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Solo una doccia al giorno.


acqua

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Jonella Ligresti – insieme al padre Salvatore, alla sorella Giulia Maria e al fratello Paolo Gioacchino – è accusata di una serie di reati relativi alla gestione del gruppo finanziario-assicurativo Fonsai.

E’ stata arrestata nei giorni scorsi e ha scoperto, con estremo sconcerto, che in carcere “si può fare la doccia soltanto una volta al giorno.

Ha quindi affermato che dovrà “fare qualcosa per le condizioni dei detenuti in carcere”.              Lodevole impegno.

Circa due terzi della popolazione dell’area Asia – Pacifico è senz’acqua corrente, circa un italiano su sei ha l’acqua corrente razionata.     E non è nemmeno in carcere.

Se Jonella lo viene a sapere…..

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

gocce d'acqua

da Il Messaggero, 25 luglio 2013

Jonella Ligresti: «Carcere disumano, ci si può fare solo una doccia al giorno»

ROMA – «Ho visto cose disumane». Esordisce così Jonella Ligresti, l’imprenditrice arrestata la scorsa settimana dalla Guardia di Finanza nell’ambito dell’inchiesta Fonsai.
Jonella Ligresti, con il padre Salvatore, la sorella Giulia Maria e il fratello Paolo Gioacchino, è accusata di falso in bilancio, con l’aggravante del grave danno procurato ai risparmiatori, e manipolazione del mercato. Nel bilancio 2010 di Fonsai, la compagnia assicurativa all’epoca controllata dalla famiglia Ligresti – secondo l’accusa – sarebbero state sottostimate per 600 milioni di euro le riserve assicurative per evitare gravi ricadute in Borsa sul titolo.
«Devo fare qualcosa per le condizioni dei detenuti in carcere. Stando fuori non sai com’è qui dentro, non te lo puoi nemmeno immaginare». In futuro prometto di fare «qualcosa per le altre detenute che ho incontrato in carcere. C’è una donna di colore, che è stata arrestata per aver portato il figlio di tre anni all’asilo. Era agli arresti domiciliari e non poteva uscire».
«Si può fare la doccia soltanto una volta al giorno – spiega ancora Ligresti -. Un’ora d’aria è troppo poco per sopportare le sbarre». Tuttavia ammette di esser stata accolta bene dalle detenute. «Qui, tutte le detenute mi danno una mano, mi aiutano – prosegue – Anche tra il personale ho incontrato molta umanità. A Torino come a Cagliari, sebbene là la cella fosse un po’ più grande e accogliente. Anche là ero con un’altra detenuta, ma lo spazio era di cinque metri per cinque».
«Non merito il carcere, mi hanno strappato dalle braccia dei mie figli – ha detto ancora Jonella Ligresti -. Non mi sarei mai aspettata di finire qui dentro. Anche se sui giornali mi hanno già dipinta come una delinquente, credo fortemente nella giustizia e avrò modo di dimostrare che sono estranea alle accuse».
«Neanche mio padre meritava di essere trattato così. Ha 81 anni. È un uomo anziano», conclude.

(foto S.D., archivio GrIG)

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