto uomo più ricco del mondo Parteciperà all’asta per acquistare i resort del gruppo fallito sommerso dai debiti. (Luisa Satta)

    SASSARI. Mentre il governo richiama in patria l’ambasciatore italiano in India, un indiano di 57 anni dai forzieri stratosferici, Pramod Agarwal, sbarca ini Italia sognando di infilare tra le sue perle anche la Valtur. Per essere più esatti, i villaggi turistici finiti all’asta dopo il fallimento del colosso delle vacanze travolto da uno tsunami di debiti quando il patron è finito sotto inchiesta per mafia. Oggi, quel che resta di un impero dove il sole sorge negli angoli più belli del Mediterraneo e non solo, è all’asta. E tra le spiagge più belle ci sono anche quelle sarde di Santo Stefano, a La Maddalena, Baia di Conte, ad Alghero, Colonna beach a Cagliari, ma pare abbia allungato lo sguardo anche su Stintino. L’idea del marajà è quella di colonizzare innanzitutto il nord della Sardegna offrendo un turismo alternativo a quello che è stato appena inaugurato dallo sceicco del Quatar. Il pensiero va anche a Cagliari mentre l’occhio si allunga verso la Puglia e la Sicilia. A breve ci sarà la gara però non si conoscono i nomi di altri pretendenti a fette di paradiso. Ma chi è questo nuovo uomo arrivato da lontano? Pramod Agarwal possiede una miniera di ferro pari a cinquemila miliardi di tonnellate pronti ad essere immessi sul mercato. Inutile precisare che ha una gran voglia di diversificare il suo business, e che sa bene che il turismo è un settore che tirerà sempre. «Oggi c’è la crisi che andrà avanti ancora per qualche anno, ma poi la musica cambierà», questo il suo mantra. Che abbia scelto di puntare sull’Italia, poi, non deve meravigliare perchè ogni magnate che si rispetti adora il nostro Paese, lo considera il più bello del mondo, e di fatto è tra i più gettonati dai turisti. La Sardegna poi è una delle regioni che brilla maggiormente. Questo insieme di elementi, e alcuni desideri della figlia, hanno fatto scattare in Agarwal la voglia di Valtur. Alla gara si presenterà con due soci e un partner: il genero Muquit Teja, che lo scorso anno a Venezia ha sposato sua figlia durante una cerimonia da Bollywood costata 20 milioni di euro, e Suresh Jhunjhnuwala, proprietario di catene alberghiere in tutto il mondo tra cui gli Holiday Inn negli Stati Uniti. Agarwal, per chi avesse ancora qualche dubbio sulle sue possibilità ha un portafoglio di ferro superiore a 2,5 miliardi di dollari tra Sud america e Africa. Attivo in Uruguay e in Brasile, ha una disponibilità do 2,9 miliardi di tonnellate di risorse ferrose. Se non bastasse, secondo la classifica di Forbes è il sesto uomo più ricco del mondo, il più ricco dell’India, dell’Asia e del Regno Unito con un patrimonio da capogiro: 31 miliardi di dollari.

  11. maggio 23, 2012 alle 2:49 PM

    da Sardegna Quotidiano, 23 maggio 2012
    I magnati alla conquista dell’Isola: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_56_20120523085258.pdf

  12. giugno 13, 2012 alle 2:54 PM

    che pena.

    da L’Unione Sarda on line, 13 giugno 2012
    L’emiro del Qatar Al Thani mira al Sud. Un suo inviato va in missione a Pula: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/276886

  13. agosto 24, 2012 alle 2:52 PM

    da Il Corriere della Sera on line, 23 agosto 2012
    LO RIVELA «IL MONDO» IN EDICOLA VENERDÌ. La Costa Smeralda è pronta a cambiare volto. Un piano dell’emiro del Qatar, proprietario della holding, per rilanciare l’esclusiva zona della Sardegna: http://www.corriere.it/economia/12_agosto_23/costa-smeralda-emiro-qatar-mondo_0f4aad8e-ed0d-11e1-89a9-06b6db5cd36c.shtml

    da La Nuova Sardegna, 24 agosto 2012
    Piccolo ma lussuoso, ecco il master plan dell’emiro del Qatar. Nuovo volto al borgo con 650mila metri cubi di cemento Due hotel a 4 e 5 stelle e si punta a ringiovanire la clientela.
    Il sindaco di Arzachena Siamo pronti a parlarne, ma non solo di volumetrie, abbiamo un progetto strategico per il rilancio di tutto il territorio. (Serena Lullia)

    PORTO CERVO. Vuole dare una immagine più giovane alla cinquantenne signora del turismo. L’emiro del Qatar Al Thani, nuovo re della Costa Smeralda, immagina un futuro dal fascino più sbarazzino per la Porto Cervo arrivata al mezzo secolo di vita. Si parla di un piano di restyling con nuove ville, due hotel extra lusso e una politica di attrazione dei giovani, categoria a cui il borgo sembra più un paradiso per attempati clienti che un parco divertimenti. Un nuovo volto in cui le rughe da cinquantenne verrebbero ripianate col cemento. L’emiro avrebbe pronto un master plan da 650 mila metri cubi. Poca cosa se paragonato ai quasi due milioni chiesti alla Regione dall’illuminato principe Aga Khan. Il pacchetto di volumetrie pensato dal fondo del Qatar comprenderebbe la costruzione di nuove residenze di lusso, due alberghi, uno a 5 stelle e uno a 4 stelle, linee urbanistiche più moderne per il borgo di Porto Cervo. Ma i piani dell’emiro Hamad Bin Khalifa Al Thani sarebbero molto più complessi e riguarderebbero l’intera Sardegna. Il fondo sovrano, che nel suo portafoglio extra large ha anche una compagnia aerea, avrebbe la ricetta per guarire il grande male dell’isola, i costi esorbitanti dei trasporti. Con una azione di taglio dei prezzi per atterrare in terra sarda. Piani che per essere approvati dovranno passare dal Comune di Arzachena, a cui spetta la firma sulle concessioni edilizie. Il sindaco Alberto Ragnedda fino a oggi non ha avuto nessun incontro con la società che ha acquistato il pacchetto Costa Smeralda dalla Sardegna Resorts di Tom Barrack. Solo una lettera di auguri per la vittoria elettorale, ricevuta dalle mani del presidente della Smeralda Holding Franco Carraro, l’uomo che rappresenta il fondo del Qatar in Italia. Nelle stanze del municipio non si è mai parlato né del futuro della Costa Smeralda versione qatariota. Ancor meno di volumetrie, argomento che non ha grande appeal sul sindaco Ragnedda. Il giovane primo cittadino non ha una idea della Costa Smeralda del domani fatta solo di mattoni. Pensa più a un progetto globale, strategico, in cui i metri cubi siano la conseguenza non il punto di partenza, di un piano di sviluppo. «Noi abbiamo un’agenda per Arzachena, un progetto strategico per il territorio, serio, importante, di respiro sovracomunale, da condividere con i comuni vicini – dichiara il sindaco Ragnedda –. Al suo interno ci sono alcuni pilastri, turismo, ambiente, lavoro. Le volumetrie sono solo un elemento di questo discorso. Gli investimenti da realizzare dovranno scaturire da quel piano di governo del territorio che si regge su principi fissi. Riteniamo straordinario il cambio di proprietà della Costa Smeralda. Pensiamo che il fondo sovrano del Qatar sia un interlocutore di eccellenza e crediamo possa condividere con noi un piano strategico per il territorio, pensato non per i prossimi due, ma per i prossimi venti anni». Era abbastanza scontato che dopo l’Aga Khan e Barrack anche il Qatar chiedesse la sua fetta di mattoni Smeraldi. Sarà importante capire che fine faranno i metri cubi di mister Barrack. Il magnate del fondo di investimento Colony Capital, dopo un iter lungo quattro anni aveva chiesto e ottenuto l’ampliamento del 25 per cento dei quattro hotel di Porto Cervo, il Cala di Volpe, il Cervo, il Pitrizza e il Romazzino. Metri cubi da trasformare in 40 suite extra lusso, spa e centri benessere. Un progetto di restyling da 100 milioni di euro regolati dai paletti di un accordo di programma autografato dal Comune e dalla Regione. Il documento obbliga la società proprietaria degli alberghi a realizzare interventi immobiliari che producano ricadute economiche sul territorio. E a versare 2 milioni di euro da destinare a opere pubbliche a servizio della comunità. Al momento il progetto di Barrack, ereditato a giugno dall’amico e compagno di affari Al Thani, è incompiuto per il 60 per cento. Sono state costruite una decina di suite, ma nemmeno un centro benessere. E nelle casse comunali non è stato versato nemmeno uno spicciolo dei 2 milioni di euro concordati. Barrack all’indomani della vendita di Porto Cervo aveva garantito la prosecuzione degli impegni. Bisognerà capire se quel piano piace davvero all’emiro. Anche perché ora ne ha uno tutto suo, con nuovi metri cubi, alberghi e ville. E una nuova idea di Costa Smeralda

  14. agosto 30, 2012 alle 8:33 PM

    manco se lo fila, l’emiro. 😉

    da L’Unione Sarda on line, 30 agosto 2012
    Cappellacci arriva in Costa Smeralda. Sfuma la riunione con i vertici del Qatar: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/286511

  15. novembre 16, 2012 alle 2:59 PM

    da L’Unione Sarda, 16 novembre 2012
    Lo stanziamento. Anticipato il viaggio a Doha: ci sarà anche il sindaco di Olbia. Qatar in Costa: un miliardo. Ricerca di 100 ettari al sud per allevare cavalli arabi. (Augusto Ditel): http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_56_20121116085120.pdf

    da La Nuova Sardegna, 16 novembre 2012
    Il governatore va in Qatar, parlerà di Costa Smeralda: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20121116082406.pdf

  16. novembre 19, 2012 alle 4:15 PM

    A.N.S.A., 19 novembre 2012
    Turismo: Qatar investe 1 mld in Sardegna. Incontri con Monti, Cappellacci e sindaci Olbia e Arzachena: http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/sardegna/2012/11/19/Turismo-Qatar-investe-1-mld-Sardegna_7820977.html

    da La Nuova Sardegna on line, 19 novembre 2012
    Petrodollari per la Sardegna, primo vertice in Qatar. Il governatore Cappellacci soddisfatto: l’emirato dovrebbe investire un miliardo nell’isola per il turismo. Oggi arriverà il premier Mario Monti. (Serena Lullia): http://lanuovasardegna.gelocal.it/olbia/cronaca/2012/11/19/news/petrodollari-per-la-sardegna-primo-vertice-in-qatar-1.6055160

    da L’Unione Sarda on line, 19 novembre 2012
    Qatar, l’emiro a Cappellacci: “Investiremo 1 mld nell’Isola”: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/295268

  17. novembre 20, 2012 alle 3:00 PM

    da La Nuova Sardegna, 20 novembre 2012
    Un master plan da 400mila metri cubi. A Doha il vertice con Monti, Cappellacci e i sindaci di Olbia e Arzachena. L’emiro garantisce il rispetto dell’ambiente.
    Lo chiede Mario Diana. «Centro per cavalli arabi nell’Oristanese». (Serena Lullia)

    «La visita in Qatar favorisca lo sviluppo di zone finora ai margini dell’industria turistica». È la richiesta del consigliere regionale di “Sardegna è già domani” Mario Diana. «La Provincia di Oristano, ad esempio – ha spiegato – potrebbe ospitare il centro cavalli di razza araba che la Regione sembra voler dirottare dalla Costa Smeralda a Pula. Un’idea incomprensibile: da un lato perché non si farebbe altro che trasferire risorse tra aree già privilegiate dagli interventi e dall’altro perché la stessa Regione ha investito ingenti fondi per creare l’Horse Country nell’Oristanese, e non avrebbe interesse nel non valorizzare un progetto che coinvolge 28 comuni e 66 privati per 97 milioni, il 70% di provenienza pubblica».

    DOHA. La nuova Costa Smeralda nasce fra le stanze dorate del palazzo dell’emiro Al Thani, nel cuore della capitale del Qatar. Lo skyline del borgo di Porto Cervo in versione qatarina scorre davanti agli occhi della delegazione italo-sarda in missione a Doha, con il premier Mario Monti, il governatore Ugo Cappellacci, i sindaci di Arzachena, Alberto Ragnedda e Olbia, Gianni Giovannelli. Con un investimento di un miliardo di euro il Fondo sovrano del Qatar intende dare una seconda vita a Porto Cervo, senza alterare le sue origini architettoniche né la bellezza del paesaggio che l’ha reso un mito. Il Qatar scopre il suo master plan a cinque mesi dall’acquisto della Costa Smeralda per 600milioni di euro, mini per i volumi, maxi per la cifra dell’investimento, un miliardo di euro. Un piano di lungo periodo, in cui i metri cubi vengono concepiti come uno degli elementi del progetto di rilancio turistico del villaggio dei vip che andrà di pari passo con un potenziamento dei trasporti aerei firmati Qatar Airways. Un master plan di circa 400mila metri cubi, con volumi che in parte verranno usati per completare e aggiungere nuove stelle ai quattro hotel storici di Porto Cervo, in parte per realizzarne di nuovi, almeno due, altri per costruire residenze. Più servizi e parchi nell’entroterra di Arzachena. Mattoni che dovranno essere mimetizzati fra macchia mediterranea e graniti. È il primo ministro del Qatar, lo sceicco Hamad bin Jassim al Thani, a insistere sul valore ambientale dell’investimento in Costa nel lungo faccia a faccia con la delegazione con i quattro mori. «Il mio sogno è sviluppare questi nuovi volumi in modo che non si vedano dal mare», dice. Musica divina per le orecchie del sindaco Alberto Ragnedda che sin dai primi contatti con i vertici del Qatar aveva spiegato la condizione su cui non sarebbe mai sceso a compromessi, il rispetto dell’ambiente. E nella definizione del piano della nuova Costa Smeralda le indicazioni arrivate dal Comune sembrano essere state recepite. Per il momento si tratta solo di un progetto, con volumi virtuali, che prima di diventare certi dovranno passare attraverso l’analisi dei tecnici comunali. Il fondo del Qatar è pronto a spendere subito i suoi petrodollari, nel rispetto delle leggi regionali e comunali. Ma chiede certezze nei tempi e nelle regole alle istituzioni sarde. «Già a partire dalla prossima settimana – ha spiegato il presidente Cappellacci – intendiamo entrare nella fase operativa, attraverso incontri tecnici finalizzati a definire la cornice degli interventi, per poi entrate nel merito delle singole opportunità di investimento e comporre un piano strategico complessivo». Soddisfatto il sindaco di Arzachena, Alberto Ragnedda che resta vago sui dettagli del piano di sviluppo Smeraldo almeno fino al rientro ad Arzachena, dopo che avrà illustrato il progetto alla sua maggioranza. «Sono soddisfatto per la serietà dell’interlocutore – commenta –. La sensazione che ho avuto è avere davanti investitori seri, di lungo termine, interessati a tutelare il patrimonio ambientale, di tradizione e valori della nostra terra. Non speculatori mordi e fuggi. Di fronte a questa serietà è necessaria una forte intesa fra Comune e Regione. Entrambi svolgono un ruolo fondamentale nella costruzione delle garanzie di una ritorno al benessere diffuso e di ricadute di lungo termine per la comunità sarda e gallurese». Entusiasta il sindaco di Olbia Gianni Giovannelli. «Il Qatar ha in mente un progetto complesso, di lungo periodo, che non punta solo al settore del turismo del lusso, ma anche al turismo delle famiglie e a quello congressuale. Un investimento da fare nel rispetto dell’ambiente, con una ipotesi edificatoria risibile se paragonata al miliardo di euro di investimenti».

    Il governatore: investiranno in tutti i settori.
    L’emiro va oltre il Piano Gallura. L’interesse sarà esteso ai trasporti, l’alimentare e l’interno dell’isola.

    DOHA. Nel portafoglio del Qatar per ora esiste solo un Piano Gallura. Un miliardo di investimenti certi per dare una seconda vita alla Costa Smeralda. Il Piano Sardegna è ancora in fase embrionale. Ma il governatore Ugo Cappellacci è certo di riuscire a convincere i vertici del Qatar a spendere petrodollari anche nel resto della Sardegna e non solo nel settore del turismo. A cominciare dai trasporti. «Gli investimenti della Qatar Holding – ha dichiarato il governatore – possono rappresentare un nuovo e forte impulso a quella filiera turismo-agroalimentare-cultura utile per conquistare i mercati e generare nuova impresa e nuova occupazione, nel rispetto dell’ambiente e della qualità della vita. Confidiamo di poter estendere il dialogo aperto con le autorità del Qatar anche al fronte dei trasporti, elemento essenziale dello sviluppo, indispensabile per il successo delle azioni intraprese e da intraprendere in tutti gli altri settori». C’è la possibilità che la Qatar airways, la compagnia aerea a cinque stelle di proprietà del ricco emirato, pluripremiata per gli standard di eccellenza dei voli e del servizio, potenzi il numero di linee per la Sardegna e per l’Italia. Il segnale di un interesse per i cieli isolani è evidente dalle parole del primo ministro qatariota, Hamad bin Jassim al Thani, come rivela il sindaco di Olbia Gianni Giovannelli. «I vertici del Qatar hanno voluto avere informazioni dettagliate sull’allungamento della pista dell’aeroporto – spiega il primo cittadino –. Il loro progetto punta a fare crescere le rotte durante tutto l’arco dell’anno. Anche per questo vogliono sviluppare il turismo congressuale, una realtà affermata in Qatar. Loro riescono a organizzare 400 convegni all’anno. Semplice immaginare l’impatto che questi potrebbero avere sull’allungamento della stagione anche in Gallura. Ma è indispensabile creare strutture ricettive adatte. Ecco perché i manager qatarioti vogliono investire cifre importanti sulla riqualificazione del sistema ricettivo gallurese». Senza tralasciare degli interventi sulla viabilità. «Si cercano di creare le condizioni perché si sviluppi il turismo – conclude Giovannelli –. Ma bisogna colmare il deficit infrastrutturale creando adeguati collegamenti fra la Costa e l’entroterra. Solo così si può creare un sistema turismo a 360 gradi che non guardi solo alle spiagge».

  18. novembre 20, 2012 alle 3:00 PM

    sempre più Sardistàn.

    da La Nuova Sardegna, 20 novembre 2012
    campagna delle DONNE QATARINE. «No a magliette e short».

    DOHA. Ma come la metteranno gli arabi, in Costa, con gli usi e i costumi occidentali? E’ proprio di ieri la notizia che il governo del Qatar ha deciso di sostenere la campagna «Uno di noi» promossa da alcune donne qatarine per introdurre un codice di abbigliamento per le donne straniere in linea con le tradizioni e il codice penale dell’Emirato. Pantaloncini corti, magliette senza maniche, vestiti che non coprano ginocchia e spalle sono fra gli abiti vietati figurarsi i bikini. Nella locandina della campagna si legge «Aiutaci a preservare la cultura e i valori del Qatar. Negli spazi pubblici mantieni un abbigliamento modesto coprendo spalle e ginocchia». Secondo quanto riportato da Doha News, l’Autorità per il turismo del Qatar avrebbe deciso di sostenere questa campagna per evitare «imbarazzo» ai turisti e per farli sentire benvenuti. «Non vogliamo imporre l’hijab – dicono – ma solo un abbigliamento modesto che non costringa a vedere troppe parti del corpo in pubblico».

  19. novembre 21, 2012 alle 3:00 PM

    “Stochino ha già la lista di investimenti da suggerire al Qatar: tre nuovi porticcioli turistici a Tertenia, fra Cardedu e Barisardo, uno ad Arabatax più un campo da golf fra Talana e Triei”: quest’uomo è un genio del cabaret. Cabaret politico, ma sempre cabaret.

    da L’Unione Sarda, 21 novembre 2012
    Il vertice di Doha. L’investimento in Costa Smeralda farà da apripista ad altre iniziative.
    Il Qatar e il progetto di sviluppo. Ambiente, mobilità e agroalimentare: indotto in tutta l’Isola. (Augusto Ditel): http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_146_20121121083521.pdf

    Stochino (Pdl) all’Emiro: «Non trascuri l’Ogliastra»: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_146_20121121083715.pdf

    da La Nuova Sardegna, 21 novembre 2012
    I dollari del Qatar attirano molti sindaci. L’isola è in vetrina. Stamani la presentazione della nuova Costa Smeralda. Stochino (Pdl): «Ora un Master plan per l’Ogliastra». (Serena Lullia): http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20121121081601.pdf

    Turismo equestre azzoppato dal Qatar. Preoccupazione e polemiche dopo l’annuncio di Cappellacci della nascita di un centro per cavalli arabi a Pula. (Enrico Carta): http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20121121083004.pdf

  20. novembre 22, 2012 alle 2:54 PM

    dal sito web istituzionale della Regione autonoma della Sardegna, 21 novembre 2012
    Missione Qatar: Cappellacci, con alleanza Sardegna-Qatar da sistema parchi della Costa Smeralda nascerà nuovo modello turistico sostenibile. Lo ha dichiarato il presidente della regione Ugo Cappellacci durante la conferenza stampa tenuta stamane insieme ai sindaci di Arzachena e di Olbia per illustrare i risultati della missione in Qatar: http://www.regione.sardegna.it/xml/getpage.php?cat=7873

    da CagliariPad, 22 novembre 2012
    La svolta della Costa Smeralda: alberghi, parchi e aeroporto, ecco tutti i progetti.
    Sul piatto c’é un investimento da un miliardo di euro della Qatar Holging, braccio operativo del fondo del paese arabo. “Non stiamo rovinando il territorio” – assicura il sindaco di Arzachena Ragnedda. Ma gli ambientalisti stanno in allerta: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=344

    da Sardinia Post, 22 novembre 2012
    INVESTIMENTI QATAR IN SARDEGNA, CAPPELLACCI: “INTERVENTI ECOSOSTENIBILI E IN LINEA CON LE ATTUALI NORME URBANISTICHE”: http://www.sardiniapost.it/economia/1638-investimenti-qatar-in-sardegna-cappellacci-interventi-ecosostenibili-e-in-linea-con-le-attuali-norme-urbanistiche

    da L’Unione Sarda, 22 novembre 2012
    La Maddalena. Il sindaco Angelo Comiti sottolinea l’importanza del territorio. «Al Thani, ci siamo anche noi». L’arcipelago ha un ruolo naturale nello sviluppo futuro. (Francesco Nardini): http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_146_20121122083654.pdf

    Imprenditori e politici: il Centro per la razza araba nasca nell’Oristanese. Cavalli, sgambetto Qatar. «Perché Pula? Ci sono Tanca Regia e Arborea»: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_146_20121122083616.pdf

    Costa Smeralda. Governatore e sindaci galluresi illustrano il Master Plan. Tre parchi, ville, 4 alberghi. «Il Qatar non specula, beneci per tutta l’Isola». (Augusto Ditel): http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_146_20121122083543.pdf

    da La Nuova Sardegna, 22 novembre 2012
    Ecco la Costa Smeralda targata Qatar. Svelati i progetti: quattro nuovi alberghi,due ad Arzachena e due a Olbia. Restyling per gli hotel storici e parchi attrezzati. (Serena Lullia): http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20121122081743.pdf

    «Attenti al rischio di nuove speculazioni». L’opposizione tuona: la cementificazione è l’unica ricetta del centrodestra contro la crisi economica: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20121122081810.pdf

  21. novembre 23, 2012 alle 2:47 PM

    da L’Unione Sarda, 23 novembre 2012
    «Costa Smeralda? No, Sardegna». Ragnedda: i soldi del Qatar sono un bene per tutta l’Isola. (Augusto Ditel): http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_146_20121123082219.pdf

    da La Nuova Sardegna, 23 novembre 2012
    Il cemento del Qatar nell’oasi selvaggia di Razza diJuncu. Due hotel alla periferia di Olbia, in un’area simbolo della battaglia ambientalista: gli oppositori di allora oggi dicono sì. (Serena Lullia): http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20121123081758.pdf

    E a Liscia Ruja arriva il lusso di Harrods: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20121123081825.pdf

    L’emiro salverà il San Raffaele. Terzo socio fino a oggi occulto della cordata del Vaticano e di Vittorio Malacalza. (Luca Rojch): http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20121123081956.pdf

    Cappellacci in Qatar: molti dubbi e ambiguità. (Sandro Roggio): http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20121123081934.pdf

  22. gennaio 2, 2013 alle 10:49 PM

    Reblogged this on Il blog di Fabio Argiolas.

  1. maggio 3, 2012 alle 8:35 am

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