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La Regione Toscana, la Tenuta di Rimigliano e la “voce del padrone”.


Dopo la decisione in merito della Giunta regionale della Toscana (8 marzo 2012), nei giorni scorsi si è tenuta la prima riunione della Conferenza paritetica interistituzionale (artt. 24-26 della legge regionale Toscana n. 1/2005 e s.m.i.) che dovrà fornire un parere fondamentale per la sorte della variante urbanistica della Tenuta di Rimigliano (Comune di San Vincenzo, LI).

S’è scoperto che il Comune di S. Vincenzo e la Tenuta di Rimigliano s.r.l. hanno recentemente firmato la relativa convenzione urbanistica e nelle prossime settimane si svolgerà un sopralluogo nella storica tenuta maremmana, ma intanto la Società immobiliare titolare del progetto ha pensato bene di inviare ai componenti della Commissione una secca memoria-diffida preannunciando richieste di risarcimento danni in caso di modifica del suo progetto.

Quando gli imprenditori impareranno a rispettare leggi, competenze, ambiente, cultura con serenità sarà certamente un bel giorno.

Gruppo d’Intervento Giuridico

Toscana, oliveto

da Il Tirreno, 31 marzo 2012

«Se il piano salta, chiediamo i danni». I legali della società Rimigliano scrivono ai componenti della conferenza paritetica che riesamina la variante urbanistica.

SAN VINCENZO La linea di credito di 55 milioni ottenuta dalle banche, per sviluppare il progetto Rimigliano, è a rischio di revoca; ogni mese la società Rimigliano deve pagare oltre 156mila euro di interessi alle banche; ci sono già contratti con progettisti e ditte per i lavori. Insomma, ulteriori ritardi, o cambiamenti di programma relativamente al piano di sviluppo immobiliare nella tenuta lungo la via della Principessa, comportano danni economici gravi alla società Rimigliano. Danni tali che potrebbero divenire insostenibili, se il piano venisse modificato, tanto che la società non esclude la possibilità di impugnare nuovi atti nonché procedere a richieste di risarcimenti. È questo, in estrema sintesi, che la società Rimigliano ha fatto arrivare sui tavoli dei componenti della conferenza paritetica interistituzionale sotto forma di una lunga lettera-relazione redatta dall’avvocato Duccio Traina per conto dello studio legale fiorentino che cura gli interessi della società stessa, formata dagli imprenditori Maurizio Berrighi, Gioia Falk, Piero Antinori ed Enrico Pecci. La lettera è arrivata ai nove commissari, che stanno riesaminando tutti gli atti su Rimigliano già approvati dal Comune di San Vincenzo, in concomitanza con l’inizio dei lavori della conferenza presieduta dall’assessore regionale Anna Marson.

Toscana, cavalli al pascolo

I legali di Berrighi & C. considerano un limite al contraddittorio e all’apporto in fase di valutazione il fatto che non sia prevista la partecipazione della proprietà alla conferenza stessa, ed espongono perciò le ragioni della proprietà attraverso questa relazione. I legali ricordano diffusamente come la società Rimigliano abbia acconsentito ad una drastica riduzione delle superfici di nuova edificazione rispetto al piano Parmalat, già approvato alla fine degli anni Novanta. E come la stessa Rimigliano srl abbia assunto vari obblighi relativi alla tutela della tenuta, così come abbia effettuato concessioni di terreno e di edifici a vantaggio del Comune. Tutti impegni contenuti nella convenzione firmata il 25 gennaio scorso, fra pubblico e privato – ricordano i legali della società – con l’immediata cessione al Comune di 28 ettari di aree boscate e della ex scuola materna di Rimigliano per un valore totale di due milioni e mezzo. La relazione dei legali entra poi nel merito delle contestazioni mosse alla variante urbanistica per Rimigliano e appunto al centro delle verifiche della conferenza paritetica. Visuali panoramiche, alterazione dell’impianto originario di nuclei poderali e caratteristiche di ruralità sarebbero, secondo i legali, i tre nodi cruciali rilevati dalla Regione. Ma la proprietà non capisce se i nuclei poderali sarebbero “oggetto” della percezione delle visuali o meno, né come si possano ritenere pregiudicate le visuali «essendo tutti i nuclei poderali circondati dal bosco». Inoltre, la proprietà non trova nelle previsioni del Piano d’indirizzo territoriale (Pit) alcun obbligo di conservazione dell’ “impianto originario dei nuclei poderali esistenti”, che dice essere rimasto inalterato, e che il regolamento urbanistico avrebbe individuato i manufatti da conservare e quelli da demolire e ricostruire. Si afferma poi, nella lettera, che la preservazione delle “caratteristiche di ruralità” è insita nel mantenimento dell’unitarietà della Tenuta e nella conservazione delle strutture per l’attività agricola. La proprietà infine «confida che, tenuto conto di quanto sopra esposto, la conferenza proceda ad una rapida conclusione dei propri lavori e confermi le previsioni della variante».

Il Tirreno, 4 aprile 2012

(foto da mailing list ambientalista, E.R., archivio GrIG)

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  1. aprile 1, 2012 alle 7:16 am

    I palazzinari hanno mezzi ed amici per fare questo ed altro!!!

    • elena romoli
      aprile 1, 2012 alle 12:35 pm

      ma non è detto che sia così per sempre..

  2. aprile 1, 2012 alle 5:17 pm

    da Il Corriere Etrusco, 31 marzo 2012
    LA REGIONE TOSCANA, LA TENUTA DI RIMIGLIANO E LA “VOCE DEL PADRONE”: http://www.corriereetrusco.it/2012/03/31/la-regione-toscana-la-tenuta-di-rimigliano-e-la-voce-del-padrone/

    • aprile 10, 2012 alle 6:49 am

      Ciao Elena. Lo spero ardentemente come tema manca, purtroppo, l’impegno della maggior parte degli Italiani che non hanno ancora percepito e compreso la differenza tra essere “cittadini” o “sudditi”.

  3. icittadiniprimaditutto
    aprile 1, 2012 alle 9:59 pm

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  4. aprile 17, 2012 alle 9:42 pm

    da La Repubblica, FI, 17 aprile 2012
    Rimigliano, “limatura” ai volumi, è l´ultima idea della commissione. Ancora non è ufficiale, ma ci si sta orientando verso la richiesta di un ridimensionamento della variante. (Mario Neri)

    Non c´è ancora il sigillo definitivo, ma è probabile che il Comune di San Vincenzo debba rivedere al ribasso le previsioni sulla tenuta di Rimigliano. La variante al regolamento urbanistico approvata ad ottobre andrà modificata, altrimenti andrà incontro a un ricorso al Tar. I progetti dei privati dovranno sgonfiarsi di almeno 3.000-3.400 metri quadrati. E´ la linea scelta dai commissari della conferenza paritetica interistituzionale presieduta dall´assessore regionale al territorio Anna Marson. Una decisione che andrà ufficializzata il 26 aprile, ma che ieri ha convinto la maggior parte dei commissari durante il sopralluogo sui 560 ettari a monte della Principessa. «In questa vicenda si sono alimentate troppe tensioni, a partire dalla memoria che i proprietari ci hanno inviato minacciando possibili richieste danni in caso di ritardi e ulteriori cambiamenti. Adesso dobbiamo cercare un punto di equilibrio, e le ambizioni dei costruttori devono subire un piccolo ridimensionamento. Il progetto è bello ma serve ancora una limata ai volumi», confessa uno dei membri della commissione. La visita ieri è stata accompagnata dalla protesta dei lavoratori delle ditte impegnate nel settore edile della zona. Striscioni e slogan contro la Regione sono comparsi insieme a 100 operai di fronte all´ingresso della tenuta. Con loro, anche Matteo Tortolini, responsabile regionale dell´urbanistica per il Pd: «Massimo rispetto per l´autonomia dei commissari – dice – ma in questi mesi la vicenda è stata tutta centrata sulla deruralizzazione di un pollaio, la conferenza è stata un scelta sproporzionata. I ritardi mettono a rischio i posti di lavoro». Segno che forse, a San Vincenzo ci si aspetta la stoccata al piano. La cordata formata da Maurizio Berrighi, imprenditore locale, i Pecci, gli Antinori e i Marchi-Falk – che nel 2004 ha acquistato la tenuta ai Tanzi per 30,5 milioni di euro – dovrà rifare i conti. Perché gli 8 nuclei poderali da risanare e trasformare in 120 appartamenti non ammontano a 13mila metri quadrati. «Nel calcolo – dice un commissario – ci sono finite anche tettoie, voliere e capanne, strutture non in muratura, e quelle non possono diventare residenze, né altre possono decollare e atterrare in luoghi diversi».

  5. aprile 18, 2012 alle 2:57 pm

    e dopo la “voce del padrone” ecco la “voce del sindacato”, intimidazioni ripetute.

    da Il Parlamento della Toscana – quotidiano on line del Consiglio regionale della Toscana, 17 aprile 2012
    Rimigliano: dibattito su contestazione commissione paritetica. (http://www.parlamento.toscana.it/node/10783)
    “Ingiusto contestare la commissione”, questo il giudizio emerso in Consiglio dopo le contestazioni dei lavoratori edili avvenuti ieri. Gli interventi di Agresti (Pdl), Tortolini (Pd), Ceccarelli (Pd), Magnolfi (Pdl), Bugli (Pd), Manneschi (Idv) e dell’assessore all’Urbanistica Marson. (Luca Martinelli)

    Firenze – “Le contestazioni di ieri a Rimigliano sono state un fatto grave e mi preme che si recuperi il senso delle istituzioni. Per questo chiedo al consigliere Tortolini di dissocciarsi da quanto avvenuto”. Lo ha detto il consigliere Andrea Agresti (Pdl), intervenuto per esprimere il proprio “disagio” dopo che ieri, a Rimigliano, nel comune di San Vincenzo (Li), la commissione paritetica interistituzionale di cui fa parte (istituita dalla Regione per esprimersi sulla congruità della variante urbanistica approvata dal Comune livornese) è stata contestata da un gruppo di lavoratori delle imprese edili che devono intervenire nell’area interessata dalla variante.
    “È giusto che i lavoratori rivendichino il diritto al lavoro, ma i toni minacciosi usati verso i componenti della commissione non hanno giustificazioni”, ha aggiunto Agresti. “A Tortolini rimprovero di non aver speso una parola in difesa della commissione, che essendo operativa da meno di due mesi non è certo responsabile del fermo dei lavori e della crisi dell’edilizia in provincia di Livorno. Anzi, il nostro compito è quello di valutare a fondo e con serenità le questioni edilizie e il sopralluogo è stato utile per le decisioni che dovremo assumere”. Agresti ha quindi di nuovo invitato il collega Tortolini a dissociarsi da quanto accaduto, “altrimenti, non sentendomi di poter continuare con serenità, mi dimetterò dalla commissione”.
    Matteo Tortolini (Pd) ha precisato di “non aver organizzato alcun corteo”, che il presidio era stato “organizzato da Cgil, Cisl e Uil” e di aver presenziato, “come succede spesso in questi casi”, ad un incontro con i manifestanti “ai quali abbiamo ribadito che a nostro avviso la commissione paritetica sta lavorando con serietà e scioglierà la questione nella massima serenità”. Tortolini ha quindi sottolineato di aver avuto “un ruolo solo interlocutorio” e di aver lasciato il presidio “prima che questo raggiungesse il luogo dove si svolgeva il sopralluogo della commissione”.
    Dalla ricostruzione fatta “è emerso”, ha aggiunto, “che ci sono stati eccessi verbali di alcuni manifestanti contro la commissione, eccessi che rigettiamo”. Tortolini ha infine invitato “anche a capire l’ansia e la preoccupazione dei lavoratori per il loro futuro” e “in questo quadro non ho difficoltà ad accogliere le richieste del consigliere Agresti”.
    Secondo Vincenzo Ceccarelli (Pd), che ha apprezzato gli interventi di Agresti e Tortolini, “il sopralluogo è stato molto utile per le future determinazioni della commissione paritetica” e, pur confermando le “intemperanze verbali di alcuni manifestanti”, Ceccarelli ha aggiunto di “non ritenere lese le prerogative e l’autonomia della commissione”.
    Il capogruppo del Pdl, Alberto Magnolfi (Pdl) ha affermato di “comprendere lo stato d’animo dei lavoratori” e ha espresso “solidarietà ai membri del Consiglio regionale e della Giunta che fanno parte della commissione paritetica”. “Hanno un compito delicato da svolgere e devono continuare a farlo nella massima serenità”, ha aggiunto Magnolfi, invitando Agresti a rimanere in carica.
    Anche Vittorio Bugli (Pd), capogruppo Pd, invitandolo a non dimettersi, ha ringraziato Agresti “per aver fatto discutere della questione il Consiglio regionale”. Bugli ha aggiunto che “i cittadini, in Toscana, sono abituati a manifestare le loro opinioni, ma quando i toni vanno oltre i limiti è giusto prendere le distanze”.
    Marco Manneschi (Idv) ha affermato che “il diritto a manifestare è giusto, ma questo non deve determinare un cambiamento di opinioni in chi è chiamato a responsabilità istituzionali. In questo senso è necessario far capire che la legalità è un interesse comune, per difendere i diritti di tutti”.
    L’assessore all’urbanistica Anna Marson, infine, ha dichiarato: “Ieri i lavoratori mi hanno chiamato in causa e sento il dovere di intervenire. Sono solidale con loro, ma non con i loro mandanti. E dispiace, in quella situazione, che ci fosse la presenza delle organizzazioni sindacali”. Sulla commissione paritetica l’assessore ha spiegato che “è molto equilibrata e ha un grande spirito collaborativo, ma è al lavoro da meno di due mesi e non è certo sua responsabilità dei ritardi o della crisi dell’edilizia e dei posti di lavoro a rischio a San Vincenzo”.

  6. aprile 27, 2012 alle 2:27 pm

    meno volumi, ma come e dove non si sa.

    da La Repubblica, FI, 27 aprile 2012
    Rimigliano, via 37 appartamenti, è il diktat della commissione regionale.
    Il Comune di San Vincenzo e i privati dovranno rivedere al ribasso i volumi previsti. Accordo raggiunto in conferenza paritetica. Ma scoppia la polemica sulle aree da tutelare. Per i comitati “nella delibera di giunta che definisce le aree naturali protette di interesse locale l’80% della tenuta non è compreso”. (Mario Neri): http://firenze.repubblica.it/cronaca/2012/04/26/news/rimigliano_37_appartamenti_in_meno_il_diktat_della_commissione_regionale-34002587/

  7. agosto 30, 2012 alle 2:55 pm

    dal blog del Comitato per Campiglia, 29 agosto 2012
    Tenuta di Rimigliano, al via i lavori dopo tanti anni di tira e molla… (Costa Etrusca): http://www.comitatopercampiglia.it/blog/2012/08/29/tenuta-di-rimigliano-al-via-i-lavori-dopo-tanti-anni-di-tira-e-molla-costa-etrusca/

    dal blog San Vincenzo Lavori in Corso, 16 agosto 2012
    Gli immobili di Rimigliano restano, senza alcun dubbio, NON SANABILI – Ma, ancora non dome, le menti più acute di San Vincenzo stanno studiando nuovi stratagemmi ed espedienti – C’è un diktat: a Rimigliano non si può più perdere neppure un metro quadrato – Però si sta oltrepassando ogni limite di decenza – La resa dei conti ormai è vicinissima: http://san-vincenzo-livorno.blogspot.it/2012/08/la-prossima-volta-ci-vorranno-palle.html

  1. aprile 1, 2012 alle 11:39 am
  2. febbraio 15, 2013 alle 1:14 pm

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