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Tuvixeddu, sei rinvii a giudizio.


Cagliari, Tuvixeddu, foto aerea

Il G.I.P. del Tribunale di Cagliari Cristina Ornano, su richiesta della Procura della Repubblica al termine di lunghe indagini, ha disposto il rinvio a giudizio l’ex Soprintendente dei beni archeologici Vincenzo Santoni, l’archeologa Donatella Salvi, il costruttore Raimondo Cocco, il direttore dei lavori Fabio Angius, il dirigente comunale Paolo Zoccheddu e il funzionario comunale Giancarlo Manis al dibattimento del 19 settembre 2011 davanti al Tribunale di Cagliari – Sezione I.

Varie ipotesi di reato contestate: dalla distruzione di patrimonio archeologico alla realizzazione di opere non autorizzate fra i lavori finalizzati al parco archeologico, dall’abuso d’ufficio.

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra – che da molti anni si battono con ogni mezzo per difendere la più importante area archeologica punico-romana del Mediterraneo – stanno valutando la presentazione di istanza di costituzione di parte civile.

Ma non è certo l’unico caso nel quale la magistratura inquirente cagliaritana si sta interessando alle lunghe e opache vicende di Tuvixeddu.   Un caso sopra gli altri.

P.P.R., area di Tuvixeddu

Recentemente le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra hanno inoltrato (23 marzo 2011) una specifica richiesta di informazioni a carattere ambientale e adozione degli opportuni interventi riguardo la proposta di variante del noto intervento immobiliare sui Colli di Tuvixeddu e Tuvumannu (“Progetto di riqualificazione urbana e ambientale dei Colli di S. Avendrace”) presentata dalle Società Nuova Iniziative Coimpresa s.r.l. e Edilstrutture s.r.l. e già approvata dalla Giunta municipale con deliberazione n. 48 del 18 marzo 2011.

La variante – definita “non sostanziale” in quanto “non incide sul dimensionamento globale del piano e non comporta modifiche al perimetro, agli indici di fabbricabilità ed alle dotazioni di spazi pubblici o di uso pubblico” – modifica il piano attuativo del P.U.C. di Cagliari (deliberazione Consiglio comunale n. 114 del 10 ottobre 2000, P.I.A. CA 17 “Sistema dei Colli” relativo al parco archeologico-ambientale + piano attuativo allegato ad accordo di programma) con successive varianti “non sostanziali”, deliberazioni C. C. n. 41 del 7 luglio 2004 e n. 61 del 27 luglio 2010).

Cagliari, Tuvixeddu, interno tomba punica

Ricordiamo che la suddetta variante si sostanzia in:

*    trasferimento della volumetria prevista nel comparto F (zona catino di cava) ad altro comparto: il comparto F diverrebbe destinato a “verde pubblico” e/o “verde privato di uso pubblico”;

trasferimento ad altro comparto dei volumi delle unità edilizie E3 o-p (case a schiera), attualmente nella “collinetta” adiacente al parco, verso il comparto M (vicino Via Falzarego) di proprietà del Comune di Cagliari, attualmente destinato a “servizi connessi alla residenza”;

trasferimento e accorpamento dei volumi destinati a “servizi connessi alla residenza” attualmente individuati nell’area di proprietà comunale nel comparto M (vicino Via Falzarego) presso quelli già localizzati – in area di proprietà comunale – nel comparto A (Tuvumannu, zona Via Castelli);

*   modifica tipologia edilizia (villa) delle unità edilizie d, e, f, g, h, i, l, m, n del comparto E in quattro corpi di fabbrica compatti in linea, con altezza inferiore al costone del Colle di Tuvixeddu, da inserirsi in un nuovo parco privato a uso pubblico nelle aree della collinetta della polveriera e in quelle previste per la localizzazione delle ville;

ottimizzazione della dislocazione dei volumi del comparto D, destinati a “servizi generali” (zona G), attualmente concentrati nella Via Is Maglias (fronte Facoltà di Ingegneria), in parte da rilocalizzare in tre dei cinque corpi del comparto E2 (Piazza della Calceidrata), con assunzione di nuova destinazione d’uso “mista” del comparto D e del comparto E2 (residenze, servizi strettamente connessi alla residenza, servizi generali – uffici, negozi, ecc.).

Si tratta, quindi, di una variante che contempla sostanziali modifiche di ubicazione di volumetrie e modifiche di destinazioni d’uso tali da richiedere nuova autorizzazione paesaggistica in variante al precedente “parere” paesaggistico rilasciato dall’Assessorato regionale pubblica istruzione, beni culturali – Servizio tutela del paesaggio n. 3015 del 27 maggio 1999 di approvazione dell’intero intervento immobiliare sui Colli di Tuvixeddu e Tuvumannu, tuttora oggetto di ricorso degli Amici della Terra n. 4444/2010 pendente davanti al Consiglio di Stato.

Cagliari, Tuvixeddu, tomba di Rubellio

L’intero compendio di Tuvixeddu-Tuvumannu è tutelato in gran parte da vincolo culturale e da specifico vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) e rientrante nell’ambito di tutela del piano paesaggistico regionale.

La “deroga” alla normativa e alle disposizioni del piano paesaggistico regionale per le zone C, D, G, F dei piani urbanistici comunali (P.U.C.) vigenti contenuta nel P.P.R. stesso (art. 15, comma 3°, delle norme di attuazione) può aver efficacia, però, solo per gli “interventi previsti negli strumenti urbanistici attuativi … approvati e con convenzione efficace alla data di adozione del” P.P.R. e  non si estende alle successive varianti: non è legittimamente possibile spostare volumetrie dai comparti non autorizzati definitivamente ovvero effettuare mutamenti di destinazione d’uso di volumetrie;

La recente sentenza Cons. Stato, Sez. VI, 3 marzo 2011, n. 1366, ritenendo ampiamente motivata l’inclusione dell’area Tuvixeddu-Tuvumannu nell’ambito della tutela prevista dal P.P.R., ha ricordato che Resta stabilito, quanto alla concreta ed autonoma disciplina di salvaguardia, che la regolamentazione definitiva dell’area è rinviata ad un’intesa tra Comune e Regione, fermo che ‘all’interno dell’area individuata è prevista una zona di tutela integrale, dove non è consentito alcun intervento di modificazione dello stato dei luoghi, e una fascia di tutela condizionata’ (art. 48, comma 2, delle NTA)”.

Cagliari, Tuvixeddu, colombari romani

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra hanno, pertanto, chiesto l’adozione di specifico provvedimento di revoca del citato “parere” paesaggistico n. 3015 del 27 maggio 1999, l’adozione di specifico provvedimento di diniego di autorizzazione paesaggistica per gli interventi di cui alla variante e l’avvio delle procedure di intesa  per la disciplina definitiva dell’area, imperniata sulla salvaguardia del bene culturale, così come recentemente rammentato dal Consiglio di Stato.

Sono stati interessati il Ministro per i beni e le attività culturali, il Presidente della Regione autonoma della Sardegna, l’Assessore regionale dell’urbanistica, il Direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici, i Soprintendenti per i beni archeologici e per i beni paesaggistici, il Direttore del Servizio tutela paesaggistica di Cagliari, il Sindaco di Cagliari ed è stato informato proprio il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari.

Naturalmente saranno, come sempre, poste in essere tutte le necessarie azioni per preservare Tuvixeddu da un futuro di grigio cemento.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

 

 

Cagliari, Tuvixeddu, tomba punica con disco rosso

da La Nuova Sardegna on line, 8 giugno 2011

Tuvixeddu, sei rinviati a giudizio per gli abusi edilizi nella necropoli. Sono stati tutti rinviati a giudizio i sei imputati accusati a vario titolo di presunti abusi commessi nell’area di Tuvixeddu, il colle di Cagliari che ospita la necropoli punica più vasta del Mediterraneo. Il processo inizierà il 19 settembre:  

http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/06/08/news/tuvixeddu-sei-rinviati-a-giudizio-per-gli-abusi-edilizi-nella-necropoli-4396202

 

da L’Unione Sarda on line, 8 giugno 2011

Cagliari, sei rinvii a giudizio per gli abusi a Tuvixeddu: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/225510

 

(foto Sopr. Arch., S.D., archivio GrIG)

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  1. giugno 9, 2011 alle 2:47 pm

    da La Nuova Sardegna, 9 giugno 2011
    Per Tuvixeddu a giudizio in sei. Presunti abusi sul colle, sotto accusa anche l’ex sovrintendente Santoni. Il magistrato Non ci sono le condizioni per decidere in udienza preliminare sul non luogo a procedere. (Mauro Lissia)

    CAGLIARI. Andranno tutti al giudizio del tribunale i sei imputati nell’inchiesta su Tuvixeddu: il gup Cristina Ornano ha stabilito che «considerata la complessità del processo» non ci sono le condizioni per decidere in udienza preliminare sul non luogo a procedere.
    La scelta stessa, assunta dai legali, di non richiedere riti alternativi per gli imputati significa che per mettere in luce la vicenda è indispensabile un approfondimento dibattimentale. Il giudice Ornano ha respinto tutte le eccezioni presentate dalla difesa, ma sarà poi il collegio a esaminarle quando saranno riproposte nell’aula pubblica. Rito ordinario quindi per l’ex sovrintendente ai beni archeologici Vincenzo Santoni, per l’archeologa della sovrintendenza Donatella Salvi, per il dirigente comunale Paolo Zoccheddu, per l’ingegnere del servizio pianificazione del territorio Giancarlo Manis, per l’imprenditore edile Raimondo Cocco e per il direttore dei lavori Fabio Angius. Tutti dovranno presentarsi davanti ai giudici della prima sezione il 19 settembre.
    L’udienza di ieri mattina è durata poco meno di due ore: il tempo per una breve replica del pubblico ministero Daniele Caria cui sono seguite quelle dei difensori, gli avvocati Benedetto Ballero, Massimiliano Ravenna, Pierluigi Concas, Massimo Delogu e Michele Loy.
    La vicenda è nota e ruota attorno alla grande necropoli punico-romana di Cagliari: per la realizzazione di muraglioni difformi dal progetto attorno all’area sepolcrale di Tuvixeddu – dove il Comune era impegnato nel 2008 ad allestire un parco pubblico – e per la costruzione di un complesso edilizio su viale Sant’Avendrace a ridosso delle tombe puniche sono imputati di falso l’archeologa che doveva vigilare sui lavori Donatella Salvi, il dirigente per l’area gestione del territorio Paolo Zoccheddu l’ingegnere del servizio pianificazione del territorio Giancarlo Manis, il direttore dei lavori Fabio Angius e il costruttore Raimondo Cocco. Santoni è finito davanti al giudice, accusato di abuso d’ufficio e falso, per la vicenda dei vincoli per notevole interesse pubblico che la giunta Soru aveva imposto sull’area del colle: il sovrintendente, che faceva parte di diritto della commissione regionale per il paesaggio, avrebbe attestato falsamente nella seduta del 21 febbraio 2007 che tutte le sepolture scoperte dopo il 1997 si trovavano all’interno dell’area vincolata. Santoni fu il solo a votare contro la nuova tutela che l’amministrazione Soru intendeva imporre su Tuvixeddu coi vincoli per notevole interesse pubblico nonostante la figlia Valeria fosse stata assunta dalla Nuova Iniziative Coimpresa, titolare del progetto edificatorio che l’iniziativa del governo regionale metteva in forse e che la recente sentenza del Consiglio di Stato ha fermato. Santoni è poi accusato insieme alla collega Salvi di aver autorizzato la costruzione di alcuni edifici su viale Sant’Avendrace, quelli dell’impresa Cocco, nonostante il progetto oscurasse la visibilità e la conservazione di una parte della necropoli punico-romana a due passi dalla Grotta della Vipera. Edifici che poi sono stati demoliti: i proprietari hanno concluso un accordo di permuta e hanno abbandonato il progetto, ma il fronte penale della vicenda è rimasto aperto. La Salvi con Cocco e Angius sono accusati anche di aver omesso provvedimenti per impedire la costruzione di opere abusive.
    La complessa vicenda di Tuvixeddu va avanti ancora oggi su binari diversi da quello penale: è atteso il giudizio del collegio arbitrale sul risarcimento richiesto dalla Nuova Iniziative Coimpresa per i ritardi alla realizzazione del progetto edificatorio provocati dai vincoli decisi dall’amministrazione Soru. Sul fronte amministrativo invece il governo Soru ha vinto la partita decisiva davanti al Consiglio di Stato, ma pendono ancora altri ricorsi davanti al Tar e agli stessi giudici di palazzo Spada che saranno trattati nei prossimi mesi. Nuove denunce per vicende successive sono infine all’esame della Procura.

  1. agosto 28, 2011 alle 4:14 pm
  2. settembre 8, 2011 alle 1:13 pm
  3. settembre 16, 2011 alle 2:59 pm
  4. novembre 22, 2011 alle 4:14 pm

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