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Stop alle ville di Is Molas (Pula), la convenzione di lottizzazione è scaduta da tempo!


Sardegna, paesaggio agrario

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra , dopo quella dello scorso 19 novembre 2011, hanno inoltrato (2 aprile 2012) al Comune di Pula e alla Direzione generale regionale della pianificazione e della vigilanza edilizia una nuova richiesta di informazioni a carattere ambientale e adozione degli opportuni provvedimenti riguardo al noto progetto di ampliamento dell’intervento turistico-edilizio di Is Molas (Pula, CA).

Informata per gli provvedimenti di competenza la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari.

Nel caso specifico è stato chiesto l’annullamento in via di autotutela (al Comune) e in via sostitutiva (alla Regione) del provvedimento S.U.A.P. conclusivo di procedimento con conferenza di servizi n. 19 dell’8 novembre 2011, con il quale il Comune di Pula ha autorizzato la realizzazione di 15 ville del sottocomparto FCN10 ed opere di urbanizzazione di comparto ad esse connesse, nella località Is Molas, Pula, iscritta in catasto al foglio 22, 30, mappali 46, 651”.

Come si ricorderà, la Is Molas s.p.a. (Gruppo Colaninno) è intenzionata a realizzare altre residenze private e strutture ricettive per più di 300 mila metri cubi di volumetrie (che andrebbero a sommarsi ai circa 100 mila metri cubi gà presenti), campi da golf, servizi sportivi, prelevamenti idrici, ecc. dopo lunghe e travagliate vicissitudini – comprensive di una procedura di infrazione comunitaria per non corretta applicazione della normativa sulla valutazione di impatto ambientale – che hanno visto sempre in prima fila le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra per contrastare la forte speculazione immobiliare.

Con la deliberazione Giunta regionale 3 febbraio 2011, n. 5/22 si è concluso il procedimento complessivo di valutazione di impatto ambientale, ma rimangono aspetti di evidente illegittimità sotto il profilo urbanistico: in primo luogo, l’originaria convenzione di lottizzazione è stata sottoscritta fra la Is Molas s.p.a. e il Comune di Pula in data 7 luglio 1975 (rep. n. 63/75) e ha perso efficacia con il decorso del termine decennalefin dal 1985, come da legge (art.16, comma 5°, della legge n.1150/194 e s.m.i.), giurisprudenza costante e medesima previsione convenzionale (art. 11).

Poiana

Le parti ineseguite del piano di lottizzazione non possono, quindi, essere realizzate.

Inoltre, per giurisprudenza costante, eventuali successive varianti devono vedere il necessario coinvolgimento di tutti gli “aventi causa” della Ditta lottizzante, cioè gli acquirenti delle residenze stagionali riuniti nel Consorzio di Is Molas, in realtà mai coinvolti.

I tre atti integrativi (13 ottobre 2000, 28 gennaio 2005, 23 maggio 2006) della convenzione di lottizzazione originaria stipulati fra la Is Molas s.p.a. e Il Comune di Pula sono, quindi, illegittimi, essendo intervenuti quando la convenzione originaria e il relativo piano di lottizzazione erano morti e sepolti da 15 anni e non avendo previsto il necessario coinvolgimento degli acquirenti facenti parte del Consorzio (obbligatorio) di Is Molas.

Il progetto dell’archistar Massimiliano Fuksas probabilmente dovrà aspettare ancora parecchio.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

 

(foto S.D., archivio GrIG)

  1. frnoli
    aprile 3, 2012 alle 2:33 pm

    siete un mito!

  2. aprile 3, 2012 alle 3:05 pm

    da La Nuova Sardegna, 3 aprile 2012
    «Illegittime le ville disegnate da Fuksas».
    Nuova denuncia degli ecologisti alla Procura contro le quindici residenze della Is Molas spa di Colaninno. (Mauro Lissia)

    CAGLIARI Le quindici lussuosissime ville progettate dall’archistar Massimiliano Fuksas a Is Molas per la Immsi immobiliare dell’imprenditore Roberto Colaninno non possono essere costruite perchè la convenzione di lottizzazione tra la società proprietaria dell’area e il comune di Pula è scaduta da almeno quindici anni. A denunciarlo in una nota trasmessa alla Procura della Repubblica sono il Gruppo di intervento giuridico e gli Amici della Terra, da anni impegnati in una battaglia senza esclusione di carte bollate contro la realizzazione di un villaggio d’alto bordo nelle campagne di Pula, a brevissima distanza dal parco scientifico e tecnologico. Le due associazione – la nota è firmata da Stefano Deliperi – hanno chiesto spiegazioni al comune di Pula e alla direzione generale regionale della pianificazione e della vigilanza edilizia, ma in base ai documenti disponibili emergerebbero evidenti illegittimità legate agli atti integrativi del 2000, del 2005 e del 2006 della convenzione di lottizzazione, illegittimità che per Deliperi risulterebbero insuperabili. La Is Molas spa – che fa capo alla Immsi di Colaninno – vorrebbe realizzare residenze private e strutture ricettive per più di trecentomila metri cubi che andrebbero a sommarsi ai centomila già costruiti, campi da golf, servizi sportivi e prelevamenti idrici destinati ad alimentare laghetti artificiali che dovranno, in base al progetto, circondare alcune delle megaville. Con la delibera della giunta regionale del 3 febbraio 2011 si è concluso il procedimento complessivo di valutazione d’impatto ambientale ma – secondo Deliperi – rimangono aspetti di evidente illegittimità sotto il profilo urbanistico, su tutti la convenzione di lottizzazione che risale al 7 luglio del 1975, scaduta quindi già nel 1985. Per le due associazioni tanto basta a fermare qualsiasi iniziativa immobiliare nell’area di Is Molas. Deliperi sostiene fra l’altro che «per giurisprudenza costante eventuali successive varianti devono vedere il necessario coinvolgimento di tutti gli “aventi causa” della ditta lottizzante, cioé gli acquirenti delle residenze stagionali riuniti nel consorzio di Is Molas, in realtà mai coinvolti». Un’altra ragione per la quale il cemento non potrà avanzare: «Il progetto dell’archistar Massimiliano Fuksas – scrive Deliperi – probabilmente dovrà aspettare ancora parecchio prima di essere realizzato».

  3. Chiara Monti
    aprile 3, 2012 alle 6:41 pm

    La finanza di rapina ha due soli modi per ingrassare: Rubare risorse allo stato -strada ormai
    impraticabile per fine disponibilità- o; lottizzare e vendere Sardegna. Le leggi? Robba per
    inguaribili snob ,vista la disinvoltura con cui vengono glissate.
    Un sentito grazie al gruppo d’Intervento Giuridico ,ultimo baluardo nella difesa dai ladri
    dell’ambiente.

  4. maggio 23, 2012 alle 3:05 pm

    e ora al mare!

    da La Nuova Sardegna, 23 maggio 2012
    Ripascimento clandestino, sigilli al lido di Is Molas. Sabbia di cava per fermare l’erosione di Porto Agumu, sul litorale di Pula Denunciato il direttore della società che fa capo all’imprenditore Colaninno. (Mauro Lissia)

    CAGLIARI. Sessanta metri cubi di sabbia su circa mille metri di spiaggia, un ripascimento eseguito alla chetichella, senza alcuna autorizzazione paesaggistica, neppure una comunicazione alla Regione e al Comune di Pula. Qualcuno però ha segnalato i lavori in corso nel piccolo lido di Porto Agumu sul litorale di Pula e per Remigio Brisotto, direttore amministrativo della società Is Molas spa, è scattata la denuncia per violazione delle norme paesaggistiche: il rapporto firmato dal commissario Fabrizio Madeddu, del nucleo investigativo del Corpo forestale, è in viaggio verso la procura della Repubblica. Nel frattempo gli uomini della stazione forestale di Pula hanno sequestrato la spiaggia, una sorta di lido privato per i soci del villaggio di Is Molas: sigilli e nastri, col provvedimento che presto andrà all’esame del sostituto procuratore Emanuele Secci e poi al gip, che dovrà confermarlo o respingerlo. Tutto in poche ore: una telefonata alla Forestale di Pula («stanno scaricando sabbia di cava sulla spiaggia di Agumu») ed è partita l’operazione. Una camionetta dei ranger ha raggiunto il litorale e ha trovato la conferma di quanto era stato appena denunciato: dei circa cinquemila metri quadrati di arenile, in parte pregiudicati dall’erosione, mille risultavano coperti da una coltre di sabbia «nuova», probabilmente prelevata in una cava e traportata sul litorale di Pula con un autocarro. Un piccolo ripascimento silenzioso e discreto, sulla scia del devastante intervento compiuto al Poetto di Cagliari nel 2002 per decisione della Provincia. Agli operatori impegnati a spalmare la sabbia con rastrelli e pale è stato chiesto di mostrare le autorizzazioni. Risposta: non ne sappiamo nulla. Non è stato difficile risalire al committente dell’intervento, il direttore amministrativo della Is Molas spa, una società che fa capo alla Immsi immobiliare dell’imprenditore Roberto Colaninno. Dei nullaosta però – stando a quanto accertato dalla Forestale – nessuna traccia, assente ingiustificato anche l’ok dell’autorità marittima che vigila sull’uso della fascia demaniale. E’ vero che la spiaggia è gestita dalla società immobiliare, ma è vero anche che per muovere anche un solo metro cubo di sabbia e per modificare la morfologia originaria dell’arenile è indispensabile rispettare una procedura autorizzatoria molto rigorosa, quella che regola gli interventi in siti delicati e di grande valore paesaggistico come sono quelli costieri. In questo caso la situazione di partenza era difficile: a tratti il mare è avanzato verso la linea dell’entroterra, lambendo la proprietà privata della Is Molas spa. Un’erosione talmente estesa che la spiaggia risulta in parte inghiottita dalle acque. Da qui la decisione di organizzare un ripascimento rapido, che garantisse la sopravvivenza dell’arenile la prossima estate. La spiaggia di Agumu è da anni al centro di furiose polemiche perché il gruppo Tedeschi vorrebbe realizzarvi un approdo turistico con 600 posti-barca, contestatissimo dagli ecologisti e sostenuto dalla Is Molas spa. Un altro braccio di ferro è in corso attorno alle ville «luxury» progettate per Is Molas dal grande architetto Massimiliano Fuksas, rimaste per ora irrealizzate proprio per l’azione di contrasto messa in atto dal Gruppo di intervento giuridico e dagli Amici della Terra.

  5. Fuksas
  6. Occhio nudo
    maggio 7, 2013 alle 8:47 am

    Opposizione e ammministrazione, prima di pensare all’immensa ricchezza che ricoprirà Pula con questo cemento, potrebbero chiedere e spiegare che fine ha fatto la convenzione di lottizzazione.

  7. giugno 29, 2013 alle 9:33 pm

    specificate pure, poi si vedrà…

    da L’Unione Sarda, 29 giugno 2013
    PULA. Mercoledì un nuovo Consiglio per inserire l’area golfistica nel Puc. Is Molas, Comune distratto. Il Master Plan resta fuori dal Piano urbanistico. Protesta della minoranza: «Non è accettabile parlare di dimenticanza». Il sindaco: «Preferiamo presentare un atto integrativo per specificare meglio come stanno le cose». (Ivan Murgana)

    Rappresenta l’operazione immobiliare più importante degli ultimi trent’anni ma nel Piano urbanistico comunale del Master Plan di Is Molas non c’è traccia. Dopo il tortuoso percorso verso l’adozione, il Puc tornerà mercoledì 3 luglio alle 9 in Consiglio comunale per l’approvazione di un atto integrativo che tenga conto del progetto del gruppo Colaninno. Una seduta consiliare piuttosto urgente per correggere una clamorosa svista, dato che il Puc, frutto di un lavoro andato avanti per più di cinque anni e costato 300 mila euro, non menziona i 150 mila metri cubi di residenziale, i 130 mila di alberghiero e i due campi da golf che sorgeranno a Is Molas.
    STUPORE. L’assenza nel Puc del Master Plan disegnato dall’architetto Massimiliano Fuksas non stupisce la minoranza. «Definire semplice dimenticanza l’inadeguatezza palese e la scarsa qualità del piano approdato in Consiglio e frettolosamente adottato non è accettabile», lamentano dai banchi dell’opposizione i consiglieri Locche, Piredda, Soru, Pia e Farneti. «Lo stesso esecutivo che ha gestito l’iter sofferto del Master Plan di Is Molas è stato capace di dimenticarsi che quei contenuti andavano trasferiti sul Puc. Evidentemente la maggioranza era così impegnata a gestire le scarse opportunità da trasferire a pochi che ha completamente ignorato le reali potenzialità di sviluppo che già esistono. Il lavoro scientifico a cui il sindaco ha fatto riferimento per giustificare scelte sbagliate si è dimostrato nel dibattito inattendibile e distante. Oggi, con la pretesa di andare nuovamente in Consiglio, risulta doppiamente offensivo. Primo, per la pessima qualità professionale ottenuta, in cambio di anni di attese e ingenti somme impiegate: secondo, per la supposta scientificità che si infrange sull’evidenza dei risultati».
    MINORANZA. Insomma, per l’opposizione, l’assenza dell’importante progetto di Is Molas nello strumento urbanistico che deciderà il futuro di Pula, è davvero ingiustificabile. «Il sindaco ha candidamente ammesso che il Puc deve tornare in Consiglio per via di una dimenticanza riguardante l’Is Molas», dicono i consiglieri di minoranza. «Peccato che poi continui a voler ignorare che le zone E non siano solo potenziali campi da golf, ma sono soprattutto aree agricole su cui imprenditori e lavoratori pulesi sudano per dare lustro al nostro territorio. Le norme fissate dal Puc non tengono conto della situazione attuale e prevedono margini di sviluppo inesistenti».
    CABASINO. Il sindaco, Walter Cabasino, getta acqua sul fuoco e difende il Puc adottato di recente. «Il Piano fa già riferimento alle lottizzazioni approvate e in via di realizzazione, in particolar modo a quella del Master Plan del 2006», spiega Cabasino. «Non ci siamo certo dimenticati del progetto di Is Molas, ma preferiamo presentare un atto integrativo in grado di specificare meglio come stanno le cose».

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