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Malta e i migranti.


Malta ha qualche problema con i popoli migratori e, con le sue azioni scriteriate, conferma quello che ho sempre pensato: chi non rispetta gli animali non rispetta nemmeno gli esseri umani. Lo scorso 18 maggio, il più grande stormo di cicogne bianche mai visto a Malta ha sorvolato l’isola e lì è sceso, per trovare riposo nel lunghissimo e faticosissimo tragitto della migrazione verso i luoghi di nidificazione. L’accoglienza riservata dai maltesi alle cicogne è stata quella delle grandi occasioni: decine di bracconieri le hanno attese col fucile in mano e gli hanno fatto la festa di benvenuto. Perché lo fanno? Perché uccidono delle splendide creature indifese? Perché stravolgono l’equilibrio della natura? Per un’esigenza fondamentale: impagliare le cicogne e mostrarle agli amici nelle serate in compagnia, praticamente un trofeo alla stoltezza, un modo per far capire a tutti il proprio livello di idiozia, se mai a qualcuno venisse il dubbio.

D’altra parte, Malta ha realizzato il sogno proibito di tutti i cacciatori: sparacchiare al popolo migratore pennuto proprio nel momento di maggiore fatica e debolezza, senza nemmeno preoccuparsi di cosa prevede la normativa europea (la direttiva sulla conservazione degli uccelli selvatici, nota come “direttiva uccelli”, 79/409/CEE) in materia di caccia. Infatti, la piccola isola delle vacanze studio, ha una vera e propria passione per la caccia primaverile e quella passione non è venuta meno neanche con l’ingresso nell’Unione Europea, tant’è che nel 2009 è stata dichiarata colpevole per aver concesso la caccia primaverile nel 2006 e nel 2007. Ma, non contenta della decisione della Corte di Giustizia, l’isoletta tutta dedita all’arte venatoria, ha deciso di riproporre anche per quest’anno la caccia in primavera, con alcune condizioni, tra le quali un avviso da inviare tramite sms alla polizia per ogni uccello abbattuto. Possiamo immaginare con quanta solerzia i cacciatori, dopo aver ucciso magari cinquanta tortore, si siano messi a digitare sul telefonino “1 tortora in meno, passo e chiudo” per cinquanta volte (il limite, comunque, era di tre uccelli per licenza).

Insomma, Malta non ne vuole proprio sapere di avere i cieli affollati di uccelli piumati durante la primavera.

E, a quanto pare, non ne vuole sapere nemmeno del popolo migratore con due zampe e pochi peli sul corpo, dal momento che continua a non soccorrere i disperati che arrivano da chissà dove, e transitano nelle acque di sua competenza (ma la questione è complessa) senza preoccuparsi minimamente del destino di quelle vite umane. Non dovrebbe servire una legge o un accordo internazionale per salvare una vita umana, basterebbe applicare il principio di umanità ma, evidentemente, a Malta il principio ha contenuti diversi che nel resto del mondo civile. Probabilmente, così come non vogliono traffico di piume in cielo, non vogliono nemmeno traffico di esseri umani per mare, e allora, dal momento che i maltesi ci tengono tanto alla calma e alla riservatezza, credo che anche i turisti dovrebbero cambiare rotta e scegliere località più accoglienti, insomma 1.300.000 turisti che ogni anno si riversano sull’isoletta devono essere proprio una scocciatura. Perciò, siate discreti e rispettosi, non scegliete Malta per le vostre vacanze.

Claudia Basciu

Gruppo d’Intervento Giuridico

  1. valentina
    giugno 1, 2011 alle 12:59 pm

    Claudia Basciu, hai scritto veramente un bell’articolo. All’inciviltà non c’è limite, certo Malta non è l’unico esempio, ma come dici tu merita di essere ignorata come meta turistica…. per quel poco che possiamo fare.

    • giugno 1, 2011 alle 9:22 pm

      Tra l’altro, tra i turisti gli italiani sono i più numerosi e sarebbe un modo per far riflettere Malta sulla solidarietà, sui rapporti di amicizia tra Stati, insomma per farli ragionare 😉
      Claudia

  2. mtb
    giugno 1, 2011 alle 6:01 pm

    Almeno in questo non dobbiamo vergognarci.
    P.S:
    La mia email è pubblicatissima.Come mai?

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