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La cementificazione selvaggia di Cagliari sotto l’Amministrazione Floris.


Cagliari, speculazione immobiliare (Via Asti - Via Padova - Via Genova)

La speculazione immobiliare a Cagliari ha prodotto mostri come le zone “BS 3 *”, aree del piano urbanistico comunale – P.U.C. dove il proprietario può edificare sul 60% della superficie (con un indice volumetrico di 5 metri cubi per ogni metro quadro di superficie) e deve cedere gratuitamente il 40 % al Comune per la realizzazione di quei servizi pubblici (verde, parcheggi, ecc.) che, comunque, si ritengono necessari. C’è, tanto per cambiare, anche la possibilità di una deroga, ovviamente in favore dei costruttori: se si dimostra che l’intervento edilizio con le condizioni ordinarie non è redditizio, si può chiedere di monetizzare una parte della quota destinata ai servizi pubblici.    Oggi, nonostante ben 1,192.935 metri cubi di volumetrie residenziali approvati negli ultimi 5 anni dell’Amministrazione Floris, Cagliari si ritrova con 50 mila metri quadrati di servizi pubblici (verde pubblico, parcheggi, ecc.) e 10 mila abitanti in meno.

Gruppo d’Intervento Giuridico

Qui un caso emblematico di speculazione immobiliare in zone “BS 3 *”: progetto Sole Immobiliare s.r.l. (gruppo Cadeddu) fra Via Asti, Via Padova e Via Genova e determinazione Dirigente pianificazione territorio Comune di Cagliari via_Asti n. 8256/2011 del 5 agosto 2011.

 

Cagliari, Castello, l'Elefante sulla Torre

da Sardegna 24, 14 agosto 2011

Giunta Floris, 5 anni di mattoni. Oltre un milione di metri cubi scaricati sul capoluogo durante l’ultima consiliatura. Immobiliaristi e costruttori si sono accaparrati le ultime aree verdi ancor edificabili. Ennio Neri

Oltre un milione di metri cubi di cemento è piovuto sul capoluogo. Praticamente, dopo 5 anni di Giunta Floris, la città si ritrova con un quartiere in più, costituito quasi per intero da appartamenti da 5 mila euro al metro quadrato. Senza l’ombra di case popolari.    E dopo l’edificazione delle vecchie aree industriali (cementeria di Santa Gilla e aree industriali di via Posada e via San Paolo già trasformate, in arrivo Tuvixeddu e l’ex semoleria di viale La Playa) approvate nel corso del primo mandato, Floris nel secondo si è accanito sugli spazi verdi cittadini con la politica delle Bs3*. Da Pirri a Genneruxi, da Bonaria a Mulinu Becciu, le zone destinate dal Puc a servizi per i rioni sono diventate ghiotte lottizzazioni per gli immobiliaristi e i costruttori cittadini. Tutti si son tuffati: dai big del mattone come Puddu e Cadeddu, alle imprese più piccole ai semplici proprietari. E la città ha dovuto dire addio a oltre 50 mila metri quadrati di servizi.

Il meccanismo delle BS3* lo spiega bene nel suo blog Stefano Deliperi, del gruppo ecologista Amici della Terra e Gruppo di Intervento Giuridico.  “Una delle più evidenti dimostrazioni”, scrive Deliperi a proposito dell’assalto mattonaro alle ultime aree libere della città, “è stata con la trasformazione delle tante, piccole o grandi, zone ‘S3 – servizi pubblici’ (verde urbano, parcheggi pubblici, scuole, ecc.) destinate a fornire i quartieri cagliaritani dei necessari ‘strumenti’ per una buona qualità della vita mediante esproprio in zone ‘BS3*’, acronimo dal sapore iniziatico”, spiega, “che indica le aree dove il proprietario può edificare per il 60% della superficie (con un indice volumetrico di 5 metri cubi per ogni metro quadro di superficie) e deve cedere gratuitamente il 40% al Comune per la realizzazione di quei servizi pubblici (verde, parcheggi, ecc.) che, comunque, si ritengono necessari”. Con un escamotage. “C’è”, aggiunge l’ecologista, “tanto per cambiare, anche la possibilità di una deroga, ovviamente”, sottolinea, “in favore dei costruttori: se si dimostra che l’intervento edilizio con le condizioni originarie non è redditizio, si può chiedere di monetizzare una parte della quota destinata a servizi pubblici. Bontà dei signori del mattone. Vien da sé”, conclude, “che queste aree siano state di gran carriera accaparrate dai costruttori locali. L’affare è evidente”.

E così la Giunta Floris ha dato gli assist legali per il via ai lavori che immobiliaristi e costruttori hanno sfruttato al meglio.

Una ventina le BS3 asteriscate approvate in questi anni. L’impresa Puddu ha fatto la parte del leone, prendendosi le due aree più ghiotte: quella dove è andato in porto il piano attuativo tra viale Poetto e via S’Arrulloni (una superficie complessiva di 6 mila 767 mq. Dove sono stati realizzati plazzi per 19 mila e 701 mc) e quella tra via Peretti e via Dessì Deliperi (8.803 mq. Dove sono stati tirati su edifici per 26 mila 409 mc.).  In entrambi i casi la ditta ha realizzato i giardini.  Ha sollevato polemiche il piano attuativo di via Asti (un comitato contro l’intervento edilizio) e di via Milano, dove il regista Enrico Pau (altro “nemico del mattone”) ha capeggiato la battaglia per conservare lo spazio verde a pochi passi dalla Basilica di Bonaria. Due i piani integrati. Quello “Oliveto” tra via Biasi e via Chiabrera (53 mila metri cubi, tra i costruttori Bruno Cadeddu e Bruno Tomassini Barbarossa) e soprattutto “La residenza del parco” a Terramaini (oltre 127 mila mc.). Circa 150 mil mc. Sono stati approvati nella zona del Fangario (viale Elmas) e altrettanti ne sorgeranno a Su Stangioni. E le BS3*?   A disposizione non ce ne sono più, come ha mmesso l’assessore all’Urbanistica Paolo Frau: “i buoi sono già fuggiti”.

 

Cagliari, Piazza Maxia, lavori in corso dopo la "deportazione" delle Jacarandae

La cascata di cemento. Approvati in 5 anni pini attuativi per mc. 1.192.935. sono stati costruiti nelle zone verdi (BS3*).

Via Italia, via Bruxelles, via dei Tralci, via dell’Edera, via Sella, via Mentana, via dei Punici, via delle Coccinelle, via Praga, via Toti, viale Poetto, vi Bellavista, via Asti, via Peretti, via Rossini, via Risorgimento, via Biasi.

 

Addio alle case popolari, giovani coppie in fuga. Alle ortiche i finanziamenti regionali per l’edilizia agevolata. La città perde ogni anno mille abitanti spaventati dal caro alloggi.

Case popolari? Non c’è traccia. Il consiglio comunale h dato il via libera a centinaia di palazzoni per appartamenti da 4/5 mila euro a metro quadrato. Col contagocce le case popolari. Le ultime assegnazioni (34) tra via Malfidano e via Corsica. In futuro ci saranno 30 appartamenti in via Flumentepido (trasformazione di una scuola) e altri 30 tra viale Ciusa e via dei Valenzani (nell’ambito della lottizzazione della coop Cento). E’ soltanto mancata la volontà politica. Lo dimostrano alcuni casi emblematici. Nel 2005 il Comune rientra in possesso di un edificio in via Donizetti. L’immobile fu scelto “al fine di frenare l’emigrazione delle giovani coppie verso l’hinterland”. Il progetto mirava a realizzare nella vecchia scuola 30 appartamenti di 80 mq. (costo 4 milioni e 755 mila euro: 2 milioni 866 mila di contributo regionale e 1 milione 888 mila da coprire con canoni di locazione da incassare dagli assegnatari). Per partire con i lavori serviva la variante urbanistica. Il consiglio si espresse favorevolmente l’1 febbraio 2006. Serviva la variante, sbloccata solo nel settembre 2009. Ma nel gennaio 2010 la pratica si arena in consiglio comunale. C’è poi la storia, definita dalla Corte dei conti “intricata e oscura”, degli alloggi in via Abruzzi, via Eleonora d’Arborea e via Tuveri. Un finanziamento regionale del 2004 di 7 milioni e 800 mila euro da destinare all’edilizia a canone sociale. Il Comune decise di convertire all’edilizia pubblica immobili comunali: in via Abruzzi, via Eleonora d’Arborea e via Tuveri. M si cambiò idea: “nessuno tocchi le scuole”, urlano bipartisan gli schieramenti. Dure le accuse della consigliera Marisa Depau. Rimasero solo i fondi per le case popolari al posto delle scuole, ma solo in via Abruzzi. Intanto la Regione stralcia dal finanziamento 2 milioni non per la realizzazione di alloggi nuovi (finalità dello stanziamento), ma per la ristrutturazione di case popolari nelle vie attorno a via Podgora e via dei Laghi Masuri. Intanto negli ultimi 10 anni la città ha perso abitanti l ritmo di mille l’anno, quasi tutte giovani coppie.

 

Cagliari, panorama

Comune. I piani attuativi hanno fruttato ricavi all’amministrazione, in arrivo i parcheggi. Incassati quasi 10 milioni di euro.

Non solo mattone. Qualcosa nelle casse comunali entra: si tratta di soldi. I Piani attuativi hanno fruttato alle casse comunali oltre 6 milioni (esattamente 6 milioni e 147 mila) di euro che saranno impiegati per la realizzazione dei parcheggi. L’amministrazione ha nominato un pool di tecnici per individuare le aree che dovranno accogliere i parcheggi che potrebbero finire anche nel sottosuolo. I piani attuativi che hanno portato soldi nelle casse del Comune sono quelli di via Castiglione-via Grandi, via del Sole, viale Poetto, via Peretti, via Astrolabio, via Montevecchio, via Bellavista, via Italia e via dei Punici. Altri 3 milioni e 220 mila euro sono in arrivo con altri piani attuativi: via Asti, via Bruxelles, via Biasi, via Torricelli e via dei Gherardeschi. Ci sono poi i grandi piani integrati. Anche qui qualche vantaggio l’amministrazione lo recupera. Il piano Oliveto prevede la cessione di 7 mila 590 metri quadrati del rione Fonsarda a verde attrezzato e parcheggi. Con i piani approvati durante la prima giunta Floris, l’amministrazione ha incamerato opere per urbanizzazione pari a 159 mila euro, 2 mila e 100 mq. Di aree per locali e parcheggi pubblici e immobili per mille e 740 mc. (piano via San Paolo-via Posada della Tepor), la via dei Giornalisti, il sovrappasso tra via Santa Gilla e vi Campo Scipione e 4 mila 730 mq. di verde pubblico e parcheggi (piano “I Fenicotteri” dell’Immobiliareuropea di Zuncheddu) e infine impianti sportivi, 22 mila metri quadrati di verde attrezzato e parcheggi e opere di urbanizzazione per un valore di 3 milioni e 700 mila euro arriveranno nell’ambito di un piano integrato che mira a riqualificare un’area degradata tra Genneruxi e l’asse mediano di scorrimento, fino al canale di Terramaini.

 

Cagliari, la Torre dell'Elefante

da Sardegna 24, 11 agosto 2011

L’eredità di cemento di Floris. Ennio Neri: http://www.sardegna24.net/cagliari-e-provincia/l-eredita-di-cemento-di-floris-1.14033

 

(foto S.D., archivio GrIG)

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  1. novembre 3, 2011 alle 8:23 pm

    A.G.I., 3 novembre 2011
    COMUNE CAGLIARI: FRAU, CEMENTO PRECEDENTE GIUNTA SU AREE VERDI: http://www.agi.it/cagliari/notizie/201111031254-pol-rca1023-comune_cagliari_frau_cemento_precedente_giunta_su_aree_verdi

    da Radio Press Facebook, 3 novembre 2011
    Cagliari. Sì al palazzo tra via Milano e via Taranto. Oggi il via libera dalla giunta Zedda: “Eredità della gestione Floris”: http://it-it.facebook.com/notes/radio-press/cagliari-s%C3%AC-al-palazzo-tra-via-milano-e-via-taranto-oggi-il-via-libera-dalla-giu/10150374491638670

    Cagliari, cemento sulle aree verdi. Frau: “Costretti a chiudere un iter avviato da Floris, le sanzioni sarebbero milionarie”: http://it-it.facebook.com/notes/radio-press/cagliari-cemento-sulle-aree-verdi-frau-costretti-a-chiudere-un-iter-avviato-da-f/10150374269308670

  2. febbraio 5, 2013 alle 10:46 pm

    Reblogged this on Il blog di Fabio Argiolas.

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