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Cagliari, ballottaggio per una svolta.


Come si poteva prevedere, le elezioni comunali della mitica capitale del Mediterraneo avranno il loro secondo tempo.  Domenica 29 e lunedi 30 maggio prossimi i cagliaritani andranno a votare per il ballottaggio e sceglieranno il loro sindaco per i successivi 5 anni fra Massimo Fantola (centro-destra) e Massimo Zedda (centro-sinistra). 

Le sorprese non sono mancate (qui i dati elettorali dei candidati sindaco): Massimo Zedda ha preso il 45,15% dei voti validi, Massimo Fantola il 44,71%.    Ignazio Artizzu (F.L.I.), stupidamente scacciato dal centro-destra, il 4,47%, Claudia Zuncheddu (indipendentisti) ha raggiunto il 2,44% nonostante la leggerezza delle liste che la sostenevano, Emanuela Corda (Movimento 5 Stelle) si è fermata al 2,04%, confermando che non basta richiamarsi a Beppe Grillo per esser eletti.

C’è poco da strologare, Massimo Fantola ha preso (qui i dati elettorali delle liste e dei singoli candidati) quasi l’8% di voti in meno dei voti complessivi delle liste che lo sostengono, mentre Massimo Zedda ha notevolmente beneficiato proprio del voto disgiunto a suo favore.  Molti elettori di centro-destra non hanno votato Fantola.

La brezza – non certo il forte maestrale – che spira anche a Cagliari verso una svolta rispetto al penoso clima stagnante degli ultimi anni non favorisce certo il ragazzo ultrasessantenne con il giubbottino, nelle istituzioni fin dal 1985 quando venne eletto per la prima volta al Consiglio comunale di Cagliari.

Il centro-destra al governo cittadino ne ha combinato tante, troppe.  Ha portato la pretesa capitale del Mediterraneo in un pantano mefitico.

In 15 anni Cagliari ha perso quasi 20 mila residenti.  Ora siamo poco più di 156 mila.     Gli appartamenti non occupati, cioè invenduti o sfitti, sono circa 10 mila.

Il commercio – settore economico tradizionalmente forte – è in seria recessione.   Non si contano i locali commerciali vuoti con il loro bel cartello “vendesi” o “affittasi”.    Il turismo è decollato solo nei viaggi di studio dei consiglieri comunali a Barcellona, atterrando nella nullità delle politiche comunali di promozione.

L’unico modo di concepire una politica ambientale e culturale è stato finora quello di cementificare natura e cultura. Fin nella banale Piazzetta Maxia.    Dal Colle di Tuvixeddu, sede della più importante area sepolcrale punico-romana del Mediterraneo, a rischio di soffocamento fra strade e palazzi all’Anfiteatro romano, tuttora seppellito sotto un allestimento di legno e tubi rigorosamente abusivo, dall’odio inspiegabile verso ogni povero albero di questa Città al disprezzo verso le testimonianze storiche, magari amate dal quartiere di riferimento, come quella Croce di S. Avendrace salvata solo da una durissima azione popolare ed ecologista.

E il centro-destra kasteddaio sente aria di batosta.   Sarebbe il crollo di un sistema di potere oliato quanto consumato.    Come a Milano – dove per certi versi si vive una situazione analoga – dove, dopo le accuse boomerang di terrorismo ai danni di Giuliano Pisapia (centro-sinistra), si evocano assurdi e inesistenti pericoli islamizzazione, a Cagliari prima c’è stata la patetica commediola dell’anatra zoppa (materia per ricorsi elettorali non per gli elettori) poi saltano fuori atti di intimidazione tanto curiosi quanto poco plausibili per mascherare una folle paura di perdere.

Fantola (e il centro-destra) dovrebbe temere soprattutto una domanda che tanti cagliaritani si fanno: ma che cavolo ha fatto di buono per Cagliari in trent’anni di attività politica da consigliere comunale, da consigliere regionale, da senatore?   Possibile che non venga in mente proprio nulla? Ad esempio, quando veniva scempiato il Poetto con il famigerato ripascimento, Fantola dov’era?  Che faceva? Boh.    Zedda – consigliere comunale da 5 anni, consigliere regionale da 2 – ha fatto opposizione. Nulla di eclatante, ma quantomeno c’è la speranza che al governo sappia fare di più.

Cagliari ha bisogno di un forte scossone, di una virtuosa sterzata.   Proviamo ad aiutarla.

Mandiamo il politico di lungo corso con il giubbottino da eterno ragazzo a giocare a tennis, in barca a vela.   Regaliamogli tanto, tanto tempo libero…

Stefano Deliperi

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  1. maggio 23, 2011 alle 8:46 pm

    Cagliari è molto diversa.

    da L’Espresso on line, 23 maggio 2011
    Perché Pisapia può vincere. (Marco Vitale): http://espresso.repubblica.it/dettaglio/perche-pisapia-puo-vincere/2151908

  2. maggio 25, 2011 alle 10:09 pm
  1. maggio 30, 2011 alle 4:19 pm
  2. settembre 16, 2011 alle 2:59 pm

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