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Quote di gas serra e soldi nel polo industriale di Portovesme.


Portoscuso, porto e zona industriale di Portovesme

Da alcuni anni “la direttiva europea 2003/87/CE istituisce il sistema europeo di scambio delle quote di emissione dei gas-serra attraverso:

  • l’assegnazione di quote di emissione a tutti gli impianti appartenenti alle categorie elencate nell’Allegato I della direttiva attraverso Piani Nazionali di Assegnazione;
  • l’obbligo, a partire dal 1′ gennaio 2005, di una autorizzazione all’emissione di gas-serra per tutti gli impianti appartenenti alle categorie previste dalla direttiva;
  • la possibilità, per tutti gli operatori degli impianti, di scambiare quote di emissione con altri impianti e di utilizzare crediti derivanti da progetti JI e CDM (direttiva “linking” 2004/101/CE);
  • l’istituzione di registri nazionali gestiti dagli Stati Membri e coordinati a livello centrale dal CITL (Community Independent Transaction Log) gestito dalla Commissione.

Il Registro per l’Emissions Trading e’ una banca dati elettronica altamente sicura e standardizzata che registra:

  • le quote di emissione che sono assegnate e mantenute nei conti dei singoli impianti
  • tutte le transazioni dovute a trasferimenti di quote tra i conti
  • le emissioni annuali dichiarate dagli operatori e convalidate dai verificatori
  • la restituzione annuale delle quote a fronte delle emissioni verificate”

Portoscuso, polo industriale di Portovesme

Il Registro Italiano e’ basato “sul software GRETA sviluppato dal DEFRA (UK Dept. for Environment Food and Rural Affairs).  A partire dal 2008, i registri per l’Emissions Trading europeo verranno incorporati nel sistema di registri previsto dal Protocollo di Kyoto. Il registro ha un’area pubblica (http://www.greta-public.sinanet.apat.it) e un’area sicura (https://www.greta-secure.sinanet.apat.it )”. Il decreto legislativo n. 216/2006 (art. 1) ha attribuito il ruolo di “autorità nazionale” competente per l’attuazione della direttiva n. 2003/87/CE al Comitato nazionale di gestione e attuazione della direttiva n. 2003/87/CE, fra le cui competenze è il rilascio delle autorizzazioni a emettere gas a effetto serra in favore degli impianti industriali di nuova costruzione (cc.dd. nuovi entranti), disporne le quote, verificare i controlli svolti da parte dei verificatori e irrogare le sanzioni nei confronti dei trasgressori (art. 16, comma 2, della direttiva n. 2003/87/CE, art. 20 del decreto legislativo n. 216/2006).

Gli impianti chiusi o in sospensione dell’attività non hanno diritto, permanentemente o temporaneamente, ai benefici economici e ambientali discendenti dalla direttiva n. n. 2003/87/CE e dal decreto legislativo n. 216/2006.   Molto probabilmente vi sono diversi impianti industriali ubicati nel polo di Portovesme, Comune di Portoscuso (CI), rientranti nella qualificazione giuridica di “impianto chiuso” o di “impianto in stato di sospensione di attività”

Portoscuso, polo industriale di Portovesme

Per questo le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra hanno inoltrato nuovamente una specifica richiesta di informazioni a carattere ambientale al Ministero dell’ambiente, alla Provincia di Carbonia-Iglesias riguardo:

*   impianti del polo di Portovesme beneficiari di quote di emissioni di gas a effetto serra, anche in regime di “nuovi entranti”, negli anni 2006-2011;

*   assegnazione di crediti spettanti in favore di impianti del polo di Portovesme beneficiari di quote di emissioni di gas a effetto serra, anche in regime di “nuovi entranti”, negli anni 2006-2011;

*   risultati delle verifiche effettuate sugli impianti del polo di Portovesme beneficiari di quote di emissioni di gas a effetto serra, anche in regime di “nuovi entranti”, negli anni 2006-2011;

*  eventuali (e probabili) impianti del polo di Portovesme beneficiari di quote di emissioni di gas a effetto serra, anche in regime di “nuovi entranti”, rientranti nella qualificazione giuridica di “impianto chiuso” o di “impianto in stato di sospensione di attività” negli anni 2006-2011; 

*   eventuali restituzioni di quote di emissioni di gas a effetto serra da parte impianti del polo di Portovesme beneficiari di quote di emissioni di gas a effetto serra, anche in regime di “nuovi entranti”, negli anni 2006-2011;

*  eventuali irrogazioni di sanzioni nei confronti di impianti del polo di Portovesme beneficiari di quote di emissioni di gas a effetto serra, anche in regime di “nuovi entranti”, negli anni 2006-2011.

Portoscuso, zone industriale di Portovesme

La richiesta è stata inoltrata anche alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari per opportuna conoscenza.

Una prima richiesta era stata inoltrata con atto del 2 settembre 2011, ma non è finora pervenuta alcuna risposta.

Si attendono quanto prima le informazioni richieste per verificare la corretta applicazione di un sistema che può portare benefici per il clima e l’ambiente, ma non deve certo beneficiare gli eventuali furbi.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

 

(foto S.D., archivio GrIG)

  1. settembre 8, 2011 alle 2:36 PM

    da Sardegna 24, 8 settembre 2011
    Ambiente. Via al “piano di caratterizzazione delle coste”: un progetto da 188 mila euro. Portoscuso, campionamenti lungo le coste. (Laura Sanna)

    Ambiente e analisi del litorale, in mare, ma anche in spiaggia. Con un progetto di oltre centottantotto mila euro parte il piano di caratterizzazione delle coste di Portoscuso, da Capo Altano a Punta e’ S’Aliga. L’iter è già stato avviato: Igea Spa ha pubblicato pochi giorni fa il bando di gara per la ricerca dei professionisti a cui sarà affidato l’intervento ed entro l’inizio dell’autunno si conosceranno i titolari dell’appalto. Il termine ultimo per la presentazione delle domande è il 5 ottobre prossimo. Un progetto in nome del rispetto dell’ambiente e dei tesori del litorale del Sulcis Iglesiente. L’attività rientra nel “Piano di caratterizzazione ambientale dell’area marina prospiciente il sito di bonifica di interesse nazionale del Sulcis Iglesiente – Guspinese”, approvato nel 2007, e prevede una fase di campionamento a mare e una sugli arenili seguite dalle analisi chimiche dei sedimenti. le stazioni di campionamento sono trentuno, dislocate lungo la costa, dalla parte che si suppone meno problematica dal punto di vista degli inquinanti, a quella più compromessa, a ridosso del polo industriale e del bacino dei fanghi rossi. Le sostanze da ricercare cambiano a seconda della localizzazione dei punti di carotaggio, e se per tutti e trentuno si richiedono analisi standard su idrocarburi, solventi, cianuri e metalli vari, in qualche caso si deve indagare anche sulla presenza di diossine e amianto. Dalla data dell’affidamento ci sono cinque mesi di tempo per portare a compimento l’indagine, dunque è probabile che per l’estate si conoscano gli eventuali contenuti inquinanti delle spiagge e delle acque di Portoscuso.
    Intanto, sempre riguardo a Portoscuso, o, più precisamente, Portovesme, pochi giorni fa le associazioni ecologiste Gruppo di intervento giuridico e Amici dellaterra hanno inoltrato al Ministero dell’ambiente e alla Provincia di Carbonia Iglesias una richiesta formale per conoscere la situazione delle quote di emissione di gas serra per le imprese del polo industriale.

  2. ottobre 29, 2011 alle 5:55 PM

    da Sardegna 24, 29 ottobre 2011
    Sulcis Iglesiente. Portovesme, nessuna risposta sulle emissioni. (Laura Sanna)

    Portoscuso. Registro europeo delle emissioni e aziende del polo industriale di Portovesme: dopo due mesi di attesa non arrivano risposte e da Gruppo di intervento giuridico e Amici della terra così parte una lettera a ministero dell’Ambiente, Provincia e, per conoscenza, anche alla Procura di Cagliari. La domanda è: ci sono imprese inattive che beneficiano delle quote di emissione? Una direttiva stabilisce per ogni stato delle quote di gas nocivi che possono essere immesse nell’atmosfera in seguito a processi produttivi e i paesi poi le distribuiscono tra le aziende. Chi ha quote in avanzo può cederle ad altri a pagamento e viceversa. La compravendita è monitorata dal registro per l’Emission Trading e gli impianti chiusi o in sospensione non hanno diritto ai benefici delle quote di emissione. “E’ probabile che ci siano impianti chiusi o in sospensione a Portovesme – spiegano in una nota gli ecologisti – e noi vorremmo avere un quadro preciso dei beneficiari delle quote, delle loro eventuali restituzioni e delle eventuali sanzioni irrogate nell’ultimo quinquennio”. Ma le risposte non arrivano.

  3. PS
    novembre 1, 2011 alle 9:27 am

    Immagino che tutta la vostra buona volontà e competenza debba scontrarsi con enormi interessi, per questo vi faccio un sentito “in bocca al lupo”.
    Riguardo le analisi del litorale non saprei come si potrebbe intervenire per mitigare un disastro oramai in atto. Vi siete accorti che questa estate, sul bagnasciuga di Portopaglietto vi era una sabbiolina finissima di colore rosso? Residui e percolamenti provenienti dal bacino fanghi rossi, e intanto su quell’acqua centinaia di bambini hanno fatto il bagno.
    Mah, la battaglia è lunga e complicata per un semplice motivo: gli amministratori hanno poco a cuore la loro terra e, per denaro o interessi di potere, non esitano a distruggerla. Figuriamoci se i beneficiari delle quote vogliono la trasparenza! Poi accanto a questi criminali fortunatamente ci sono anche persone come voi che questa terra la amano.

  4. marzo 13, 2012 alle 8:28 PM

    da L’Unione Sarda on line, 13 marzo 2012
    Portovsme, truffa da 3 mln su quote Co2. Europarlamentari interrogano l’Ue: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/257576

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