Home > coste > Far west sulle dune di Torregrande (Oristano).

Far west sulle dune di Torregrande (Oristano).


Oristano, Torregrande, duna danneggiata dal transito dei veicoli

Riceviamo e pubblichiamo molto volentieri la denuncia inoltrata da Gabriele Pinna riguardo lo spudorato e indisturbato  transito e sosta di veicoli sulle dune di Torregrande, in Comune di Oristano.  Sarebbe proprio il caso che amministrazioni pubbliche competenti e forze di polizia intervenissero senza indugio.

Gruppo d’Intervento Giuridico

Eringio marittimo (Eryngium maritimum)

Capitaneria di porto Oristano

Corpo forestale Oristano

Questura di Oristano

Comando prov.le Carabinieri Oristano

Sindaco di Oristano

Circoscrizione Torregrande

Sindaco di Cabras

Comando vigili urbani Oristano

Comando vigili urbani Cabras

Presidente Amm.ne provinciale Oristano

IMC Torregrande

WWF Oristano

Italia Nostra Cagliari

Gruppo Intervento Giuridico Cagliari

Legambiente Cagliari

LIPU Sardegna

Unione sarda

Nuova Sardegna

Sardegna 24

Rai 3 regionale

Videolina

Telenova Oristano

Super TV Oristano

Oristano, Torregrande, duna sabbiosa

Oristano, 07/07/2011

Oggetto: Segnalazione sullo stato del sistema dunale tra la vecchia colonia marina di Torregrande e la foce del fiume Tirso.

Premessa. Il sistema dunale costiero riveste un ruolo di estrema importanza in quanto, oltre  rappresentare una riserva naturale di sedimento per la spiaggia, ne rallenta l’erosione. Mentre la vegetazione presente garantisce l’arresto e il deposito della sabbia. I primi cordoni di dune frenano l’azione dei venti marini carichi di salsedine, preservando gli ecosistemi più interni. Negli anni ’50 fu impiantata la pineta di Torregrande proprio per consolidare le dune sabbiose più interne. Spiaggia, fascia dunale e retrodunale e pineta costituiscono un unico delicato ecosistema. La vegetazione, a partire dai primi cordoni sabbiosi fino ad arrivare all’ambiente retrodunale, è rappresentata dall’ Ammophiila arenaria), una graminacea che colonizza le sabbie litoranee, resistente alla salsedinee ai forti venti marini dove forma associazioni definite ammofileti, dal ravastrello (Cakile maritim), dallo spinoso eringio.marittimo (Eryngium maritimum), dal giglio di mare (Pancratium illyricum), dalla santolina (Otanthus maritimus), dal profumato elicriso (Helicrysum microphyllum),  e, nell’ambiente retrostante, tra dune e pineta, principalmente da Ephedreto (prateria di Ephedra distachya) con presenza di alisso, cisto, asparago, ecc.

Oristano, Torregrande, auto in sosta sulle dune

Normativa. Ai sensi della Determinazione n. 1456D del 12 Maggio 2008 (regione Autonoma della Sardegna) avente come oggetto la disciplina delle attività esercitabili sul demanio marittimo (Art. 3 Sulle spiagge e negli specchi acquei) è vietato:

e) transitare e/o sostare con qualsiasi tipo di veicolo, ad eccezione di quelli destinati alla pulizia delle spiagge, al soccorso o altri mezzi specificatamente autorizzati. Tale divieto, come già specificato nel precedente art. 1, lett. C) della presente determinazione, viene esteso per tutto l’anno solare. E’ altresì vietato il calpestio delle dune e della relativa vegetazione. Per dune si intendono accumuli sabbiosi situati nell’area retrostante la spiaggia, disposti parallelamente alla linea di costa, di forma irregolare dipendente dalla direzione dei venti dominanti. www.regione.sardegna.it/documenti/1_19_20080514142350.pdf

Il Comune di Oristano nel 2009 ha prodotto un “Piano di utilizzo del litorale” contenente proposte di intervento. Nel Piano si segnala la necessità di garantire la conservazione e tutela degli ecosistemi locali costieri favorendo misure per la riduzione dei processi di degrado e consumo indiscriminato del territorio. Tra le diverse proposte c’è quella di vietare l’accesso ai veicoli a motore non autorizzati, oltre alla creazione di aree di sosta e l’individuazione degli accessi alla spiaggia con percorsi obbligati dotati di idonea cartellonistica informativa.

http://www.comune.oristano.it/oristano/export/sites/default/www/Destra/Comunicazioni/UfficioStampa/Destra/Argomenti/2009/Novembre/Relazione_tecnica_e15.pdf

Oristano, Torregrande, dune danneggiate

La causa di maggior disturbo per gli ecosistemi litoranei sabbiosi è il transito veicolare ma anche il continuo disordinato calpestio. Tutte le specie animali e vegetali più specializzate di spiagge e dune sono pesantemente minacciate dal transito veicolare e da quello pedonale che si svolge su di esse e attraverso di esse. Questi ambienti sono visti dalla maggior parte dei bagnanti o frequentatori come luoghi destinati allo svago con scarsa o nessuna considerazione sul loro elevato valore naturalistico. I danni più grossi sono legati all’affollamento dei mesi estivi quando la bassa vegetazione delle dune è attraversata in lungo e largo da mezzi motorizzati che provocano importanti fenomeni erosivi .

Vandalismo ambientale favorito dagli scarsi controlli.  Per quanto sopra descritto si segnala che il transito di autoveicoli sulle dune sabbiose e sulla parte retrodunale tra la spiaggia e la pineta nel tratto di costa tra la vecchia colonia marina di Torregrande e la foce del Tirso sta provocando notevoli danni alla vegetazione come meglio descrivono le foto allegate.

Oristano, Torregrande, auto in sosta sulle dune

Si chiede quindi un immediato intervento delle autorità in indirizzo per porre fine all’attività distruttiva segnalata.

Saluti.    Gabriele Pinna

(foto G.P., archivio GrIG)

  1. Avatar di francesco
    francesco
    luglio 12, 2011 alle 10:09 am

    A proposito di spiagge e di sabbia vorrei conoscere il vostro parere circa la realizzazione dell’Arena Beach sul Poetto di Quartu S.E. e circa l’utilizzazione della spiaggia per eventi musicali di quella portata. Preciso che non ho assolutamente niente contro tali eventi e sono convinto che il Poetto offra un fantastico scenario…Il dubbio è se chi organizza, decide, autorizza questi eventi si pone il problema dell’impatto che tale evento genera su quell’ambiente già così precario. Grazie

  2. Avatar di Juri
    Juri
    luglio 15, 2011 alle 1:33 PM

    Le amministrazioni comunali non perdono occasione per rivendicare la loro “grande attenzione” all’ambiente e alla sua tutela e per declamarne la sua “fondamentale importanza”.
    Poi, nei fatti, dimostrano che in realtà l’interesse è scarso o nullo.

    Tanto da permettere lo scempio denunciato in questo post, che non ci vorrebbe nulla per evitarlo. E invece chissenefrega.
    Salvo poi invocare – a danno già fatto e quando l’erosione e il degrado assumono dimensioni macroscopiche e fanno scappare il turista – il “grave pericolo”, la necessità di “intervenire d’urgenza”, il bisogno di stanziamento di fondi “per un rapido intervento” e via dicendo.
    E la Regione, cosa fa in concreto per far rispettare le sue ordinanze e determinazioni che in teoria dovrebbero garantire il rispetto assoluto delle zone dunali e retro-duanli? dando un minimo senso agli opuscoli stampati a profusione in cui si spiega quanto deleterio sia usare le zone dunali o retrodunali come parcheggio? E il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale che azione di vigilanza adotta per proteggere quegli ambienti?
    E che dire del Poetto di Quartu, dove la vegetazione pionieria di arenile anziché essere tutelata è stata accuratamente rasata in una vasta area per non intralciare l’installazione di un mega palco in mezzo alla spiaggia? È una nuova forma di tutela degli ecosistemi litoranei che i sempre all’avanguardia amministratori comunali di Quartu hanno ideato?
    E come hanno potuto autorizzare, le Istituzioni preposte (Regione in primis), la trasformazione di una spiaggia in area concerti sottoposta alla pressione di migliaia di persone? Non si poteva trovare un altro posto?

  3. Avatar di Luciano
    Luciano
    luglio 20, 2011 alle 8:29 am

    Oltre allo scempio dell’area retro-dunale, è un vero peccato anche per la pineta di Torregrande, ridotta ad aria di transito e a squallida discarica. Oltretutto vi segnalo che Torregrande è “Bandiera Blu, simbolo di qualità ambientale”. Triste ironia.

  4. marzo 31, 2013 alle 6:51 PM

    “riqualificazione ambientale” con benne, ruspe e cemento?

    da La Nuova Sardegna, 31 marzo 2013
    TORREGRANDE»IL PROGETTO. Hotel di lusso e golf: si colora di verde il futuro del turismo
    L’investimento della Ivi Petrolifera nell’area dell’ex Sipsa. Oltre ai posti letto anche la riqualificazione di pineta e dune. Un confronto prima di presentare la Via. (Enrico Carta)

    Prima di partire, serve la Valutazione di impatto ambientale. L’operazione, a differenza di quanto avvenuto con la Saras, sarà alla luce del sole. Addirittura, prima di presentare la Via, progettisti e responsabili si confronteranno con gli enti, le amministrazioni, le associazioni e i singoli cittadini. Si vogliono evitare proteste e si vuol far passare il messaggio che tutto l’investimento è fatto nel massimo rispetto dell’ambiente. Intanto la società ha presentato il progetto di bonifica del sito, con l’imminente convocazione della conferenza di servizi.

    ORISTANO. Hotel di lusso, campi da golf e soprattutto lavoro. Quello che manca è proprio quello che potrebbe essere in un futuro che, forse, non è nemmeno remoto. Messe assieme le tre cose possono far rizzare le orecchie e sollevare bandiere in nome dell’ambiente. Ma il progetto della Ivi Petrolifera – a dispetto del nome che in tempi di trivelle annunciate e temute può indurre a cattivi pensieri – tutto sembra fuorché l’ennesimo consumo indiscriminato di territorio. La notizia dei passi in avanti fatti dal progetto che coinvolge un’ampia area a Torregrande era stata anticipata nei giorni scorsi. Pochi erano ancora quei dettagli conosciuti, che oggi sono diventati assai più consistenti e consentono di chiarire cosa esattamente ci sia nei piani della Ivi Petrolifera. L’area. La zona interessata all’ampio progetto è quella a ridosso dell’ex Sipsa. La vecchia fabbrica era stata rasa al suolo dalla Ivi Petrolifera, che aveva così dato avvio al processo di riqualificazione dell’area. Fatto quel primo passo, si spera arrivino in tempi brevi tutti i successivi che riguarderanno oltre 63 ettari di terreni che, in parte, erano già di proprietà della società, mentre un’altra parte consistente è stata acquisita attraverso gli accordi presi col Comune e il Consorzio di bonifica. Il progetto. In quindici, guidati dall’architetto oristanese Aron Murgia lavorano da mesi al progetto complessivo, mentre per i campi da golf è stato scelto un nome di valore mondiale come quello di Rick Baril. Ad occuparsi dell’aspetto legato alla riqualificazione delle dune sono invece gli esperti del Centro marino internazionale di Torregrande. L’insediamento turistico, che avrà tra i 250 e i 280 posti letto, svilupperà 9.500 metri cubi, una misura di molto inferiore rispetto a quella consentita dalla convenzione firmata col Comune ai tempi della giunta Nonnis, rivisitata quando c’era il commissario Antonello Ghiani e assai gradita anche all’attuale giunta comunale. Il campo da golf verrà allestito nelle zone compromesse, nelle fasce della pineta dove ci sono piante alloctone (eucalipti e acacie), mentre i pini che verranno eventualmente tolti avranno dimora nei terreni agricoli e nella fascia di duna al momento impraticabile perché attraversata da strade abusive e comunque non curata. La pineta. Verrà salvaguardato il patrimonio più importante dell’intera area e soprattutto verrà consentito a tutti il suo utilizzo, se si eccettua l’area in cui sorgerà il residence. Ci si potrà anche finalmente dimenticare delle vergognose condizioni in cui versa la pineta che l’amministrazione comunale, da decenni, mai è riuscita a gestire in maniera ottimale. La Ivi Petrolifera ne garantirà la manutenzione, provvederà al sistema antincendio sinora assente, alla guardiania, alla sistemazione della viabilità sino alla foce del Tirso, al rifacimento della piazza del pontile e a un percorso interno ciclo pedonale utilizzabile da tutti. L’unica variazione è che di notte la pineta non sarà frequentabile. Il depuratore. Il maggiore impatto ambientale, quando si parla di campi da golf, è quello legato ai consumi idrici. È per questo che il progetto prevede la nascita di un nuovo depuratore che servirà l’intera borgata marina, con i vantaggi legati anche alla produzione di acqua per uso agricolo e al pagamento del canone ad Abbanoa.

  5. ottobre 4, 2013 alle 2:54 PM

    da La Nuova Sardegna, 4 ottobre 2013
    TORREGRANDE» IL PROGETTO. Il primo mattone per i campi da golf. Nella tarda notte il voto sulla delibera che modifica il Piano urbanistico per dar vita all’accordo con la Ivi Petrolifera. (Enrico Carta)

    ORISTANO. Verso il sì all’unanimità. Non perché ci siano ancora dubbi residui, ma perché il consiglio comunale è durato ben oltre l’orario di stampa dei giornali. Il primo dei due mattoni che porteranno al via del progetto di investimento turistico e immobiliare e di riqualificazione urbanistica e ambientale a Torregrande, è stato, con ampia probabilità, posato a notte fonda quando si è conclusa la seduta del consiglio comunale in cui si è votato favorevolmente all’accordo di programma contemporaneamente alla variante al Piano urbanistico comunale. È così che il progetto della Ivi Petrolifera, che costruirà alberghi, case, infrastrutture e campi da golf nella zona in cui un tempo l’ex Sipsa aveva le sue raffinerie, muove il primo dei due passi indispensabili per arrivare all’approvazione e al tanto atteso via dei lavori, ritenuti da più parti come l’ossigeno che salvi l’asfittica economia oristanese. Non sono mancati i distinguo, anche all’interno della maggioranza, ma quei dubbi che avevano accompagnato l’iter precedente al passaggio in Consiglio sembrano alle spalle. Tra gli ultimi ad intervenire nel dibattito, il consigliere del Pd Valerio Spanu non ha avuto timore di ammettere che quei pensieri hanno avuto una parte importante anche nel «lento» cammino che alla fine ha convinto il gruppo a dare il suo «sì». La linea del Partito Democratico, sebbene ieri notte mancassero ancora gli interventi di Lucia Mocci e del capogruppo Giuseppe Obinu, appare chiara. Ed è una linea che segue quella di tutto il resto dell’assemblea civica, dell’assessore all’Urbanistica Filippo Uras, del sindaco e dell’intera giunta. Anzi mai condivisione fu più ampia, tanto che nel dibattito che ha preceduto il voto il coro di plausi è stato generale, con l’opposizione che i dubbi se li era levati da tempo. La presentazione dell’assessore è stata preceduta dalla richiesta del consigliere di opposizione Salvatore Ledda di unire i due aspetti ieri in ballo. In realtà, sin dalla mattina durante il vertice, su rilievo del consigliere Roberto Martani, la maggioranza aveva convenuto su questo aspetto. La variante al Puc è infatti insita nell’accordo di programma con la Ivi Petrolifera, che nel dettaglio verrà discusso parte per parte – 24 in tutto – nella seduta del prossimo giovedì. Nel bel mezzo, con tutta probabilità mercoledì, ci sarà un incontro pubblico per capire anche gli umori della città in merito al progetto che la maggioranza – in questo spinta in particolare dal Pd – vuole sia il più condiviso possibile. E difficilmente si assisterà ad una sollevazione popolare contro l’investimento, vista la fame di lavoro che c’è. Ampie rassicurazioni sono state date dall’assessore Filippo Uras sulla bontà del progetto: «Dobbiamo essere sponsor e controllori di questo intervento». Al lavoro che inevitabilmente arriverà sotto varie forme, il Comune intende anche porsi come vigile su tutte le questioni ambientali. A tal proposito l’assessore ha ricordato che l’Ivi Petrolifera dovrà rispettare un programma temporale che prevede prima la costruzione degli alberghi e solo successivamente le seconde case. Sette enti regionali valuteranno poi la bontà delle procedure, che è già iniziato con le operazioni di bonifica del sito. Le strutture immobiliari rispetteranno la distanza di trecento metri dal mare, i campi da golf non intaccheranno le dune, la pineta rimarrà fruibile alla cittadinanza e il problema dell’approvvigionamento idrico sarà interamente risolto dal depuratore. La Ivi si occuperà anche di opere di urbanizzazione. Tutti aspetti rimarcati negli interventi dei consiglieri che si sono succeduti sino a tarda notte, quando è arrivato il voto. La città lo conoscerà solo oggi, ma nel frattempo il primo mattone è stato già posato. La seconda pietra arriverà giovedì.

    ______________________________

    da L’Unione Sarda on line, 4 ottobre 2013
    Torregrande, resort, golf e ville di lusso. Via libera del Consiglio al maxi progetto: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2013/10/04/torregrande_resort_golf_e_ville_di_lusso_via_libera_del_consiglio_al_maxi_progetto-6-332911.html

    ___________________________

    da Arrexini, 4 ottobre 2013
    Cemento e golf a Torregrande con il voto unanime del consiglio comunale: http://www.arrexini.info/cemento-e-golf-a-torregrande-con-il-voto-unanime-del-consiglio-comunale/

  6. ottobre 5, 2013 alle 5:23 PM

    da La Nuova Sardegna, 5 ottobre 2013
    TORREGRANDE » IL PROGETTO TURISTICO. Il sì di mezzanotte alla Ivi Petrolifera regala alberghi e golf. Come preannunciato negli interventi in consiglio comunale arriva l’unanimità all’accordo di programma per l’ex Sipsa. Tendas soddisfatto fa i complimenti a tutto il Consiglio. (Enrico Carta)

    In attesa dei sì dai vari enti regionali, Guido Tendas porta a casa un risultato di importanza capitale, tanto che il vecchio contendente elettorale, Giuliano Uras, molto signorilmente e simpaticamente dice che lo invidia. Il sindaco lo ringrazia e riporta l’orologio ai tempi dell’altra giunta di centrosinistra, quella guidata da Mariano Scarpa che diede avvio al progetto. Ha sollecitato e ha avuto dall’aula l’unanimità e ha rivolto parole di apprezzamento anche al lungo e approfondito dibattito interno al Pd, ricordando come dalle discussioni e dal confronto sia nato qualcosa di migliorativo rispetto al progetto originario della Ivi. Un aspetto su tutti: le buche dei campi da golf non saranno più all’interno delle dune. E poi, non certo ultime, ci sono le speranze sul lavoro e sulle ricadute economiche del progetto. La scommessa è fatta, per l’esito si attende.

    ORISTANO. Unanimità. Come accade poche volte in politica. Unanimità. Non senza sofferenze e molte riflessioni in qualche consigliere. Ma alla fine il discorso si è chiuso a cavallo della mezzanotte di giovedì con il voto favorevole di tutti e ventidue i consiglieri presenti in aula. È il primo mattone del progetto turistico e immobiliare della Ivi Petrolifera, la società figlia della Sipsa e che da questa ha ereditato gran parte dei terreni che vedranno nascere l’insediamento alberghiero, i campi da golf, il centro benessere, una cappella, e le seconde case – vera spina di tutta la questione –. Questione che ormai si avvia verso la conclusione con un esito positivo, ma non definitivo. Il secondo mattone, che comunque non inficierà più la decisione, il consiglio comunale lo poserà giovedì prossimo, quando sarà chiamato a votare i ventiquattro punti in cui è stata frazionata la variante al Puc, che contiene in sé anche ciò che già due notti fa è stato votato da tutti. Il dibattito – abbiamo riportato ieri le parole dell’assessore all’Urbanistica Filippo Uras – è stato molto animato e ad esso sono intervenuti quasi tutti i consiglieri, cominciando da Peppe Lai presidente della commissione: «È importantissima la trasversalità del voto. Stiamo aprendo la possibilità ad un turismo che non potrà che portare benefici». È stato l’esordio di una serie di altri elogi al progetto di cui tutti hanno voluto sottolineare l’importanza, sebbene per qualcuno restino delle zone grigie. Salvatore Ledda, ad esempio, ha sottolineato come la giunta e il Consiglio si siano mossi troppo lentamente e senza una visione generale su Torregrande. Tonino Falconi ha parlato di «imprenditori coraggiosi», ricordando anche come le aste per le alienazioni dei terreni comunali siano andate male per via del prezzo esagerato di partenza. Giampaolo Lilliu ha posto l’accento sul fatto che sia «un progetto sostenibile. Non possiamo dividerci su una questione così importante». Roberto Pisanu si è soffermato sul fatto che «prima arriveranno gli alberghi e poi le seconde case», cosa positiva dal punto di vista turistico. Roberto Martani ha spiegato come col sì «si sia compiuto un percorso che ha avuto un momento cruciale nell’approvazione del Ppr della giunta Soru». Emilio Naitza ha spiegato che i tempi lunghi erano legati alle necessità di approfondimento e ora c’è il buon esito». Mauro Solinas ha affermato che sono stati cancellati quarant’anni di vergogna per Torregrande. E a proposito di anni, Stefano Mureddu ne ha contati quattordici di immobilismo di centrodestra a cui ora si pone rimedio, mentre Andrea Lutzu ha ricordato come senza il Puc approvato dall’amministrazione Nonnis oggi non si potrebbe fare il progetto. Positive le parole di Gianluca Mugheddu e Corrado Cocco che all’economia hanno affiancato la bontà del recupero ambientale, mentre Valerio Spanu ha parlato di «scommessa da accettare, sebbene ci siano degli aspetti non del tutto condivisibili». Massimiliano Sanna si sente rassicurato dal punto di vista ambientale e urbanistico e ha rimarcato come la crisi economica possa essere in parte sconfitta da questo progetto. Daniela Nurra ha voluto soffermarsi sulla bontà dell’investimento privato e sui troppi tentennamenti della maggioranza. Giuliano Uras ha auspicato che questo sia il primo passo per un cambio di mentalità «spesso sospettosa» che in tanti anni ha frenato lo sviluppo turistico. Questo passaggio però qualifica un’intera legislatura». Lucia Mocci ha valutato positivamente il fatto che il Pd e lei personalmente abbiano avuto al loro interno una discussione approfondita, perché quello che vien fuori dal voto in aula è il meglio che la città possa avere. Parere confortato anche dal compagno di gruppo Giuseppe Obinu che ha chiuso ricordando che al Comune andranno un milione e 20mila euro. L’affare è fatto

  7. ottobre 8, 2013 alle 2:57 PM

    da La Nuova Sardegna, 8 ottobre 2013
    LA POLEMICA » URBANISTICA E AMBIENTE. Ivi Petrolifera: «La bonifica è in corso». Inquinamento a Torregrande, parla l’azienda: «Messa in sicurezza la falda acquifera. Verifica sul progetto operativo». (Roberto Petretto)

    ORISTANO. Chiamata in causa da polemiche e sospetti (ultimi quelli avanzati dal cinquestelle oristanesi del meetup Polis), la Ivi petrolifera rompe il silenzio e esprime la propria posizione su alcuni dei temi caldi legati all’approvazione del progetto turistico-immobiliare, ma anche di risanamento ambientale, previsto per una vasta zona di Torregrande. Lo fa attraverso una nota stampa, senza contraddittorio, quindi, dopo l’approvazione del progetto e della variante urbanistica da parte del consiglio comunale. È il coordinatore della riqualificazione urbanistica, Paolo Spada, a illustrare alcuni particolari dell’intervento, relativi soprattutto agli aspetti ambientali. Spada ricorda che «il sito dell’ex raffineria Sipsa di Torregrande è attualmente soggetto a procedura di bonifica ai sensi dell’art. 242 del D.Lgs. 152/06, Parte Quarta, Titolo V, a seguito della notifica presentata su iniziativa della stessa Ivi Petrolifera il 30 marzo del 2001». La legge prevede anche la cosiddetta “pocedura di gestione della contaminazione”: «attualmente il sito si trova in stato di messa in sicurezza della falda acquifera per mezzo di una barriera idraulica e di un impianto di trattamento di acque di falda monitorato in contraddittorio con gli enti preposti – spiega ancora Paolo Spada –. L’intervento di messa in sicurezza è stato autorizzato dal Comune di Oristano sulla base del parere positivo della Conferenza dei Servizi, che ha riunito gli enti pubblici competenti». Il 28 dicembre dello scorso anno la Ivi aveva anche presentato il “Progetto operativo di bonifica”, che è attualmente sottoposto a verifica dagli stessi uffici. «Un progetto – precisa Spada – che è stato redatto in conformità alla normativa vigente e che descrive le attività previste per il risanamento del sottosuolo, le loro durate e le destinazioni dei materiali di risulta prodotti. L’avvio delle attività di bonifica del sito potrà avvenire a seguito dell’approvazione del Progetto di Bonifica, che avverrà da parte del Comune (sulla base del parere della Conferenza dei Servizi) una volta terminata l’attuale fase di verifica e approfondimento dei contenuti del progetto stesso». Quindi i timori sollevati da alcuni passaggi del dibattito in consiglio comunale e dalla nota del movimento Cinquestelle, secondo la Ivi sarebbero infondati. La società precisa che la variante approvata dal Comune per l’intervento di riqualificazione urbanistica «non costituisce autorizzazione edilizia ambientale paesaggistica al progetto». «La società – continua Paolo Spada – intende confrontarsi con associazioni e cittadinanza, sulla base di un progetto che scaturirà da una fase di screening , durante le settimane a venire, sulla base dell’iter di Valutazione di impatto ambientale che la società si accinge ad intraprendere con gli enti preposti al controllo». L’elenco è lungo: assessorato regionale Ambiente ( Savi ), assessorato regionale Beni culturali (Tutela del Paesaggio), assessorato regionale ai Lavori Pubblici (Autorità di bacino), assessorato regionale all’Urbanistica, Asl, Autorità d’ambito ottimale, Agenzia del demanio regionale, Capitaneria di porto, Corpo forestale e di vigilanza ambientale, Regione, Genio civile, Soprintendenza beni architettonici, Provincia di Oristano (Settore Ambiente) e vigili del fuoco. Un elenco lungo. Come il percorso da compiere.

  8. ottobre 10, 2013 alle 2:38 PM

    da La Nuova Sardegna, 10 ottobre 2013
    Il master plan avanza senza entusiasmare, i grillini non ci stanno. La Ivi ha presentato il progetto già approvato dal consiglio. Garanzie su protezione delle dune e recupero della pineta. (Enrico Carta): http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2013/10/10/news/il-master-plan-avanza-senza-entusiasmare-i-grillini-non-ci-stanno-1.7893476

    —————–

    L’ex area industriale diventa megahotel. (Roberto Petretto): http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/82602_Lex_area_industriale_diventa_megahotel.pdf

    ———————–

    I NUMERI.

    800 – Il numero di posti letto nelle strutture alberghiere e residenziali che il progetto prevede di realizzare a Torregrande.
    93 – Le migliaia di metri cubi revisti nell’intervento turistico-immobiliare della Ivi Petrolifera.
    134 – Le migliaia di metri quadrati di superficie dell’area interessata al progetto.
    2 – Il numero degli alberghi che verranno realizzati. Oltre a 77 alloggi residenziali (27 destinati alla vendita).

  9. novembre 28, 2013 alle 2:52 PM

    da La Nuova Sardegna, 28 novembre 2013
    TORREGRANDE » IL PROGETTO. La Ivi Petrolifera incassa il via libera per la bonifica. La commissione di servizi ha dato parere favorevole al piano dell’azienda. Le operazioni di risanamento dell’area cominceranno tra qualche settimana. (Enrico Carta)

    ORISTANO. L’operazione Ivi Petrolifera può cominciare. Al termine di una riunione durata sei ore, martedì, la conferenza di servizi ha espresso parere positivo sulla bonifica dei terreni dell’azienda. Ora mancano altri due passaggi burocratici perché le operazioni possano finalmente cominciare. Il semaforo verde ottenuto dalla conferenza di servizi apre la strada alla determina che, si suppone a stretto giro di posta, verrà assunta dal dirigente del settore in Comune, l’ingegnere Giuseppe Pinna. A quel punto la Ivi Petrolifera, ex Sipsa, dovrà versare la fideiussione con la quale garantirà la copertura economica, prima che l’amministrazione dia il via libera definitivo. La conferenza di servizi si è svolta nel quartier generale della Ivi a Torregrande, la dove un tempo si stoccavano rifiuti e dove domani i resti di quel passato saranno cancellati con la bonifica che costerà due milioni e 600mila euro. Questa andrà di pari passo con il resto del progetto di investimento turistico e immobiliare che non riguarda esclusivamente il terreno in cui un tempo sorgeva la raffineria, ma anche un altro tratto di pineta confinante con lo stesso terreno, dove sorgerà il campo da golf da 18 buche assieme all’abergo, alle altre strutture e, da ultimo, alle case residenziali. Alla conferenza di servizi, iniziata alle 10.30 del mattino e finita all’ora del tè nel pomeriggio, erano presenti, oltre alla Ivi col suo staff e in particolare il geologo Davide Boschi, il dirigente dell’Ufficio tecnico comunale, Giuseppe Pinna, tre responsabili tecnici per la Provincia, i responsabili dell’Arpas e degli uffici regionali dell’assessorato all’Ambiente. Il confronto è stato serrato e lungo, ma non ha trovato ostacoli lungo la strada. Così, dopo la messa in sicurezza delle falde acquifere, ora si può procedere ad uno dei passaggi più importanti dell’intero progetto. È bene chiarire che, investimento turistico o meno, la Ivi Petrolifera avrebbe comunque dovuto effettuare la bonifica, perché la legge prevede questo dopo l’utilizzo di un sito per attività industriali che possono aver compromesso lo stato dei luoghi, e che la bonifica non è stata ancora avviata perché l’iter è complesso anche nei casi in cui è in corso un ripristino ambientale e non solo per ottenere autorizzazioni ad intervenire su un ambiente immacolato. Basti pensare che la Ivi Petrolifera ha concluso le caratterizzazioni e le analisi di rischio nel 2010, poi ha predisposto il progetto per la bonifica che ha passato le forche caudine della conferenza di servizi giusto due giorni fa. Poche settimane invece trascorreranno da qui all’ultimo passaggio burocratico. E allora, come si svolgerà la bonifica dell’area che un tempo ospitava il sito di stoccaggio che si accinge a diventare parte integrante di un progetto di riqualificazione ambientale e del mega investimento turistico? «Il primo passo – spiega il geologo dell’azienda Davide Boschi – sarà quello del bio risanamento, chiamato con terminologia inglese land farming, del terreno». Verranno scavati circa trentamila metri cubi e quindi lavorati, dopo essere stati accumulati in alcune vasche dove avverrà il trattamento biologico. Questo vale per i due terzi della terra che sarà rimossa dal sito, mentre il restante terzo è da smaltire in maniera differente. Per compiere quest’operazione ci vorranno circa due anni, mentre un anno sarà il tempo entro il quale, attraverso particolari tecniche di ventilazione, sarà risanata la falda acquifera. Mentre si lavorerà alla bonifica, il resto del progetto – ovviamente ci sono ancora vari passaggi burocratici da affrontare prima che ottenga tutte le autorizzazioni – potrà andare avanti nelle altre aree limitrofe visto che l’intervento non è comunque collegato al risanamento del terreno in cui l’azienda operava prima di trasferirsi nell’area del Consorzio Industriale. Incassato il via libera, l’operazione Ivi Petrolifera può quindi partire, non senza una punta di orgoglio da parte dei responsabili del progetto di bonifica. Sempre il geologo Davide Boschi spiega: «Utilizzeremo solo tecnologie biologiche. Questo consentirà una produzione di rifiuti il più possibile ridotta e anche lo smaltimento di questi sarà più agevole».

    ———-

    I NUMERI.

    2,6 – Sono i milioni che verranno spesi dalla Ivi Petrolifera, ex Sipsa, per portare a termine la bonifica nell’area che un tempo ospitava, oltre alla sede aziendale, anche le attività di stoccaggio di rifiuti ospedalieri.
    30.000 – Sono i metri cubi di terra che verranno raccolti e successivamente bonificati attraverso delle tecniche di trattamento biologiche. Due terzi di questa terra verranno riposti in alcune vasche prima di essere sottoposte al trattamento, mentre per il restante terzo si seguirà una procedura differente.
    3 – Sono gli anni entro i quali dovrebbero essere completate le operazioni di bonifica. La prima fase prevede il trattamento del suolo, la seconda si occuperà della falda acquifera che intanto è stata messa in sicurezza. Due anni durerà la bonifica dei terreni, uno quello della falda. In questo periodo, se otterrà le autorizzazioni, la Ivi darà il via all’insediamento turistico.

  10. Avatar di Salvatore Masala
    Salvatore Masala
    aprile 9, 2014 alle 9:42 PM

    Vengono riportati nella determinazione 1456D del 12 maggio 2008….omissis…. “E’ altresì vietato il calpestio delle dune e della relativa vegetazione. Per dune si intendono accumuli sabbiosi situati nell’area retrostante la spiaggia, disposti parallelamente alla linea di costa, di forma irregolare dipendente dalla direzione dei venti dominanti.”…..e ancora… “che le norme specifiche per la disciplina dell’esercizio delle attività balneari per gli aspetti connessi all’apprestamento dei servizi di salvataggio e di primo soccorso ed alla sicurezza per la balneazione dei fruitori delle spiagge saranno emanate dalle competenti Capitanerie di Porto”… Dunque quest’ultima facendo riferimento all’art.59 del Regolamento di esecuzione del Codice della Navigazione e per gli effetti degli artt.30, 62 e 81 del medesimo Codice, emette delle Ordinanze di polizia marittima a firma del Capo del Circondario, in questo caso, dalla Capitaneria di Porto di Oristano per il porto e per le altre zone demaniali marittime appunto ricadenti nel suo Circondario. Tuttavia rimane accertare se le dune facciano parte del Demanio Marittimo poiché in caso contrario tanto non è di competenza dell’A.M. Tuttavia la determinazione regionale richiamata, prevede, ulteriormente che : “I contravventori alla presente determinazione, salvo che il fatto non costituisca reato, e salve, in tal caso, le eventuali maggiori responsabilità loro derivanti dall’illecito comportamento, saranno sanzionati ai sensi del codice della navigazione ovvero dell’articolo 650 del Codice Penale”. Il quale recita :”Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica , o d’ordine pubblico o d’igiene , è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a duecentosei euro “.Si ritiene però che l’articolo 650 non sia applicabile quale sanzione, poiché la fattispecie in esame non è contemplata dallo stesso. In breve vorrei significare che tale norma di divieto non potrebbe essere emessa neppure dal Sindaco poiché si configurerebbe quale Ordinanza “extra ordinem” in quanto le ordinanze “ordinarie” sono state cancellate dal TUEL per effetto di rilievo della Consulta di vizio di legittimità costituzionale poiché prive della caratteristica d’urgenza e pertanto non contingenti. In conclusione riterrei, che per le dune, NON appartenendo le stesse al Demanio Marittimo, salvo la vigenza di una legge dello Stato ovvero regionale e non di una mera determinazione a firma di un direttore generale della Regione, non possano essere disciplinate e salvaguardate. Domanda : esistono leggi dello Stato ovvero della Regione Sarda sulle Dune. Mi riferisco al caso di Oristano dunque transito sosta degli autoveicoli. Grazie

  1. agosto 23, 2011 alle 2:31 PM

Scrivi una risposta a Juri Cancella risposta

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.