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Ancora altane di caccia permanenti nel vicentino!


Monte di Malo, località Contrada Mondini, altana di caccia

Altre postazioni venatorie dal sapore bellico sono state riscontrate in questi giorni dagli attivisti locali della Lega per l’Abolizione della Caccia e del Gruppo d’Intervento Giuridico onlus sui colli del Vicentino: dopo le strutture rinvenute fra Malo e Castelgomberto, questa volta nel territorio comunale di Monte di Malo (VI), nelle località Cima e Contrada Mondini.

E’ seguita, quindi, una nuova richieste di informazioni a carattere ambientale e adozione di opportuni interventi inoltrata (20 agosto 2011) dall’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus per verificare la sussistenza o meno delle necessarie autorizzazioni amministrative ((urbanistico-edilizie, paesaggistiche, ecc.) per strutture che si presentano munite del carattere della permanenza.

Interessati, oltre al Comune di Monte di Malo, il Ministero per i beni e le attività culturali, la Soprintendenza per i beni architettonici e ambientali di Verona, i Carabinieri del G.T.A. di Treviso, il Corpo forestale dello Stato e – per gli eventuali aspetti di competenza – la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vicenza.

Altane in legno e metallo, alte parecchi metri, baracche divenute veri e propri bunker con tanto di feritoie e recinzioni realizzate nei boschi del vicentino. Quasi linee fortificate permanenti, da dove cacciatori con buona scorta di munizioni sparano a chi ha la malcapitata idea di svolazzare a tiro.  Simile la situazione di Lumezzane (BS), dove il bunker di caccia talvolta sembra un accessorio da giardino delle ville immerse nei boschi.

Sono, però, giunti i primi riscontri alle richieste di informazioni a carattere ambientale e adozione di opportuni interventi inoltrate dall’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, grazie alle preziose segnalazioni degli attivisti locali della Lega per l’Abolizione della Caccia  alle amministrazioni pubbliche e alla magistratura competenti con la finalità di verificare se tali installazioni permanenti siano state autorizzate sotto il profilo paesaggistico e per gli aspetti urbanistici.

Monte di Malo, località Cima, altana di caccia

Il Responsabile del Servizio edilizia e urbanistica del Comune di Malo (VI) ha risposto (nota n. 17317 del 10 agosto 2011) all’esposto del 4 luglio 2011 relativamente alle altane di caccia e ai bunker del Monte Pian che per tali strutture non risultano mai presentate istanze di autorizzazione, “né risulta siano mi state rilasciate autorizzazioni edilizie o ambientali siano esse temporanee o permanenti”, rimanendo in attesa degli esiti finali degli accertamenti della Polizia locale per le valutazioni definitive.

Il Responsabile del Settore tecnico (4°) del Comune di Castelgomberto (VI) ha risposto (nota n. 8875 del 5 agosto 2011) all’esposto del 13 luglio 2011 riguardo alle altane di caccia in Contrada Carletti e in località Canton che le “opere … segnalate non risultano essere oggetto di alcun provvedimento autorizzativo in materia edilizia … pertanto necessita l’adozione dei provvedimenti” relativi agli abusi edilizi “anche in considerazione della presenza di vincolo di cui al D. Lgs. n. 42/2004” (vincolo paesaggistico).

Oltre ai Comuni competenti, sono stati coinvolti il Ministero per i beni e le attività culturali, la Soprintendenza per i beni architettonici e ambientali di Verona, il Comune di Castelgomberto, i Carabinieri del G.T.A. di Treviso, il Corpo forestale dello Stato e – per gli eventuali aspetti di competenza – la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vicenza.

Castelgomberto, altana di caccia

Emerge, quindi, una situazione di abusivismo edilizio a fini venatori, meritevole dei necessari provvedimenti di legge concernenti demolizione e ripristino ambientale nei confronti di queste linee Maginot ben poco virtuose.

Gruppo d’Intervento Giuridico

 

 

(foto M.Z., archivio GrIG)

  1. settembre 2, 2011 alle 2:53 PM

    da Il Gazzettino, 23 agosto 2011
    Guerra all’abusivismo edilizio venatorio. Il Grig “spara” contro le altane in legno e metallo dei cacciatori parecchio diffuse nel Vicentino. (http://assomet.presstoday.com/_Standard/Articles/34116652)

    L’associazione Grig (Gruppo di intervento giuridico) dichiara guerra al cosiddetto «abusivismo edilizio venatorio», dovuto alle altane da caccia in legno e metallo alte diversi metri e parecchio diffuse nel Vicentino. Il gruppo ecologista definisce queste strutture come dei «veri e propri bunker con tanto di feritoie e recinzioni realizzate in modo permanente nei boschi». Queste linee fortificate permanenti, equiparate alle fortificazioni realizzate a metà Novecento da diversi stati europei e chiamate «linee maginot», rappresentano la base per i cacciatori di casa nostra: da qui, con buona scorta di munizioni, sparano a chi ha la fortuna di svolazzare nei paraggi. Il Grig ha inviato diverse richieste di informazioni a carattere ambientale e di adozione di opportuni interventi alle amministrazioni pubbliche del territorio e alla magistratura competente, lavorando in base alle segnalazioni della Lega per l’abolizione della Caccia. Oltre ai Comuni sono stati coinvolti anche il Ministero per i Beni Culturali, la Soprintendenza per i beni architettonici e ambientali di Verona, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vicenza, insieme ai carabinieri e alla forestale. Lo scopo, secondo la nota dell’associazione onlus, è di «verificare se queste installazioni permanenti siano state autorizzate sotto il profilo paesaggistico e per gli aspetti urbanistici». Emergerebbe infatti una situazione di abusivismo a fini venatori, che secondo il Grig merita dei necessari provvedimenti di legge concernenti la demolizione e il ripristino ambientale.

  2. settembre 9, 2011 alle 8:08 PM

    da Il Giornale di Vicenza, 9 settembre 2011
    Torrette venatorie Con il Gps a caccia di quelle abusive.
    MALO. Il Comune non ha rilasciato permessi. Polizia locale e Corpo forestale all’opera per trovare i proprietari. (http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Provincia/286268__torrette_venator
    ie_con_il_gps_a_caccia_di_quelle_abusive/)

    Torrette di caccia nel mirino delle associazioni ecologiste. E pure della polizia locale, che fa scattare l’indagine alla ricerca delle altane nascoste tra i colli di Monte Pian le quali, secondo gli ambientalisti, violerebbero leggi ambientali, urbanistiche e di sicurezza.
    A dare inizio alla ricerca è stata la richiesta di informazioni a carattere ambientale inoltrata alla magistratura e al Comune dal Gruppo d’intervento giuridico che ha documentato con una serie di fotografie una possibile situazione di abusivismo edilizio a fini venatori.
    Il Comune, in risposta, ha accertato che non sono mai state presentate richieste per l’installazione delle strutture da caccia né temporanee nè permanente: quindi non sono mai state rilasciate autorizzazioni in merito.
    Questo però non significa che le altane siano automaticamente abusive perché potrebbero rientrare tra i permessi di caccia. Si dovrà in ogni caso verificare la loro natura edilizia con i sopralluoghi dei vigili che provvederanno al censimento delle torrette e all’individuazione dei proprietari dei fondi coinvolti o dei cacciatori stessi. Spetterà infine alla Sovrintendenza di Verona giudicare eventuali casi di illegalità.
    Intanto le associazione ambientaliste guidate da Renzo Rizzi, presidente del Coordinamento protezionistico del Veneto, hanno già preso accordi con il Corpo forestale per individuare i proprietari dei fondi grazie al sistema GPS.
    C.R.

  3. settembre 12, 2011 alle 10:00 PM

    alcuni commenti di cacciatori sono un vero spasso 😛

    da Caccia Passione
    Caccia: in Veneto gli Ambientalisti contro le torrette da caccia: http://www.cacciapassione.com/notizie/2621-caccia-in-veneto-gli-ambientalisti-contro-le-torrette-da-caccia.html

    da Il Cacciatore
    Veneto: torrette, a caccia di quelle abusive: http://www.ilcacciatore.com/2011/09/09/veneto-torrette-a-caccia-di-quelle-abusive/

  1. settembre 19, 2011 alle 2:37 PM

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