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Chi guadagna in ogni caso sulla vicenda di Malfatano?


 

Dopo la sentenza del T.A.R. Sardegna (sentenza sez. II, 6 febbraio 2012, n. 427) che ha fermato – per ora solo temporaneamente – le ruspe a Malfatano e Tuerredda, in attesa del probabile ricorso in appello davanti al Consiglio di Stato, la società immobiliare S.I.T.A.S. s.r.l. (titolare dell’intervento) e il Comune di Teulada (CA) cercano di correre ai ripari.

Ecco come.

Gli avvocati Marcello Vignolo e Massimo Massa (legali della S.I.T.A.S. s.r.l.) hanno richiesto (note del 6 febbraio 2012) al Comune di Teulada la presa d’atto dell’intervenuta sospensione dei termini di efficacia dei relativi piani di lottizzazione a causa prima dell’entrata in vigore del P.P.R. (fino al pronunciamento del T.A.R. Sardegna che ha cassato la prevista stipula dell’intesa), poi della recentissima citata sentenza n. 427/2012.

L’obiettivo, ovvio, è quello di non far spirare il termine ultimo di efficacia dei piani di lottizzazione.

 

 

La Giunta comunale, per esaminare la richiesta, ritiene “opportuno richiedere un qualificato parere in merito” e, con la deliberazione G.C. n. 11 dell’8 febbraio 2012, ha deciso di affidarsi allo Studio legale Ciaglia – Caso di Roma.  L’importo sarà stabilito dal Responsabile di settore.

Lo Studio legale Ciaglia – Caso, “che in diverse occasioni ha rappresentato l’Amministrazione Comunale”, ha ottenuto – insieme alla Sting Engineering s.r.l. di Cagliari – un incarico che, come recita l’avviso di aggiudicazione dell’appalto del 19 ottobre 2010, “ha per oggetto l’insieme delle attività di progettazione, consulenza e assistenza giuridico-amministrativa e di carattere tecnico-progettuale occorrenti per l’approvazione della variante urbanistica e per la progettazione degli interventi di interesse pubblico nell’ambito del comparto urbanistico in località Malfatano”.

In buona sostanza, altri soldi pubblici per venire incontro alle esigenze degli immobiliaristi (il gruppo M.P.S. il cui vice-presidente è Gaetano Caltagirone, i Toti, i Benetton, Emma Marcegaglia, i Toffano) per cui il Comune di Teulada prevedeva già di spendere 185 mila euro + I.V.A.     

In proposito la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari ha aperto un’indagine penale.

Nel bel mezzo del Sulcis attanagliato dalla pesantissima crisi economica e senza che si levi nemmeno una parola di critica.

Tanto è colpa degli ecologisti, marrani.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

 

  1. febbraio 23, 2012 alle 9:06 am

    da La Nuova Sardegna, 23 febbraio 2012
    Stop al piano Sitas: Teulada chiede aiuto al solito studio legale. Gli avvocati inquisiti dalla Procura diranno se il blocco è definitivo. (Mauro Lissia)

    CAGLIARI. Il comune di Teulada insiste nella difesa del progetto Sitas per Malfatano: l’amministrazione ha incaricato ancora una volta lo studio romano Caso-Ciaglia di verificare le scadenza dei piani di lottizzazione dopo la sentenza del Tar.
    La richiesta è di stabilire, nella stretta sostanza, se la decisione dei giudici amministrativi – che hanno dichiarato abusivi i lavori per l’irregolarità della procedura di valutazione d’impatto ambientale, annullando i permessi di costruire rilasciati dal comune di Teulada – è destinata a fermare definitivamente il cantiere del resort o se esistono scappatoie legali utili a tenere aperta la strada dell’edificazione a Tuerredda malgrado la convenzione dei piani di lottizzazione scada a marzo. Partendo dalla richiesta presentata al Comune dai legali della Sitas, gli avvocati Marcello Vignolo e Massimo Massa, che per conto dell’impresa sollecitano «la sospensione del termine di efficacia delle convenzioni» legate ai piano di lottizzazione. Secondo la giunta comunale infatti – è scritto nella delibera approvata all’unanimità – l’intervento dei provvedimenti regionali che hanno impedito l’attuazione della convenzione nei tempi stabiliti ha comportato la sospensione del piano convenzionato e la necessità dunque di individuare il nuovo termine, rinviando la scadenza di marzo. Questo in attesa che il Consiglio di Stato si esprima sul ricorso che – a questo punto è scontato – verrà presentato contro la decisione del Tar.
    Durissimo il commento di Stefano Deliperi del Gruppo di Intervento giuridico e degli Amici della Terra che in una nota intitolata «Chi guadagna in ogni caso dalla vicenda di Malfatano?» si chiede come si possa spendere ancora soldi pubblici «per venire incontro alle esigenze degli immobiliaristi».
    Lo studio Caso-Ciaglia peraltro è al centro di un’inchiesta giudiziaria aperta dal pm Daniele Caria legata proprio a un incarico di consulenza da 185mila euro più Iva per stabilire se la variante al progetto immobiliare su Malfatano-Tuerredda proposta dalla Sitas potesse superare il vaglio del consiglio comunale: per la Procura c’è il sospetto di una turbativa d’asta. Lo studio romano è stato perquisito insieme a quello di un ingegnere urbanista cagliaritano, lo Sting Engineering, in via Mameli 88. Gli indagati sono per ora sette: in cima alla lista il sindaco di Teulada Gianni Albai, a seguire il capo dell’ufficio tecnico comunale Alberto Urru, quindi i legali romani beneficiari della superconsulenza: Giuseppe Ciaglia e Francesco Caso. Poi ancora l’ingegnere Giampaolo Gamberini.

  2. frnoli
    febbraio 23, 2012 alle 6:05 PM

    torno a nascere faccio l’avvocato parerista, niente rischi e molti soldi

  3. gennaio 2, 2013 alle 11:04 PM

    Reblogged this on Il blog di Fabio Argiolas.

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