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Polvere di “fanghi rossi” a Carloforte.


bacino c.d. fanghi rossi, visto da Carloforte

Sabato 7 maggio 2011 così si presentava l’orizzonte di Carloforte.

Una nuvola rossastra si sollevava spinta dal vento dal c.d. bacino dei fanghi rossi presente, sul mare, nel polo industriale di Portovesme, bacino “fanghi rossi” sul mare di Portoscuso (CI).

Non è la prima volta che accade una cosa simile. Nel mese di settembre 2009, nella località di Portovesme – Paringianu (in Comune di Portoscuso) si verificava una situazione di grave inquinamento ambientale, protrattasi per alcune settimane, dovuta all’emissione in atmosfera di sostanze di origine industriale  provenienti dagli stabilimenti della società Alcoa Trasformazioni Srl, sostanze principalmente identificate come fluoro e, in parte, non identificate. Le emissioni si manifestavano in forma di nube “alta decine di metri” visibile anche dalla vicina Carloforte.

c.d. bacino fanghi rossi, visto da Carloforte

Nel novembre 2009 le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra, dietro forte richiesta popolare, chiedevano alle amministrazioni pubbliche competenti informazioni sull’inquinamento a Carloforte, monitoraggi ambientali e indagini epidemiologiche.   Le risposte sono state parziali e i residenti hanno il diritto di sapere.   Non si contano le prese di posizione del Comitato Carlofortini Preoccupati, al quale và tutto il sostegno delleassociazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra.                             

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra  

               

(foto per conto GrIG)Carloforte, manifesto

  1. Mara
    Maggio 11, 2011 alle 10:15 PM

    Ciò che fa più rabbia è sapere che chi ha svenduto e lasciato distruggere un territorio immensamente bello non pagherà. Qualche centinaio di posti di lavoro (ormai perduti) in cambio del futuro dei propri figli è stato un ricatto ignobile.
    Ho vissuto(e lavorato)10 anni a Portoscuso, forse il luogo più ventoso di Sardegna. La polvere rossa non è d’origine marziana. I cittadini lo sanno, gli amministratori anche?? Sono consapevoli che l’eliminazione completa dell’orrendo bacino dei fanghi rossi dovrebbe essere una priorità assoluta? Se succederà qualche catastrofe saranno in prima fila a maledire la “natura assassina”?

  2. Maggio 13, 2011 alle 4:14 PM

    e a Carloforte ancora si attende la possibilità di rimuovere le vecchie e arruginite pale eoliche per ristrutturare la centrale “mista” di Nasca.

    da La Nuova Sardegna, 13 maggio 2011
    Carloforte. Ecologisti e «Striscia la notizia» in campo per smuovere la Regione affinché rilasci la «valutazione unica». Centrale di Nasca: pericoloso cumulo di ferrivecchi. (Simone Repetto)

    CARLOFORTE. Doveva partire lo scorso autunno. Invece, ad oggi, la smobilitazione della vecchia centrale eolica e fotovoltaica di Nasca è ancora da compiersi. Come più volte lamentato dal Comune, il motivo è da imputarsi al notevole ritardo con cui gli organi competenti della Regione devono rilasciare il nulla osta ambientale e paesaggistico, definito “valutazione unica”. Trattandosi di sito già compromesso, in quanto ospita una delle due centrali nazionali sperimentali costruite a metà del decennio scorso, occorrono meno passaggi burocratici per la ricostruzione. Sulla carta, la tempistica procedurale avrebbe dovuto esser breve, anche perchè i lavori di ricostruzione e gestione sono già stati assegnati dal Comune, avendo la disponibilità dei milioni messi a disposizione dal protocollo interministeriale «Isola Ecologica». Invece alla beffa si aggiunge il danno ambientale, indotto dal perdurare di strutture danneggiate ed arruginite, presenti nello splendido scenario naturale di Nasca. La circostanza, ha attirato le attenzioni del Gruppo di Intervento Giuridico e del noto programma satirico «Striscia la notizia». La futura centrale, si comporrà di migliaia di pannelli fotovoltaici e tre aerogeneratori di nuova generazione, che saranno in grado di fornire energia pulita a tutta l’isola di San Pietro, oltrechè impiegare nuova forza lavoro e fornire una sostanziosa rendita economica pluriennale alla comunità, in termini di diritti che il gestore dovrà cedere al Comune. Frattanto, il Comune ha proceduto a cofinanziare nuovi interventi privati di installazione di pannelli e minieolico nelle abitazioni isolane, così da rendere effettiva l’opera di sensibilizzazione sulla produzione di energia da fonti rinnovabili.

  3. Maggio 16, 2011 alle 4:29 PM

    e – quando cambia il vento – arriva anche a Paringianu.

    da La Nuova Sardegna, 16 maggio 2011
    Il maestrale alza la polvere dal bacino dei fanghi rossi verso la frazione
    Paringianu ostaggio della bauxite. (Erminio Ariu)

    PORTOSCUSO. Giornata infernale, quella di ieri, per gli abitanti di Paringianu che sono stati costretti a chiudere porte e finestre e a non uscire di casa per la polvere rossa trasportata dal forte vento di maestrale.
    Come spesso accade nelle giornate di vento la frazione industriale viene invasa dalla polvere proveniente dal bacino del fanghi rossi privo di adeguate manutenzioni dopo il provvedimento della magistratura che ha posto, l’impianto di stoccaggio degli scarti della lavorazione della bauxite, sotto sequestro.
    In passato gli interventi dei tecnici dell’Eurallumina con l’impianto di irrigazione limitavano i disagi ad una popolazione sempre più sottoposta a gravi rischi per la salute, ma adesso nulla di tutto ciò accade e i danni per i residenti sono evidenti. «Assistiamo impotenti – ha detto il consigliere comunale Angelo Cremone – all’indifferenza anche della autorità comunali. A Paringianu abita il vice sindaco e non c’è stata alcuna presa di posizione per eliminare questo sconcio. Nuvole di polvere hanno avvolto le case e reso difficile anche la circolazione dei motociclisti e dei pedoni. Quando soffia vento di scirocco a soffrire degli stessi disagi sono gli abitanti di Portoscuso ma non si propongono misure di intervento». Con l’arrivo della stagione estiva i fanghi della superficie del bacino si seccano e la polvere viene trasportata dai venti nelle varie direzioni.
    Eurallumina non può intervenire per non violare le disposizioni del magistratura e gli abitanti della zona continuano a respirare polvere rossa.

  4. giugno 2, 2011 alle 3:08 PM

    di nuovo a Paringianu.

    da La Nuova Sardegna on line, 2 giugno 2011
    Dai fanghi rossi una nube soffocante. Eurallumina, bacino in abbandono: il vento solleva tonnellate di polvere. (Erminio Ariu): http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/06/02/news/dai-fanghi-rossi-una-nube-soffocante-4337428

  5. febbraio 6, 2015 alle 2:56 PM

    da L’Unione Sarda, 6 febbraio 2015
    Portoscuso. Eurallumina, ampliamento del bacino dei fanghi rossi: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_56_20150206102111.pdf

  1. Maggio 30, 2011 alle 3:12 PM

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