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Una lottizzazione abusiva sotto sequestro sulla costa di Tortolì. Incredibili dichiarazioni dei Sindaci recenti di Tortolì.


rustico edilizio

Importantissima operazione contro l’abusivismo edilizio lungo la costa di Orrì, in Comune di Tortolì (OG), da parte della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lanusei e della Guardia di Finanza – Tenenza di Arbatax: è stata posta sotto sequestro preventivo una lottizzazione ritenuta abusiva con oltre 100 unità immobiliari (600.000 metri quadri, altre 200 unità immobiliari sono sotto osservazione) in area agricola a due passi dal mare.

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra – che più volte negli anni scorsi hanno chiesto alle amministrazioni pubbliche e alla magistratura competenti di attivarsi proprio nei confronti del fenomeno dell’abusivismo edilizio sul litorale di Orrì (Tortolì) – non possono che esser soddisfatte e sostenere l’impegno della magistratura ogliastrina per il ripristino della legalità ambientale, già presente con l’avvio delle operazioni di demolizione di numerosi abusi edilizi in conseguenza di ordini di demolizione contenuti in sentenze penali passate in giudicato.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

aggiornamento (21 maggio 2011):

l’importantissima operazione ha visto commenti da parte degli ultimi tre Sindaci del centro ogliastrino (Mimmo Lerede, l’attuale, Marcella Lepori, il precedente, e Mauro Pilia) improntati – in buona sostanza – allo svolgimento da parte delle rispettive amministrazioni di ogni attività possibile avverso l’abusivismo edilizio.   Tali dichiarazioni sono piuttosto sconcertanti.

Infatti, compito delle Amministrazioni comunali non è soltanto quello di accertare l’eventuale commissione di abusi edilizi e di segnalarli alla competente magistratura, ma anche e soprattutto quello di intervenire in via amministrativa con ordinanze di sospensione dei lavori, con ordinanze di demolizione, con provvedimenti di acquisizione al patrimonio comunale di immobili abusivi e aree pertinenti, con operazioni di demolizione coattiva e ripristino ambientale in caso di inadempienza (artt. 27 L e ss. del D.P.R. n. 380/2001 e s.m.i., Testo unico dell’edilizia). Tutte attività tecnico-amministrative che portano alla legalità e alla corretta gestione del territorio, attività che – con tutta evidenza – sono mancate per troppo tempo sulla costa di Tortolì e dell’Ogliastra.

Cisto

A puro titolo di esempio, con nota n. 5048 dell’11 settembre 2002 il Comune di Tortolì (Ufficio tecnico) rispondeva alla richiesta di informazioni a carattere ambientale ed opportuni interventi inoltrata dalle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico (nota del 30 agosto 2002) in merito al fenomeno dell’abusivismo edilizio sul litorale di Orrì – Cea, confermando che “sino a questo momento il Comune di Tortolì non ha adottato nessun provvedimento repressivo: infatti la procedura amministrativa riguardante gli abusi si limita all’ordinanza di demolizione e al successivo accertamento dell’avvenuta o meno demolizione”.     Nessuna acquisizione al patrimonio comunale, nessuna demolizione coattiva.    In quella sola zona erano circa 200 gli abusi edilizi accertati, ma lasciati in piena disponibilità ai trasgressori.

E’ anche grazie a questo lassismo che si è giunti al clima di illegalità attuale.

Maracalagonis, demolizione complesso abusivo in loc. Baccu Mandara (2002)

da La Nuova Sardegna on line, 19 maggio 2011

Tortolì, case abusive a un passo dal mare, maxi sequestro della Finanza. Il procuratore della Repubblica di Lanusei, Domenico Fiordalisi, ha disposto il sequestro di una lottizzazione abusiva realizzata in un’area di 600 mila metri quadrati sottoposta a vincolo paesaggistico.a guardia di finanza di Tortolì.

TORTOLI’. Case-vacanza anche con piscina, campi da tennis e attracco al mare, sono state poste sotto sequestro questa mattina dalla magistratura sulla costa di Tortolì, in Ogliastra, zona centro orientale dell’isola, nell’ambito di una indagine su una lottizzazione abusiva nata negli anni scorsi nell’area marina. I sequestri, con ispezione dei luoghi e perquisizioni domiciliari, sono stati disposti dal procuratore della Repubblica di Lanusei, Domenico Fiordalisi, e sono stati eseguiti dalla Guardia di Finanza di Tortolì in un’area di 600 mila metri quadrati di fascia costiera oggetto di una lottizzazione ritenuta abusiva. Le costruzioni sono realizzate su terreni agricoli ma in zone sottoposte a vincolo paesaggistico all’interno della fascia dei 300 metri dal mare, quindi non condonabili. Altre 200 ville abusive sarebbero presenti in aree adiacenti la zona, oggi interessata ai sequestri, e verranno controllate successivamente dalle Fiamme Gialle. L’operazione, denominata “Il Golfetto”, riguarda residenze soprattutto di professionisti e imprenditori, medici, avvocati, politici locali. Le indagini della Procura erano state avviate subito dopo una serie di attentati ad amministratori pubblici culminati nel 2008 con numerose fucilate sparate contro la casa del capo dell’ Ufficio tecnico del Comune di Tortolì. All’operazione della Finanza hanno preso parte una cinquantina di militari, coadiuvati da un elicottero e da unità navali.

Teulada, demolizione parte abusiva complesso Baia delle Ginestre (2001)

da L’Unione Sarda on line, 19 maggio 2011

Orrì, ville di lusso ma abusive. Maxi sequestro della Finanza.

I finanzieri del comando provinciale di Arbatax hanno sequestrato oltre 200 villette in corrispondenza del Golfetto, sul litorale di Orrì, costruite abusivamente su un’area sottoposta a vincoli paesaggistici e ambientali, nella fascia dei 300 metri dal mare.    La tenenza della Guardia di Finanza di Arbatax ha eseguito una serie di sequestri probatori, ispezioni e perquisizioni disposti dalla procura di Lanusei, in una vasta area sulla costa di Tortolì. Sono state sequestrate decine di case vacanze, in alcuni casi ville con piscine e campi da tennis, costruite su terreni agricoli in aree sottoposte a vincoli paesaggistici, nella fascia dei300 metridal mare. Costruzioni non condonabili. L’area interessata dall’operazione “Il Golfetto” è estesa600.000 metriquadri. Gli inquirenti stimano che nella zona ci siano oltre 200 villette abusive. Sono stati impegnati nelle perquisizioni cinquanta agenti della Guardia di finanza con l’ausilio di un’unità navale. Le indagini sono state disposte e condotte personalmente dal Procuratore della Repubblica Domenico Fiordalisi. L’elicottero delle Fiamme gialle ha sorpreso in flagranza le ruspe impegnate nella realizzazione di stradine interne di collegamento tra i lotti abusivi. Tutte le stradine di accesso sono state trovate chiuse da lucchetti che impedivano l’accesso alle aree comuni e alle spiagge antistanti le ville. La violazione delle norme di legge contestate nei decreti firmati dal procuratore prevede la confisca obbligatoria di tutte le ville parte della lottizzazione abusiva.

Ginepri sulle dune

(foto J.I., S.D., archivio GrIG)

  1. vic
    maggio 20, 2011 alle 11:02 am

    sarebbe ora che l’talia recepisse la direttiva europea . perseguire chi commette danno ambientale e paesagistico come reato penale.

  2. Claudia
    maggio 20, 2011 alle 2:07 PM

    Sarebbe anche ora che l’Italia iniziasse a prevenire certi scempi.

  3. Francesco
    maggio 20, 2011 alle 3:08 PM

    Quante connivenze ,qunto marciume.
    Uno,cento,mille Fiordalisi. Gli onesti potrebbero riavere indietro l’Italia

  4. maggio 20, 2011 alle 3:09 PM

    da La Nuova Sardegna, 20 maggio 2011
    Tortolì, cento ville abusive dietro la spiaggia. I proprietari dei terreni agricoli avevano privatizzato il mare: la Procura sequestra tutto. Strade e luce, piscine e campi da tennis: non manca niente. (Valeria Gianoglio)

    TORTOLÌ. Per quindici anni circa sono venute su indisturbate: un mattone sugli scogli, un altro sulla roccia, un altro per fare la piscina o mettere su un campo da tennis a pochi metri dal mare. Un po’ di cemento per realizzare un reticolo di strade per collegare tutto, e un mucchio di cancelli e muretti che sbarravano l’ingresso a estranei. Seicentomila metri quadri di case in barba ai vincoli paesaggistici.
    Una maxi lottizzazione abusiva dotata di tutti i servizi e incredibilmente sconosciuta al Catasto – nelle mappe risultavano ancora terreni agricoli senza strade appartenenti a privati – adagiata dolcemente entro i limiti dei 300 metri dalla costa, nella zona di Foxi Lioni, la terza spiaggia del lido di Orrì. Per tutti, semplicemente, viste le frequentazioni, la «spiaggia degli ilbonesi». Alle 10 di ieri, dopo anni nei quali tutti sapevano ma nessuno interveniva, il procuratore di Lanusei, Domenico Fiordalisi, si presenta deciso al primo cancello di sbarramento della lottizzazione abusiva con un gruppo di militari della guardia di finanza di Arbatax guidati dal tenente Ciro Sannino. A qualche chilometro di distanza ci sono anche una motovedetta, un elicottero e una cinquantina di uomini delle fiamme gialle armati di tenaglie per spezzare i lucchetti e mettere i sigilli all’intera lottizzazione sulla quale indagano da tempo e con molta discrezione.
    Colti in flagrante. Qualche proprietario viene beccato in flagrante: mentre tinteggia la villetta, o ha appena ricevuto un carico di pietre per realizzare un nuovo manufatto, o sistema il giardino vista mare. Una ruspa, invece, viene sopresa dall’elicottero della Finanza mentre completa una strada. L’operazione «Il Golfetto», dal nome della zona, comincia e per tutta la giornata rivolta come un calzino un tratto affollato della costa. Il procuratore, qualche ora prima, ha firmato un decreto di sequestro probatorio che ha come preciso obiettivo quello di ispezionare casa per casa e sequestrare qualsiasi oggetto consenta di capire chi le occupa.
    Quarantadue indagati. Per ora, infatti, si conoscono soltanto 42 proprietari dei villini abusivi, altrettanti ne mancano all’appello. I 42 sono stati tutti iscritti nel registro degli indagati «per aver realizzato in concorso tra loro, in assenza di concessione edilizia o permesso di costruire, e in zona sottoposta a vincolo paesaggistico, numerose costruzioni in muratura e calcestruzzo, nonché opere di viabilità e di urbanizzazione». La zona dove hanno costruito i villini era stata dichiarata di notevole interesse pubblico. Tra gli indagati ci sono anche nomi piuttosto conosciuti, come Bernardo Piroddi, assicuratore di Ilbono e consigliere provinciale Udc. Tra gli altri nessuno risulta coprire incarichi pubblici, ma ci sono commercianti, professionisti, un ex dirigente ilbonese dell’Enaip di Lanusei, anche qualche carrozziere. Tra i nomi più conosciuti pure quello di uno stimatissimo medico di origine lulese ma da tempo residente a Nuoro, nonché ex presidente dell’Isre: Emilio Asproni. E poi alcuni residenti nella penisola.
    La stragrande maggioranza, tuttavia, sono abitanti di Ilbono e di Arzana, in misura minore di Lanusei e Tortolì. La grande scommessa adesso, per il procuratore e per la Finanza di Arbatax, sarà quella di risalire ai proprietari delle altre case abusive costruite a pochi passi dallo splendido mare di Orrì. Dietro, ci sono strani giochi di intestazioni.
    Le confische. Certo è che l’operazione «Il Golfetto» continuerà ancora oggi e per diversi giorni, perché oltre alle cento case sequestrate ieri la Procura ha deciso di controllare la situazione di altre duecento villette in una zona adiacente a quella sequestrata ieri. Tutti i villini si erano creati di fatto un accesso privato al mare: avevano recintato e sistemato diversi cancelli di sbarramento all’ingresso della lottizzazione. Solo loro ne possedevano le chiavi. Adesso, stando alle norme contestate dal procuratore, vanno incontro alla confisca degli immobili. In cinquanta, qualche anno fa, avevano anche provato a mettersi in regola presentando domanda di condono. Niente da fare, era stato loro risposto, siete entro la fascia dei trecento metri dal mare. Poi però avevano tutti continuato a chiudere gli occhi.

    Inchiesta partita dopo un attentato. Nel 2008 fucilate contro la casa del capo dell’ufficio tecnico. (Lamberto Cugudda)

    TORTOLÌ. L’operazione «Il Golfetto», con riferimento alla parte terminale del litorale di Orrì, conosciuta anche come Muscì, pare sia stata vissuta senza traumi nella sede municipale di Tortolì, dove le fiamme gialle, lo scorso mese, si erano presentate per acquisire documentazione sulla zona costiera. Il sindaco Mimmo Lerede (Pd) ha detto: «Ci atteniamo a quanto stabilito dalla procura della Repubblica di Lanusei. Abbiamo grandissimo rispetto per le istituzioni e la legalità».
    Fra la gente nessuno stupore, considerato che anche lo scorso anno, il 10 e l’11 marzo, dopo avere «visitato» la marina di Sarrala a Tertenia, una squadra di militari del Genio guastatori della Brigata Sassari effettuò nell’area costiera di Orrì – anche nella zona della lottizzazione interessata ieri dall’attività della Gdf, ovvero a Foxilioni e poco avanti, senza però giungere nella zona vera e propria del Golfetto – le «misurazioni» per i manufatti da demolire.
    Per quanto attiene l’operazione iniziata ieri e che proseguirà nei prossimi giorni, si è saputo che le indagini della Procura vennero avviate subito dopo una serie di attentati ad amministratori pubblici, che culminarono il 26 settembre 2008 a Ilbono con cinque fucilate sparate nella notte contro una finestra della zona giorno e contro il garage della villetta del capo delll’ufficio tecnico del Comune di Tortolì, l’ingegner Mauro Cerina, che dormiva in casa insieme alla moglie e alla figlioletta. Già allora in molti pensarono che la pesante minaccia potesse essere collegata al delicato incarico ricoperto nel Comune di Tortolì, dove si stava redigendo il Puc. Un anno e mezzo prima, il 3 marzo 2007, in seguito ad altre due intimidazioni – l’abbattimento per due volte, l’ultima il 26 novembre 2006, di decine di piante in un terreno di famiglia – l’ingegnere si era dimesso da vice sindaco di Ilbono, suo paese natale e di residenza.

    Le ditte private rinunciano. Per ora previste 18 demolizioni. E a Tertenia solo la Brigata Sassari accetta di abbattere le case illegali. (Valeria Gianoglio)

    TORTOLÌ. Mentre la Procura e la Guardia di finanza continuano a ispezionare la zona tra Orrì e Cea – altre duecento case saranno controllate in questi giorni – il conto alla rovescia per le ruspe si fa sempre più vicino anche per una parte delle circa duecento case abusive sulle costa tra Tortolì e Tertenia per le quali poco più di un anno fa il procuratore Fiordalisi aveva disposto l’abbattimento, visto che erano tutte colpite da sentenze di demolizione risalenti agli anni Novanta. Da allora a oggi, però, a far ritardare l’intera operazione è stato un complicato intreccio di burocrazia e paura da parte delle imprese che venivano scelte per portare a termine il piano. A decine si sono tirate indietro in questi lunghi mesi. Tant’è che alla fine lo stesso procuratore ha dovuto scomodare l’Esercito con i suoi potenti mezzi. Il genio guastatori della Brigata Sassari ha fatto le ricognizioni, con tanto di squadretta e macchine fotografiche ha misurato tutto. In particolare a Tertenia, nella zona della marina di Sarrala, ma anche a Tortolì. Alla fine, è notizia proprio di questi giorni, ha dato una valutazione di fattibilità per sole 18 case. Ha stabilito, cioè, che con i mezzi che ha a disposizione – si tratta di ruspe grosse ma poco agevoli soprattutto per percorrere strade strette – può accedere soltanto a 18 case e manufatti abusivi. E le altre 180 circa che devono essere abbattute? Per quelle, il procuratore dovrà cercare qualche intraprendente ditta privata.

  5. maggio 21, 2011 alle 1:01 PM

    da La Nuova Sardegna, 21 maggio 2011
    Così 100 ville abusive sono cresciute sotto gli occhi di tre sindaci. «Casi segnalati alla magistratura, noi amministratori avevamo le mani legate». Gli attentati ai vigili urbani. (Valeria Gianoglio)

    TORTOLÌ. «Sapevamo tutto, attraverso le nostre strutture lo abbiamo segnalato più volte alla magistratura, abbiamo anche cercato di trovare soluzioni politiche, ma avevamo le mani legate e comunque non è compito nostro fare le demolizioni. Ma non siamo stati latitanti». Il giorno dopo il maxi sequestro di una intera lottizzazione abusiva nel lido di Orrì, gli ultimi tre sindaci di Tortolì non ci stanno a passare come amministratori superficiali e distratti. Tirano fuori le unghie e l’orgoglio, raccontano di tempi difficili per chi voleva cambiare il volto di una intera area.
    Qualcuno ricorda anche una stagione di attentati e intimidazione subite da alcuni vigili urbani e da un capo ufficio tecnico. E a volte tenute nascoste per un mix di paura e pudore. Qualche altro, invece, preferisce tenere la bocca cucita nell’attesa che l’inchiesta si chiuda. Mimmo Lerede, Marcella Lepori e Mauro Pilia sono gli ultimi tre sindaci di Tortolì. Mimmo Lerede, medico anestesista, è il sindaco attuale. Un passato da consigliere d’opposizione, un presente fatto di temi importanti come il decollo dell’aeroporto, l’area ex Cartiera, il rilancio del porto. Raggiunto al telefono per un commento sul caso-abusi a Orrì, lo dice subito che la vicenda «era una cosa nota», e che avrebbe molto da dire, ma preferisce non farlo ora. «Non rilascio nessuna dichiarazione, neanche sugli abusi – è il suo unico commento ufficiale -. Dico solo che siamo fiduciosi dell’operato della magistratura».
    Mauro Pilia, invece, è decisamente più coraggioso. Sindaco dal 2000 al 2005, esponente dell’allora Forza Italia, avvocato stimato. Pilia risponde schietto e non si fa pregare. Rispolvera i vecchi ricordi da amministratore comunale, e lo premette sin dall’inizio che sul caso abusi «abbiamo fatto tutto quello che potevamo fare con gli strumenti a nostra disposizione». «Credo che la quasi totalità dei casi di Orrì sia stato denunciato nel corso degli anni dai vigili urbani, dalla forestale, dalla capitaneria e da altri organi – spiega Pilia – tant’è che ci sono sentenze di demolizione passate in giudicato. Quindi le singole costruzioni, in sè, erano state segnalate come abusi. La novità di queste ore è invece la contestazione del reato di “lottizzazione abusiva”. I singoli casi, comunque, erano stati segnalati. Non siamo stati organi latitanti». Pilia lo spiega per bene che «anche a livello politico avevamo affrontato il problema: avevamo cercato di mettere su un piano di risanamento, che ovviamente non riguardava la fascia dei trecento metri dalla costa. Ma un sindaco non ha i poteri e gli strumenti per demolire. Non abbiamo certo la bacchetta magica. Tanto di cappello al procuratore Fiordalisi che sta cercando di sbrogliare una situazione incancrenita».
    Anche Marcella Lepori non si tira indietro nel commentare il maxi sequestro. Sindaco dal 2005 al 2010, avvocato anch’essa, come Pilia, ma sul fronte del centrosinistra. La Lepori comincia da un’amara constatazione: «In Comune avevamo solo dieci vigili urbani – spiega – che dovevano anche controllare il fenomeno abusivismo. Nonostante il poco personale, i controlli sono stati fatti. Così come le segnalazioni alla magistratura. Potevamo fare di più se avessimo avuto più personale. Ma ricordo che qualche volta gli abusivi li abbiamo anche beccati in flagrante, denunciati, ma quelli hanno continuato. Un’altra volta, invece, è successo persino che due miei assessori abbiano rincorso una betoniera sospetta. Capitava anche questo: ma non potevamo certo farli noi, gli sceriffi». Marcella Lepori ricorda anche tempi bui. Tempi nei quali alcuni vigili urbani avevano subìto attentati. «Quanto alle demolizioni – aggiunge l’ex sindaco di Tortolì – per farle ci vuole senz’altro un apparato che noi non avevamo. Secondo me i Comuni non hanno gli strumenti per vigilare e demolire. Noi sindaci abbiamo le armi spuntate». Marcella Lepori ci tiene a spiegarlo che comunque, quando guidava il municipio, il caso abusi aveva provato ad affrontarlo anche dal punto di vista politico. Racconta di un tentativo di trovare «una via d’uscita legale» che lei voleva inserire nel piano urbanistico. «Ma non mi hanno capito».

    Il pm: «Illegalità radicata, intimidazioni, dati catastali non aggiornati».

    TORTOLÌ. Dati catastali non aggiornati o falsati, intere comunità di uno stesso paese – Ilbono – che si spartiscono gli abusi. A poche ore dall’avvio dell’operazione «Il Golfetto», il procuratore Domenico Fiordalisi rivela che dietro gli abusi di Orrì non c’erano casi singoli, ma un intero sistema illegale gestito in gran parte da una stessa comunità di persone. «Sta venendo alla luce lo spaccato di un sistema di illegalità molto radicato in gruppi ristretti di una comunità – spiega il magistrato -. Erano arrivati ad appropriarsi di tratti suggestivi di costa e di spiagge». «Ma il dato che più colpisce – dice Fiordalisi – è che vi è una situazione di forte sofferenza per l’insufficiente aggiornamento dei dati catastali e per i troppi anni di intimidazioni ai pubblici amministratori locali, senza risposte efficaci da parte dello Stato. Per questo vi è un divario eccessivo tra ciò che appare e dovrebbe essere “legale”, e ciò che non appare ed è, invece, “reale”. Sono certo che con un lavoro serio e rigoroso di tutte le istituzioni questa situazione critica presto venga superata».

    I TRUCCHI. Liquami in mare e contratti intestati ai morti.

    TORTOLÌ. Nel peggiore dei casi, le fogne scaricavano i liquami in mare, a poche centinaia di metri dai bagnanti. Nel migliore, stagnavano in alcune fosse scavate nei terreni in mezzo alle case. C’era chi aveva confezionato un allaccio abusivo alla rete elettrica, chi aveva intestato il contratto dell’acqua alla bisnonna defunta da tempo immemore, chi, ancora, aveva conoscenze altolocate e sapeva che questo lo avrebbe protetto da controlli indiscreti. Qualcuno era riuscito ad accatastare un piccolo manufatto, ma poi si era allargato costruendoci intorno campi da tennis e persino l’attracco al mare per una barca. In tanti avevano creato un sistema di giardini comunicanti con quelli del proprio compaesano. Le nuove perquisizioni della guardia di finanza di Arbatax, andate avanti anche ieri su disposizione del procuratore, rivelano che dietro il centinaio di villette sequestrate c’era un vero sistema di illegalità diffusa. Le case erano venute su, ma per lo Stato erano sconosciute. Tant’è che quando la Finanza mette il naso nel catasto fabbricati, scopre che nell’area non risultano che terreni agricoli senza servizi. E quando decidono di ficcare il naso nel catasto terreni scoprono, invece, che quegli appezzamenti erano ancora intestati persino a persone decedute da tempo. Le Fiamme gialle, proprio in queste ore, stanno cercando di ricostruirne nel dettaglio la storia. Nella prima giornata di controlli post-decreto di sequestro probatorio firmato dal procuratore Fiordalisi, la Finanza è riuscita a ispezionare solo una parte delle villette messe sotto sequestro. Ne ha controllato le prime 37. Ieri, per tutto il giorno, l’operazione «Il Golfetto» è proseguita nelle restanti settanta da “visitare”.

  6. maggio 21, 2011 alle 1:13 PM

    da L’Unione Sarda on line, 21 maggio 2011
    Orrì, ville di lusso su terreni vincolati. Nomi eccellenti nell’elenco degli indagati: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/223658

    Orrì, i nomi degli oltre 40 indagati: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/223699

  7. Barbara M
    maggio 21, 2011 alle 2:49 PM

    Si resta allibiti leggendo le dichiarazioni dell’avvocato Barrui, responsabile del Codacons Ogliastra e presidente del “Comitato” degli abusivi che, in moltissimi casi, hanno costruito in riva al mare. E non si parla certo di casotti.

  8. maggio 22, 2011 alle 8:42 PM

    a L’Unione Sarda, 22 maggio 2011
    Tortolì. In Comune la parola d’ordine è cautela. Il sindaco: non mi esprimo, parola ai giudici. Ville abusive, il giallo delle ruspe. Il consulente: “Perchè la Regione finora non è intervenuta?” (Giusy Ferreli)

    Dopo il sequestro delle ville abusive va in scena il giallo delle ruspe. O meglio, delle mancate demolizioni. Alberto Boi che, a capo del Crsu, si occupa di consulenze urbanistiche per enti pubblici e magistratura usa parole durissime. “Una norma – dice – permette alle amministrazioni locali di chiedere l’intervento sostitutivo della Regione in materia di demolizioni. Perchè il Comune di Tortolì non lo ha richiesto e, se lo ha fatto, perchè la Regione non è intervenuta?”
    SILENZIO. Nel Municipio di Tortolì invece regna la cautela dopo la bufera che si è abbattuta sulle lottizzazioni abusive del Golfetto. Il sequestro probatorio da parte della Procura della Repubblica di Lanusei di un centinaio di costruzioni sulla costa ha squarciato il velo su una situazione che era sotto gli occhi di tutti da tempo immemorabile. Da anni nell’amena località costiera sorgevano villette ma non solo. Spesso a deturpare quell’angolo di paradiso c’erano, a creare l’antiestetico effetto pollaio, recinzioni, palizzate e lamiere anch’esse abusive. A bubbone scoppiato il sindaco Mimmo Lerede dichiara di avere massima fiducia nella magistratura. “Non possiamo far altro che attendere la fine dell’inchiesta”, commenta laconico il primo cittadino alle prese con la grana che ha coinvolto nomi eccellenti: noti professionisti, amministratori e loro parenti. Sulla stessa lunghezza d’onda l’assessore all’Urbanistica Massimo Cannas che ripete, quasi come un mantra, quello già dichiarato da Lerede. “Attendiamo di avere notizie ufficiali e abbiamo fiducia nell’operato della giustizia”.
    NUBI SUL FUTURO. Anche la domanda su cosa intenda fare l’amministrazione non ha al momento risposte. Forse il risanamento dell’area, laddove possibile, forse l’acquisizione al patrimonio comunale. Ipotesi che al momento rimangono tali con il Piano urbanistico comunale, che ha stralciato la zona costiera dalla pianificazione lasciando Orrì e il litorale nell’anarchia, destinato a diventare una mina vagante. “C’è un’azione giudiziaria in corso”, taglia corto Cannas, “una volta conclusa ci consulteremo con gli uffici”. Per Bruno Pilia, presidente della Provincia Ogliastra, l’intervento della Procura è servito a far emergere la realtà. “Speriamo che vi siano delle soluzioni”, commenta Pilia. “Siamo vicini all’amministrazione. E’ un fenomeno di cui si conosceva l’entità già da tempo ma gli enti locali hanno scarsi mezzi per poter intervenire.
    GLI AMBIENTALISTI. Esulta invece l’associazione Gruppo d’intervento giuridico e amici della Terra. “Più volte negli anni scorsi”, scrive il leader, Stefano Deliperi, “abbiamo chiesto alle amministrazioni pubbliche e alla magistratura di attivarsi proprio nei confronti del fenomeno dell’abusivismo edilizio sul litorale di Orrì. Non possiamo quindi che esser soddisfatti”.

  9. maggio 24, 2011 alle 3:09 PM

    La Nuova Sardegna, 24 maggio 2011
    Allacci Enel pirata nelle ville fuori legge. Scoperta a Foxi Lioni anche una discarica di amianto.
    TORTOLI’. La maxi lottizzazione. (Valeria Gianoglio)

    TORTOLÌ. Dopo quattro giorni di ispezioni accurate, villetta per villetta, la maxi lottizzazione abusiva messa sotto sequestro venerdì scorso a Foxi Lioni dalla Procura di Lanusei con la Guardia di finanza, restituisce persino una mega discarica di amianto e una trentina di allacci abusivi alla rete elettrica. Confezionati alla buona con cavi e morsetti ma pienamente funzionali e, soprattutto, neppure troppo nascosti. Il fatto è che più gli investigatori mettono mano tra le case a pochi passi dal lido, più viene fuori una sorta di universo parallelo fatto di piccole e grandi illegalità e di una vulcanica arte dell’arrangiarsi. Le villette controllate, sino a ieri, sono 72. I proprietari individuati grazie alle perquisizioni disposte dal procuratore Fiordalisi sono, invece, cinquanta. Sale di otto, dunque, rispetto all’inizio dell’operazione, il numero degli indagati nell’inchiesta per «lottizzazione abusiva» che continua a riservare nuove sgradite sorprese. I nuovi controlli, ad esempio, rivelano che il sistema-abusi si era specializzato, in particolare, nel realizzare allacci illegali all’Enel. Per i quali, ovviamente, nessuno pagava neppure un solo centesimo.
    Sempre nelle ultime ore, le Fiamme gialle della tenenza di Arbatax, guidate dal tenente Ciro Sannino, hanno scoperto altre discariche di liquami che finivano in mare. Appartenevano, evidentemente, a proprietari di villette che erano prive del collegamento alla normale rete fognaria. Controlli e ispezioni, in ogni caso, continueranno per tutta questa settimana: devono ancora essere visitate una ventina di case della lottizzazione abusiva di Foxi Lioni, e ben duecento di un’altra lottizzazione sospetta adiacente. Le reazioni al caso abusi a Orrì, intanto, si moltiplicano. In particolare sono state sollecitate dall’autodifesa degli ultimi tre sindaci di Tortolì, Mimmo Lerede – l’attuale primo cittadino – Mauro Pilia e Marcella Lepori. Qualche giorno fa, infatti, i tre amministratori avevano spiegato, in sostanza, di aver sempre saputo dell’esistenza degli abusi a Foxi Lioni e di averlo più volte segnalato, attraverso le loro strutture, alla magistratura. «Ma con gli strumenti a nostra disposizione di più non potevamo fare» avevano precisato. Proprio questo punto, a quanto pare, ha fatto drizzare i capelli a un ex funzionario della Regione, l’ex responsabile del settore amministrativo dell’urbanistica, Alberto Boi. Che tra gli anni ’85-’95, aveva disposto molte demolizioni di abusi in Sardegna. «Non è vero che i sindaci non possono fare altro che segnalare – spiega l’ex funzionario regionale – è una fesseria: esistono precise leggi che stabiliscono che visto che oltre al reato penale c’è anche l’illecito amministrativo, è compito del Comune fare le ordinanze di demolizione. È scritto a chiare lettere. Se non possono ottemperare per varie ragioni, possono chiedere l’intervento sostitutivo della Regione».
    Anche Stefano Deliperi, del gruppo di intervento giuridico, dopo aver letto le dichiarazioni dei tre sindaci, tiene a precisare che «compito delle amministrazioni comunali non è soltanto quello di accertare l’eventuale commissione di abusi edilizi e di segnalarli, ma anche quello di intervenire in via amministrativa con ordinanze di sospensione dei lavori, con ordinanze di demolizione, con provvedimenti di acquisizione al patrimonio comunale di immobili abusivi».

  10. settembre 27, 2011 alle 4:55 PM

    da Sardegna 24 on line, 27 settembre 2011
    Seconda offesiva contro gli abusi: http://www.sardegna24.net/ogliastra/seconda-offesiva-contro-gli-abusi-1.25995

  1. maggio 30, 2011 alle 3:12 PM

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