Anche a fine anno un altro incidente di caccia mortale. Caccia in Sardegna stagione 2012-2013, morti e feriti (10).
Siamo a fine anno ed ecco un nuovo morto a causa dell’ennesimo incidente di caccia.
Scorre veloce la contabilità dei morti e feriti umani nel corso della stagione venatoria 2012-2013 in Sardegna.
Stefano Cara (18 anni, di Lodè, NU) è stato ucciso nel giorno del suo compleanno da un pallettone al petto di rimbalzo nei boschi del Montalbo, a Guzzurra (Lula, NU). Soccorso rapidamente, non c’è stato però nulla da fare. Indagano i Carabinieri della Compagnia di Bitti.
A novembre era, purtroppo, giunto il primo morto a causa della caccia, un bambino, ma l’invito – intelligente quanto giusto – degli stessi cacciatori dell’autogestita di Irgoli per uno stop alla caccia per una domenica per ricordare il povero Andrea Cadinu e per riflettere su un’attività sempre più rischiosa era stato accolto dai colleghi cacciatori con nuovi lutti. battuta di caccia al cinghiale, e per riflettere.
Purtroppo la riflessione è stata sparata da un calibro 12.
Purtroppo ancora non si comprende e non si vuol capire come la caccia sia l’unico divertimento che procura morte.
Attualmente, in tutta Italia, siamo a ben 45 morti (40 cacciatori, 5 persone comuni) e 74 feriti (62 cacciatori, 12 persone comuni) umani durante la stagione di caccia 2012-2013.
Nella stagione venatoria 2011-2012 in Sardegna vi sono stati quattro morti e quattordici feriti, tutti cacciatori (ad eccezione di un pescatore di origine romena), dei quali uno (Domenico Molino, nelle campagne di Ovilò, Loiri Porto S. Paolo) ucciso in circostanze inquietanti per cause legate al mondo venatorio e un altro deceduto per infarto durante una battuta di caccia. In tutta Italia 25 morti (24 cacciatori, 1 persona comune) e 70 feriti (59 cacciatori, 11 persone comuni).
Nella stagione venatoria 2010-2011 in Sardegna ci sono stati 4 morti, tutti cacciatori, e 11 feriti, dei quali 10 cacciatori e 1 persona comune, una ragazza che cercava funghi. In tutta Italia ben 35 morti, dei quali 34 cacciatori e 1 persona comune, ben 74 feriti, dei quali 61 cacciatori e 13 persone comuni.
Il trend rispetto agli anni precedenti è in deciso aumento.
I morti e i feriti fra gli altri animali in una stagione venatoria si stimano in centinaia di milioni.
Una vera strage, di umani e altri animali, così, per un divertimento.
Lega per l’Abolizione della Caccia, Gruppo d’Intervento Giuridico, Amici della Terra
Morti: Andrea Cadinu (12 anni, originario di Onifai, ma residente a Nuoro, colpito durante una battuta di caccia al cinghiale in svolgimento nei boschi di San Michele, Irgoli, NU); Paolo Serra (66 anni, di Arzachena, capocaccia d’una compagnia di caccia al cinghiale, colpito da un colpo partito dal proprio fucile mentre era alla posta nella macchia di Monti di Li Scopi, San Pantaleo, in agro di Arzachena, OT).
Feriti: Giancarlo Salis (51 anni, di Jerzu, nei canaloni boscosi dei Tacchi di Ulassai, OG); Stefano Cencetti (42 anni, comandante della Compagnia barracellare di Villa San Pietro, nelle campagne di Bacchixeddu di Pula, CA); Giovanni Raimondo Mele (62 anni, di Burgos, nelle campagne di So e’ Trancheri, fra Burgos ed Esporlatu, SS); Y.B. (50 anni, di Monserrato, ferito dal proprio fucile nelle campagne di Atzara, NU); Vincenzo Porcu (56 anni, poliziotto in pensione, colpito a una gamba da un proiettile di rimbalzo sparato dal proprio fucile nelle campagne di Montresta, SS); Nicolò Partis (28 anni, stato ferito al ginocchio da un colpo partito dal proprio fucile nelle campagna di Sibiola, nel Comune di Serdiana, CA); un pensionato (78 anni, di Jerzu, OG) del quale non sono state rese note le generalità (è stato ferito al piede destro da un colpo partito dal fucile di un compagno di battuta nelle campagna di Serr’e Mari, nel Comune di Tertenia, OG); Giacomo Sanna (55 anni, di Gonnesa, è stato ferito all’addome da un pallettone di rimbalzo nell’area mineraria dismessa di Malacalzetta, presso San Benedetto, Iglesias, CI).
da La Nuova Sardegna on line, 30 dicembre 2012
Nuova tragedia a caccia, muore un diciottenne di Lodè.
L’incidente è avvenuto stamane nel Montalbo di Lula. Il ragazzo è stato colpito al petto da un proiettile vagante. Lo sparatore ha ammesso le sue reponsabilità. Sul fatto indagano i carabinieri di Bitti.
LULA. Una nuova tragedia macchia le domeniche di caccia degli appassionati sardi. Stefano Cara, di Lodè, 18 anni compiuti oggi, è morto nella tarda mattinata, colpito al petto durante una battuta di caccia grossa a Guzzurra, nel Montalbo, vicino alla strada provinciale 3 che da Siniscola porta a Lula. Lo sparatore ha subito ammesso le sue responsabilità. Secondo la prima ricostruzione, si tratterebbe di un colpo di rimbalzo che avrebbe colpito il ragazzo mentre era fuori posta. Delle indagini si occupano i carabinieri della compagnia di Bitti.
da L’Unione Sarda on line, 30 dicembre 2012
Lodè, un’altra tragica battuta di caccia. Giovane muore nel giorno del suo compleanno.
Aveva compiuto diciotto anni oggi, e in auto custodiva la torta per la sua festa di compleanno. Un giovane di Lodè è stato ucciso in tarda mattinata, verso le 13.15, dal proiettile partito dal fucile di un compagno di caccia, nelle campagne di Portellitos lungo la provinciale 3 che collega Lodè a Lula. Alle falde del Montalbo la battura era praticamente conclusa.
La vittima, Stefano Cara, stava risalendo una stradina asfaltata per raggiungere il posto dove erano state parcheggiate le auto. A Monte un compagno di battuta si è visto passare davanti un cinghiale e ha sparato. La palla, munizionamento regolare per la caccia grossa, forse dopo essere stata deviata da un guard raill, ha raggiunto in pieno petto Stefano Cara, 18 anni appena compiuti, che si è accasciato a terra subito soccorso dagli amici. In zona è arrivato un’ambulanza da Lula e una medicalizzata del 118. Le condizioni sono apparse subito disperate. E’ stato inviato in zona un elicottero ma è stato tutto inutile, così come i tentativi dei medici di rianimare il giovane. I rilievi sono stati eseguiti dai carabinieri della compagnia di Bitti che hanno subito individuato chi ha esploso la fucilata mortale. Sono stati sentiti i partecipanti alla battuta mentre la salma è stata trasportata a Nuoro dove verrà eseguita l’autospia. Stefano Cara, che frequentava il quinto anno dell’istituto agrario a Siniscola, è la terza vittima di questa sciagurata stagione di caccia, dopo Andrea Cadinu, 12 anni di Nuoro e Paolo Serra, 66 anni di San Pantaleo.
(foto L.A.C., S.D., archivio GrIG)





da CagliariPad, 30 dicembre 2012
Un’altra tragedia durante una domenica di caccia, 18enne muore nel giorno del suo compleanno. Il ragazzo è la terza vittima di questa stagione, dopo Andrea Cadinu, 12 anni di Nuoro e Paolo Serra, 66 anni di San Pantaleo: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=755
da Sardinia Post, 30 dicembre 2012
CACCIA, GIOVANE DI LODÈ MUORE IL GIORNO DEL SUO 18MO COMPLEANNO: http://www.sardiniapost.it/cronaca/2369-caccia-giovane-di-lode-muore-il-giorno-del-suo-18mo-compleanno
da Sardegna Oggi, 31 dicembre 2012
Caccia, un’altra tragedia. A Nuoro 18enne ucciso da una fucilata: http://www.sardegnaoggi.it/Cronaca/2012-12-31/20381/Caccia_unaltra_tragedia_A_Nuoro_18enne_ucciso_da_una_fucilata.html
I cacciatori sono le prime vittime di un sistema che dà loro i fucili facendo credere a quella che è a tutt’oggi una massa di invasati di poter decidere sulla vita di esseri che loro reputano “inferiori” ma che a questo punto visto in che stato abbiamo ridotto questo mondo, dico io gli inferiori siamo noi; gli fan credere e si credono i paladini dell’equilibrio faunistico come se avessero il termometro dell’equilibrio dell’ambiente, di quanta selvaggina infestante c’è nell’ambiente; gente che anno dopo anno non si ravvede e non cerca nemmeno di farlo.
La violenza è una spirale e loro la vivono come valvola di sfogo, se sono anche agricoltori hanno la fissa di uccidere tutto, per cui sono i maggiori utilizzatori di pesticidi (in primis diserbanti) per uccidere dalle erbe alle farfalline, tutte infestanti ovviamente gli dicono, uccidere è la soluzione dei problemi. La selezione…
Ripeto loro sono le prime vittime di un mondo sempre più marcio ma io scusatemi compiango solo i loro cani mandati avanti in questa guerra senza senso e tutti questi poveri animali selvatici uccisi, feriti, allegre famigliole spezzate.
Vogliamo anche dirgli che fan tutta questa fatica e poi la carne che mangiano gli fa pure male?
Non esageriamo, qui siam troppo avanti per la categoria, il sistema che tanto gli vuole bene da dargli il fucile queste cose non gliele dice anzi.. la fettina di carne fa molto bene e l’agricoltura chimica a norma di legge è più sicura di quella bio mi raccomando.
Auguri..!
Reblogged this on i cittadini prima di tutto.
da La Nuova Sardegna, 5 gennaio 2013
Domani a Lodè. La caccia si ferma in ricordo di Stefano.
LODÈ. La comunità è ancora sotto choc per la morte di Stefano Cara, il diciottenne colpito da un pallottola vagante durante una battuta di caccia al cinghiale, domenica 30 dicembre, giorno del suo compleanno. I cacciatori di Lodè vogliono ricordarlo, per questo Tonino Sanna, presidente della riserva autogestita Su Narvone, propone per domani una giornata di silenzio venatorio e invita tutte le compagnie operanti in paese (ma anche altrove) a lasciare appese al chiodo le doppiette. I soci dell’autogestita realizzareranno una lapide in memoria di Stefano da sistemare a Portellitos, nel punto dove è accaduta la disgrazia. (b.a.)
da La Nuova Sardegna, 5 gennaio 2013
Senza gilet di sicurezza, multati due cacciatori. Dopo gli incidenti nel Nuorese il Corpo forestale ha intensificato i controlli Il comandante Serra: nel nostro territorio le prescrizioni sono rispettate.
ORISTANO. Dopo i tragici incidenti di caccia grossa accaduti recentemente nel Nuorese, gli agenti del Corpo forestale hanno intensificato i controlli sulla sicurezza in tutta l’isola per il corretto uso del gilet ad alta visibilità. Alla vigilia di San Silvestro diverse pattuglie del Corpo forestale e di vigilanza ambientale delle Stazioni dell’Oristanese, oltre ad accertare il corretto svolgimento dell’attività venatoria, hanno effettuato vari controlli sulle diverse compagnie di caccia grossa soprattutto nel territorio di Cuglieri e Santulussurgiu. Come ha confermato il commissario capo della Forestale, Giuseppino Serra, al termine degli accertamenti, sono stati multati due cacciatori, uno di Cuglieri, e l’altro del cagliaritano, sprovvisti entrambi del gilet di colore arancione che garantisce un’alta visibilità e una maggiore sicurezza a tutela degli stessi cacciatori impegnati nelle battute al cinghiale. Per loro sono scattate le sanzioni amministrative di 102 euro, in violazione alle normative regionali. «Due sole violazioni per il mancato utilizzo del gilet ad alta visibilità nei recenti controlli confermano che nell’Oristanese – ha sottolineato il commissario Giuseppino Serra del Corpo forestale di Oristano – i cacciatori stanno rispettando le normative emanate dalla Regione. Sino ad oggi non sono accaduti incidenti nell’Oristanese. Prudenza e rispetto delle norme sono basilari ma poi purtroppo accade anche l’imprevedibile come si è verificato di recente, quando quel proiettile dopo avere colpito una roccia è rimbalzato ferendo mortalmente il giovane cacciatore». Lo scorso anno in provincia di Oristano, si regustrarono tre incidenti mortali, a Marrubiu, Ales e Bosa. L’invito è di indossare sempre il gilet ad alta visibilità e rispettare anche tutte le altre e non meno importanti prescrizioni in materia di sicurezza. (e. s.)