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Riparte la vergognosa diga di Monte Nieddu!


Sarroch-Villa S. Pietro, Monte Nieddu, il cantiere della diga

Ci sono delle opere pubbliche inutili, distruttive dell’ambiente, occasione di spreco di denaro pubblico che con ottusa testardaggine vengono perseguite contro ogni evidenza e a ogni costo, tanto pagano i cittadini e la natura.   E’ certamente il caso della diga di Monte Nieddu – Is Canargius, nel Sulcis (Villa San Pietro, Sarroch, Capoterra), già teatro negli ultimi anni di uno degli scempi ambientali e finanziari più scandalosi d’Italia, con centinaia di milioni di euro già letteralmente sprecati fra lavori non conclusi, contenziosi con le imprese esecutrici, mancanza di reti di distribuzione.

Il Consorzio di Bonifica della Sardegna Meridionalecome avevamo preannunciato – si appresta a bandire una nuova gara d’appalto (56,6 milioni di euro a base d’asta) e le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico, Amici della Terra e Lega per l’Abolizione della Caccia si apprestano a inoltrare in tutte le sedi opportune azioni legali e di sensibilizzazione contro questo ennesimo scempio ambientale ed erariale annunciato.

Ricordiamo alcuni dei numeri della scandalosa cattiva gestione dell’acqua in Sardegna.

Circa l’85% dell’acqua attualmente immessa nelle reti idriche in Sardegna va persa, come ha recentemente denunciato l’Ordine dei geologi della Sardegna, buona parte delle reti di distribuzione è in condizioni precarie, soprattutto nelle aree urbane e nella rete irrigua. Eppure dovremmo poter stare estremamente tranquilli, in teoria.

Cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus)

Qualche dato complessivo sulla disponibilità idrica regionale: la Sardegna possiede ben 32 invasi di grandi/medie dimensioni aventi una capacità massima attuale di 2 miliardi e 280 milioni di mc. di acqua, di cui 1 miliardo e 904 milioni di mc. con autorizzazione all’invaso (dati Registro Italiano Dighe – Ufficio periferico di Cagliari, 2011).

La Sardegna ha 1.640.000 residenti (la metà di Roma) e poco meno di un sesto della risorsa idrica “invasabile” di tutto il territorio nazionale (540 bacini medio/grandi per circa 13,35 miliardi di mc. di risorsa idrica “invasabile”, vi sono ulteriori 10 mila circa piccoli bacini con capacità inferiore a 100 mila mc., più facili da gestire – dati Ministero Infrastrutture, 2007). A partire dal 31 dicembre 1995 è stata autorizzata una complessiva ulteriore capacità di invaso, in seguito alle previste procedure di collaudo (art. 14 regolamento dighe), di ben 328,359 milioni di mc. di acqua. La sola nuova diga sul Tirso (la 32^) potrà invasare, a collaudi ultimati, circa 800 milioni di mc. di acqua: è, quindi, agevole sostenere che, a operazioni di collaudo ultimate delle dighe già realizzate,la Sardegna potrà contare su circa 2 miliardi e 280 milioni di mc. di risorsa idrica “invasabile”.

Non dobbiamo, poi, dimenticarci che attualmente si stimano in circa 350 milioni di mc. annui i reflui civili depurati scaricati direttamente in mare senza praticamente alcun riutilizzo (il solo depuratore consortile di Cagliari-Is Arenas scarica circa 60 milioni di mc. all’anno, da qualche anno portati “in risalita” nel bacino di Simbirizzi per essere destinati all’agricoltura, ma non utilizzabili a causa del mancato completamento della terza fase di depurazione, con una spesa complessiva di circa 80 miliardi di vecchie lire, senza considerare le ingenti spese di esercizio). Analogamente avviene per i depuratori industriali: non siamo in possesso di dati complessivi, ma si tratta di una realtà certo non trascurabile. Il solo depuratore CASIC produce circa 20 milioni di mc. all’anno di acqua depurata.

corso d'acqua nel bosco

Eppure non si pensa al restyling delle reti di distribuzione, al risparmio idrico.  Si pensa a realizzare nuove dighe.   Gestire l’acqua in Sardegna vuol dire avere una regìa unica, collegamenti fra gli invasi, riciclaggio e riutilizzo dei reflui, risparmio idrico, sistemi a circuito chiuso e, soprattutto, basta con ulteriori dighe!

E’ necessario voltare pagina rispetto ad una politica di gestione dell’acqua fallimentare e folle.

Gruppo d’Intervento Giuridico, Amici della Terra e Lega per l’Abolizione della Caccia

 

 

A.N.S.A., 23 novembre 2011

Acqua: riprendono lavori diga Monti Nieddu, fermi dal 2002. Gara bando in settimana per 56 mln euro. Invaso sino a 40 mln mc.

CAGLIARI, 23 NOV – Fra circa 4 anni il territorio di Sarroch, Pula e Capoterra avra’ una nuova diga sul rio Monti Nieddu, dopo il blocco dei lavori dal 2002 per un contenzioso con un’associazione temporanea di imprese spagnola che aveva iniziato gli interventi per l’invaso. La gara d’appalto, di cui si occupa il Consorzio di bonifica della Sardegna Meridionale, sara’ pubblicata entro settimana e chi si aggiudichera’ i lavori, per 56,6 mln euro (base d’asta) su 83,2 mln di finanziamenti su fondi Cipe, dovra’ completarla entro il 2016. Poi serviranno almeno 5 anni per riempire la diga con 40,7 mln di metri cubi.

 

Sarroch-Villa S. Pietro, cantiere diga Monte Nieddu, cartello "inizio lavori"

(foto J.I., S.D., archivio GrIG)

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  1. novembre 23, 2011 alle 2:55 pm

    vabbè non c’è tregua….è impossibile ormai

  2. Juri
    novembre 23, 2011 alle 4:05 pm

    L’unica cosa sensata da fare è prendere un paio di quei 56.6 milioni di Euro per accelerare con opportuni interventi di rinaturalizzazione il ripristino ambientale che la natura sta già lentamente operando sull’enorme sfregio della bellissima vallata del rio Monte Nieddu.

    http://gruppodinterventogiuridico.blog.tiscali.it/2011/01/10/reportage-dalla-valle-di-monte-nieddu/

  3. novembre 24, 2011 alle 3:00 pm

    c’è da chiedersi se credono a quello che dicono, in qualche caso c’è anche da chiedersi se sanno quello che dicono.

    da http://www.regione.sardegna.it, 23 novembre 2011
    Diga Monti Nieddu, al via bando completamento lavori da 56,6 milioni”Si tratta di un intervento strategico importantissimo – ha detto l’assessore dei Lavori pubblici, Angela Nonnis, stamane in conferenza stampa – sia per colmare il fabbisogno idrico potabile e irriguo del territorio sia per la messa in sicurezza dei centri di Villa San Pietro, Pula e Sarroch”: http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?s=181315&v=2&c=116&t=1

  4. novembre 24, 2011 alle 3:01 pm

    da La Nuova Sardegna, 24 novembre 2011
    Diga di Monte Nieddu: a 30 anni dal progetto sarà finalmente completata. Domani la Regione pubblicherà nella Gazzetta europea il bando di gara per l’appalto dei lavori per 56 milioni. In esercizio nel 2016 ma gli ambientalisti continuano a contestarla. (Bettina Camedda)

    SARROCH. La diga di Monte Nieddu-Is Canargius, tra Sarroch e Pula, si farà. Anche se chi ne conosce la storia, fatta di progetti, appalti e contenziosi, preferirebbe parlarne a lavoro concluso. Una cosa è certa: dopo oltre 30 anni d’attesa, decine di progetti andati in fumo con i finanziamenti europei restituiti al mittente sembra arrivata la svolta.
    Infatti, domani sarà pubblicato nella Gazzetta ufficiale europea il bando di gara per l’affidamento dei lavori di completamento della diga e di realizzazione della traversa sul rio Is Canargius. ‹‹Si tratta di un’opera di importanza strategica che dovrà colmare il fabbisogno idrico potabile e irriguo. – ha dichiarato l’assessore ai Lavori pubblici, Angela Nonnis – Ma soprattutto contribuire alla messa in sicurezza dei territori di Sarroch, Villa San Pietro e Pula. La durata dei lavori dovrebbe essere di 42 mesi››.
    Nel 2016 l’opera, salvo imprevisti, potrà essere completata. I finanziamenti ammontano a 83.216.639 euro, stanziati per un terzo dal Cipe e circa 30milioni di euro dalla Regione Sardegna. L’importo a base d’asta è di circa 56,6 milioni di euro e la consegna è prevista per il 30 gennaio 2012. Tuttavia è ancora in atto un contenzioso tra la stazione appaltante, il Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale la stazione, e la vecchia ditta esecutrice, la cordata iberica Dragados-Fomento.
    Il progetto è stato presentato dall’Ingegnere Roberto Meloni mediante una simulazione in movimento realizzata in collaborazione con l’Università di Cagliari e prevede la realizzazione di uno sbarramento in calcestruzzo rullato per un volume massimo di 40,7 milioni di metri cubi. Soddisfatti i sindaci di Sarroch, Salvatore Mattana, e Pula, Mario Cabasino che hanno sottolineato l’urgenza dell’opera per sopperire alle gravi carenze idriche. Opinione non condivisa dagli ambientalisti che da anni seguono la vicenda. In queste ore sono già state annunciate nuove mobilitazioni. Contro «l’ennesimo scempio ambientale ed erariale annunciato» infatti il Gruppo d’Intervento Giuridico, Amici della Terra e Lega per l’Abolizione della Caccia si apprestano ad inoltrare azioni legali oltre che di sensibilizzazione.

  5. novembre 24, 2011 alle 3:03 pm

    da Sardegna 24, 24 novembre 2011 (http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_146_20111124092627.pdf)
    Monte Nieddu, nuovo bando ma mancano le condutture. Costerà 56 milioni di euro la diga che dovrà servire la piana del Sulcis, mentre pende ancora davanti al Tar la lite tra le ditte spagnole e il Consorzio di Bonifica per i lavori interrotti nel 2002. Il Gruppo d’intervento giuridico: «Una vergogna». (Francesco Giorgioni)

    CAGLIARI. Sarà pronta, forse, nel 2016. Ma i 56 milioni di euro finanziati per la costruzione della diga di Monte Nieddu – storica incompiuta della Sardegna meridionale – serviranno solo per realizzare l’invaso e non la rete di distribuzione che dovrà portare l’acqua nei centri a valle. Per realizzate le condotte nelle quali scorrerà il liquido destinato tra gli altri agli abitati di Villa San Pietro, Sarroch e Pula, infatti, pare occorrano ulteriori nove milioni di euro. Sulla cui disponibilità ci sono solo speranze e rassicurazioni della Regione, ma nessuna certezza.
    C’è anche questo paradosso nell’annuncio dato ieri dall’assessore regionale ai Lavori Pubblici Angela Nonnis che, nove anni dopo l’interruzione del precedente appalto, ha illustrato il progetto della diga di Monte Nieddu. Un mostro da mezzo milione di metri cubi di cemento, alto 87 metri e sviluppato su un fronte di 340, con tempi di costruzione quantificati intorno ai 42 mesi. La diga costerà 56,6 milioni stanziati da Cipe e in parte minore dalla Regione (600 mila euro in più per il recente aumento dell’Iva) ma, complessivamente, la sistemazione delle aree porterà la spesa totale a 83 milioni. Il bando di gara sarà pubblicato entro la fine della settimana prossima sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea, ente appaltante il Consorzio di Bonifica della Sardegna meridionale.
    Tanto entusiasmo da parte dei sindaci dei Comuni interessati dal bacino, che vedono nell’ opera la possibilità di affrancarsi una volta per tutte dall’irrisolto problema idrico. L’assessore Nonnis, invece, ha messo in evidenza quanto lo sbarramento possa essere utile contro le alluvioni nella valle sottostante, pericolo sempre incombente in periodi di precipitazioni intense.
    Tutti contenti? No, perché l’associazione Gruppo d’intervento giuridico grida alla vergogna inserendo l’opera tra «gli scempi ambientali e finanziari più scandalosi d’Italia – scrive il presidente Deliperi – con centinaia di milioni di euro già letteralmente sprecati fra lavori non conclusi, contenziosi con le imprese esecutrici, mancanza di reti di distribuzione». I lavori avviati nel 1998 e mai conclusi hanno portato ad un contenzioso che pende davanti al Tar tra l’associazione temporanea di imprese costituita da due ditte spagnole e lo stesso Consorzio di Bonifica. Oggetto della lite, l’uso delle ceneri volanti nel calcestruzzo: al tempo, in Sardegna, non ne venivano prodotte a sufficienza e dovevano essere importate dalla Penisola, con tutte le complicazioni derivanti dalla loro classificazione come rifiuti speciali. Così le ditte chiesero una rimodulazione dell’appalto che venne respinta. Quelle ceneri, stavolta, saranno garantite per le quarantamila tonnellate annue richieste dalla Eon di Porto Torres.

    • delta-p2
      novembre 24, 2011 alle 6:49 pm

      Miguel Antoñanzas Presidente e Amministratore Delegato della E-ON.Un sorta di ritorno alla Spagna!
      Qualcosa non quadra con la fornitura delle ceneri. In primo luogo l’ENEL risultò non in grado di fornire, con la centrale di Portovesme, la quantità di ceneri necessaria che dovevano pervenire al cantiere della diga senza soluzioni di continuità.
      Si doveva ricorrerrere all’importazione dalla Spagna. Le cose non andarono per il verso voluto ed una nave . la motonave Ulla, carica di cenere spagnola fu inoltrata verso la Turchia per eliminare il carico. Gli ambientalisti, Greenpeace, impedirono lo sbarco e la “Ulla” rimase alla fonda …per finire affondata! Si ritrovarono, i turchi, uno specchio di mare inquinato nella catena alimentare per la presenza di cromo esavalente etc. Fu proibita la pesca ed il transito.C’è da domandarsi come mai il progetto insiste sulle “ceneri rullate”
      I sindaci del territorio sanno che gli arriva un bel carico tossico?
      Inoltre saranno ceneri prodotte a Porto Torres o viceversa importate dalla Spagna.
      Non c’è dubbio che per i sardi conoscere è proibito.

  6. novembre 24, 2011 alle 3:05 pm

    da L’Unione Sarda, 24 novembre 2011 (http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_151_20111124093410.pdf)
    La resurrezione della diga. Monte Nieddu, nuovo bando per il grande invaso. (Andrea Piras)

    SARROCH. Già stanziati 83 milioni di euro. La durata dei lavori è di 42 mesi Consegna dell’opera, autunno 2016. Quattro anni di lavori, se tutto andrà per il verso giusto, perché nella vallata che i sarrochesi chiamano di sa stria (sa stria) possano veder la luce la grande diga e l’invaso di Monte Nieddu, il lago artificiale, la traversa e la condotta di Is Canargius. L’impianto della speranza, l’opera che a detta dei progettisti del Consorzio di bonifica, della Regione ma anche dei Comuni di Sarroch, Villa San Pietro e Pula, dovrà mettere fine ai disagi e scacciar via da questo territorio, l’incubo di restrizioni d’acqua destinata all’uso potabile e all’agricoltura.
    UN DECENNIO. Dieci anni dopo la chiusura del cantiere, l’avvio di un contenzioso miliardario (c’era la lira, allora) mai risolto e ancora in atto davanti al Tribunale di Cagliari tra l’ente appaltante (il Consorzio di bonifica) e i vincitori della gara (l’associazione d’imprese italo-iberica Grandi Lavori-Dragados y Fomento), il progetto rivisto e corretto dall’ingegner Roberto Meloni riprende vigore. Il nuovo bando di gara per l’affidamento dei lavori di completamento della diga sarà inviato alla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. Tra fondi Cipe (53 milioni) e regionali (30) ci sono a disposizione 83 milioni di euro. Importo a base d’asta 56 milioni e 600 mila euro. Una valanga di quattrini per uno sbarramento alto 87 metri e lungo 340 e un invaso capace di contenere, a pieno carico, oltre 40 milioni di metri cubi d’acqua.
    L’ASSESSORE. «Un intervento strategico – ha detto l’assessore dei Lavori pubblici, Angela Nonnis – sia per colmare il fabbisogno idrico potabile e irriguo del territorio sia per la messa in sicurezza dei centri di Villa San Pietro, Pula e Sarroch». Spiega il cooprogettista Roberto Meloni: «Monti Nieddu sarà la prima diga nell’Isola costruita con la tecnica del calcestruzzo rullato». Tra i prodotti da sfruttare, le ceneri di risulta che già avevano creato problemi una decina di anni fa, quando il materiale sarebbe dovuto arrivare dalla Carbosulcis. Non fu mai disponibile. Anche per questo si cercarono altre strade (Genova, la stessa Spagna), allungando i tempi, impedendo all’impresa iberica (massima esperta nel mondo, insieme agli americani, di questa particolare tecnica costruttiva) di procedere per mancanza di materia prima. «Adesso 40 mila tonnellate di ceneri utili per la diga saranno garantite da Porto Torres. Sono stati così superati i problemi del passato, anche dal punto di vista dell’utilizzo dei cosiddetti rifiuti speciali come appunto le ceneri», ha spiegato l’ingegner Meloni.
    I SINDACI. Fiduciosi (e speranzosi) i sindaci di Sarroch Salvatore Mattana e di Pula Walter Cabasino. «Abbiamo atteso 30 anni, abbiamo già partecipato alla presentazione di un primo bando e ora siamo di nuovo qui. Che dire, confidiamo che questa sia davvero la volta buona». Perché si vada avanti senza intoppi, la diga sia realizzata e l’Enas possa gestirla.

    • delta-p2
      novembre 24, 2011 alle 6:14 pm

      .-….E l’ENAS possa gestirla….si vede che questi sindaci hanno l’anello al naso. L’ente più fallimentare al comando…grazie al governo Soru

  7. novembre 24, 2011 alle 3:07 pm

    da L’Unione Sarda, 24 novembre 2011
    ECOLOGISTI. “Scempio ambientale e spreco di denaro”. (Andrea Piras)

    Ci sono delle opere pubbliche inutili, distruttive dell’ambiente, occasione di spreco di denaro pubblico che con ottusa testardaggine vengono perseguite contro ogni evidenza e a ogni costo. Come nel caso della diga di Monte Nieddu, già teatro negli ultimi anni di uno degli scempi ambientali e finanziari più scandalosi d’Italia, con centinaia di milioni di euro già letteralmente sprecati fra lavori non conclusi, contenziosi con le imprese esecutrici, mancanza di reti di distribuzione.
    Mentre il Consorzio di Bonifica si appresta a bandire una nuova gara d’appalto (56,6 milioni di euro a base d’asta) le associazioni Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra si preparano a dar battaglia contro il progetto definito “un ennesimo scempio ambientale ed erariale”.
    Ancora: “circa l’85 per cento dell’acqua attualmente immessa nelle reti idriche in Sardegna va persa, come ha recentemente denunciato l’Ordine dei geologi, buona parte delle reti di distribuzione è in condizioni precarie. Eppure non si pensa al restyling delle reti. Si pensa a realizzare nuove dighe”.

    A.G.I., 23 novembre 2011
    DIGA MONTE NIEDDU: ECOLOGISTI, INUTILE E DISTRUGGE L’AMBIENTE.

    (AGI) – Cagliari, 23 nov. – “Ci sono delle opere pubbliche inutili, distruttive dell’ambiente, occasione di spreco di denaro pubblico che con ottusa testardaggine vengono perseguite contro ogni evidenza e a ogni costo, tanto pagano i cittadini e la natura. E’ certamente il caso della diga di Monte Nieddu – Is Canargius, nel Sulcis, gia’ teatro negli ultimi anni di uno degli scempi ambientali e finanziari piu’ scandalosi d’Italia, con centinaia di milioni di euro gia’ letteralmente sprecati fra lavori non conclusi, contenziosi con le imprese esecutrici, mancanza di reti di distribuzione”. E’ il commento degli ecologisti del Gruppo di intervento giuridico alla notizia del bando per il competamento della struttura annunciato stamattina dall’assessore regionale dei Lavori Pubblici Angela Nonnis.
    Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico, Amici della Terra e Lega per l’Abolizione della Caccia si apprestano a inoltrare in tutte le sedi azioni legali e di sensibilizzazione contro quello che definiscono “l’ennesimo scempio ambientale ed erariale annunciato”.
    In una nota gli ecologisti ricordano le cifre della “scandalosa cattiva gestione dell’acqua in Sardegna” e sottolineano come “circa l’85% dell’acqua attualmente immessa nelle reti idriche in Sardegna vada persa”. Secondo le associazioni “gestire l’acqua in Sardegna vuol dire avere una regia unica, collegamenti fra gli invasi, riciclaggio e riutilizzo dei reflui, risparmio idrico, sistemi a circuito chiuso” e, soprattutto, basta con ulteriori dighe”.

  8. Occhio nudo
    novembre 24, 2011 alle 4:18 pm

    La cosa impressionante è l’entusiasmo degli amministratori locali per uno scempio ambientale che non avrà alcuna ricaduta positiva sul territorio. Sempre su L’Unione sarda, dopo il giubilo per la diga, gli stessi amministratori si sbracciano per il futuro parco del Sulcis, per la tutela dell’ambiente, per la diversificazione dell’offerta turistica, e bla, bla, bla, e..boh.

  9. mtb
    novembre 24, 2011 alle 4:47 pm

    Una brava padrona di casa se ha un contenitore d’acqua vuoto utilizza quello e non ne acquista un altro.Ma a parte questo in un Italia che frana e MUORE per l’ingordigia di pochi, una diga inutile e purtroppo con molte probabilità mal costruita,non costituirebbe un pericolo?Lo penso da ignorante ma……..

  10. Mag 19, 2014 alle 10:24 pm

    visto che ormai siamo giunti alla frutta…lasciate lavorare chi ha voglia di lavorare e smettiamola di fare beneficenza a parenti e amici incompetenti e inutili!!!!! il lavoro non va ostacolato da associazioni che poco capiscono delle necessità di una famiglia: arrivare a fine mese….

    • Mag 19, 2014 alle 10:28 pm

      non ci sono soldi da buttare, nè scempi da giustificare: caro Sergio, vuoi l’acqua o il clientelismo fine a se stesso?
      Se t’interessa l’acqua, c’è lavoro in abbondanza con il rifacimento delle reti idriche, la distribuzione dell’acqua riciclata, l’adozione di sistemi di risparmio idrico.

      Stefano Deliperi

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