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140 morti, una strage occultata.


La notte del 10 aprile 1991 centoquaranta persone morirono sul traghetto Moby Prince a causa dell’incendio sviluppatosi a bordo dopo la collisione con la petroliera Agip Abruzzo davanti al porto di Livorno.

Si salvò soltanto un giovane mozzo, Alessio Bertrand.

Tre procedimenti penali (uno per ipotizzata frode processuale) non sono riusciti a far completa luce sulla vicenda, sulla dinamica e sulle responsabilità.

Depistaggi, omissioni, silenzi, ambiguità hanno, di fatto, negato quella giustizia che vittime, famiglie, tutti gli Italiani meritano di avere su una così grande e inquietante tragedia.

Istituita dopo pressanti richieste da parte dei familiari delle vittime e dell’opinione pubblica, la Commissione parlamentare di inchiesta sulle cause del disastro del traghetto Moby Prince ha meritoriamente iniziato a delineare con precisione i contorni di una strage occultata.

Qui la Relazione sull’attività svolta al 31 luglio 2016 e la Relazione sull’attività svolta dal 31 luglio 2016 al 31 gennaio 2017.

Qui la Relazione finale, approvata dalla Commissione il 22 dicembre 2017 e comunicata alla Presidenza del Senato il 22 gennaio 2018.

In questi giorni viene trasmessa alle Procure della Repubblica di Livorno e di Roma per l’apertura di nuovi procedimenti penali: speriamo che finalmente sia fatta giustizia.

Un’ultima considerazione, non secondaria: nel dibattito politico della campagna elettorale per le imminenti elezioni del 4 marzo 2018 dovrebbero trovare ampio spazio le problematiche della giustizia negata fin troppo frequentemente al posto dello squallido teatrino delle solite mirabolanti promesse.

Accadrebbe questo, in un Paese serio.

Stefano Deliperi, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

Mare

(foto S.D., archivio GrIG)

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  1. Mara
    febbraio 1, 2018 alle 4:14 pm

    In un paese serio TUTTI i media riporterebbero con molto rilievo questa notizia… ma non è accaduto. Solo un paio di scarni servizi sulle TV regionali. Anche il prolisso “ricciolino” non ne ha fatto menzione… la Sardegna è lontana.

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