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Gasdotto sull’Appennino? No, grazie!


Apecchio, crinale appenninico

 

Sabato 18 giugno, sul crinale dell’Appenino Umbro Marchigiano, in località Monte Splendore, si è svolta una manifestazione organizzata dalla rete No Tubo. L’oggetto della contestazione era ribadire il secco no delle popolazioni locali al passaggio del gasdotto Brindisi Minerbio sull’Appennino.

Il super gasdotto devasterebbe in modo irreversibile l’Umbria per 130 km e gran parte dell’Appennino visto che il tracciato previsto si estende per 700 km. Quest’ opera andrebbe a costituire un pericolo per le popolazioni locali, perché si sovrapporrebbe all’intero sistema di faglie dell’Appennino Centrale, inanellando uno dopo l’altro tutti gli epicentri dei terremoti più disastrosi degli ultimi 25 anni.

Nel corso della manifestazione è stata ribadita la netta avversità di comitati e associazioni alla megaopera, ritenuta inutile per l’Italia e utile invece solo per le multinazionali e per i loro affari: portare gas in Europa. E’ stata ribadita anche la volontà di contrastarla in tutte le sedi.

Tra gli interventi politici (erano presenti l’On Verini, il Vicepresidente del Consiglio Regionale Goracci, il Consigliere Regionale delle Marche Traversini, Il consigliere comunale di Gubbio Panfili e il segretario del PRC Marchigiano Savelli) da segnalare quello del Consigliere Provinciale Baldelli, che ha informato i presenti sulla volontà della Provincia di Perugia e del Comune di Gubbio di Procedere con i ricorsi al TAR del Lazio, contro i decreti ministeriali che hanno concesso la compatibilità ambientale al progetto, come già hanno fatto una decina di comuni abruzzesi. Dal canto suo Gino Traversini, che da sempre segue la vicenda ed è vicino ai comitati, ha dichiarato la propria intenzione di intervenire con decisione in regione per riportare all’attenzione dell’Amministrazione la vicenda.

Umbria, paesaggio appenninico

In una nota, l’Assessore provinciale di Pesaro Tarcisio Porto ha dichiarato di essere contrario al progetto del metanodotto “non solo perché l’impatto ambientale sarebbe intollerabile, ma anche perché ritiene che si tratti di un’opera inutile, dato che di gas in Italia ce n’è così tanto che lo esportiamo. Inoltre il progetto è frutto di accordi non pianificati e di trattative che nulla hanno a che vedere con le esigenze energetiche del paese. Non vi è coerenza né una base scientifica di supporto”. Ha anche dichiarato che proporrà immediatamente alla giunta di fare anch’essa ricorso al TAR.

Ma i tempi stringono ed è necessario agire in fretta.  E i comitati cittadini sono in attesa di sapere se la “Provincia della Felicità” vorrà davvero dare un segno di tangibile coerenza.

Comitato No Tubo          Mountain Wilderness Italia

Gruppo d’Intervento Giuridico

su TG 3:  http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-6bcf775b-2f60-490c-9e0d-d83a0ab42666-tgr.html#p=0 e http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-39a7ee2a-fd52-45ba-9458-5d2689156654-tgr.html#p=0

simulazione posa gasdotto (Studio Newton, Fano)

(simulazione Studio Newton, foto A.C., archivio GrIG)

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