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Per chi suona la campana?


scritta murale

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In questi afosi giorni di fine estate i mezzi di comunicazione riportano: temperatura reale 32 gradi, temperatura percepita 38 gradi. Non c’è più il caldo o il freddo. C’è la percezione del caldo e del freddo. Visto che la terra non ha questa fantasia e visto che siamo nell’epoca del sembrare e del percepire ecco quindi due temperature alla volta: quella misurata dal termometro e quella percepita. E si, perché se “fa umido”, come dicevano le nostre nonne, “c’è l’afa e si suda di più”. La temperatura percepita dalle persone può essere anche calcolata, così è diventata scienza.

La questione del percepire diventa interessante anche a livello sociale, economico e politico.  Non c’è più il ricco o il povero, l’onesto o il disonesto, la destra o la sinistra. Esiste solo la loro rappresentazione e dunque esiste solo la percezione dell’economia e della politica. La percezione della realtà sostituisce la realtà stessa.

Ma come sarebbe bello scoprire che i mali della società sono solo percepiti e non reali, che la povertà, ad esempio, non esiste, ma esiste soltanto la “povertà percepita”, dunque relativa.

La povertà relativa è una scoperta di Walter Veltroni. Ve lo ricordate Walter Veltroni? Quello che durante la campagna elettorale per non nominare Berlusconi lo chiamava “L’esponente principale dello schieramento a noi avverso”. Quello che doveva far fare il salto di qualità alla sinistra italiana. Che infatti il salto lo fece, peccato che sotto c’era il baratro! A lui è riuscito ciò che non era mai riuscito a Berlusconi: eliminare l’intera sinistra dal Parlamento italiano! Con lui la sinistra è diventata una cosa scomoda, quasi un difetto congenito da nascondere in pubblico come si faceva un tempo per la mano sinistra adoperata dai mancini. Perché lui è sempre stato un riformista, un democratico all’americana. “Politicamente, il riformista viene da sinistra e va verso il centro”, diceva. Si, buonanotte! Che è come dire: partito comunista e arrivato democristiano.

Sardegna, il segretario PSdAz Efisio Trincas dona la bandiera dei "quattro mori" a Silvio Berlusconi (2009)

Sardegna, il segretario PSdAz Efisio Trincas dona la bandiera dei “quattro mori” a Silvio Berlusconi (2009)

E’ durato un anno, il tempo di distruggere tutto ed è scomparso. E’ ricomparso recentemente come regista di un documentario su Berlinguer. Su Berlinguer, cioè su quanto di più lontano ci sia sempre stato da lui!

Comunque, un giorno, alla domanda di un giornalista sulla povertà in Italia, Veltroni rispose: “Non si può parlare di povertà ma solo di povertà relativa”. Wow!

I poveri di spirito, attaccati a cose materiali come lo stipendio mensile (quando c’è), le bollette e il mutuo da pagare, i figli a cui garantire un futuro degno di essere vissuto, non ci avevano mai fatto caso prima! Se fino a quel giorno si erano ritenuti dei poveracci adesso, grazie alla sottile capacità di Veltroni di analizzare i fenomeni sociali, era finalmente cambiato qualcosa: non erano così in difficoltà, erano in difficoltà relativa.
Insomma, si erano sempre “percepiti poveri”, ma di fatto non lo erano. Un povero italiano, ad esempio, è certamente più ricco di un povero del Burundi o della Somalia. La povertà, pertanto, non solo è relativa in senso assoluto, ma anche in senso geografico. Ma non solo. Un povero del 2014 è certamente più ricco di un povero del 1914. Quindi la povertà è relativa anche in senso temporale. Capita la faccenda?

All’epoca anche Berlusconi, mentre il Paese stava precipitando nella crisi più nera di sempre, si crogiolava dietro azzardate affermazioni neorelativiste. “L’Italia è un paese ricco e felice”, diceva, ” le pizzerie sono sempre piene e sui voli aerei non si riesce a trovare un posto libero”. Dunque la crisi era solo percepita, ma non reale? Dunque non esiste una realtà “oggettiva”?

A riprova di questo la nostra esperienza è piena di identiche situazioni che vengono percepite in maniere drammaticamente differenti dai differenti individui che vi si rapportano. In altri termini non esiste “una cosa” in senso assoluto ma il significato che di questa cosa ognuno di noi percepisce con la sua mente. Quindi, tutto è relativo. Anche la crisi o la povertà.

crisi del 1929, disoccupati

crisi del 1929, disoccupati

Il problema è che il cetriolo che di lì a poco sarebbe arrivato nel didietro degli Italiani non era solo percepito ma drammaticamente reale nonché estremamente doloroso! La differenza, in certi casi, fa sostanza!

C’è forse una qualche contraddizione in tutto ciò? No, nessuna, perché nel mondo della percezione le contraddizioni sono implicite, fanno parte del gioco, si chiamano illusioni. Ma siamo noi che stiamo avendo l’illusione che ormai destra e sinistra siano uguali, che votino le stesse leggi e che Renzi  e Berlusconi siano ormai interessati alle stesse cose e che siano solo le due facce di una stessa medaglia, o sono loro che sono degli abilissimi  illusionisti, e che dunque stiano solo prendendoci in giro?

Intendiamoci, è normale che la dinamica della percezione sia tenuta in grande considerazione da coloro che con il bastone e la carota ammaestrano e dirigono le masse. Il consenso non si ottiene spontaneo ma si crea, si coltiva e giornalmente si pilota, riuscendo in tutto ciò anche a raggiungere il miracolo di dirigerlo contro gli stessi interessi di coloro dai quali lo si vuole ottenere.

In parole povere si chiama “presa per il culo”, come ha ormai capito lo stesso Maurizio Landini della FIOM, inizialmente incantato da Renzi ed ora assai diffidente viste le recenti posizioni assunte dal premier fiorentino sullo Statuto dei Lavoratori.

L’estetica, la morale, la politica sono piene di questi esempi ed è naturale e giusto che sia così. Quando non è più così, quando si inverano fenomeni che generano modi di vedere la vita, opinioni e comportamenti assolutamente identici, significa che allora qualcosa è intervenuto a modificare il naturale corso del normale processo cognitivo. E’ allora che dobbiamo preoccuparci ed interrogarci sulle conseguenze di quanto sta accadendo. Ecco, forse questo momento è arrivato.

Secondo alcuni studiosi, oggi saremmo di fronte ad un processo di globalizzazione che tendenzialmente sta portando all’esaurimento delle differenze fra le diverse culture, ossia all’eliminazione delle loro identità. La globalizzazione tenderebbe cioè a stabilire un unico codice culturale, il cosiddetto “modello occidentale”, capace di uniformare i consumi e i comportamenti. Secondo questi studiosi, gli antidoti alla globalizzazione, alla sua presunta tendenza “naturale” all’omologazione culturale, sarebbero stati finora inefficaci, insufficienti. In altri termini, nel processo di globalizzazione ci sarebbe il pericolo dell’affermazione di un “pensiero unico”, premessa assai pericolosa e portatrice di nuove forme di autoritarismi.

Pontida, il "prato della Lega" con la scritta cambiata (9 aprile 2012, foto A.N.S.A.)

Pontida, il “prato della Lega” con la scritta cambiata (9 aprile 2012, foto A.N.S.A.)

L’Italia è già dentro fino al collo in questo processo. Destra e sinistra sono riuscite a far credere a milioni di persone che la situazione è talmente grave che bisogna stare zitti ed accettare passivamente la loro ricetta per uscire dal pasticcio in cui loro stessi ci hanno infilato negli anni passati.

Noi dobbiamo stare zitti per non disturbare il manovratore, in compenso loro non fanno altro che parlare. Sempre e ovunque e su qualunque cosa in un profluvio di parole che ci vengono riversate addosso ad ogni ora del giorno e della notte. Il più instancabile è Renzi. Comincia la mattina presto con dei tweet talmente banali che neanche un bambino delle elementari oserebbe presentare alla sua maestra. E poi Facebook, giornali, radio, interviste, dichiarazioni, servizi televisivi, con un parossistico rigiro di parole atto a stordire l’uditorio e a far percepire un attivismo teorico di cui poi nei fatti non vi è alcuna traccia.

All’inizio, per citare una celebre battuta di Nanni Moretti, si sperava pure che ogni tanto dicesse anche “qualcosa di sinistra”, ora invece si spera solo che stia zitto! Lui e magari anche tutti i suoi compagni di Larghe Intese. Ma forse si chiede troppo. Ed infatti lui, imperterrito e ostinato, va avanti contro i gufi, le civette, i falchi, le colombe e tutto il panorama ornitologico mondiale, annunciando provvedimenti sempre più pasticciati e inconcludenti.

Scelte palesemente sciagurate (come il Decreto Sblocca Italia) ma approvate per disciplina di partito dalla quasi totalità del Parlamento (a parte i Cinque Stelle e qualche parlamentare che ancora si ostina a ragionare con la propria testa).

Quando un partito che dovrebbe essere di centro sinistra come il Pd fa passare tutto questo, vantandosene pure come un successo, rende chiara la difficoltà a costruire qualcosa di serio, credibile ed efficace. Quando in Parlamento il Ministro Maria Elena Boschi (del PD) bacia e abbraccia Paolo Romani (capogruppo al Senato di Forza Italia) per festeggiare l’approvazione del Decreto che scardina la Costituzione portando alla nascita del nuovo Senato dei nominati, quando Renzi e Berlusconi si incontrano a porte chiuse per mettersi d’accordo sugli esponenti da eleggere nel nuovo CSM, quando destra e sinistra fanno lista comune per nominare i nuovi consiglieri provinciali, significa che ormai siamo preda di un pensiero e di un interesse unico dominante. Il loro.

Un pensiero unico che finora è riuscito a convincere i cittadini italiani che non ci sono alternative possibili e che in fondo questa, vista la situazione esistente, è pur sempre la soluzione migliore.

Una situazione che mi ricorda una storiella di qualche tempo fa. Eccola.

Berlusconi muore e va all’Inferno (e dove se no?). Ad accoglierlo c’è Lucifero in persona che gli fa fare un giro tra i vari gironi infernali. Avendo lui accumulato una lunga serie di peccati nei più svariati campi, Lucifero gli permette di scegliere in quale girone trascorrere l’eternità della sua pena. Berlusconi visita il primo girone, quello dei corruttori, e vede che la loro pena consiste nell’essere frustati a sangue da alcuni diavoli. “Troppo doloroso”, pensa Berlusconi, “passiamo oltre”. Il secondo girone è quello degli evasori fiscali e dei falsificatori di bilanci. Qui i peccatori vengono impalati e appesi ad un grosso albero. “Raccapricciante”, pensa Berlusconi, “andiamo avanti”. E così di girone in girone, tra pene e punizioni sempre più cruente e spaventose, arriva fino all’ultimo, quello dei lussuriosi. Qui numerosi uomini sono immersi fino al collo in un mare di merda. “Bello schifo, ma tutto sommato, vista la situazione, questa è la soluzione migliore”, pensa Berlusconi, “alla puzza di merda ci si può pure abituare! Scelgo questo”, dice rivolgendosi a Lucifero. Sicuro? “Sicurissimo!”. Allora vai pure. E Berlusconi entra nel mare di merda. Sta lì ormai da una decina di minuti, quando all’improvviso sente suonare una campanella seguita dalla voce imperiosa di Lucifero: “La ricreazione è finita, rimettetevi in ginocchio!”.

Ecco, non vorrei che anche per noi stesse per suonare la campana.

Bruno Caria

Amici della Terra

 

scritta murale

scritta murale

(foto A.N.S.A., da mailing list sociale)

  1. max
    settembre 25, 2014 alle 6:48 am

    oramai siamo alla frutta e le previsioni con questo governo non sono confortanti.
    un merito va pero’ riconosciuto al presidente del consiglio ( per me il peggiore in assoluto dal dopoguerra, ma forse anche peggio del governo Mussolini); quello di aver mostrato nei FATTI la compagine a dir poco variegata del pd. Renzi, con l’accanirsi sull’art. 18 e la riforma del senato, dimostra inquivocabilmente che dei reali problemi del paese se ne fotte e a chi e’ asservito.
    prima ce ne liberiamo e meglio e’; se con Berlusconi eravamo certi della sua natura e dei suoi fini, Renzi trae in inganno con i suoi discorsi da boy scout e da persona tutta governo e famiglia. e’ un attentato vivente alla democrazia e alla sinistra ( vera) in particolare.

  2. mara
    settembre 25, 2014 alle 7:18 PM

    Ci annegano in un mare di chiacchere, ma nel frattempo si guardano bene dal decidere la nuova legge elettorale, che doveva essere un’assoluta priorità. Lo sanno benissimo che gli italiani, in caso di voto, li manderebbero nell’ultimo girone, insieme a Berlusconi. Senza “ora di ricreazione”.

  3. Paola turella
    ottobre 3, 2014 alle 11:36 PM

    Consolante vedere in un sito ambientalista articoli come questo. Perché altre associazioni no, non pensano e non riflettono su quanto succede in questo nostro Paese e finiscono per muoversi in modo insolvente.
    Un’osservazione: due facce della stessa medaglia non è un’affermazione corretta parlando di renzi e berlusconi poiché essendosi accordati sono sulla stessa faccia di una cosa che certo non è una medaglia. Lo disse Gramsci: quando ci sono troppi partiti non si può più parlare di democrazia, ma di partitocrazia.
    Paola Turella

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