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Rating, delinquenti mondiali.


 

Mettono e tolgono lettere, letterine e numeretti. Sono i veri padroni del mondo, ben conosciuti dal nostro Presidente del Consiglio Mario Monti

Ben conosciuti anche da Monsieur le Presidènt Nicolas Sarkozy, dalla Bundeskanzler Angela Merkel, dal Premier David Cameron e dagli altri leaders europei. 

Un bel paio di calci in culo a questi sons of bitches amerikani che fanno il loro sporco gioco d’interessi finanziari bisogna proprio darglielo.  O no?

Gruppo d’Intervento Giuridico

 

da Il Manifesto, 14 gennaio 2012

Il Rating sovrano.   Marco D’Eramo

L’Europa è in balia del rating. E a ogni minimo sussurro di un’agenzia, l’euro compie un passo in più verso l’abisso. Lo si è visto ieri quando Standard & Poors’ (S & P’) ha annunciato di aver degradato la Francia (e l’Austria) dalla tripla A (AAA) ad AA+: retrocessione anche per Italia, Spagna e Portogallo. I francesi, colpiti al cuore nella loro grandeur, non l’hanno presa bene. Per il consigliere di Nicholas Sarkozy, Alain Minc, queste agenzie «non sono più nemmeno ‘pompieri piromani’, sono peggio». L’annuncio ha mandato a picco le borse. Non solo: ha innescato una mina micidiale sotto la valuta europea: tutte le speranze di salvataggio erano riposte nel duumvirato franco-tedesco, ma ora la Francia è indebolita, il club dei paesi «virtuosi» si restringe e il «fondo salvastati» non può più rastrellare fondi a basso tasso d’interesse. (E intanto le trattative con la Grecia venivano sospese.)
È l’ultima, ridondante riprova dello strapotere di queste agenzie private possedute dai più potenti capitalisti Usa: Moody’s è controllata da Warren Buffett attraverso il suo fondo Berkshire Hathaway, S & P’ dalla famiglia Lovelace attraverso il fondo Capital World Investors di Los Angeles; e questi fondi speculano sulle stesse valute su cui le agenzie di rating da loro possedute esprimono i propri giudizi: è poco giudicarlo un «conflitto d’interessi».
Queste agenzie agiscono come monarchi assoluti: il loro verdetto è insindacabile; decidono a proprio piacimento quando e come emettere i loro «oracoli» che sono vere e proprie lettres de cachet senza possibilità di appello; e lo loro profezie hanno il magico potere di autorealizzarsi, visto che spingono sulla china del declino economico quei paesi che diagnosticano in discesa.
Sono monarchi assoluti perché delle costituzioni dei vari paesi fanno carta igienica, perché ogni loro verdetto abroga un aspetto dopo l’altro della democrazia.
Ma i monarchi sono assoluti perché i loro sudditi non si ribellano. E il potere delle agenzie di rating è dovuto per buona parte all’imbelle, velleitaria gestione franco-tedesca di questa crisi ormai da quasi due anni.
L’Europa avrebbe potuto evitare questo avvilente spettacolo se si fosse vista almeno una parvenza di democrazia europea. Ma invece costituzioni sono state revocate, democrazie sospese e il potere affidato direttamente a banchieri o a tecnici consulenti di banchieri.
Ribadiamo: senza una politica economica comune l’euro non è sostenibile. Ma una politica comune non è neanche pensabile senza una struttura di governo comune democraticamente eletta (altrimenti avremmo una tirannia europea). Solo una struttura simile sarebbe in grado di ridurre a più miti consigli l’arroganza delle agenzie di rating, di cui ormai ci si può cominciare a chiedere a che gioco stanno giocando e chi inziga chi (e quale ruolo ambiguo ha il Tesoro degli Stati uniti). Lo sappiamo che è una speranza quasi vana, ma altro non ci resta.

P.S. Va detto che nomen omen: l’agenzia fissa arbitrariamente lo Standard e a noi ci lascia Poors’.

Milano, Duomo

 

 

 

A.N.S.A., 15 gennaio 2012

S%P: ‘Spagna e Italia tra piu’ vulnerabili. Agenzia rating: ‘Possibili altri declassamenti’: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2012/01/13/visualizza_new.html_43425967.html

da Il Sole 24Ore, 15 gennaio 2012

Prodi a Radio24: si apra il mercato delle agenzie di rating e intervenga il Fondo monetario.

«Il problema è serio. Ci sono tre agenzie di rating che hanno azionisti precisi e rispondono a un ambiente e a un clima ben preciso dominando i nostri mercati finanziari con i loro giudizi sugli Stati e sulle imprese. E non c’è un’azione per bilanciare e pareggiare questa influenza. Credo che i rimedi ci siano», lo ha detto a Radio 24 l’ex presidente del Consiglio e della Commissione europea, Romano Prodi.

Ecco i rimedi possibili.
«Primo, aprire il mercato, in modo che qualche struttura europea o cinese o turca si mettano sul mercato, ma sopratutto occorre che strutture soprannazionali, cominciando dal Fondo Monetario Internazionale, si rendano conto che non possiamo lasciare i voti soltanto a tre agenzie -imprese». Romano Prodi, ai microfoni di Cristina Carpinelli – ha inoltre spiegato che «siano in mano a delle persone che in primo luogo hanno degli interessi precisi, comprensibilmente, e in secondo luogo hanno competenze assolutamente parziali. Che cosa ne sanno i ragazzi di S&P sulle finezze della politica italiana? Li ho incontrati molte volte questi bravi funzionari di queste società di rating e dovevo spiegargli le cose. Non erano di certo dei raffinati analisti politici».

(disegno e foto S.D., archivio GrIG)

  1. mtb
    gennaio 16, 2012 alle 2:24 am

    Al declassamento morale e di immagine aveva dato un bel colpo il Berlu con le sue nipoti,le sue escort e con il medio con cui ci salutavano i suoi accoliti.ma come succede nelle strade quando un padrone è costretto a raccogliere gli escrementi del suo cane,anche noi siamo stati costretti a sopportare.Ma venire declassati da un’agenzia dietro la quale si nascondono gli interessi di banche la cui onestà ha lo stesso profumo degli escrementi già citati questo mi irrita.E usare alle due del mattino un’espressione così blanda mi sembra quasi eroico.Non è che l’osannato Obama finirà per farci rimpiangere il”tavolo orale di Clinton”?

  2. capitonegatto
    gennaio 16, 2012 alle 3:59 PM

    Questa volta non sono con d’accordo con l’analisi. Le agenzie di rating le scopriamo ora che ci bastonano, ma non siamo gli unici. Io non sono un esperto economico , so solo che se continuiamo a indebitarci con emissioni di titoli di stato non ne usciremo. Lo stato e’ drogato di debiti e continua imperterrito su questa strada. Ovviamente chi ha comprato i nostri titoli : 80% di investitori esteri e il restante nostrano , non vuole rischiare i soldi investiti.
    Inoltre se la nostra economia perde posti di lavoro ( delocalizzazioni, diminuita produzione , ecc), tutto questo ci declassa inevitabilmente.
    E, ciliegina sulla torta , a pagare sono i piu deboli, mentre gli evasori e chi ha sperperato centinaia di miliardi in cricche e clientele ,se la godono in barba alle agenzie di rating.
    Nel nostro paese e’ cronico il non vedere dove c’e’ il marcio, in chi si arricchisce senza scrupoli , chi fa politica solo per il propio tornaconto, chi apre alle varie mafie per fare business. E’ ora di svegliarsi, ma forse e’ troppo tardi.

  3. gennaio 17, 2012 alle 12:07 am

    deprezzare quello che si vuol comprare è una strategia vecchia come il mondo e – per minima decenza – chi fà da “arbitro” dev’essere al di sopra di ogni sospetto. Le agenzie di rating internazionale non lo sono, visto che sono proprietà di investitori. Tutto qui.

    A.N.S.A., 16 gennaio 2012
    S&P taglia rating Efsf, Draghi: siamo in una situazione gravissima. Presidente Bce: ‘Attuare tempestivamente le decisioni dei leader sui fondi salva-Stati’: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2012/01/16/visualizza_new.html_45217302.html

  4. gennaio 17, 2012 alle 2:52 PM

    e il gioco continua.

    A.N.S.A., 17 gennaio 2012
    Fitch: Grecia insolvente, sara’ default. Buone possibilita’ taglio rating Italia: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2012/01/17/visualizza_new.html_45928660.html

  5. mtb
    gennaio 17, 2012 alle 5:02 PM

    Report ha dedicato un’intera puntata alle agenzie che danno voti.Confesso che da profana e con tutto il mio impegno ho capito meno della metà di quello che è stato detto ma il profumo di imbroglio l’ho sentito.Capitonegat se riesci a scovare la puntata ascoltala potresti cambiare idea.

  6. gennaio 19, 2012 alle 6:11 PM

    A.N.S.A., 19 gennaio 2012
    Gdf in ufficio Milano Standard & Poor’s.
    Gli accertamenti sono stati disposti dalla Procura della Repubblica di Trani: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2012/01/19/visualizza_new.html_46883708.html

  7. gennaio 19, 2012 alle 10:19 PM

    A.N.S.A., 19 gennaio 2012
    Draghi, Europa crei sua agenzia rating: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2012/01/19/visualizza_new.html_46882686.html

  8. giugno 5, 2012 alle 5:29 PM

    A.N.S.A., 5 giugno 2012
    Inchiesta rating: indagato a Trani ad di S&P Italia. Per favoreggiamento, posizione inviata per competenza a Pm di Milano: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/associata/2012/06/05/INCHIESTA-RATING-INDAGATO-TRANI-P-ITALIA-_6985648.html

    ‘Monti in Moody’s non ha mai valutato rating’. E’ quanto precisano fonti di palazzo Chigi, in risposta ad alcune ricostruzioni dei media: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2012/06/05/-Monti-Moody-ha-mai-valutato-rating-_6985882.html

  9. febbraio 5, 2014 alle 3:00 PM

    è giusto chiedere il conto a ‘sta gente.

    A.N.S.A., 5 febbraio 2014
    Corte Conti chiede 234 mld danni a agenzie rating.
    Contestato l’errore fatto dagli analisti che ‘non hanno calcolato l’alto valore di arte e cultura’: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2014/02/05/Corte-Conti-chiede-234-mld-danni-agenzie-rating_10016111.html

    _______________________________

    da Il Corriere della Sera, 5 febbraio 2014
    IL DEBITO SECONDO IL FINANCIAL TIMES. E la Corte dei conti chiede 234 miliardi a S&P. L’accusa dei magistrati all’agenzia: non considera il patrimonio artistico. Coinvolte anche Moody’s e Fitch. (Fabrizio Massaro): http://www.corriere.it/economia/14_febbraio_05/corte-conti-chiede-234-miliardi-sp-9d985e9c-8e29-11e3-afb4-50ae7364e5b3.shtml

    —————

    IL PROCURATORE REGIONALE DE DOMINICIS CONFERMA PERÒ L’INDAGINE CONTRO IL DECLASSAMENTO.
    La Corte dei Conti smentisce la citazione contro le agenzie di rating. Secondo quanto riportato dal Financial Times la magistratura contabile avrebbe chiesto un risarcimento per danno erariale: http://www.corriere.it/economia/14_febbraio_05/corte-conti-smentisce-citazione-contro-agenzie-rating-454bcb8a-8e50-11e3-afb4-50ae7364e5b3.shtml

    __________________________

    da La Repubblica, 5 febbraio 2014
    Rating, la Corte Conti chiede 234 mld.
    Le agenzie non valutano ‘la dolce vita’.
    I magistrati contabili contro Standard&Poor’s, Moody’s e Fitch: nel giudizio sull’Italia non considerano patrimonio artistico e culturale, che sono la sua forza economica. Le agenzie si difendono: addebiti “non seri”, per di più la Corte ha potere solo sul pubblico. E il procuratore del Lazio precisa: “Nessuna citazione, ancora nulla è deciso”: http://www.repubblica.it/economia/2014/02/05/news/la_corte_dei_conti_chiede_234_mld_alle_agenzie_nei_rating_non_valutano_il_patrimonio_artistico-77737316/

    _____________________________

    in precedenza.

    da Il Sole 24 Ore, 22 giugno 2012
    Corte dei conti contro le agenzie di rating. (Roberto Turno, Carlo Marroni): http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2012-06-21/corte-conti-contro-agenzie-231024.shtml?uuid=AbXqJGwF

  1. gennaio 16, 2012 alle 11:45 am

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