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Quirra, lavoro a ogni costo?


Quirra, spiaggia di Murtas

anche su Il Manifesto Sardo (Quirra, lavoro ad ogni costo?), n. 102, 16 luglio 2011

 

Ci sono delle vicende che sembrano proprio evidenziare molto bene il livello di mera sussistenza dell’economia di numerose parti della Sardegna.

Uno dei casi più eclatanti è quello che sta emergendo con prepotenza a Quirra.

I fatti sono ormai noti.     Nel gennaio 2011, come accaduto varie volte nel corso degli ultimi 15 anni, la Stampa regionale porta alla ribalta alcuni parziali elementi nuovi riguardo lo “strano” inquinamento di Quirra.  Dieci allevatori su diciotto, impegnati in sette aziende agro-pastorali sulle dodici esistenti nell’area di Quirra (aziende operanti in un raggio di 2,7 km dal poligono) hanno contratto patologie tumorali nel periodo 2000-2010. Frequenti le malformazioni di animali da allevamento. Secondo i dati raccolti dal comitato “Gettiamo le basi”, i malati di tumori o linfomi sarebbero complessivamente ben 68 dal2001 a oggi (23 militari e familiari di militari e lavoratori presso il Poligono, 6 dipendenti della Vitrociset, 21 residenti a Quirra). Non risulta alcuna indagine epidemiologica ufficiale e risolutiva.

Il Procuratore della Repubblica di Lanusei Domenico Fiordalisi apre un’indagine penale, inizia a fare sopralluoghi, manda la polizia giudiziaria a svolgere tutte le attività di competenza, nomina consulenti tecnici, interroga testimoni, verifica date, immagini, relazioni sanitarie, fa analizzare “reperti”, raccoglie dati e informazioni dalle fonti più disparate, iscrive nel registro degli indagati varie persone, fra cui autori di indagini poco scientifiche.     Ha agito quale un magistrato investito delle funzioni inquirenti deve fare, in tutte le direzioni plausibili, senza preconcetti.         Ha tratto delle conclusioni provvisorie del suo ampio lavoro: vi sarebbero elementi seri e fondati che proverebbero l’inquinamento ambientale dell’area del Poligono e i rischi sanitari, per cui ha chiesto un provvedimento cautelare e, il 12 maggio 2011, l’ha ottenuto dal G.I.P. Paola Murru.  Il decreto di sequestro preventivo relativo a quasi tutta l’area del Poligono è stato confermato dal Tribunale del riesame di Lanusei in composizione collegiale.

Entro il 21 luglio prossimo il poligono dovrà esser sgombrato da migliaia di capi di bestiame, ma vi potrà, però, esser svolta l’attività militare e industriale preventivamente autorizzata dal Ministero della difesa

Numerosi giudici ormai, quindi, condividono le prime valutazioni emerse dall’imponente lavoro svolto dalla Procura di Lanusei eppure si preannuncia una grave forma di disobbedienza civile: nessun allevatore è disposto a lasciare i terreni del poligono.

Quirra, lancio missile (da http://www.nsd.it)

Poco importa che siano scaduti i disciplinari di co-uso del territorio per quasi tutti i Comuni interessati, per cui i pastori non avrebbero da mesi nemmeno titolo per restarvi.  Soprattutto poco importano le prime conclusioni provvisorie raggiunte dalla Procura sul rischio ambientale e igienico-sanitario.

Una delle funzioni fondamentali del sequestro preventivo è proprio quella di evitare che l’eventuale reato abbia ulteriori conseguenze, in questo caso di natura ambientale e sanitaria.

La “colpa” del Procuratore Fiordalisi, del Giudice Murru, dei giudici del Tribunale del riesame sarebbe quella di essersi convinti che gli elementi fin qui raccolti facciano supporre l’eventuale commissione di reati ambientali e sanitari, con relativi danni e rischi.

Ma la folle applicazione di su connottu prevede che mucche, capre e maiali rimangano lì dove sono.

Amministratori locali, sindacalisti, forze sociali finora silenziosi quando non malcelatamente ostili al lavoro della magistratura preparano e sostengono la disobbedienza a oltranza.  Paventano il rischio che la prossima tappa sia la chiusura del Poligono Sperimentale e di Addestramento Interforze di Quirra, la grande industria del Sarrabus e dell’Ogliastra, con le sue centinaia di posti di lavoro militari e civili, diretti e indiretti.

Eppure a settembre, stando ai programmi, si terrà nella base di Capo San Lorenzo il meeting finale di scienziati che studiano la cosidetta Cimic, ovvero la “Civil military cooperation”. Entro l’estate, la stessa Vitrociset di stanza presso il poligono di Quirra comincerà la produzione dei carrelli per la diagnostica e manutenzione a terra dei caccia U.S.A. Anche quelli, come nei tempi migliori, verranno prodotti a Quirra grazie a un grosso appalto internazionale vinto nei mesi scorsi.

Soluzioni a breve-medio termine, con il coinvolgimento dello Stato e della Regione, devono vedere indennizzi per gli allevatori e la delocalizzazione dei pascoli e del bestiame, almeno fin quando non sarà definitivamente noto qual è il livello e l’ubicazione di questo “strano” inquinamento.   Dopo dovrà seguire la bonifica ambientale e le opportune modifiche delle attività del Poligono.  Contemporaneamente, grazie anche ai fondi comunitari 2007-2013, devono esser programmate attività di miglioramento dei sistemi produttivi e della commercializzazione dei prodotti agro-pastoralidell’area, mediante la messa in comune di attività (acquisto mangimi, ricovero bestiame, commercializzazione del latte, ecc.) che oggi continuano a esser svolte singolarmente con costi ormai proibitivi.

Quirra, poligono

Solo con un serio percorso condiviso che metta al centro la legalità, la salvaguardia ambientale e la tutela della salute pubblica vi potrà essere una vera crescita economico-sociale.  Il resto è solo demagogia.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

 

(foto da http://www.nsd.it, per conto GrIG)

  1. luglio 16, 2011 alle 8:42 pm

    da la Nuova Sardegna, 16 luglio 2011
    Perdasdefogu in piazza contro lo sgombero. Quirra, tutto pronto per la manifestazione davanti alla base. (Valeria Gianoglio)

    PERDASDEFOGU. Il conto alla rovescia per la manifestazione di mercoledì 20 luglio, alle 8 del mattino, davanti ai cancelli del poligono di Perdasdefogu, è cominciato. In queste ore spuntano come funghi i manifesti con i quali il sindaco Walter Mura annuncia l’iniziativa «a difesa dell’immagine del territorio, dei pastori e di tutti i lavoratori». Il giorno dopo, giovedì 21 luglio, è la data finale entro la quale, secondo l’ordinanza del gip Paola Murru e la pronuncia del Riesame, i 63 allevatori del poligono dovranno definitivamente liberare l’area con circa 9.500 capi di bestiame. Secondo l’inchiesta condotta dal procuratore Domenico Fiordalisi, con la squadra mobile nuorese e la Forestale di Lanusei, l’intera area, infatti, è inquinata e pericolosa.
    L’audizione a Roma. Di diverso parere, almeno su un punto, sono gli esperti dellla commissione tecnica del comitato misto territoriale che nei giorni scorsi hanno presentato a Roma, alla commissione parlamentare sull’uranio impoverito, la loro relazione finale sul monitoraggio del poligono. «Nel poligono – ha spiegato il coordinatore della commissione, Antonio Onnis – solo alcune zone presentano un elevato grado di degrado, dovuto alla presenza di inquinanti diretti, riconducibili a sostanze di varia natura, e indiretti, legati al fenomeno della risospensione». L’esperto ha spiegato che queste aree si potrebbero bonificare e segnalare, in modo da non consentirvi l’accesso. Ma in altre zone, ha precisato «non sembra necessario il ricorso a misure specifiche», né tantomeno «la radicale chiusura del poligono», perché solo una piccola parte è inquinata, e non risulta comunque alcuna traccia di uranio impoverito «né sui bersagli del poligono, che sono infatti stati dissequestrati, né su matrici animali». Con gli esperti ha concordato il senatore Giampiero Scanu. «Serve una indagine epidemiologica – ha spiegato Onnis, aggiungendo anche che «studi epidemiologici parziali individuano un maggior rischio sanitario alla Maddalena rispetto a Quirra, e l’assenza di un registro dei tumori rende ancora più aleatorio qualsiasi ipotesi non fondata su dati».

  2. Bio IX
    luglio 16, 2011 alle 9:52 pm

    Da La nuova Sardegna on line 16 luglio 2011
    ( http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/07/16/news/in-piazza-per-dire-no-ai-morti-per-tumore-nei-poligoni-sardi-4619920 )
    “In piazza per dire no ai morti per tumore nei poligoni sardi
    CAGLIARI. Fermare gli infortuni e l’inquinamento con la sospensione delle esercitazioni militari in tutta l’isola. Iniziare l’allontanamento dei militari in servizio nel poligono del Salto di Quirra, intevenire sui poligoni di Capo Teulada e Decimomannu. E’ la richiesta fatta ieri dai familiari dei militari vittime di tumore che hanno sfilato a Cagliari di fronte alla sede del Tar assieme al Comitato “Gettiamo le basi”, al gruppo “Verità e Giustizia” e al comitato “Su sentidu”.”
    A questo punto una domanda sorge spontanea: anche queste persone meritano rispetto, o no?

  3. S. Sirigu
    luglio 17, 2011 alle 8:38 am

    mi complimento per il vostro lavoro, siete una bella realtà e date molta speranza per il futuro

  4. luglio 18, 2011 alle 5:04 pm

    da La Nuova Sardegna on line, 18 luglio 2011
    In mille a protestare a Quirra contro lo sgombero dei pastori: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/07/18/news/in-mille-a-protestare-a-quirra-contro-lo-sgombero-dei-pastori-4636966

  5. Bio IX
    luglio 18, 2011 alle 10:54 pm

    “nessuna certezza finora sulla presenza di uranio impoverito” … Ancora con ‘sta storia? BASTA! Ormai lo hanno capito anche gli ovini e i caprini, con tutto il rispetto, che di uranio impoverito non ce n’è, se non in minima parte, e bisogna indagare (magari nei campioni bioptici e/o autoptici, cioè di malati e/o defunti, più che nei licheni), sempre che se ne abbiano voglia e mezzi (ogni riferimento ad enti e persone è puramente casuale), sugli effetti (tumori, malformazioni) delle nanoparticelle delle più svariate sostanze che si formano a seguito degli effetti “piroforici” delle esplosioni innescate dall’uranio “depleted” etc. etc. Pregasi informare gli organi di informazione …

  6. luglio 20, 2011 alle 2:42 pm

    da La Nuova Sardegna on line, 20 luglio 2011
    I pastori e gli agricoltori protestano a Quirra contro lo sgombero: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/07/20/news/i-pastori-e-gli-agricoltori-protestano-a-quirra-contro-lo-sgombero-4647214

  7. luglio 21, 2011 alle 7:23 am

    da La Nuova Sardegna, 21 luglio 2011
    I pastori di Perdasdefogu: «Così lo Stato ci costringe a diventare fuorilegge». «Non possiamo andarcene dai pascoli della base» Tutti i negozi chiusi per protesta. (Luciano Piras)

    PERDASDEFOGU. «E Porto Marghera allora?». Silenzio. Nessuna risposta. «E forse che l’inquinamento del petrolchimico lì… ». Costanzo Carta non riesce a capire. Occhi vispi e lucidi, cerca oltre il mare, il capraro di Foghesu, come se la laguna di Venezia fosse dietro l’orizzonte azzurro.
    Guarda a valle, verso il litorale ogliastrino, da Tertenia in giù, alle spalle del poligono sperimentale. Poi si gira, di nuovo sui Tacchi: «E Portovesme? E Macchiareddu? E Sarroch? E allora, cosa significa, che dobbiamo sgomberare tutta la Sardegna?» alza la voce, tra le mille e mille voci del corteo. Duemila, forse di più, i pastori scesi in piazza, ieri mattina. Con loro, stavolta, ci sono anche muratori e manovali, artigiani, baristi, infermieri e medici, studenti, persino militari in borghese e in pensione. Uomini, donne e bambini. Famiglie al gran completo. Un corteo di oltre duemila manifestanti, quanti sono gli abitanti di Perdasdefogu, base interforze dal 1º luglio 1956. «Dopo mezzo secolo e passa ce ne dobbiamo andare… assurdo… ma noi da qui non ce ne andiamo, non possiamo andarcene, e dove andiamo?» insiste Costanzo Carta, 62 anni, pastore figlio di pastore. È nel mondo degli ovili da quando aveva appena 14 anni. Ora è anche presidente della sezione foghesina della Coldiretti, l’associazione di categoria che ha chiamato a raccolta i braccianti. Lunedì mattina a Villaputzu, ieri a Perdas.
    Gente che a mungere le pecore e le vacche e le capre, ci lavora e ci campa.
    «Ora però, anziché aiutarci, lo Stato che qui ha messo su una caserma per difendere la nazione, cosa fa? fa che ci costringe a diventare fuorilegge per forza. Anche volendo, non possiamo rispettarla l’ordinanza del giudice» è l’amara quanto inevitabile sintesi di Carta. Scade oggi, infatti, l’ultimatum consegnato ai 32 pastori del salto di Quirra, pastori di Perdasadefogu, di Villaputzu, ma anche di Villagrande e di Arzana, allevatori costretti ad abbandonare i pascoli del poligono. Così vuole il procuratore di Lanusei, Domenico Fiordalisi, il magistrato che a maggio ha firmato l’ordinanza di sgombero, che dal gennaio scorso indaga sui veleni dell’altipiano come pure di Capo San Lorenzo, il distaccamento a mare del poligono a terra. Inquinamento ambientale, omicidio plurimo e omissione di atti d’ufficio per mancati controlli sanitari: queste le ipotesi di reato sulle quali Fiordalisi sta cercando di far luce. Cosa che nessuno mai, finora, ha avuto il coraggio di fare, nonostante i linfomi e le malformazioni che da troppo tempo lasciano insospettire tanto da battezzare una nuova, ipotetica, patologia: «Sindrome di Quirra».
    «Tutto da dimostrare» sottolinea Aldo Manunta, direttore della Coldiretti Nuoro-Ogliastra. Eppure sono proprio i pastori di queste vaste lande che hanno fatto vedere al mondo agnelli nati con due teste. Forse speravano di avere indennizzi e contributi vari? «No, no, non è così» taglia corto Manunta, come a voler fermare subito l’effetto boomerang. «È un solo pastore che ha fatto vedere la fotografia di un agnello deformato – spiega -, ma questo non significa nulla. Primo perché non sappiamo se quel pastore abbia detto la verità e se l’agnello sia nato da queste parti; secondo perché se anche così fosse, soltanto le analisi medico-scientifiche possono portare a conclusioni certe. Agnelli malformati, del resto, ne nascono in tutta la Sardegna e ovunque. Cosa significa, allora? Che l’incidenza dei tumori è alta dappertutto?».
    «Per adesso tutti i dati sono a nostro favore» riprende fiato Costanzo Carta. «E comunque non è giusto farci sgomberare quando stiamo ancora aspettando i risultati definitivi delle analisi… ». «Perché allora non fanno sgomberare anche il “Villaggio azzurro”?». Ossia: gli alloggi dei militari che abitano all’interno del Poligono. «Il Poligono è la realtà economica più importante di Perdasdefogu e di tutta l’Ogliastra» si inserisce Gianni Lai, 54 anni, 32 dei quali passati all’interno della base, con la divisa, mentre il padre pastore portava le greggi nei pascoli militari. Lui, luogotenente in pensione, è figlio di una famiglia di allevatori da cinque generazioni.
    Non a caso a marciare attorno alla caserma di via Colombo e lungo tutto il centralissimo corso Vittorio Emanuele c’è pure la nonna, Consolata Melis, 104 anni compiuti, la nonnina del paese con le stellette. Altro che uranio impoverito: lei, arzilla e battagliera, che ha fratelli ultranovantenni e che figli ne ha messi al mondo 14, nove viventi. «Tanto abbiamo dato e tanto abbiamo avuto» continua il nipote Gianni. «Il problema è che ora rischiamo di non avere più nulla» dice passando davanti all’ennesimo negozio con i battenti chiusi. Tutto Foghesu ha abbassato le serrande. Di aperto, c’è soltanto la chiesa parrocchiale di San Pietro: come a dire che il miracolo può arrivare anche all’ultimo minuto, e sarebbe alquanto gradito, altroché. «Non si può distruggere la nostra economia così, con un semplice colpo di mano – spiega a chiare lettere l’ex luogotenente Lai -. Questo è terrorismo, è sciacallaggio. Il nostro paese e il nostro territorio sono molto più sani di certe zone industriali della Sardegna e del Continente».

    Pilia: la Regione grande assente. Il presidente della Provincia Ogliastra passa all’attacco.
    Aldo Manunta: «Speriamo tutti in una proroga».

    PERDASDEFOGU. Bruno Pilia, presidente della Provincia Ogliastra: «In tutta questa vicenda – dice -, c’è un grande assente: la Regione». «Il problema non lo risolvi con la politica degli indennizzi. È necessario, invece, fare chiarezza scientifica entro sei mesi al massimo. Se così non fosse ci troveremo davanti a un altro allarme: a pagare i problemi che derivano da questa situazione di stallo, non saranno soltanto Perdasdefogu e l’Ogliastra, ma la Sardegna intera». La sindrome di Quirra, infatti, sarebbe il peggior marchio nella storia del turismo isolano. «Con tutte le conseguenze che ne derivano» sottolinea mentre il corteo organizzato dalla Coldiretti Nuoro-Ogliastra avanza nel paese delle stellette.
    In testa ci sono loro, i sindaci, con la fascia tricolore. Il sindaco di Perdas, Walter Mura: «Attendiamo con fiducia il responso delle analisi» dice. Al suo fianco, ci sono Franco Piu, sindaco di Villaputzu; Giuseppe Loi, di Villagrande Strisaili; Franco Cugusi, di Ulassai; Luciano Loddo, di Tertenia; Marco Lampis, di Escalaplano. Da Arzana è arrivato un delegato, l’assessore Efisio Piras. In mezzo alla folla, tra gli oltre duemila manifestanti e i 60 mezzi in marcia, ruspe e trattori, c’è anche qualche ex sindaco come Guido Pisu, già primo cittadino di Tertenia. All’appuntamento ha aderito anche Bruno Chillotti, presidente del consiglio provinciale. Il gruppo Pd in consiglio regionale, invece, ha dato incarico a Franco Sabatini, ogliastrino di Lotzorai: «Il grande assente – dice lui – è lo Stato. Il ministro della Difesa dov’è? La magistratura faccia il suo corso, come è giusto che sia, ma la gente ha bisogno di risposte certe da parte dello Stato». E spiega che nel frattempo il parlamentino sardo ha stanziato 500mila euro di indennizzi ai pastori, 2milioni per una campagna di marketing, 400mila per sostenere le ricerche dell’Istituto zooprofilatico della Sardegna. La giunta Cappellacci, tuttavia, continua a glissare sull’unità di crisi che avrebbe dovuto costituire entro tre settimane dal voto in consiglio. Il caso Quirra, insomma, diventa un caso politico.
    Nel corteo, comunque, è la voce della gente che si leva alta. Pastori, soprattutto, di Perdasdefogu e di tutta la zona, anche del Sarrabus. Un gruppetto di bambini porta uno striscione: «Se togliete il lavoro a babbo, cosa mangeremo domani?». Nel mare di bandiere gialle della Coldiretti, spuntano anche quelle dei sindacati. In colonna, infatti, ci sono pure i dipendenti della Vitrociset e diversi civili del poligono. «Tutti uniti – chiude Aldo Manunta, direttore della Coldiretti Nuoro-Ogliastra – non contro la procura di Lanusei, ma contro un provvedimento esagerato». «Speriamo nel buon senso delle istituzioni» aggiunge Simone Cualbu, neo presidente della stessa confederazione interprovinciale. Nell’organizzazione c’è anche Tanino Ticca. E c’è Vincenzo Cannas, vice presidente, ogliastrino di Loceri. «Abbiamo presentato un’ulteriore richiesta di proroga, è l’ultimo atto, ora abbiamo persino il problema dell’abbeveraggio del bestiame… ».

  8. Bio IX
    luglio 21, 2011 alle 4:57 pm

    «E Portovesme? E Macchiareddu? E Sarroch? E allora, cosa significa, che dobbiamo sgomberare tutta la Sardegna?»: tranquilli, risolveranno il tutto tumori e malattie varie.

  9. luglio 21, 2011 alle 8:28 pm

    da La Nuova Sardegna on line, 21 luglio 2011
    Caso Quirra, il pm dispone il sequestro di un missile anticarro francese: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/07/21/news/caso-quirra-il-pm-dispone-il-sequestro-di-un-missile-anticarro-francese-4653862

  10. luglio 22, 2011 alle 2:34 pm

    da La Nuova Sardegna, 22 luglio 2011
    Bestiame sotto sequestro: resterà a Quirra. La Procura annulla lo sgombero per evitare che carne e latte finiscano nel mercato.

    NUORO. Tremilacinquecento animali sequestrati nel perimetro del poligono interforze di Perdasdefogu. E un vecchio missile anticarro Milan – simile ai 1200 fatti esplodere tra il 1986 e il 2003 nel Salto di Quirra – sigillato al Cisam di Pisa. Il caso Quirra, all’indomani della grande manifestazione contro lo sgombero degli ovili, regala nuovi colpi di scena. Il primo, il sequestro preventivo degli animali, a ben vedere, va in qualche modo incontro alle richieste degli allevatori.
    Pecore, capre e altri animali di allevamento resteranno nell’area del poligono. Non hanno traslocato ieri, come imponeva un’ordinanza del tribunale di Lanusei, e non dovranno farlo nei prossimi giorni. E questo perché, secondo il procuratore Domenico Fiordalisi, che conduce le indagini, e il gip Paola Murru, che ne ha riconosciuto la validità, sono cresciuti i sospetti di inquinamento e quindi l’esigenza di limitare il rischio di diffusione all’esterno sostanze che sarebbero all’origine di tumori e leucemie. Pecore, capre e altri animali non potranno uscire dal poligono per evitare – spiegano i magistrati – che carne, latte e altri alimenti finiscano nel mercato.
    Gli animali sono stati censiti dalla guardia forestale. Sono circa 3500 e appartengono a 22 aziende. Tutti sequestrati, bloccati provvisoriamente nell’area interdetta in attesa di trovare una sistemazione adeguata. Il giudice delle indagini preliminari ha nominato custodi degli animali il comandante della base militare, il generale Sanzio Bonotto, e i singoli allevatori.
    Il sequestro degli animali all’interno del poligono potrebbe sminare in qualche modo le tensioni sfociate nelle manifestazioni degli allevatori, e non solo, che si sono svolte nei giorni scorsi a Perdasdefogu e a Villaputzu. «Non sappiamo dove portare gli animali», hanno detto pastori e organizzazioni di categoria, annunciando che avrebbero disobbedito all’ordine di sgombero. Una posizione netta, sostenuta anche da gran parte della politica ogliastrina. A partire dal presidente della Provincia Bruno Pilia che ha manifestato le sue preoccupazioni al procuratore generale presso la Corte d’appello di Cagliari, Ettore Angioni, che ieri mattina le ha trasmesse al procuratore Domenico Fiordalisi. Angioni ha anche annunciato che erano allo studio soluzioni per le greggi. Il sequestro è una soluzione.
    I missili Milan. Il sequestro, ovvero l’aggravamento delle misure cautelari – ha spiegato ieri la Procura di Lanusei – è stato richiesto dopo aver accertato che all’elenco dei possibili inquinanti pericolosi va aggiunto il torio presente nel sistema di guida dei Milan, missili anticarro ormai in disuso, che venivano lanciatii da terra. A Perdasdefogu, secondo quanto accertato dalla Procura, ne sono stati fatti esplodere tra i 1000 e i 1200. L’esplosione dei missili è testimoniata nei filmati sequestrati nel poligono interforze. «Le nanoparticelle prodotte – spiega la Procura – se inalate, secondo gli studi di Lodi Rizzini hanno una capacità di provocare tumori e linfomi 500 volte superiore alla loro ingestione». Come elemento prova, ieri Domenico Fiordalisi ha fatto sequestrare un missile Milan al Cisam di Pisa, dove gli ordigni sono custoditi in attesa di smaltimento.
    La polemica. All’esame della Procura c’è un nuovo caso di morte da leucemia. Quello di una donna scomparsa a sessant’anni e che – secondo la testimonianza dei parenti – era solita raccogliere radici nei pressi di alcuni dei vecchi carri armati piazzati nell’area del poligono come bersagli delle esercitazioni. Il nuovo caso – spiega il pm – è saltato fuori durante la visita al cimitero di Perdasdefogu, avvenuta in concomitanza con la manifestazione dei pastori. Una visita che sta provocando polemiche. In particolare, da parte del sindaco Walter Mura che, ieri mattina, ha risposto andando a sua volta il cimitero. «Abbiamo saputo – ha detto il sindaco – delle dichiarazioni rilasciate dal dottor Fiordalisi durante la sua visita per verificare segnalazioni sulla presenza di morti sospette e premature. La popolazione lo legge come un atto di sfida da parte di Fiordalisi. Le lapidi non dicono né le cause né il luogo di morte. Il procuratore avrebbe dovuto scegliere un giorno diverso e io lo avrei accompagnato spiegandogli caso per caso». La tensione resta alta.

  11. luglio 22, 2011 alle 2:42 pm

    da L’Unione Sarda on line, 22 luglio 2011
    Quirra, annullato lo sgombero. Il bestiame è sotto sequestro. (Paolo Carta): http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/229641

  12. luglio 22, 2011 alle 8:19 pm

    il Sindaco di Perdasdefogu Mura dovrebbe essere più prudente nelle sue affermazioni.

    da La Nuova Sardegna on line, 22 luglio 2011
    Il pm acquisisce tutti gli atti di morte dal 1950 al 2010: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/07/22/news/il-pm-acquisisce-tutti-gli-atti-di-morte-dal-1950-al-2010-4659480

  13. luglio 28, 2011 alle 8:49 am

    Perche non acquisisce anche i certificati dei vivi oggi

    Preso atto che il Comune di Perdasdefogu, nell’ultimo periodo, è stato oggetto di una campagna mediatica diffamatoria legata alla cosidetta “Sindrome di Quirra”;

    Rimarcato l’impegno dell’Amministrazione Comunale nella tutela e promozione del territorio, valorizzando l’inestimabile ricchezza di Perdasdefogu, spesso sconosciuta, ma ricca di uno straordinario patrimonio di luoghi, sapori, saperi, ospitalità e tradizioni;

    Rilevato che il Comune di Perdasdefogu vanta un primato di longevità, invidiato e non del tutto noto, in quanto all’interno della sua Comunità, è presente un nucleo familiare composto da 9 membri viventi, la cui età anagrafica varia da 77 anni per il componente più giovane, fino a 104 anni per il componente più anziano per una media anagrafica di 90 anni;

    Dato atto che demografi, antropologi, sociologi, nutrizionisti e ricercatori a livello internazionale, hanno stabilito che le determinanti della longevità sono da ricercare, senza dubbio, nella qualità dell’alimentazione, nell’attività fisica, nella vita all’aria aperta, nella genetica, nella qualità dell’acqua, nelle sane abitudini e nei modi salutari di far fronte allo stress, nel modo positivo di affrontare la vita, nella spiritualità e nella qualità delle interazioni sociali;

    Considerato che l’Amministrazione Comunale intende organizzare un evento denominato “La longevità foghesina”, che rappresenti un momento di aggregazione sociale allegro e significativo, durante il quale consegnerà ai componenti del nucleo familiare suddetto, una targa per esprimere i rallegramenti di tutta la comunità.

    Preso atto che in tale occasione si vuole rimarcare come l’anziano sia una risorsa culturale e sociale nonché elemento di forza di tutto il territorio e nel contempo sensibilizzare i giovani verso la problematica della terza età stimolando e valorizzando la gratitudine e il rispetto:

    TI INVITA ALLA PARTECIPAZIONE NELLA BIBLIOTECA COMUNALE 31.LUGLIO 2011 ORE 17.30

  14. Paolo
    luglio 28, 2011 alle 8:59 pm

    Il fatto più sconcertante è che certe affermazioni provengano dalla più alta autorità, a livello locale, in materia sanitaria: il Sindaco.

  1. luglio 24, 2011 alle 8:33 pm
  2. novembre 9, 2011 alle 5:18 pm

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