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Riprendono le demolizioni degli abusi edilizi sulla costa ogliastrina.


Maracalagonis, demolizione complesso abusivo in loc. Baccu Mandara (2002)

Maracalagonis, demolizione complesso abusivo in loc. Baccu Mandara (2002)

E’ ripresa – questa volta sul litorale di Tertenia – la campagna di demolizioni degli abusi edilizi sulle coste d’Ogliastra da parte della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lanusei.

Ne sono state eseguite finora 105 (in stragrande maggioranza “seconde case”) delle quali 44 effettuate nel periodo aprile-maggio 2012 e ben 75 demolizioni in proprio), mentre nel complesso sono circa 200 quelle previste in forza di ordinanze  contenute in sentenze penali passate in giudicato e riguardanti altrettanti casi di abusivismo sui litorali ogliastrini, in particolare nei territori comunali di Tortolì, Tertenia, Barisardo, Baunei.

Seconde o terze case, è bene ricordarlo, visto che secondo Franco Lai, leader degli abusivi ogliastrini ed esponente politico P.d.L. ha affermato in proposito che è un diritto anche quello.

Le operazioni di demolizione sono state avviate a iniziare dalla costa di Tortolì, dove nel corso del 2011 e del 2012 sono stati eseguiti – sempre su disposizione della Procura della Repubblica di Lanuseisequestri preventivi di lottizzazioni abusive con complessivamente oltre 300 unità immobiliari, realizzate sotto gli occhi e nel silenzio delle amministrazioni pubbliche competenti.

Così come nel silenzio, davanti alla realizzazione delle costruzioni abusive sono rimasti per lunghi anni anche quegli amministratori comunali di Tertenia oggi increduli.

Oggi, incuranti di tutto, c’è chi vuol difendere gli abusi anche mandando avanti dei bambini come scudi umani.

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra, insieme a migliaia e migliaia di sardi onesti, esprimono il loro più forte sostegno all’attività di ripristino ambientale e della legalità condotta dalla magistratura ogliastrina e, in particolare, dal procuratore Domenico Fiordalisi.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus e Amici della Terra

Cagliari, manifestante in favore dell'abusivismo edilizio

Cagliari, manifestante in favore dell’abusivismo edilizio

 

 

da La Nuova Sardegna, 12 marzo 2013

La ruspa abbatte anche la resistenza.  Blitz contro gli abusi edilizi: un centinaio di carabinieri e poliziotti per tenere a bada i manifestanti: villetta rasa al suolo.  Lamberto Cugudda

TERTENIA.  Sotto un diluvio, con il primo colpo di benna, dato intorno alle ore 12,50, in una villetta abusiva di 102 metri quadri realizzata a circa 180 metri dalla spiaggia di Foxi manna, nella marina di Sarrala, l’escavatore della “Tecnic demolizioni controllate”, inviato dalla Procura di Lanusei, ha violato l’ultimo lembo d’Ogliastra che si opponeva alle demolizioni. Ieri mattina, i circa 150 abitanti di Tertenia che, dalle 7, avevano organizzato un nuovo blocco all’inizio della strada per Sarrala per evitare l’arrivo dei mezzi inviati dalla Procura per iniziare ad abbattere le 56 costruzioni abusive con sentenza passata in giudicato, non sono riusciti a ripetere quel che fecero il 17 e il 18 gennaio, quando i mezzi meccanici non riuscirono a passare. Anche perché un’ottantina di carabinieri del battaglione e agenti del reparto mobile, affiancati dai militari della compagnia di Jerzu e da numerosi agenti della Digos, intorno alle 11 sono riusciti a forzare il corteo che, inizialmente, si era opposto frontalmente. Fra i manifestanti anche anziani, ragazzi, donne (una incinta) con i loro piccoli in braccio o in carrozzina nonostante la pioggia battente. Una volta vistisi superati, una cinquantina di terteniesi ha cercato di camminare davanti alle forze dell’ordine, per rallentare le operazioni e impedire il passaggio del camion con l’escavatore. Ma i carabinieri del battaglione e i loro colleghi del reparto mobile della Polizia, come da manuale militare, con la cosiddetta “manovra a cuneo”, tenendosi per le braccia, sia nella parte destra che sinistra della carreggiata, per oltre due chilometri hanno fatto spostare i manifestanti sui lati esterni, superandoli e conquistando la testa del corteo. A questo punto è stato fatto passare il camion con l’escavatore e i mezzi delle forze dell’ordine hanno bloccato la strada per Sarrala. Subito dopo, mentre alcuni manifestanti attendevano a lato del blocco, si è sparsa la voce che un terteniese si fosse impiccato nella sua casa da abbattere, a Sarrala. Ma la notizia è risultata priva di fondamento. Questa volta, a incidere in maniera negativa sulla non rilevante presenza di manifestanti, sono stati i sette avvisi di garanzia per resistenza a pubblico ufficiale in concorso e associazione per delinquere che sono stati notificati, una decina di giorni orsono, a sette attivisti “no-esc” (no escavatori). In tanti hanno temuto che lo stesso potesse accadere a anche a loro. Otre a questo, sempre nei giorni scorsi, un decreto firmato dal gip del tribunale di Lanusei su richiesta del pm, ha posto sotto sequestro preventivo 20 auto di attivisti dello stesso movimento che il 17 e il 18 gennaio vennero parcheggiate all’altezza della località di Migheli, lungo la strada per Sarrala, per bloccare l’arrivo degli escavatori. Nel pomeriggio si è anche avuta notizia che saranno segnalati alla Procura per i minori i genitori che, secondo le forze dell’ordine, avrebbero utilizzato i loro piccoli come “scudi umani”, partecipando al blocco iniziale. Responsabile per l’ordine pubblico è stato il vice questore vicario di Nuoro, Pasquale Di Donato. Erano presenti il capo della squadra mobile di Nuoro, vice questore Fabrizio Mustaro, il comandante del reparto operativo dei carabinieri di Nuoro, tenente colonnello Simone Sorrentino, il dirigente del commissariato di Ps di Lanusei, Luigi Vessio, e i capitani dell’Arma, Sara Pini e Danilo Cimicata, comandanti delle compagnie di Jerzu e Lanusei. Alle 12,50, una volta raggiunta Foxi Manna, mentre numerose persone erano affacciate in alcuni balconi di abitazioni vicine, l’escavatore della “Tecnic demolizioni controllate” ha dato il primo colpo di benna a una villetta di circa 102 metri quadri, divisa in due unità, che risulta di proprietà di Iolanda Tegas, 87 anni, originaria di Sestu. Si tratta di una seconda casa, «Ci hanno avvisato solo ieri sera di sgombrare – ha detto Giampiero Tegas, 55 anni, di Perdasdefogu – e ora ho chiesto che ci lasciassero il tempo per fare arrivare qui un escavatore per l’autodemolizione. Dopo essersi messi in contatto con la Procura, Mi hanno detto di no, che oramai era tardi. Ho realizzato parte di questa costruzione perché ho un figlio inabile e volevo che anche lui potesse venire al mare. L’ho fatto per lui. A noi l’abbattono, mentre i villaggi continuano a farli costruire, lungo la costa. Che Stato è, questo, che se la prende con i più deboli?». Ad alcuni è stato concesso di andare ad aiutarlo per smontare i mobili. La demolizione della villetta proseguirà oggi. Non è improbabile che si inizi ad abbattere un’altra costruzione nella stessa zona.

Quartu S. Elena, demolizione abusi edilizi (1994)

Quartu S. Elena, demolizione abusi edilizi (1994)

La protesta: «Perché non aspettare il Puc?»  Gli abitanti preoccupati sperano nel progettista del Piano che è arrivato ieri in paese. 

TERTENIA. «Ho 70 anni, sono piena di problemi fisici, fra i quali anche un’ernia del disco. Quando sono arrivati carabinieri e agenti in tenuta antisommossa, mi hanno spinto da un lato e solo per fortuna sono riuscita a non cadere. Ma ora sento tanti dolori». Letizia Mura, contesta l’intervento delle forze dell’ordine: «Non eravamo e non siamo delinquenti. Vogliamo soltanto capire perché non si può aspettare per verificare quante e quali costruzioni possono essere salvate con il Puc. Vogliono abbattere la casa che venne realizzata da mio marito e nelle quale risiede da anni mia nipote». Le fa eco Anna Serra, 67 anni: «Ero al corteo per solidarietà. Mi sono sentita strattonare e spingere. Non sono caduta con la faccia sull’asfalto solo perché qualcuno mi ha tenuto. Non è giusto». Poco distante, Matilde Corrias, 55 anni, chiede che si blocchino le demolizioni in attesa del Puc. Altre puntano, per ora, a una tregua di pochi giorni, per capire dal docente universitario Manlio Venditelli, che insieme a un suo collega ha avuto l’incarico per redigere il Puc, e che ieri alle 13,30 è arrivato in paese, quali case potranno essere salvate. Questa mattina potrebbe recarsi a Sarrala. Silvia Corda, 25 anni, vive con la madre, due sorelle e i loro bimbi di appena 10 mesi e un mese, in una casa nella zona di Torre San Giovanni: «Eravamo al presidio perché è la nostra unica abitazione quella che intendono demolire. Qui si registra grande tensione. Siamo anche disposte ad auto-demolircela se il Comune, come da Prg, ci desse un altro lotto di terreno dove realizzarne un’altra. Ma perché le demolizioni avvengono solo qui e in nessun’altra parte d’Italia? Qualcuno ce lo può spiegare».

Domus de Maria, Piscinnì, demolizione degli abusi edilizi (1999)

Domus de Maria, Piscinnì, demolizione degli abusi edilizi (1999)

(foto S.D., archivio GrIG)

  1. Giovanni
    marzo 13, 2013 alle 9:32 am

    felicità

    • obbrobbio
      marzo 16, 2013 alle 1:58 PM

      come ci si puo rallegrare di una tragedia quale la demolizione di una casa? mi domando ma quà siete al corrente che la maggior parte delle case, rientravano nel nuovo puc?Lo sapete che nel resto dell’europa quando il comune decide di modificare il piano urbanistico, le ruspe si fermano…Si domanda soldi quando un terremoto distrugge un paese nel resto dell’italia…Quà si sta distruggendo un intero paese e nessuno muove un dito da lassù..A sarrala ci son solo piu che desolazione e macerie !E diventata la valle delle lacrime e vi assicuro che alcuna delle case demolite era un mostro antiecologico…voi che siete ecologisti, andate a vedere dove son finite le piante che tutti abbiamo curato per piu di 30anni….le ruspe le hanno tutte sradicate,e nn ci son piu i giardini con fiori ma macerie, solo macerie…..Nn ci si puo accanire cosi in un villaggio che domanda solo ad aver un piano regolatore …Dico io ma siete tutti sicuri di essere nel giusto?cordialmente.

      • marzo 16, 2013 alle 2:05 PM

        immaginiamo che anche lei sia al corrente che si stanno demolendo case abusive – in gran parte seconde/terze case – oggetto di sentenze penali passate in giudicato da parecchi anni, mentre i Comuni competenti non hanno svolto le proprie competenze di legge.
        Immaginiamo che anche lei sappia che non si può costruire come si vuole e dove si vuole.

  2. lucia
    marzo 13, 2013 alle 12:29 PM

    Bravi ragazzi GrIG!! BRAVI!!! Tenete duro. Sono in tanti, anche non sardi, che sono con voi e con il vostro instancabile, prezioso e durissimo, lavoro.

  3. marzo 13, 2013 alle 2:55 PM

    A.N.S.A., 13 marzo 2013
    Ruspe continuano demolizioni a Tertenia. Terzo giorno nella Marina di Sarrala senza proteste. (http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/sardegna/2013/03/13/Ruspe-continuano-demolizioni-Tertenia_8389837.html)

    NUORO, 13 MAR – Le ruspe vanno avanti e continuano gli abbattimenti delle costruzioni ritenute abusive edificate sulla costa della Marina di Sarrala a Tertenia. Terzo giorno per operai e mezzi meccanici. Così, dopo le due case già abbattute, questa mattina è stata aggredita in località Foxi murdegu una villetta di due piani di 100 mq a 110 metri dal mare. Grande schieramento di forze dell’ordine ma nessun blocco o manifestazione della popolazione teso a contrastare la decisione della Procura di Lanusei.

    ___________________________________________

    da L’Unione Sarda, 13 marzo 2013
    Tertenia. Nuove demolizioni sul versante di Foxi de Murdegu senza l’opposizione dei cittadini. Ruspe in azione nel giorno della resa. Gli operai abbattono un’altra casa abusiva nella marina di Sarrala. Salgono a due le case abusive demolite nella marina di Sarrala,comune di Tertenia. Le operazioni riprenderanno questa mattina, sotto la scorta delle forze dell’ordine. (Mariella Careddu): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_82_20130313085510.pdf

    ____________________________________

    da La Nuova Sardegna, 13 marzo 2013
    Abusi a Tertenia, le ruspe non trovano più resistenza. I mezzi inviati dalla Procura di Lanusei hanno abbattuto due case a Sarrala. Il sindaco Loddo giustifica i cittadini che si sono opposti alle demolizioni. (Lamberto Cugudda)

    TERTENIA. Ieri mattina sono riprese le demolizioni di seconde case nella marina di Sarrala. I due escavatori della “Tecnic” non hanno trovato resistenza. Nessuno, lungo la strada, ha cercato di bloccarne l’arrivo. Ieri il servizio delle forze dell’ordine era assicurato da una cinquantina di carabinieri e agenti di Ps. Presenti il capo della squadra mobile di Nuoro, Fabrizio Mustaro, e il capitano Sara Pini, comandante della compagnia di Jerzu. La polizia visionerà i filmati girati durante la manifestazione di lunedì. Si punterebbe a identificare coloro per i quali ci sarebbero gli estremi per una denuncia. E che andrebbero ad aggiungersi ai 7 indagati dalla Procura per resistenza a pubblico ufficiale e associazione per delinquere. Gli escavatori hanno operato due fronti: hanno raso al suolo la costruzione di 105 metri quadri, a 180 metri dal mare, a Foxi Manna, di proprietà di Iolanda Tegas, 87 anni. In un’altra zona della costa, a Foxi Murdegu, è cominciato l’abbattimento della costruzione di 104 metri quadri, a 105 metri dal mare, che pare sia di proprietà di Marta Locci, 76 anni. I manufatti dichiarati abusivi con sentenza passata in giudicato, a Tertenia, sono 56, per la quasi totalità nella zona di Sarrala. Pare che una decina di proprietari abbiano chiesto l’autodemolizione: ma ormai la macchina dello Stato si è messa in moto. Altri sono intenzionati a presentare istanza di acquisizione al patrimonio comunale: la procedura prevede pareri del consiglio comunale e della Procura. E comunque esclude gli immobili entro i 300 metri dal mare. Ieri sera, alle 20, ha avuto inizio nell’aula consiliare una riunione con i proprietari degli immobili finiti nella lista nera della Procura di Lanusei. Oltre al sindaco Luciano Loddo, vi hanno preso parte i docenti universitari Manlio Venditelli e Maurizio Imperio, incaricati di redigere il Puc. Oggi saranno in Regione. Il sindaco ieri ha reso nota una lettera aperta: «Anch’io ero presente, lunedì, con altri membri della giunta, nel momento in cui le forze dell’ordine hanno aperto un varco tra i manifestanti per i permettere ai mezzi di raggiungere i luoghi interessati alle demolizioni. I cittadini terteniesi, nella manifestazione pacifica, erano presenti a difesa estenuante della propria abitazione, convinti di non essere delinquenti, ma colpevoli di aver investito sulle proprie proprietà». Loddo prosegue: «Le famiglie coinvolte non hanno usato i figli come scudi, ma compatte nella disperazione nel veder demolita la propria abitazione fatta con sacrifici e rinunce, si sono unite con il concetto che l’abitazione è un fondamento di legame tra i componenti di ogni famiglia. Con questo non si vuole contrastare l’azione della Procura, con la quale abbiamo tenuto rapporti di dialogo costante, rimarcando che la nostra cittadina ha la volontà di rientrare in un ottica di legalità e regole. Ciò si evidenzia dagli sforzi fatti dall’amministrazione nel cercare soluzioni possibili, a livello pianificatorio, con l’incarico per il Puc. E a livello istituzionale interagendo con gli organi di Stato affinché l’impatto di queste azioni nel territorio avessero ripercussioni minime nella cittadinanza. Perdere una casa è sempre un duro colpo, e per questo che molti cittadini hanno difeso fino all’ultimo ciò che è stato fatto con anni di lavoro». E ancora: «Vogliamo migliorare il nostro territorio in ogni modo, sfruttando le ricchezze del nostro paese, in termini ambientali, economici e infrastrutturali. Con l’auspicio che la Regione instauri un dialogo costruttivo. E con la quale delineare una pianificazione urbanistica, che permetta al nostro territorio di esprimere le potenzialità migliori. Tutto in tempi certi e ben stabiliti. Non vogliamo essere diversi dagli altri ma esigiamo risposte concrete a problemi concreti».

  4. marzo 14, 2013 alle 2:57 PM

    da La Nuova Sardegna, 14 marzo 2013
    Ancora demolizioni nella zona di Sarrala: senza contestazioni. Tertenia, terzo giorno di lavoro per le ruspe della Tecnic. Alcuni proprietari hanno chiesto di agire con mezzi propri. (Lamberto Cugudda)

    TERTENIA. Terzo giorno consecutivo di demolizioni nella zona della marina di Sarrala. E anche ieri, come martedì, dopo la manifestazione di lunedì mattina e l’intervento di circa 140 uomini delle forze dell’ordine, compresi i carabinieri del Battaglione Sardegna e del reparto mobile della Ps, non si è registrata alcuna protesta. I due escavatori della società “Tecnic demolizioni controllate” della provincia di Cuneo, che dal 4 aprile dello scorso anno effettuano gli abbattimenti dei manufatti abusivi con sentenza passata in giudicato per conto della Procura di Lanusei, sempre scortati dai carabinieri della compagnia di Jerzu e dagli agenti del commissariato di Ps di Tortolì, hanno raggiunto la vasta area della marina di Sarrala. Si è proseguito con la demolizione, iniziata avantieri, nella zona di Foxi Murdegu, della costruzione di 104 metri quadrati a circa 105 metri di distanza dal mare. Mentre nel pomeriggio si è iniziato con l’abbattimento di un’altra abitazione abusiva con sentenza passata in giudicato. Si tratta di un manufatto di una cinquantina di metri quadri, che dista circa 60 metri dal mare. Pare risulti di proprietà della pensionata Maria Sotgia, di 75 anni. Finora le demolizioni effettuate nel territorio terteniese hanno riguardato solo seconde case. Così come era stato annunciato, gli abbattimenti proseguiranno anche domani. Mentre ci sono già dei terteniesi che hanno iniziato l’autodemolizione, mentre un’altra decina l’hanno richiesta. Ci sono anche altri proprietari di manufatti abusivi con sentenza passata in giudicato che paiono sempre intenzionati a presentare istanza di acquisizione al patrimonio comunale. Chissà se, così come già accaduto a Tortolì e Barisardo, le demolizioni verranno sospese per il fine settimana, il sabato e la domenica. Dopo la riunione tenutasi martedì sera in aula consiliare comunale fra i cittadini terteniesi (presenti tanti abusivi), il sindaco Luciano Loddo, i docenti universitari Manlio Venditelli e Maurizio Imperio, che hanno avuto l’incarico di redigere il Puc (e altri tecnici), un’altra riunione dovrebbe tenersi questa sera, sempre dopo le ore 19,30. Intanto, ieri mattina, il primo cittadino e i due tecnici incaricati per il Puc, sono stati in Regione per un incontro con due alti funzionati dell’assessorato regionale all’Urbanistica. Venditelli e Imperio si sono trattenuti nell’assessorato regionale fino al tardo pomeriggio.

  5. marzo 15, 2013 alle 2:50 PM

    da La Nuova Sardegna, 15 marzo 2013
    Tertenia, nuove richieste di autodemolizioni a Sarrala.

    TERTENIA. L’escavatore della “Tecnic demolizioni controllate”, inviato dalla Procura di Lanusei, ieri (quarto giorno di demolizioni) ha completato l’opera di abbattimento della costruzione di una cinquantina di metri quadri, ubicata a circa 55 metri dal mare nella zona di Torre San Giovanni, nella marina di Sarrala. Le demolizioni proseguiranno anche oggi, mentre per il fine settimana, come già accadde a Tortolì e Barisardo, dovrebbero fermarsi. In paes, diversi proprietari di costruzioni con sentenza passata in giudicato (anche a oltre 1.500 metri dal mare) hanno iniziato ad abbatterle. Mentre alla Procura sono arrivate altre 12 richieste di autodemolizione, che sono state accettate. In tutto, dal 4 aprile dello scorso anno (ovvero in 11 mesi e 10 giorni) dalla stessa Procura fanno sapere che si è già giunti a 100 demolizioni effettuate: di queste il 30 per con i mezzi meccanici della “Tecnic”, mentre il restante con l’autodemolizione (soprattutto quando ci si è visti arrivare l’escavatore scortato dalle forze dell’ordine). In tarda serata, in Comune a Tertenia, pare fosse in programma un nuovo incontro.

  6. obbrobbio
    marzo 16, 2013 alle 2:15 PM

    ecco vede che anche lei lo,dice:mentre i Comuni competenti non hanno svolto le proprie competenze di legge.
    ed immaggino a cosa lei si riferisce”…ma per quanto mi riguarda era la mia prima casa , nn la seconda nè terza….mai data in affitto, e comunque tutto cio nn giustifica una DEMOLIZIONE visto che allora si dovrebbero demolire interi paesi sulla costa e per finire la giustizia quà nn ha certo trionfato.ancora piu cordialmente

    • marzo 16, 2013 alle 2:47 PM

      qui si tratta di demolizioni conseguenti a sentenze penali passate in giudicato da anni, non demolizioni “improvvise”, nè “in antipatia” nei confronti di nessuno.

  7. ciccio
    marzo 17, 2013 alle 5:35 PM

    spero che il signor fiordalisi dopo aver perseguito e raggiunto con tanta determinazione l’obbiettivo di demolire le case abusive di tutta la costa orientale della sardegna prosegua anche nell’obbiettivo di chiudere il poligono di quirra e di perdasdefogu ,che tanti problemi hanno portato e stanno portando alle popolazioni di quelle zone e i responsabili di quello scempio vengano individuati e condannati …. ma … credo che come al solito il grido della popolazione rimarra inascoltata e gli animali ,le persone…continueranno a morire a causa dell’inquinamento provocato dalle esercitazioni militari ,e i siti non verranno mai bonificati . se è vero che la giustizia esiste le cose non dovranno andare in questo modo. ma…..credo che tutto rimarrà cosi com’è e che a pagare siano sempre…….. i soliti ….. poveri

    se volete approfondire sul poligono di quirra copiate e incollate il link sotto

    ‘http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2012/02/26/news/effetto_quirra_il_dramma_dei_morti_e_dei_bambini_deformi-30548241/)

  8. marzo 17, 2013 alle 11:23 PM

    da La Nuova Sardegna, 17 marzo 2013
    TERTENIA. Abusivi, 15 autodemolizioni ruspe a riposo per 48 ore. (Lamberto Cugudda)

    TERTENIA. Ieri e oggi giornata di riposo per gli escavatori inviati dalla Procura di Lanusei, guidata da Domenico Fiordalisi, che stanno effettuando gli abbattimento delle costruzioni abusive con sentenza passata in giudicato, costruite nella marina di Sarrala. In mattinata e nel pomeriggio, i carabinieri, coordinati del capitano Sara Pini, comandante della compagnia di Jerzu, hanno effettuato, su disposizione della Procura, dei controlli rispetto alle numerose autodemolizioni che sono in corso. Si parla di una quindicina già in atto – anche a oltre 1.500 metri di distanza dal mare – mentre altri 12 proprietari, che l’avevano richiesta alla Procura, hanno già ottenuto il via libera. In totale, a Tertenia, dovrebbero essere 56 gli abbattimenti previsti. In questi, sono comprese anche 14 prime case: 8 nella zona della marina di Sarrala e 6 nel centro abitato. In paese – così come avvenne lo scorso anno a Tortolì, dove il 4 aprile iniziarono, proprio dalla recinzione di una prima casa, le demolizioni in tutta l’Ogliastra – proprio rispetto alla paura per la demolizione delle prime case pare salire la tensione. Ma nel contempo si spera che la Procura conceda del tempo in vista della redazione del Puc.

  9. marzo 19, 2013 alle 2:51 PM

    da La Nuova Sardegna, 19 marzo 2013
    TERTENIA. Ruspe di nuovo in azione a Sarrala. Avviate dai proprietari una quindicina di autodemolizioni. (Lamberto Cugudda)

    TERTENIA. Dopo la pausa del fine settimana, che ha visto gli escavatori della società “Tecnic demolizioni controllate” inattivi, ieri mattina è ripresa la demolizione della quarta costruzione abusiva con sentenza passata in giudicato, che come le altre era ubicata nella marina di Sarrala, per la precisione nella zona di Foxi Murdegu. Intorno alle ore 17 i mezzi meccanici hanno completato il loro intervento. Riprenderanno questa mattina, intorno alle 8, sempre nella marina terteniese. A quel che si sa, sono una quindicina le autodemolizioni in corso. Altre ancora sono state autorizzate dalla procura della Repubblica di Lanusei, guidata da Domenico Fiordalisi. In totale, in questa tornata, le demolizioni previste sia nella marina di Sarrala (circa 50) sia nel centro abitato terteniese (sei), dovrebbero essere di poco inferiori alla sessantina. A preoccupare maggiormente sono quelle riferite alle prime case: otto sono in varie zone di Sarrala, mentre sei in paese. Ma la comunità terteniese spera che “dalla black list “queste ultime 14 costruzioni abusive con sentenza passata in giudicato, possano, essere per ora “salvate”, in attesa che venga redatto il Piano urbanistico comunale. L’incarico è stato conferito lo scorso mese a due docenti universitari della Sapienza di Roma: Manlio Venditelli e Maurizio Imperio. La scorsa settimana, dopo l’inizio delle demolizioni – avvenuto lunedì 11 alle ore 12,51, dopo che le forze dell’ordine, utilizzando anche uomini dei reparti antisommossa erano riuscite a fare passare i mezzi meccanici – nell’aula consiliare comunale si sono tenute alcune assemblee con i proprietari delle costruzioni abusive. E in seguito, anche più direttamente incentrate sul nuovo Puc.

  10. marzo 21, 2013 alle 9:25 PM

    da CagliariPad, 21 marzo 2013
    Ogliastra, demolite in un anno 130 case abusive.
    La Procura della Repubblica di Lanusei ha fornito i dati dell’attività in materia di violazioni urbanistiche: in sette casi non è stato eseguito l’abbattimento per l’acquisizione al patrimonio pubblico da parte dei Consigli comunali: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=1831
    ______________________________________________________

    da L’Unione Sarda on line, 21 marzo 2013
    In Ogliastra demolite 130 case abusive. A Tertenia tremano ancora 13 famiglie: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/308727

  11. marzo 23, 2013 alle 10:58 am

    da La Nuova Sardegna, 23 marzo 2013
    TORTOLÌ»DEMOLIZIONI COMPLETATE. Le ruspe della Tecnic lasciano l’isola.
    In meno di un anno sono state ultimate le procedure per l’esecuzione di 198 sentenze passate in giudicato.
    Il magistrato Fiordalisi. Sono state abbattute 130 case Tredici sentenze rimandate per consentire l’inserimento nel nuovo Puc di Tertenia. (Lamberto Cugudda)

    TORTOLÌ. Si è cominciato a Tortolì il 4 aprile dello scorso anno con la demolizione di una ventina di metri di muro e recinzione di una villetta nell’abitato. E giovedì, primo giorno di primavera, le demolizioni si sono concluse, sempre nello stesso centro, a Muscì, nel Golfetto di Orrì, con l’abbattimento di circa 250 metri di muro (alto 160 centimetri) e due cancelli, in un terreno a 50 metri dal mare. Ieri i due escavatori della società “Tecnic demolizioni controllate”, utilizzati dalla Procura per le demolizioni delle costruzioni abusive con sentenza passata in giudicato, si sono imbarcati per la penisola, per fare rientro nella sede della società, in provincia di Cuneo. In appena 11 mesi e mezzo, la procura della Repubblica di Lanusei, guidata da Domenico Fiordalisi, ha portato a termine «le procedure per l’esecuzione di 198 sentenze del Tribunale di Lanusei». E il tutto, come ha precisato lo stesso procuratore in un comunicato «con l’avvenuta demolizione di 130 case abusive non occupate quale unica abitazione dei nuclei familiari, delle quali 26 demolizioni eseguite dall’Ufficio e 104 autodemolizioni già avvenute». Ma c’è un altro passaggio rilevante nel comunicato a firma di Domenico Fiordalisi emesso nella serata di giovedì: «Tredici sentenze con condanna alla demolizione riguardanti famiglie di Tertenia, che non hanno altra abitazione, saranno eseguite nel prossimo mese di novembre, per consentire l’inserimento nel Puc (Piano urbanistico comunale) che potrebbe essere approvato dal consiglio comunale nel mese di ottobre». Questo significa che in poco più di sette mesi il massimo strumento urbanistico terteniese dovrà essere stato completato e votato dall’assemblea civica. E il sindaco Luciano Loddo, che con una lettera, anche pochi giorni fa, ha chiesto al procuratore del tempo proprio per redigere e approvare il Puc, ieri ha detto: «Lavoreremo senza sosta, e con grande impegno, per potere completare e approvare il Puc nel minor tempo possibile, decisi a inserirvi anche le prime case cui ha fatto riferimento il procuratore». Nel suo comunicato, Fiordalisi ha anche evidenziato: «I tempi di esecuzione delle sentenze relative alle altre dieci “prime case” nei diversi Comuni verranno stabiliti caso per caso, per contemperare le esigenze di esecuzione delle sentenze definitive con le necessità abitative dei nuclei familiari in condizioni di difficoltà». Per concludere: «L’avvenuta eliminazione dell’arretrato nell’esecuzione delle sentenze in materia di violazioni urbanistiche consentirà, d’ora in poi, la tempestiva demolizione dei fabbricati abusivi, subito dopo il passaggio in giudicato di ogni sentenza del Tribunale di Lanusei».

  1. marzo 16, 2013 alle 10:08 PM
  2. marzo 26, 2013 alle 8:09 PM

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