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Abusi edilizi, l’interesse personale della porta accanto.


Una bella storia di abusivismo edilizio. Una storia molto comune, qui in Sardistàn.

Gruppo d’Intervento Giuridico

 

 

da Sardegna24, 17 luglio 2011

La normalità dell’abuso.

Il 17 giugno 2011 il magg. Giacomo Cossu, della Polizia locale di Arzachena, si reca insieme alla geom. Catia Partis, tecnico comunale, a Liscia di Vacca, in via Nibani. Svolge un sopralluogo nella villa di Kirill Yakubovskiy, banchiere russo.

E’ uno dei tratti più esclusivi di quei litorali sardi quasi sottratti alle leggi vigenti per i comuni mortali.  A breve distanza da quella Villa “La Certosa”, in territorio comunale di Olbia, dove la presenza di un Presidente del Consiglio ha trasformato pochi anni or sono volgari abusi edilizi in vero e proprio “segreto di Stato”.   Questa volta non ci sono muri abusivi del diritto a difendere l’impunità e viene accertata la realizzazione di “una nuova camera da letto e corridoio” con volumetria di mc. 39,33, di “una veranda coperta”, della “trasformazione del pergolato preesistente”, ecc. in assenza di concessione edilizia. Abusi contestati alla presenza di “un tecnico dipendente della soc. Azimut Costruzioni srl”, società immobiliare il cui titolare è Gino Salaris, assessore comunale ai lavori pubblici di Arzachena.

Quasi una medaglia al merito all’abuso edilizio, quella dell’assessore Salaris, in un Paese dove l’urbanista Paolo Berdini stima la realizzazione di ben 203 costruzioni abusive al giornonegli ultimi 60 anni, più di 74.000 all’anno, oltre 4,6 milioni di abusi edilizi dal 1948.  Le abitazioni abusive supererebbe 1,7 milioni e ben 6 milioni di italiani vivrebbero in abusi.

Cisto

Cosa sarebbe mai, quindi, realizzare un paio di abusi in una villa di lusso in una delle località esclusiva?  Forse è questa la domanda che ha attraversato la mente dell’assessore-costruttore di Arzachena.  Che rischio se me le realizza l’impresa dell’assessore-costruttore?   Forse quest’altra è la domanda del banchiere russo.   Forse la risposta è stata univoca: niente.     Niente, come troppo spesso accade agli abusi edilizi conclamati, magari dopo infiniti gradi di giudizio.

Le ruspe della legalità non esistono nei garages dei Comuni, nè della Regione autonoma della Sardegna.   Negli ultimi vent’anni sono stati soltanto alcuni magistrati, con infiniti ostacoli, a metter in moto le ruspe e a far demolire complessi abusivi in Sardegna. E quando mai un costruttore-assessore accende il motore della sua ruspa per abbattere il suo abuso edilizio?

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra – che da anni conducono, spesso in solitudine, durissime battaglie contro l’abusivismo edilizio – stimano in almeno 4.500 i casi di abusivismo edilizio nelle aree naturalisticamente importanti della Sardegna, in particolare lungo le coste.  Dai 190 abusi edilizi entro il parco naturale regionale di Molentargius-Saline alla dozzina di campeggi-lottizzazioni abusive a Porto Conte, dalle villette nello Stagno di Porto Pino alle villette sulla costa di Tortolì.   C’è solo l’imbarazzo della scelta, non c’è alcun imbarazzo in chi difende gli abusi edilizi, qualche volta assumendo anche incarichi in associazioni di difesa dei consumatori.      Molte volte è accaduto di scontrarsi con amministratori locali, con dirigenti e assessori regionali, schierati a difesa di interventi edilizi che olezzavano di abusivismo edilizio a distanza di chilometri.  A volte abili, a volte spudorati nel tirar fuori strampalate “interpretazioni normative” o “insuperabili difficoltà tecniche” pur di salvare – e magari incrementare – i complessi edilizi in odor di illegittimità.   In loro confidano costruttori e committenti disinvolti, loro sono pessimi esempi per il cittadino comune.  “Se lo fanno loro perché non posso farlo io?”  Ecco la giustificazione elevata a norma.

Non c’è che una sola via d’uscita: applicare con serenità la legge, senza esitazioni.  Fino all’acquisizione degli immobili abusivi da parte delle amministrazioni pubbliche competenti, fino alla demolizione e al ripristino ambientale. Solo nella legalità c’è futuro per le nostre risorse ambientali, la nostra unica ricchezza. E le forze politiche dovrebbero sbatter fuori chi fa i propri interessi agendo nell’illegalità. Ma questo, forse, ne porterebbe alcune all’estinzione.

Stefano Deliperi, Gruppo d’Intervento Giuridico

rustico edilizio

 

verbale accertamento opere edilizie abusive Polizia locale Arzachena n. 12/2011 del 17 giugno 2011

Assessore e capomastro. L’Assessore e il magnate russo.

La class action degli abusivi.

(disegno S.D., foto J.I., S.D., archivio GrIG)

  1. Bio IX
    luglio 18, 2011 alle 8:45 am

    Parcheggi abusivi, applausi abusivi, villette abusive, abusi sessuali abusivi; tanta voglia di ricominciare … abusiva.
    Siamo sempre La terra dei cachi

    • fabio
      luglio 22, 2011 alle 3:04 PM

      rimarrano solo i cachi!!!

  2. Nino
    luglio 19, 2011 alle 1:24 PM

    concordo in pieno, amministratori galluresi = mattoni e cemento, anche la madre si asfaltano

  3. Alba Giara
    luglio 19, 2011 alle 3:32 PM

    Nel mio Comune è tradizione che le lottizzazioni abusive vengano promosse dagli amministratori. Esiste un trafico di licenze legittime e illegittime che passano attraverso il
    nodo di smistamento dell’ufficio tecnico . Ufficio ,quest’ultimo, che conta ben più delle amministrazioni e del Consiglio Comunale. Ci si candida nell’aspettativa di far bottino con i mattoni. Quelli della costa sono riservati alla grande criminalità la quale dispensa appalti e tangenti al sistema corrutivo Comunale e fornisce loro le protezioni dagli strali della legge.. Quelli delle zone interne -per gran parte illegittimi – sono riservati come paga agli amministratori o ai loro sodali. Il sistema corrutivo e ferreo, totale.
    I temerari che hanno denunciato questo stato di cose vengono messi all’indice e vessati in in ogni modo. Decine di documentate denunce non sono servite a nulla se non ha mettere in serie difficoltà chi ha avuto il coraggio di farle.
    Il Gruppo d’Intervento Giuridico ci fa sentire meno soli .Grazie

  4. renata
    agosto 1, 2011 alle 5:46 PM

    E’ drammatico quanto segnalato,ma ….in linea con il nuovo piano casa che in sardegna (e altre due regioni) è peggio che nel resto del Paese. E’ come che senza cemento non si possa vivere. A santa Teresa è lo stesso,tanti si sentono in dovere di allargare casa,magari anche nel sottosuolo. Tanti sanno ma non si fa niente Cosa fare per invertire la rotta?

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